[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Robo Rescue e altri 6! (+ dettaglio)

Buona domenica a tutti!

Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo rifatto percorsi robotici, abbiamo occupato strade per maggioranze di quartiere, abbiamo spezzato le catene che ci tenevano legati, abbiamo respirato una seconda opportunità, abbiamo trovato l’anello che ci mancava, abbiamo creduto in mondo meraviglioso e abbiamo combattuto contro eroi pieni di velleità.

Buona lettura!


PILLOLE

[Antonio-Figlio di Griffin] Robo Rescue • 2-4 giocatori • 10+ • 60′ • giocato in 3 • 90 minuti compresa spiegazione

Organizzo una serata da me con una new entry nel nostro piccolo sodalizio ludico – Marcello – per provare il nuovo KS di Tore.

Quest’Ultimo ci spiega le regole e le modalità di spostamento robot su mappa grazie alla programmazione delle carte giocate.

Dopo ogni spostamento si possono fare due azioni tra quelle indicate sullo spazio raggiunto.

Ogni volta che si programmano gli spostamenti si possono utilizzare anche dei token per modificare passi, attraversare muri, saltare ostacoli et cetera.

L’obiettivo è quello di montare tre motori prima degli altri giocatori e volare via con la propria astronave.

Ogni giocatore ha una plancia personale con ben sei modalità per poter costruire motori: completamento di due serbatoi d’olio, collegamento di due tratti di cavo in linea o in cerchio, raccolta di quattro (costosi) chip o raccolto di due (ancora più costosi) cubi energia.

Tore e Marcello partono un po’ più lenti e guardinghi rispetto a me che, invece, punto a raccogliere subito olio e dadi da tirare per raccogliere cavi.

Questa mia strategia alla fine paga perché – anche grazie a tiri di dadi fortunati – riesco a circondare un circuito coi cavi (primo motore), a riempire un serbatoio di olio (secondo motore) e a raccogliere quattro chip (terzo motore).

Il gioco ci ha soddisfatto e divertiti parecchio, lasciandoci con la voglia di una seconda partita aggiungendo magari qualche modalità espansiva.

A me poi, al di là della vittoria, è piaciuto particolarmente perché il gioco, con la sua programmazione del movimento grazie alle carte, mi ha ricordato quel Mechs Vs Minions che tengo, detengo e trattengo (con orgoglio) in collezione!

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[Antonio-Figlio di Griffin] Chandigarh • 2-4 giocatori • 10+ • 45-60′ • giocato in 3 • 50 minuti compresa spiegazione

Nella stessa sera, dopo Robo Rescue, propongo a Tore e Marcello di provare questo titolo acquistato on-line per raggiungere un minimo d’ordine senza spedizione.

Dopo aver spiegato le semplici regole di spostamento e di posizionamento sulle tessere centrali, ci immergiamo in questo gioco di maggioranze e scelta carte da un mercato.

Le carte vengono scelte per prendere edifici e attivare conteggi inter-turno, sempre con l’obiettivo di posizionare edifici e propri marcatori in vista del conteggio finale e di assegnazione punti in base a maggioranze di presenza sulle strade.

Riusciamo un po’ tutti a piazzare e a sfruttare carte, con Tore un po’ più perplesso sulla “programmazione a medio-lungo termine” dei piazzamenti.

Io e Marcello, infatti, riusciamo a prendere più specialisti e a mettere più marcatori per il conteggio punti sulle strade.

Specialisti e marcatori che ci regalano più punti di Tore che resta indietro perplesso e non troppo convinto dell’esperienza di gioco.

Anche Marcello, a dispetto della vittoria, resta un po’ freddo sul titolo che non gli ha fatto venire tantissima voglia di reintavolarlo, valutandolo un blando titolo di maggioranze non troppo sfidante.

Da secondo in classifica e da proprietario del gioco, invece, a me è rimasta assolutamente la voglia di riprovarlo per poterne valutare meglio strategie e potenzialità, sperando di portare a casa una vittoria.

Materiali davvero di pregio per un titolo che, onestamente, valuto come non imprescindibile nella categoria di quelli con meccaniche di piazzamento e maggioranze.

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[Gianluca di Picardia] Spartacus + Esp. • 3-4 giocatori (3-7 giocatori con espansione) • 14+ • 120′ • giocato in 6 • 3 ore

Ci ritroviamo in sei per una partita a Spartacus, dove vestiamo i panni di Dominus romani impegnati a gestire scuole di gladiatori, accumulare ricchezze e influenza e, possibilmente, rovinare la giornata agli avversari.

Per evitare di dover prendere ferie, decidiamo di partire con un’influenza già molto alta, accorciando così la corsa verso la vittoria.

Il gioco alterna intrighi, durante i quali si cerca di ostacolare gli avversari, aste per acquistare gladiatori ed equipaggiamenti e combattimenti nell’arena, risolti attraverso una quantità di dadi che farebbe invidia a un casinò.

Personalmente ho apprezzato soprattutto gli intrighi e le contrattazioni, dove accordi e promesse durano generalmente fino alla prima occasione per rimangiarseli. Molto meno convincente l’arena, dove la fortuna ha un peso che considero eccessivo.

