PLAY 2026 – Redazione GSNT #3 [Report]

Pensavate di aver visto tutta PLAY?
Nemmeno per sogno … e anche se i ricordi di Play sfumano la fiera continua attraverso gli occhi di altri redattori, ovvero la vecchia chioccia e i giovani e grandi pulcini!


Play, ovvero LA FIERA del gioco in Italia, almeno per me! Appuntamento irrinunciabile perché posso giocare (ma quello lo posso fare, quasi tranquillamente, anche a casa!) ma, soprattutto, perché posso stare con gli amici di GSNT (eh sì siamo una redazione sparpagliata per l’Italia) in primis con l’amico Andrea, che se avessi il teletrasporto lo userei volentieri per vederlo più spesso, anzi molto più spesso e poi Play ovvero la fiera dove posso dare volti alle mail che ci scambiamo nel corso dell’anno con le persone.
Non racconterò i giochi nel dettaglio, quello lo potete leggere nei nostri report su Telegram, nel report sul WarGame che trovate qui e nei mille report che ci sono in giro su tutti i siti e sui social di influencer (e supposti tali … che diventano quotidianamente di più); ma racconterò la fiera per me e le emozioni che mi ha trasmesso.

EMOZIONI:

  • Quando torni a casa con la scatola di Status. Nova Lectio sketchata da Alan e firmata da Paolo.
  • Quando da dvGames giochi il primo turno di World Order spiegato in modo impeccabile e pensi: ”davvero bravi questi dimostratori … e io i giochi proprio non li so spiegare, hanno ragione i miei amici”.
  • Quando la mattina distribuisci il volantino per La Caccia al Timbro (arriveranno i premi non temete!), e poi nella chat Telegram leggi: “oggi la nostra giornata è iniziata bene perché abbiamo salutato Davide
  • Quando chiedi da GiochiX se c’è un posto per provare La Disfida di Barletta e il dimostratore ti dice: “ma io la tua voce la conosce, fai il podcast vero? Vi ascolto sempre, bravi continuate così”.
  • Quando metti un timbro per il terzo anno alla stessa bambina che cerca simarillon(Davide) per farsi fare il timbro e vedi la gioia nei suoi occhi.
  • Quando da Clementoni fai un giocaCon e giochi prima a Secret Society (con giocatori agguerritissimi non mi era mai capitato ed è interessantissimo, con logiche e meta-giochi molto sottili) e poi spieghi il bellissimo Drama Lama a persone che non conoscono GSNT (ne esistono quindi dobbiamo ancora migliorare un po’ la nostra comunicazione!).
  • Quando, per caso, giochi a Military Operation against Taiwan 202X con la stessa persona con cui avevi già lo scorso anno e ti dice: “continuate così siete tra i pochi che continuano a scrivere, non commento mai ma vi leggo sempre e siete la mia compagnia quotidianae poi il suo commento lo fa nel report dei WarGame
  • Quando nella MS Lounge (appuntamento immancabile per chi parla di boardgame) giochi a Tornado Splash, il più bel gioco provato e giocato in fiera e ti dicono, nemmeno nei test interni abbiamo visto una curva tirata così bene e stretta alla prima boa (eh sì i giochi di corsa sono proprio il mio!).
  • Quando da Red Glove stai parlando con Federico e ti fa vedere il prossimo gioco di Testini sul calcio Roll&Goal, mentre chiacchierate di scuola, di dazi, di politica internazionale e pensi questo gioco spaccherà e non vedi di provarlo nella sua versione definitiva!
  • Quando Tore, uno dei lettori più affezionati ti chiede dove sei e per regalarti un libro, con dedica, di Guido Damini, proprio mentre stai finalmente giocando a Cuba Libre , il CoIn che aspetti di giocare da una vita, nell’area di Ludostoria e pensi ma come ho fatto a non giocare a questa piccola perla.
  • Quando sei nello stand di Giochi Uniti per la festa dei 25 anni e vedi Valeria per un saluto veloce (e la promessa di vedersi a Lucca Comics & Games, prima o poi), ma, soprattutto, giochi a Boxtop Pinball La Casa Stregata (divertente se lo prendi per quello che è!), eri bravino con il Subbuteo e una presa in giro con SimoneM  non può mancare! Insieme alla birra gentilmente offerta (complimenti Giochi Uniti!!!).
  • Quando con la birra in mano presa da Cranio Creations stai facendo la foto di gruppo e passa un gruppo di lettori del BLOG, che si inchinano dicendo: “ragazzi continuate così. Listone e Articolone sono la nostra guida! Inimmaginabile una Play senza!” … e non sai se sei più contento per il ‘ragazzi’ o per il ‘continuate così’ e poi pensi allora lo sforzo che si fa ogni anno è premiato (NOTA e poi se lo vedi anche in mano a Ciccio Lancia di Radio DJ!!!!).
  • Quando a sorpresa incontri la voce Compagna di Podcast e ti fai la promessa di passare di nuovo qualche sera a registrare Podcast … Matte non tradirmi!
  • Quando pensi a tutte le persone che sei riuscito a salutare e che se le mettessi saresti sicuro di dimenticarne qualcuna ma ci provi lo stesso (Luca di Isola Illyon, Simone di Two Little Mice, Simona di Red Glove, Davide ed Emanuele di CreativaMente, Franceso di Clementoni, Giuseppe di BlacKnight, Marco nell’area de BG Storico, Marco di Ludostoria, Paolo di Ingenioso Hidalgo Giampaolo di Little Rocket Games [Alessandra quando riuscirò a salutare anche te?], Alessandro di Ergo Ludo, Emanuele di Creardo e poi ancora Alan, Paolo, Max, Francesco, Andrea, Jacopo, Mauro, Teo, Luca, Matte…) e tutti quelli che ho dimenticato.
  • Quando vedi l’area sorica così piena … e da laureato in Storia e appassionato di giochi a tema storico ti senti contento per quello che sta succedendo.

