Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo giocato nove carte, sei gemme, tre campioni, due team e chilometri e chilometri di rotaie.
Buona lettura!
PILLOLE
[Antonio-Figlio di Griffin] Castle Combo • 2-5 giocatori • 10+ • 25′ • giocato in 5 • 30 minuti a partita compresa spiegazione delle regole

Avremmo dovuto stasera intavolare dei giochi a tre ma un caso fortuito, veicolato dal Re Combo Antonello, ha fatto sì che alla serata si aggiungessero anche i Gemelli, dirottando le scelte a giochi a 3.
Intavoliamo quindi una novità assoluta di inizio anno che ha dalla sua un set-up e una spiegazione velocissimi.
L’obiettivo è acquistare carte dal mercato centrale per comporre una griglia 3×3, in modo da massimizzare punti in base ad abilità e posizioni delle carte.
Come dicevo i punti si fanno sì grazie a moltiplicatori ma anche monete e, soprattutto, chiavi.
La prima partita ha visto lottare per la vittoria, fin dall’inizio, Tore e Antonello, molto più bravi degli altri a creare combo e moltiplicatori, soprattutto legati a monete e chiavi.
L’ha spuntata Tore rompendo il pareggio di 97 grazie alle chiavi possedute. Secondo Antonello con lo stesso punteggio, terzo io a 78, quarto Giulio con 65 e ultimo Giovanni a 60, rimasto molto deluso dalla sua debacle!
Il gioco è piaciuto a tutti e cinque al tavolo, tanto da pensare tutti di averne una copia disponibile in ognuna delle nostre case da gioco (😅).
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[Antonio-Figlio di Griffin] Unearth • 2-5 giocatori (con espansione) • 8+ • 30-60′ • giocato in 5 • 70 minuti compresa spiegazione delle regole

Dopo Castle Combo il Gemelli ci propongono un gioco che io non giocavo da più di 10 anni e che, purtroppo, avevo giocato sempre e solo in due in passato.
Ogni giocatore, con la sua dotazione di tre D6, un D4 e un D8, cerca di reclamare le carte centrali e relative sorse, in base al confronto tra numeri e tipologie di dado.
Oltre alle carte, da reclamare sulla scorta del numero in alto a destra, ci sono anche risorse da prendere e piazzare nella propria area di gioco per costruire così meraviglie, maggiori o minori, sempre foriere di punti e/o abilità.
Alla conta finale ho rotto le ossa a tutti con la collezione di carte di determinati colori che, con determinati set, mi hanno permesso di arrivare a ben 38 punti, lasciando gli altri a 30, 27, 26 e addirittura 16 (punteggio di Giovanni, spavaldo ma ancora ultimo!).
Il gioco è piaciuto a tutti, con la voglia di organizzare una nuova partita senza aspettare troppo, tanta la voglia di gestire quei bellissimi dadi e quelle bellissime carte.
[F/\B!O P.] Super Fantasy Brawl • 2-4 giocatori • 14+ • 30-40′ • giocato in 4 di cui 3 alla prima partita • 100 minuti con spiegazione