Il problema principale, però, è il downtime. In sei i tempi morti diventano enormi e può capitare di trascorrere un’intera partita senza riuscire mai a mandare un gladiatore nell’arena, limitandosi a guardare gli altri divertirsi.

Concludiamo dopo circa tre ore, nonostante l’influenza iniziale avanzata. Nel complesso Spartacus non mi ha particolarmente convinto: buona l’interazione, ma troppi dadi e tempi d’attesa che rischiano di compromettere il divertimento.

Probabilmente lo apprezzerei maggiormente con meno giocatori, anche perché va bene interpretare un Dominus romano, ma passare tre ore sugli spalti non era esattamente quello che avevo in mente.

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[F/\B!O P.] CO2: Second Chance • 1-4 giocatori • 12+ • 60-120′ • giocato in 3 di cui 2 alla prima partita • 150 minuti con spiegazione

All’urlo di “Buongiorno polpettine, chi gioca stasera?” rispondiamo io e Gabriele. Alberto ci propone Ships di Wallace, se si aggiunge un quarto, oppure un noto titolo sull’anidride carbonica di un discusso autore portoghese. Quando entro nella tana trevigiana vedo che è già apparecchiato e allora alziamo l’asticella di mezzo punto, costruiamo centrali rinnovabili e conteniamo l’inquinamento!

Al vostro turno svolgete un’azione principale tra proporre un progetto, preparare l’infrastruttura o costruire una centrale. Potete inoltre eseguire azioni esecutive, come spostare uno scienziato, operare nel mercato dei permessi di emissione (CEP), usare una carta lobbista o rivendicare un obiettivo ONU. Per costruire occorrono progetti, infrastrutture, denaro e CEP; i permessi si comprano e vendono in un mercato il cui prezzo varia. Le centrali verdi forniscono energia pulita e punti (ogni regione accetta solo alcune tipologie). A fine decennio si distribuiscono i redditi, si copre la domanda energetica e si risolve un evento ambientale. Nel competitivo vince chi ha più punti vittoria, ottenuti da centrali, competenze, obiettivi ONU e aziendali, denaro e CEP.

Esiste anche una versione cooperativa, ma Alberto – che sostanzialmente non apprezza i collaborativi – dice che questa è proprio rotta. Dunque ognuno per sé a farsi la reputazione migliore. La spiegazione tutto considerato non è lunghissima né particolarmente intricata: si progetta, si costruisce, si produce tanto o poco inquinamento, si aumenta l’energia pulita. Niente a che vedere con quella che mi fece un paio di mesi fa con Lisboa…

Per me che sono un esordiente, la previsione degli eventi catastrofici in arrivo è un ottimo punto di partenza e orientamento per la mia strategia basica: cercare di non farmi trovare scoperto. Il secondo livello di indicazione è che, per avere il mio colore in una determinata area geografica, posso erigere solamente i tre tipi fissati durante la preparazione (idroelettrica, eolica, solare, riciclo, forestazione). Facendo ancora un passetto a ritroso dal traguardo alla partenza, mi servono soldi e permessi, che mi ingegno di ottenere piazzando i progetti giusti nei posti giusti del tabellone. Lineare, no?

Il primo aspetto con cui scontrarsi è che, una volta presentato un progetto, su quel sito chiunque può costruire infrastruttura e centrale. Poi il pianeta diventa sempre più energivoro con il passare delle decadi, pertanto non riusciamo a coprire tutta la richiesta e il tracciato delle emissioni sale paurosamente. Per qualcuno è un problema pure procurarsi i CEP necessari, mentre io da quel punto di vista sono tranquillo, poiché ho una solida maggioranza in due regioni in cui sono abbondanti.

Alla fine della mia partita sono soddisfatto, nonostante l’ultimo posto. Alberto (vincitore) e Gabriele sono una decina di punti più avanti e quello che mi è mancato è “soltanto” un po’ più di tempismo sugli obiettivi ONU, un paio dei quali ho perso per un soffio. Posso immaginare quanto sia sfidante nella versione collaborativa e un giorno mi piacerebbe provarla ^_^

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[White Winston] Il Signore degli Anelli: il destino della Compagnia • 1-5 giocatori • 14+ • 60-150 minuti • giocato in 3 • 1 ora e 30 minuti

Dopo i primi due tentativi finiti male, credevo che i miei figli si sarebbero lasciati scoraggiare… e invece no. “Babbo dobbiamo riprovarci!!!”. Musica per le mie orecchie!

Questa volta però partiamo bene e ottimamente organizzati, lasciando truppe a fare da blocco in ogni crocevia e spostando rapidamente Frodo e Sam in modo da tenerli al riparo dai Nazgul e dall’occhio di Sauron.

Riusciamo quindi a gestire bene tutta la partita, portando a casa le missioni e accumulando i simboli giusti per quella finale. Complici un paio di eventi favorevoli, riusciamo a portare Frodo e Sam sulla cima del Monte Fato con fin troppa facilità e a gettare l’Unico Anello tra le fiamme del vulcano.