Grazie, semplicemente grazie. Grazia a Play per le emozioni che mi ha regalato e grazie a voi per aver reso questa Play indimenticabile … non so se tornerò l’anno prossimo (è sempre un po’ più difficile per tante ragioni!!!) ma sapere di poter vivere emozioni così è un motivo in più per prendere il calendario e segnalare già la data di Play 2027.  

Avere a disposizione solo poche ore di libertà in fiera tra i vari impegni personali significava dover fare delle scelte precise. Questa mia Play 2026 è stata comunque un’esperienza intensa, a partire dal piacere di incontrare per la prima volta dal vivo i membri di Giochi sul Nostro Tavolo. Poter dare un volto a tutta la redazione e ai recensori è stato il punto di partenza ideale: dietro al Listone, alla caccia ai timbri e al lavoro quotidiano sul blog ci sono persone competenti e umanamente fantastiche.

Il Padiglione del Boardgame Storico: Ho passato una buona parte del tempo a spiluccare tra le varie realtà di quest’area della fiera. Si tratta di uno spazio vitale per gli appassionati, ricco di progetti di nicchia, simulazioni tese e realtà che portano avanti la cultura della memoria attraverso il regolamento. Nota speciale per ASL (Advanced Squad Leader): mi ha fatto davvero piacere vedere che tutte le demo fossero già prenotate, segno che smuove ancora molto interesse anche tra i nuovi giocatori.

2 Giugno 1946 – Per libera scelta di popolo: Tra i titoli presenti nel padiglione storico, ho approfondito questo specifico progetto godendomi una demo guidata direttamente dall’autore. Si tratta di un titolo dal forte valore civile, che ricostruisce con rigore il delicato passaggio politico nostrano tra Monarchia e Repubblica.

