Scritto da
LucaCiglione
Tag Team è un gioco di carte Deck Building ed Auto Battler molto rapido ispirato ai picchiaduro anni ’90. Edito nel 2025 da Le Scorpion Masque e presentato ad Essen Spiele arriverà in Italia prossimamente con Asmodee. Questo gioco creato da Gricha German, Corentin Lebrat ed illustrato da Xavier Gueniffey Durin è pensato per 2 giocatori dai 10 anni e ha una durata di circa 10 minuti a partita.
“I migliori combattenti si sfidano in team per il titolo: in Tag Team, ogni duello è una danza esplosiva di combo e strategie, dove la sinergia tra due lottatori può fare la differenza tra un KO fulminante e una sconfitta memorabile.“

COMPONENTI E MATERIALI
Tag Team si presenta in una scatola rettangolare da 13×27 cm. All’interno troviamo un contenuto ricco e ben organizzato:
- 10 mazzi da 10 carte, uno per ciascun lottatore;
- 12 carte draft con i ritratti dei combattenti;
- 12 plance una per ogni lottatore, con punti vita e abilità;
- 40 cubi viola Potenza;
- 6 marker Salute;
- 4 marker Speciali gialli;
- 1 token Sceriffo;
- 1 token Golem;
- 1 token Serpente;
- 11 token Schema;
- 5 token Fiamma;
- 2 token Concentrazione;
- il regolamento e la guida dei lottatori.
Il materiale è complessivamente di buona qualità. Le illustrazioni sono davvero notevoli: ogni personaggio ha un’identità visiva forte e riconoscibile, le carte sono ben curate e la simbologia è chiara e leggibile. Anche la scatola risulta ben dimensionata e ordinata; con anche spazio sufficiente per futuri nuovi lottatori… che speriamo arrivino, perché il sistema si presta molto bene a espansioni dedicate.
Unico appunto: se nella scatola fossero stati inclusi più marker Salute e Speciali, sarebbe stato possibile giocare due sfide in contemporanea, cioè due coppie che combattono parallelamente, con davvero pochissima aggiunta di materiali per l’editore. Nulla di grave — si può facilmente ovviare usando qualche token che già avete a casa — ma sarebbe stato un valore aggiunto utile a un costo probabilmente contenuto.

COME SI GIOCA
All’inizio della partita i giocatori scelgono i loro combattenti. Tag Team permette diversi approcci: si possono selezionare liberamente i personaggi preferiti, oppure utilizzare un draft, che può essere standard o competitivo.
Una volta formate le squadre,ogni giocatore avrà quindi due personaggi, si prepara la plancia posizionando i punti vita, i cubetti forza e gli eventuali token speciali legati a ciascun combattente, che spesso dispone di abilità o risorse iniziali particolari. A questo punto ogni giocatore prende il proprio mazzo da dodici carte e prende le due carte iniziale dei lottatori, decidendo in quale ordine giocarle.
Quando entrambi i giocatori hanno organizzato la propria sequenza, si passa alla prima fase di battaglia. Le carte in cima al mazzo vengono rivelate simultaneamente e i loro effetti si risolvono nello stesso momento. Le carte determinano quale dei due lottatori agisce e quale viene colpito.
Terminato il giro di carte programmato, si passa alla fase di pesca. Durante la fase di pesca ogni giocatore prende tre nuove carte dal proprio mazzo di sviluppo, ne sceglie una e ripone le altre in fondo alla pila. La carta scelta deve essere aggiunta al mazzo personale senza però modificare l’ordine delle carte già presenti. Può essere inserita all’inizio, in mezzo o alla fine, ma ciò che è stato programmato in precedenza resta immutato.
È questo vincolo a creare la struttura strategica del gioco: turno dopo turno il mazzo cresce, si arricchisce, si potenzia, ma mantiene un certo ordine permettendoci quindi anche di programmare in funzione dell’avversario.
Le Carte e le Mosse
Dopo la fase di pesca si risolve una nuova fase di battaglia, e così via, finché uno dei due lottatori non va al tappeto o finché non terminano le carte, eventualità piuttosto rara.
Le carte rappresentano le mosse dei combattenti: gli attacchi infliggono danni in base ai cubi di Potenza posseduti, gli attacchi speciali permettono colpi più raffinati o che coinvolgono anche il secondo avversario, esistono carte che causano danni diretti non parabili, il blocco permette proprio di non subire in attacco, mentre altri effetti aumentano o riducono la Potenza, recuperano energia, trasferiscono cubetti o attivano abilità uniche del personaggio.
L’iconografia è chiara e intuitiva e ogni lottatore offre un’identità meccanica ben distinta dalle altre, senza bisogno di continue consultazioni del regolamento.