Questo gioco non è un semplice Pandemic… ma un generatore di storie ed emozioni, grazie all’ambientazione potentissima del Signore degli Anelli! Un vero must per chi ama i coop o anche soltanto per chi è appassionato del capolavoro di Tolkien!

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PILLOLE SOLITARIE

[Antonio-Figlio di Griffin] IT’S A Wonderful WORLD • 1-5 giocatori • 14+ • 45′ • giocato in solo • 30 minuti a partita

Rispolvero questo titolo dallo scaffale perché un mio amico me lo aveva ricordato una sera precedente.

Prima di offrirlo a una partita a più giocatori, decido di rifare qualche partita in modalità solitario.

Rileggo facilmente e velocemente il regolamento che non ricordavo così breve, chiaro e pieno di immagini esplicative.

Faccio ben cinque partite ma in nessuna riesco a superare il numero più basso indicato nel regolamento, risultando cinque volte dilettante!

La cosa che non sono riuscito a fare è stata inanellare produzioni coerenti con le carte scelte, risultando sempre povero nella fase di costruzione e non riuscendo a raccogliere carte con punti alti o moltiplicatori alti.

Costruire carte per produrre risorse utili a costruire altre carte nei round successivi è il segreto per giocare bene questo gioco, cosa che non mi è praticamente mai riuscita stasera.

A dispetto dei deludenti risultati mi è piaciuto molto rigiocarlo in solitario, unica configurazione in cui l’abbia mai giocato da quando lo posseggo, stranamente.

A brevissimo quindi vedrò di intavolarlo almeno in 3-4 giocatori, per assaporarne il potenziale più competitivo e cercare di essere più massimizzante col punteggio…anche se la vedo davvero dura pensando ai miei avversari con la combo-attitude.

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[Ramon-Me against the bots] Super Boss Monster • 1-4 • 14-99 anni • 30 minuti• giocato in solo • 50 minuti con lettura regolamento.

Nel 1997 si affacciò sul panorama videoludico un gioco molto originale. Il suo nome era “Dungeon keeper”. Come suggerisce il titolo,nel gioco saremo degli architetti di sotterranei in cui potremo posizionare ogni genere di mostro/trappola per mandare al creatore i malcapitati eroi che vi si avventureranno.

A distanza di quasi 30 anni mi ritrovo a giocare questo titolo che ripropone quelle dinamiche,ovviamente declinandole sul tavolo da gioco. Super Boss Monster è un gioco di draft carte con elementi di set collection. Tutta la grafica del gioco è in pixel art e le carte hanno continui riferimenti alla cultura nerd,il che mi ha divertito.

Dopo aver letto il regolamento,che è scritto in maniera chiara e sintetica, mi appresto a iniziare la partita costruendo la prima delle 5 stanze a mia disposizione. Il flusso di gioco è molto semplice,anche se ha diversi passaggi turante il turno. Intuisco fin da subito che è meglio puntare tutte le energie sul avere in mano carte che facciano danni diretti agli eroi. Riesco così a gestire bene la prima ondata dei tre eroi che appaiono ad ogni turno.

Nel secondo turno uso la stessa strategia,costruendo un’altra stanza che va in sinergia con quelle già costruite. Riesco anche a migliorarne una ,portandola a fare sempre più danno. Anche in questo caso gestisco senza problemi gli eroi.

Nel terzo turno iniziano i guai,ne senso che il gioco si ripete nella stessa identica maniera. In maniera molto faticosa portò a termine il round. Neppure la comparsa degli eroi epici mi stimola molto. Ero già ampiamente pronto ad affrontarli. Concludo la partita con più di 30 punti,andando nella fascia alta della scala di punteggio indicata dal regolamento.

In conclusione questo titolo mi ha lasciato tiepido. L’art delle carte è molto simpatico e sicuramente ben fatto. La scatola ha un intelligente organizer interno e l’idea di base è carina. Purtroppo il gioco non mi ha dato un effetto wow, rimanendo un po’ insipido al mio gusto. L’età di 14+ penso possa essere rivista al ribasso, dato le meccaniche. In generale un titolo che ho deciso di non tenere in collezione, ma che penso possa piacere a dei nuovi giocatori, data l’art e la resa visiva al tavolo.

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CONTENUTI AUDIO E VIDEO

Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana F/\B!O fa nuovamente un unboxing con descrizione dei componenti con apertura della scatola di Kalyatiks, di Jean-Jacques Derghazarian, gioco da tavolo edito da Djeco.

Nella sezione podcast trovate, questa settimana, l’intervista possibile fatta da me e Tore a Matteo Colangeli, responsabile dei tavoli della BG Solutions.

Poi due belle e spassose chiacchiere su quello che è Lucca Comics da sessant’anni a questa parte.

ENIGMI E SALUTI

Il dettaglio della settimana scorsa è stato svelato da L0G1 che ha subito riconosciuto la scatola di Concordia.

Il nuovo dettaglio da scoprire è il seguente:

Giocate, osservate sempre bene pensando, magari, alle scatole che già possedete! A domenica prossima!

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