Bella Ciao: Sempre sul filone della memoria, allo stand di BoardHouse ho conosciuto l’autore Mauro Mola e visionato questo gioco edito da BlacKnight. Incentrato sulla Resistenza a Torino, riesce a tradurre la gestione della clandestinità e le tensioni della guerriglia partigiana in un sistema di regole solido e prettamente strategico; un titolo che attendo trepidamente per l’uscita a fine anno.

La possibilità di dimostrare Dark Blood: La fiera mi ha offerto anche l’opportunità di passare dall’altro lato del tavolo. Mi sono occupato di spiegare questo specifico progetto presso lo stand di Weega, che si dimostra sempre una fonte preziosa di titoli interessanti e difficilmente reperibili in Italia (banalmente, erano gli unici in tutta la fiera ad avere il famoso Tycoon: India 1981, poi vincitore del Goblin Magnifico). Per quanto riguarda il gioco in dimostrazione, si tratta di un fantasy cupo e asimmetrico ancora poco noto al grande pubblico, ma con elementi di profondità interessanti; è stato stimolante presentarlo ai visitatori e testare le loro reazioni.

Legends of Mille Miglia: Sul fronte delle anteprime, ho guardato da vicino la Definitive Edition prodotta da WBS, presente sempre in demo presso lo stand di Weega, assistendo alla spiegazione dell’autore Carlo Amaddeo. Questa nuova versione aggiorna i materiali e calibra le meccaniche di gara, cercando di restituire la tensione strategica e il fascino vintage della storica competizione automobilistica.

I progetti dell’INFN: Nota di merito per lo spazio dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. È interessante vedere come una realtà universitaria di questo livello utilizzi il gioco da tavolo come veicolo per fare divulgazione scientifica. Il loro titolo I Primi 20 Minuti ne è un esempio concreto che sicuramente andrò ad analizzare meglio a breve.


Il lunedì mattina, rientrare a scuola dopo Play ha un sapore tutto suo. Avevo appena parcheggiato la macchina e un gruppo di ragazzi mi circonda nel cortile chiedendomi: “Prof, com’è andata? Cosa ha portato di bello da Play?”. Quell’entusiasmo, ogni anno, è la conferma migliore che vale la pena esserci — e che il “verbo del giocare” continua a fare proseliti.

Ma questa edizione è stata diversa dalle altre. La prima vissuta da membro ufficiale della famiglia GSNT: maglietta e la consapevolezza di dover raccontare, oltre che giocare. La scrittura richiede tempo e cura, lo so bene, ma la voglia di condividere ha avuto la meglio. Avviso ai lettori: quando sono a un tavolo do tutto me stesso, e spesso le fotografie finiscono per dimenticarsi da sole. Fidatevi delle parole.

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Il primo giorno l’ho vissuto in incognito, senza maglietta ufficiale, per godermi la fiera da giocatore puro. Ho trascorso la maggior parte del tempo allo stand di Cranio Creations, dove mi sono innamorato di Nippon Zaibatsu: questa nuova edizione, con materiali migliorati e meccaniche di produzione e controllo aree che non stancano mai, è stato senza dubbio il titolo della fiera per me.

Sempre con Cranio Creations ho provato Planet Bee, un piazzamento tessere dove la gestione dell’acqua e le combo sono centrali; La Palude di Feya, che riprende l’anima di Terra Mistica rendendola più snella e accessibile senza sacrificare la profondità; e Minikin City, un filler veloce e scalabile che ho acquistato sul posto e che ha già fatto furore durante il ponte del 2 giugno. Un’incursione anche da Tesla Games per Chandigarh, casual game ambientato in India con una struttura meccanica solida — la veste grafica avrebbe potuto osare qualcosa di più, ma il gioco regge.

