[Prime Impressioni] Fairy Tale Inn

 scritto da Fabio (Pinco11)


DI CHE SI TRATTA
C’è la coppia tutta italiana Remo Conzadori e Paolo Mori dietro a Fairy Tale Inn, prodotto dalla CMON e distribuito da Asmodee (già disponibile in italiano, quindi), titolo che dietro a una coreografica ambientazione fiabesca propone una reinterpretazione, in chiave moderna dei concetti tipici del vecchio Forza4, applicandoci sopra una bella mano di colore, ottenendo, quale risultato, un giochillo rapido, frizzante ed adatto ad un pubblico davvero ampio.
Pubblico: familiare, anche se qualche partita di allenamento potrebbe volerci, per i più arrugginiti
Dati: 2 giocatori, 15-20′ a partita, 8+ (ma è giocabile anche prima …)
Dipendenza dalla lingua: nessuna 

IL GIOCO IN POCO
All’inizio di ogni partita si selezionano 5 personaggi tra gli otto disponibili e si collocano dentro al sacchetto di pesca le tessere corrispondenti (in genere sono 8 per personaggio, ma per un paio di essi 4 tessere restano fuori). Si piazzano 4 tessere nella plancia lista degli ospiti (il mercato), si danno una moneta al primo giocatore e due al secondo e si parte. In mezzo al tavolo troneggia una griglia 7×6 caselle all’interno della quale si faranno cadere le tessere ospite.
Al proprio turno chi gioca, semplicemente, sceglie dalla lista degli ospiti uno dei quattro gettoni disponibili (i primi due sono gratis, il terzo richiede il pagamento di una moneta ed il quarto di due) e lo fa cadere (esattamente come in Forza 4) dentro ad una delle colonne della struttura quadrettata (si deve fare attenzione a che la faccia colorata del gettone sia rivolta verso di se – questo servirà per i conti di fine partita). Alcune delle caselle fanno scattare degli effetti (ottieni monete, paga una moneta e rigioca, disattiva la capacità del personaggio), così come ogni personaggio potrebbe a sua volta far scattare degli effetti immediati. Si risolve il tutto e si passa la mano.
Si ripete il tutto sino a quando tre colonne sono riempite e si procede a quel punto ad attribuire le monete concesse da alcuni dei personaggi che premiano a fine partita. Chi ha più monete, vince …

COME SI PRESENTA
La prima sensazione che si ha è quella del classico deja vu , visto che la percezione immediata che il tutto restituisce, a partire dalla griglia 7×6, è quella di essere di fronte ad una sorta di replica del classicissimo Forza 4 (prometto che da ora in poi non lo citerò più, concedendomi solo ancora una ripetizione prima di fine recensione …). Poi si nota che al posto dei gettoni ci sono tessere e che c’è addirittura una caratterizzazione a tema fiabesco e che ogni tipo di personaggio produce degli effetti specifici.
Come materiali diciamo che il tutto la sua figura, soprattutto verso fine partita, la fa, anche se non è che gli standard qualitativi del predecessore siano stati poi superati in modo così clamoroso.
Il fronte – retro dei gettoni è reso da una sorta di effetto bianco e nero del retro, che è adeguato e, una volta fatta qualche partita, ci si fa l’occhio, ma alle primissime esperienze è possibile che vi ci perdiate un attimo a capire cosa ha l’avversario in dotazione …


SENSAZIONI
Di Fairy Tale Inn in giro si sente parlare onestamente pochissimo e devo ammettere di essere stato incuriosito assai dalle scarne informazioni e dal paio di foto che campeggiavano su BGG, dalle quali altro non si poteva intuire su di esso se non che si sarebbe trattato di una reimplementazione del noto Forza 4 (ok, mi sono bruciato anche l’ultima menzione che mi ero concesso …). Memore del fatto che Paolo Mori (coautore assieme a Remo Conzadori) diversi anni fa si era esibito in una variante a tema tombola (Augustus), ottenendo un ottimo riscontro di pubblico, mi sono avvicinato con ottimismo al tutto e vi spoilero subito il giudizio finale dicendovi che ho trovato Fairy Tale Inn un gioco leggero, facile da spiegare e divertente, che ha ripagato appieno le mie aspettative.

La prima cosa che si nota è che le regole stanno in 4 paginette, per cui il primo obiettivo che si poteva perseguire con un titolo come questo è stato raggiunto ed in effetti al tuo turno scegli una tessera, la infili nella griglia ed applichi gli effetti. Già qui i più attenti di voi avranno intuito la fondamentale innovazione proposta dal gioco, ossia il superamento del concetto di gettoni rossi e gettoni blu, a favore di cinque tipi diversi di gettoni, ciascuno dei quali produce effetti personalizzati. La primissima partita, dunque, rappresenta il fondamentale unico scoglio da superare per i meno avvezzi ai giochi da tavolo, ossia quello di entrare in questa nuova logica, ma alla fine tutto scorre decisamente veloce.

In se lo sforzo da compiere è solo mnemonico, ossia di ricordare cosa fa chi, ma nell’arco di pochi turni si capisce rapidamente come le differenze non sia poi così abissali e tutto gira rapido rapido, senza momenti di paralisi da analisi.
Facciamo un paio di esempi, per capire. 
Il lupo cattivo è uno dei personaggi più facili, perchè semplicemente a fine partita restituisce 3 monete per ogni riga in cui possiedi più lupi cattivi dell’avversario. In sostanza, se eviti inutili raddoppi, alla fine varrà 3 monete. Easy.
Cappuccetto Rosso a fine partita ti restituisce una moneta per ogni TUO personaggio che ha al suo fianco. Questo vuol dire che tu cercherai di piazzare, in seguito, altre tue tessere vicine a lui, mentre l’avversario cercherà di metterci le sue. Pinocchio funziona allo stesso modo, ma con le tessere avversarie (a fine partita).