OPINIONI e DINAMICHE
Tag Team ha letteralmente spopolato ad Essen Spiele entrando persino nella classifica di Fair Play e devo ammettere che prima di giocarlo la cosa mi aveva sorpreso. Solitamente non sono un grande amante dei giochi di tipo autobattler, ma qui qualcosa cambia. E cambia in modo significativo.
Il gioco ha infatti un piccolo twist che ne modifica profondamente la struttura: il mazzo delle carte che giochereml non si rimescola mai. Le carte si aggiungono, si programmano e restano lì, in quell’ordine preciso che abbiamo scelto. Questo rende Tag Team molto più tattico rispetto agli autobattler tradizionali, perché non si tratta semplicemente di pescare e sperare nella carta giusta. Qui la fortuna c’è, ma è mitigata da un livello di controllo molto più alto.
Il cuore del gioco sta proprio in questa pianificazione continua: ricordarsi come l’avversario ha strutturato il proprio mazzo, ipotizzare le sue mosse successive e decidere dove inserire la propria nuova carta per massimizzare l’effetto. Se sappiamo, per esempio, che la prima carta dell’avversario è un attacco potente, potremmo voler inserire in quella posizione un blocco. E spesso il blocco non si limita a proteggere: molte volte innesca un effetto aggiuntivo che ci permette di ottenere un doppio vantaggio. Naturalmente l’avversario sa che potremmo voler bloccare, quindi a sua volta può magari inserire una carta imprevista, creando un gioco di letture, bluff e controbluff che va molto oltre la semplice risoluzione automatica tipica degli autobattler classici.
La coppia di Lottatori
Un altro elemento molto riuscito è la gestione della propria coppia di lottatori. In ogni fase di battaglia solo uno dei due agirà e subirà i colpi, quindi non possiamo sapere in anticipo quale personaggio sarà coinvolto fino alla rivelazione delle carte. Questo ci costringe non solo a pianificare gli attacchi, ma anche a decidere quale dei due far crescere con le carte di sviluppo.
La maggior parte dei personaggi infatti diventa più forte durante la partita, grazie a effetti che aumentano la Potenza, attivano abilità speciali o aggiungono nuove possibilità tattiche. Scegliere chi “allenare” e in che momento è una parte fondamentale della strategia.
I personaggi disponibili sono dodici e tutti estremamente diversi tra loro, sia per stile che per meccaniche. Questo garantisce una notevole variabilità e permette di sperimentare combinazioni molto diverse. All’inizio richiedono un minimo di studio, ma le regole sono più semplici di quanto sembrino e l’iconografia aiuta davvero tanto. Dopo una partita o due ci si muove con naturalezza.Il risultato finale è un gioco sorprendente: veloce ma profondo, con una dose di lettura dell’avversario che lo rende più simile a un duello tattico che a un autobattler classico. Ed è proprio questo twist a renderlo così divertente.

IN QUANTI CI GIOCO
Questo paragrafo è quasi superfluo, Tag Team è un gioco da due giocatori e, semplicemente… si gioca così. In due funziona benissimo e non ha davvero altre configurazioni previste.
Eppure ed è la parte interessante, avendo a disposizione dodici lottatori, nulla vieta di apparecchiare più partite in parallelo. I mazzi dei personaggi non condividono carte, i token sono praticamente tutti indipendenti. Le uniche cose comuni sono i cubetti (ce ne sono quaranta, potrebbero non bastare) e i segnalini vita e speciali, ma si possono sostituire facilmente con qualunque altro tipo di token.
In pratica, con un minimo di organizzazione, è possibile far girare fino a tre match contemporaneamente. Ed è un’opportunità da non sottovalutare: nella mia esperienza capita spesso che, mentre si gioca, qualcuno osservi curioso e vorrebbe unirsi.
In un’associazione, poi, è perfetto: con un pizzico di flessibilità, si può trasformare Tag Team in un’esperienza condivisa da sei giocatori, organizzati in tre tavoli da due contro due.
LE ETÀ PER GIOCARCI
Per quanto riguarda l’età consigliata, sulla scatola troviamo un 10+, ma nella pratica il gioco può essere affrontato senza difficoltà anche da bambini di otto anni che abbiano già un po’ di esperienza con i giochi da tavolo.
La maggior parte dei lottatori è immediata da gestire, mentre alcuni richiedono un pizzico di attenzione in più, ma comunque alla portata. Anche la durata parecchio contenuta aiuta.
In Tag Team entrano in gioco anche diverse funzioni esecutive utili per i più giovani: la pianificazione delle mosse, il controllo dell’impulso (evitare di sprecare carte o attacchi troppo presto), la flessibilità cognitiva nel cambiare strategia quando la situazione si ribalta. Infine la sconfitta mette alla prova l’autoregolazione emotiva.
CONCLUSIONI
Tag Team è uno di quei giochi che ti sorprende mentre ci giochi. Le regole sono semplici, il ritmo scorre, ogni lottatore ha la sua personalità e le illustrazioni sono davvero belle e richiamano davvero quel senso di nostalgia dei picchiaduro anni ’90.
Quello che mi ha colpito è come riesce a essere immediato senza essere banale, e dinamico senza diventare troppo caotico. Giocandolo mi ha anche cambiato idea sugli autobattler che solitamente non mi hanno mai davvero convinto fino in fondo, in questo caso la strategia lo rende ai miei occhi ancora più divertente.
Credo meriti gli elogi che ha ricevuto e, per me, è una conferma che con regole semplici si può costruire un’esperienza solida e appagante. Un gioco riuscito, con idee interessanti e ancora tanta possibilità di esplorare nuove strategie qualora venisse espanso in futuro.
Ringraziamo Le Scorpion Masque per la copia Review.


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