Il sabato è stato il giorno della maglietta ufficiale, degli abbracci e delle chiacchiere. Ma i tavoli non sono mancati. Da Giochix ho testato Click A Tree di Rosenberg, un piazzamento tessere su alberi da frutta che mi ha convinto più di quanto mi aspettassi, e Dominance, gioco di maggioranze con splendide monete di metallo che mette a dura prova chi, come me, non è esattamente a suo agio con il bluff. Ho provato anche World Order (Ghenos/DV Games), con un motore di produzione risorse davvero stimolante, pur essendomi scontrato con avversari evidentemente più scaltri di me. Menzione d’onore per Ants, giocato direttamente con l’autore Renato: sviluppo della plancia ed evoluzione delle carte ne fanno un titolo che il premio vinto se lo merita tutto.

Il momento clou della giornata, però, è stato il torneo di Toy Battle. Non ero certo il favorito, ma sono riuscito a intrufolarmi nel tabellone e — incredibilmente — ho battuto al primo turno Flavio (“Meeple con la camicia”), portando la bandiera GSNT fino alle semifinali, dove il magistrale Jacopo ha messo fine alla corsa

Domenica si è aperta con i titoli più attesi. Da Giochi Uniti ho affrontato la prima sessione della campagna di Tainted Grail: Il Re della Rovina: se già il primo capitolo mi aveva conquistato, questo mi ha letteralmente travolto. L’atmosfera è qualcosa di raro, e non vedo l’ora di averne una copia tra le mani.

Allo stand Asmodee ho finalmente provato Tag Team, gioco di combattimento per due con un mazzo che non si mescola mai ma si gestisce inserendo le carte sopra o sotto — un sistema che premia la strategia e garantisce una longevità notevole grazie alla varietà di guerrieri e poteri. Con Cogo ho poi testato due titoli molto diversi: il prototipo di Foundations (Creardo), ispirato ai romanzi di Asimov con meccaniche già convincenti nonostante qualche grafica da rifinire, e The Old King’s Crown, che — come avrete già letto altrove — veste benissimo ma non ci ha del tutto persuaso sotto il cofano.

Non si può non menzionare la festa per i 20 anni di Giochi Uniti e DV Games: birra, taralli, caccia alle spille e quella bella sensazione di comunità che rende Play qualcosa di più di una semplice fiera.

Sul tragitto di ritorno con Davide ho avuto modo di riflettere. Passare dall’altra parte — quella di chi racconta invece di giocare soltanto — all’inizio mi spaventava. Poi l’entusiasmo ha preso il sopravvento, come sempre. Ora comincia il conto alla rovescia per la prossima edizione, con il GiocAosta all’orizzonte a fare da ponte e, un giorno, il sogno di Essen a fare da stella polare.

La Play 2026 è iniziata, la Play 2026 è finita. La mia terza, considerando anche l’ultima tenutasi a Modena. Vivo ogni edizione di questa manifestazione con l’attesa prima, il coinvolgimento durante e l’hangover finale delle gite scolastiche di tempi ormai andati. L’attesa è fatta di costante ansia e trepidante attesa: ansia “buona” che mi spinge a controllare più volte al giorno i contatti social della Play, delle case editrici, dei content creator, oltre – ovviamente – alle pagine di Giochi sul nostro Tavolo, alla ricerca di anteprime, novità e delle prenotazioni dei tavoli; attesa altrettanto “buona”, come di ogni cosa bella.

Quanto al coinvolgimento, ogni giorno della Play, dall’ingresso all’uscita, lo vivo come dentro ad un acquario, uno spazio chiuso, isolato, a prova del “rumore” esterno: mi immergo, esploro, conosco e poi riemergo. Il dopo-sbornia finale, poi, non è uno, ma trino e mi raggiunge alla fine di ogni giornata: rischio grosso, è come se riemergessi senza le pause di decompressione; sono stanco, piuttosto intontito, gli occhi mi bruciano e non vedo l’ora di farmi una doccia, doccia che porta via sudore e stanchezza e mi restituisce, vividi, i ricordi della giornata appena trascorsa, nemmeno stessi facendo un backup.