I Porcellini funzionano restituendoti subito una moneta +1 per ogni TUO porcellino collegato (adiacente) a quello che piazzi, quindi tu cercherai di prendere più porcellini che puoi.

In sostanza quando giochi una pedina in alcuni casi questa ti restituirà subito dei gettoni, mentre in altri la sua presenza influenzerà le tue mosse successive, visto che cercherai, per massimizzarne gli effetti, di giocare un certo modo quelle vicine.
Per chi è abituato ai più semplici giochi tipo sim city questa è una delle logiche di base, per cui non siamo di fronte a niente di troppo innovativo, ma la trovata è stata quella di abbinare queste meccaniche di piazzamento a quelle di un classicissimo astratto d’antan, con l’effetto finale di ottenere un qualcosa di nuovo. Un poco come preparare una classica minestrone, ma utilizzando per insaporirlo qualche spezia, ottenendo così un risultato che, almeno per diverse serate, ti farà riscoprire un piatto che pensavi di aver dimenticato.
Tutto scorre in modo godibile e la sensazione di aver in qualche modo il controllo del tutto la si percepisce, soprattutto nelle prime partite, ma quello che forse forse tende a scricchiolare più alla lunga è solo il motore del gioco se messo sotto sforzo. Intendo con questo dire che se vi avvicinate a Fairy Tale Inn affrontandolo come un astrattone da risolvere (il fatto che ci siano caselle speciali, con bonus e malus, effettivamente aiuta in questo senso), ben presto coglierete come le scelte tendano a diventare obbligate e come la fortuna il suo peso lo abbia, eccome. Se tu inizi e ti trovi, per esempio, subito con un bel porcellino gratis, la prima cosa che vorrai fare in futuro, se al tuo turno ne esce un secondo e magari l’avversario te ne lascia un secondo (per non pagarlo 2 monete) da quel momento in poi ogni porcellino che vedrai per te sarà come un assegno da incassare. A volte poi il mercato non offre nulla di buono e le scelte diventano obbligate o quasi, per cui l’aspetto positivo è che difficilmente ti fermerai troppo a riflettere (ne beneficia il flusso di gioco), mentre l’altra faccia della medaglia è quella di non dover pretendere troppo.
Il gioco, insomma, ha lo spessore adatto per consentire a chi ci si impegna un premio, diventando quindi adattissimo per le famiglie, ma non pretendete di farlo diventare un’alternativa agli scacchi. Rispetto al più volte citato predecessore, dunque, abbiamo un qualcosa di indubbiamente più variegato e colorato ma, paradossalmente, meno deterministico e meno studiabile a tavolino. 
Se vi avvicinate a Fairy Tale Inn chiedendogli il giusto, avrete sicuramente soddisfazione.

FAQ1

Difficile? No e ho idea che l’8+ sulla scatola tenga conto più che altro dei conti da fare per giocarlo ‘facendo i conti a modo’.
Divertente? Si: ho sperimentato con giocatori il tutto e c’è sempre stata una seconda, se non una terza partita, di pura curiosità per vedere come gira nelle varie combinazioni.
Longevo? Abbastanza, ma non esageriamo. Diciamo che se ti ci metti sopra due pomeriggi interi forse un attimo il gusto ti può venire subito a noia, ma d’altra parte quale filler puoi metterlo in tavola per dieci partite di fila senza annoiarti? Il suo compito è quello di occuparti delle mezz’ore, non certo delle giornate intere …
Adatto per la famiglia? Certo: è il suo target ideale!
PRO
Una intelligente reimplementazione di un classico, abbastanza simile per attirare chiunque, abbastanza diversa per essere un gioco completamente nuovo
Gira veloce
C’è variabilità, donata dagli otto personaggi (ed è facile che possano essere proposte espansioni)

CONTRO
Un paio di personaggi sono dei virus ed un paio delle palle al piede. E’ possibile che la mancanza di varietà si avverta presto, per cui un paio di personaggi in più non sarebbero guastati.
Odio le espansioni e qui sono davvero telefonate …
Potrebbe cadere, come fascia di prezzo, un pelo più in alto di quanto vi attendevate (avendo come riferimento il ripetutamente citato ispiratore…)

FAQ2

Quali sono i personaggi?
Dai, vi concedo ancora qualche secondo per indovinare chi siano i personaggi delle fiabe più noti. 5..4…3..2…1… Ok: Pinocchio, Cappuccetto Rosso, I Porcellini, La Principessa, La Regina Cattiva, il Lupo Cattivo.
Perchè hai detto che un paio sono dei virus?
Perchè un paio di personaggi danni punti crescenti se si riesce a cumularli. Il primo porcellino concede una moneta, mentre l’ottavo ne dà 8 (se sei così fortunato tu e poco accorto l’avversario) e lo stesso vale per la Principessa. In certe situazioni diventano inarrestabili.
Tutti equilibrati i poteri?
No. Le partite cambiano completamente a seconda dei personaggi che sono presenti. Tutto ciò contribuisce alla varietà del gioco. Alla regina cattiva, però, faccio davvero fatica a dare un senso … 😉
Ringrazio Asmodee per la copia di review concessa.
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