Orso ha un colloquio di lavoro domattina e vuole arrivare bello carico, quindi ci propone un gioco in cui metterci le mani in faccia dentro a un’arena. Ci sono pure gli spalti, alcuni scenici e delle miniature notevoli. Le illustrazioni sono all’altezza e penso che l’impatto visivo ci avrebbe strappato un consenso a prescindere dalle meccaniche. Quelli bravi dicono che è un MOBA, ad ogni modo arriva ovviamente da Kickstarter.
Nella modalità 2vs2 per 4 giocatori, scegliete una coppia di campioni a testa e combinate le loro carte azione uniche per creare un mazzo di azioni comune. Ad ogni turno, alternando le due squadre, utilizzate le carte azione che avete in mano per manovrare, attaccare, spostare i nemici e conquistare obiettivi per ottenere punti vittoria. Gli obiettivi vengono reclamati solo all’inizio del turno di un giocatore e sono disponibili per quattro round, in cui valgono 1/2/2/1 PB. Questo botta e risposta tattico continua fino a quando una squadra raggiunge la soglia dei punti vittoria, dichiarandosi vincitrice.
Da questa parte del tavolo ci siamo io con Rath (ha un attacco velenoso) e Izabella (carte variegate) insieme a Daniele con King Alistair (più punti vita di tutti) e Taze (invece di correre può infliggere danni). Fronteggiamo Orso con Deryn (insensibile alle trappole) e Dugrun (resistente da vicino) insieme a MattiaPas con Loralei (pesca più carte) e Korvash (ignora la difesa di un nemico sanguinante).
Il primo obiettivo è avere 3 campioni negli esagoni intorno alla stessa statua. La mia mano iniziale è un buon mix e porto le mie miniature verso quella più vicina. Orso ne manda uno verso un’altra statua, ma l’altro verso di noi. È grosso e minaccioso. Daniele inizia una manovra di ricongiungimento, però con l’altro campione si tiene al centro dell’arena per maggiore versatilità.
Nell’arco di un paio di round riusciamo a concludere il progetto corale e intaschiamo i primi 2 PV (su 7). Nel frattempo è arrivato un obiettivo che chiede un campione in ciascuna base (propria e avversaria) e un altro che richiede due miniature intorno a 2 statue diverse. Non facciamo in tempo a festeggiare che Orso schianta una pedina di Daniele, cosa che fornisce 1 PV. Non tutto il male viene per nuocere, perché così abbiamo un campione in base e io con Izabella mi fiondo verso quella nemica. Mi attaccano, giustamente, ma resisto quanto basta per arrivare vivo al turno di Daniele e intascare un altro obiettivo: 4-1.
Lascio la campionessa in balia di MattiaPas, però sposto strategicamente Rath sulla statua centrale. Daniele aveva già Taze presso quella di sinistra, pertanto il punteggio aggiornato si attesta sul 5-2. Siamo riusciti a soddisfare l’obiettivo appena prima che uscisse dall’offerta, quando vale soltanto 1 PV, ma teniamo le distanze. Quello nuovo ha come requisito 2 campioni accanto alla statua più distante da noi. Non importa: Daniele ha già King Alistair lì e ci proviamo.
Parte un tiro alla fune pazzesco che ci accompagnerà praticamente fino al finale. Mi metto in mezzo per non far passare i loro, senza successo. Daniele li spinge, i nemici fanno lo stesso. Alla fine mollo la presa, perché è sopraggiunto l’obiettivo di un campione per statua. Cedo spazio su quella di destra per fiondarmi sulla centrale. Gli avversari segnano i 2 PV tanto contesi, tuttavia poco dopo noi facciamo lo stesso e chiudiamo 7-4.
Temevo che fosse solo fuffa per gli occhi e il peso delle carte, ma mi sono ricreduto. Avendone poche nel mazzetto unito (6+6) e in mano (5), si può ragionare tenendo conto di quello che si ha al momento e che si pescherà a breve. Ti catapulta direttamente dentro l’azione, nessun personaggio è sembrato strapotente e i momenti di tensione ci hanno tenuto sul bordo della sedia. Mi resta il rimpianto di non aver sconfitto nessun campione nemico…
[cogo71] Tag Team • 2 giocatori • 10+ • 10’’ • giocato in 2 entrambi alla prima partita • 10 minuti più 5 per la spiegazione

Anche quest’anno l’anno ludico comincia alla grande con l’appuntamento di Essen a Cappella. Magistralmente organizzato dagli amici dei Giocatori in Scatola di Vittorio Veneto (gli stessi di Ludica che si tiene però a inizio settembre) è diventato per me, un evento irrinunciabile. Unico neo è stata l’assenza, per case di forza maggiore, di F/\B!O. Per fortuna, in queste occasioni non mancano mai conoscenti e amici per intavolare alcune delle ultime novità protagoniste della fiera teutonica o comunque di recente uscita.
Tag Team è un titolo sulla bocca di molti giocatori, e vincitore del premio “Best of Gen Con 2025”. Si offrono di spiegartelo e di fartelo provare mentre aspetti che qualche altro giocatore si aggiunga al tavolo per giocare Steam Power… Puoi rifiutarti? Ovviamente no…
Ci sediamo uno di fronte all’altro io e il mio fido compare di merende Marco, mentre il suo omonimo e collega di Balena Ludens si offre di spiegarci le poche regole di questo titolo che si ispira ai classici giochi di combattimento arcade.
Tag Team è un gioco di combattimento automatico “autobattler”, combinato con un interessante interpretazione del deck-building ricordando alcune meccaniche già viste in Scout e Challengers. Marco (lo spiegatore) predispone le squadre formate da due combattenti tra i dodici disponibili, ognuno con le proprie tecniche e mosse speciali scegliendo per noi le coppie consigliate per la prima partita.
Si inizia con un mazzo di sole due carte e il combattimento si svolge automaticamente. Alla fine di ogni round, si aggiungono strategicamente nuove carte per programmare il proprio mazzo, ma senza riordinare quelle già presenti nella propria mano.
Le regole sono semplici e immediate, più difficili da spiegare che da mettere in pratica. Il vero divertimento sta tutto nel cercare di intuire cosa farà il nostro avversario per cercare di contrastare le sue mosse e contestualmente creare combo devastanti con le abilità dei nostri due eroi che entrano facilmente in sinergia. Anzi questo aspetto e proprio quello che mi è piaciuto di più.
Per la cronaca il mio team formato da Joan (una sorta di paladina) e Ching Shin (la regina dei pirati) ha battuto per un pelo la squadra di Marco formata da Wong Fei-Hung (il vecchio maestro di arti marziali) e Bodwar (il bearserker) giusto un turno prima che quest’ultimo potesse trasformarsi in un devastante orso.
Al di là dell’eccezionalità di una mia vittoria quando al tavolo c’è Marco, devo dire che i personaggi sono caratterizzati molto bene e le meccaniche esaltano le caratteristiche peculiari di ognuno, esaltando il modo in cui le abilità di un eroe interagiscono con quelle del compagno.
Unico difetto che però non sottovaluterei è l’ergonomia: i segnalini sopra le schede personaggio sembravano palline di mercurio fuoriuscite da un termometro. Ingestibili! Davvero un sistema di plance doppio strato sarebbe stato insostenibile?
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[cogo71] Steam Power • 1-5 giocatori • 14+ • 45-90 min • giocato in 3 tutti alla prima partita • 60 minuti più 10 per la spiegazione