La Play 2026 è stata la migliore delle tre, per vari motivi. La mia road-to-the-Play è iniziata quasi contemporaneamente alle prime collaborazioni con GSNT e, in particolare, con la preparazione di due podcast di Hype da 0 a 100, dedicati ad essa e registrati con il Mastro Jedi FAPOS e con il compagno anziano di avventure, Alex di Giochi da Tavolo Live. L’attesa dell’edizione di quest’anno, quindi, è stata una lunga sessione di allenamento, che mi ha fatto arrivare allo start sentendomi sicuro di me stesso e ansioso di dimostrare i frutti dell’allenamento. Infatti, la Play 2026 mi ha visto seduto a più tavoli, fare la conoscenza di autori (designer e artisti), cosa mai successa prima e muovermi tra i tanti appuntamenti presi grazie alle prenotazioni con la soddisfazione di sapere cosa avrei fatto di lì a un’ora, avendo fatto i giusti sacrifici alla divinità nota sotto il nome di MANIA DEL CONTROLLO.

Persino gli acquisti non li ha fatti tutti la scimmia che vive sulla mia spalla sinistra, ma sono stati per la gran parte quelli decisi durante la fase propedeutica alla PLAY. Non dirò della Fiera di Bologna e degli spazi vivibili nonostante le temperature esterne e l’affollamento, dei bagni sempre disponibili e puliti, dei prezzi alti dell’area food, ma dirò della gioia che ha riempito occhi e cuore nel fare la conoscenza diretta di tanti redattori di GSNT e di un caro amico del canale Telegram, miei fari nella notte senza fine delle mille uscite ludiche, giganti sulle spalle dei quali viaggio per riconoscere da lontano perle nascoste ed evitare trappole insidiose. Non li citerò per non far torto a nessuno, considerando che mi sono anche prodotto in un paio dei miei famigerati scivoloni sociali – Play durante (perdono, LarryG, ero sicuro di averti già salutato), ma i ricordi più belli di questa edizione sono due: la foto di gruppo e la cena del sabato sera e non aggiungo altro, perché sono miei e solo miei rimarranno. La parte nostalgico-sentimentale è terminata, adesso mi dedico ad alcuni dei giochi che ho provato..

Tornado Splash (Arclight Games – 2025),non è una novità, ma è divertentissimo, veloce ed adatto a tutti. Si giocano le proprie carte per tagliare per primi il traguardo, staccando le altre moto d’acqua. Le carte, pensata geniale, rappresentano le scie delle nostre moto e vederle sovrapporsi e poi scomparire al procedere della gara è un vero piacere. Attenzione alle traiettorie, ogni turno è importante!

Magical Athlete (CMYK – 2025), nemmeno questo è un’anteprima della Play, ma l’ho trovato caotico quanto spassoso, una sorta di Gioco dell’Oca pimpato. E’ un race game, si tira un dado e ci si muove, ma le abilità dei personaggi sono stravaganti e spezza-gioco. La partita è preceduta da un draft dei personaggi e si corrono quattro gare, due su ogni lato della plancia. Chi vincerà alla corsa più pazza del mondo (semi-cit.)?

Eternal Decks (Tricktakers Games – 2025), altra non-novità, un cooperativo a comunicazione limitata, con poche regole, ma grande profondità. Bisogna risolvere tutti e sei gli stage per vincere, evitando di finire le carte nel proprio mazzo, condizione di sconfitta. Ogni giocatore inizia con 5 carte, ma dovrà presto tentare di fare proprio il mazzetto unico da 8 carte di uno degli Eterni (personaggi del gioco), per andare avanti; vi sono varie restrizioni di piazzamento e diverse configurazioni iniziali che rendono il gioco longevo. La cooperazione è necessaria nonché molto sentita, quanto l’esperienza che il gioco regala!  

Colleagues (Creardo – 2025), novità di questa Play, nonché pick-up in loco per chi ha sostenuto la campagna Gamefound. Un gioco di carte, un party game dotato di grande umorismo, nel quale dobbiamo scommettere e bluffare non per emergere, ma per rimanere nella mediocrità, proprio come in qualsiasi ufficio che si rispetti. Alla fine di tre estenuanti settimane lavorative, fatte di mail, riunioni, certificati medici e tanti caffè, il peggior impiegato verrà licenziato, ma il migliore non avrà fatto altro che accumulare lavoro su lavoro!

Tatanka (Creardo – 2026), gioco di civilizzazione dell’ottimo Danilo SABIA, con il quale l’ho provato, attualmente protagonista di una campagna Gamefound già completamente sostenuta poco dopo il suo lancio, nel quale viviamo l’esperienza di far parte di uno dei popoli dei Nativi Americani, tema storico nel quale SABIA è esperto. In Tatanka, frutto di un più che decennale lavoro di ricerca da parte dell’autore, guideremo una delle genti delle Pianure, lungo due cicli di due anni di tredici mesi ognuno. Il gioco promette una vera e propria esperienza storica, immersiva quanto soddisfacente, nella quale ci sembrerà quasi di sentire “il vento che soffia nelle Grandi Pianure”. Che dire? L’ho sostenuto, senza dubbio alcuno e voi, che aspettate?

Fondazioni (Creardo – 2026), gioco in anteprima campagna su Gamefound, di Mirko BAZZOLI, basato sull’omonimo ciclo di romanzi di Isaac Asimov (pubblicati tra il 1951 ed il 1953). Si tratta di un competitivo basato su meccaniche di deck-building, influenze e gestione risorse, nel quale, come leader strategici, cercheremo di salvare la conoscenza e fondare un nuovo ordine. Il gioco non è esente da difetti, necessita ancora di essere sviluppato pienamente per esprimere un potenziale – al momento – latente. Ho apprezzato molto la grafica e il ciclo narrativo di Asimov occupa un posto importante nel mio cuore, perciò seguirò la campagna con le dita incrociate più volte!   

Wroth (Chip Theory Games – 2025), gioco localizzato e portato alla Play da Pendragon, provato grazie all’ottimo Cogo71 di GsnT. Grafica e materiali di alto livello, come ci hanno abituato quelli di Chip Theory Games (si pensi, ad esempio a Too Many Bones), costo elevato. Nel gioco, controlliamo una delle fazioni – tutte asimmetriche – in lotta per il controllo dell’isola di Wroth. Ad ogni round, dopo un draft di dadi azione, potremo ottenere risorse, schierare e muovere truppe e attaccare le altre fazioni. Il fine partita è innescato al raggiungimento di trenta punti vittoria da parte di una delle fazioni in gioco. Wroth mi è piaciuto, soprattutto per la forte interazione, ma non ha convinto tutti al tavolo, mi riservo uno studio ulteriore prima dell’eventuale acquisto.

Berlino 1960 (Devir – 2026), gioco portato come novità alla Play da quelli della Devir. Gioco a ruoli nascosti, ambientato nella capitale tedesca, nella quale si affrontano le due celeberrime agenzie della Guerra Fredda: CIA e KGB. Noi dovremo essere tanto astuti da smascherare le altre spie, senza farci scoprire. Fatto per gruppi numerosi (il gioco è da 4 a 8, best 6), caratterizzato dall’onnipresente pregio/difetto, proprio di titoli del genere, che richiede giocatori se non esperti, quantomeno avveduti, pena un caos molto poco soddisfacente. Che dire? I giochi a ruoli nascosti non mi appartengono e devo ammettere che nemmeno Berlino 1960, nonostante sia una produzione di pregio, mi ha fatto cambiare idea.

Concludo con un invito:

Giocate, giocate, giocate! Giocando, i cieli rimarranno celesti e i giorni amari rimarranno lontani!

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