Se in un gioco ci sono i treni il mio amico Marco deve provarlo. Non so bene quale sia il motivo, ma quando vede una locomotiva perde il senno della ragione. A dirla tutta anche io sono curioso di provare questo titolo di Martin Wallace, visto che ho sentito pareri anche molto contrastanti.
In Steam Power, i giocatori competono per costruire la migliore rete ferroviaria possibile per soddisfare i propri contratti e guadagnare più degli altri. Nel proprio turno, è possibile eseguire due azioni tra una serie di opzioni, che consentono di posare binari, costruire fabbriche, evadere contratti, guadagnare denaro o collezionare altri contratti.
Costruire una fabbrica porta sul tabellone risorse a cui tutti i giocatori hanno accesso, ma come succede spesso in questi casi, a caro prezzo: infatti se la nostra rete ferroviaria non ha accesso diretto alla fabbrica, oltre al prezzo delle materie dovremo aggiungere quello per il trasporto. La partita termina quando viene completato un certo numero di contratti, che varia in base al numero di giocatori e a quel punti chi ha più punti vince.
Alla fine ci sediamo al tavolo in tre: Daniele si unisce a me e Marco e dopo una spiegazione piuttosto breve partiamo spediti a giocare alla versione deluxe del titolo. Il tabellone centrale è costituito da una specie di foulard su cui è stampata la mappa “esagonata”, le città sono rappresentate da bellissime tessere in resina così come i contratti; fabbriche treni e materie (in quattro colori diversi) sono invece in plastica.
Dopo un paio di turni un po’ più ragionati per cercare di entrare nei meccanismi del gioco, la partita scorre veloce che è un piacere. Io parto forte chiudendo in fretta i primi due contratti, ma sottovaluto i miei avversari e le loro strategie e ben presto capisco che non avevo dato sufficiente importanza alla dislocazione delle fabbriche, per cui rimango ben presto a corto di casse bianche, il che mi impedisce di chiudere un paio di contratti.
Perdo un paio di turni per costruirmi una nuova tratta e recuperare nuovi contratti che non prevedano l’uso delle materie che scarseggiano sulla mia rete. Daniele e Marco invece continuano a soddisfare contratti turno dopo turno e ben presto Daniele soddisfa il suo undicesimo accordo innescando la fine della partita. L’ultimo giro serve a cercare di raggranellare gli ultimi punti possibili, ma finisco mestamente ultimo e staccato sia da Marco che da Daniele che vince per un’incollatura.
Che dire? Steam Power è un classico Wallace che con poche regole riesce a regalare profondità e divertimento; sicuramente più adatto ad un pubblico “family” rispetto ad altri suoi titoli ferroviari dal peso specifico importante. Anche in questo caso mi rimane qualche dubbio sui materiali che seppur di pregio, ho trovato un tantino scomodi da manipolare.
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana un tutorial in solo di F/\B!O.
Nel video preparazione della partita in solitaria e descrizione delle regole di Red Dungeon, gioco da tavolo edito da TimeToDice, di Krzysztof Pietrzak.
ENIGMI E SALUTI
Visto che settimana scorsa avete apprezzato tanto la puntata a tema corse, Vi propongo un indovinello per un titolo dove…di corsa e di risata la vittoria è sì sfumata!
Giocate, divertitevi e commentate! Alla prossima domenica!
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