Scritto con una sola testa da
Battlemad
Odi tuo fratello, nulla di sorprendente tra i giganti mangiauomini della tua specie. Sei un Eotinn, un mostro a due teste: non hai un instante di intimità! Il corpo è lo stesso, enorme e sudicio. Ma le teste sono separate e ciascuna muove un braccio.
Un malaugurato incontro mette a repentaglio il tuo destino: devi rintracciare la sacerdotessa del culto del dio serpente e porre fine alla maledizione che ti ha sputato addosso, o per te sarà la fine!
Con l’uscita di La Danza delle Spire, si chiude la trilogia Sangue Ossa edita da Tora Edizioni. Riprendiamo allora anche i due precedenti: Osgroth e Osgroz, uscito nel 2023, e Oltre la Morte, del 2024. Per tre martedì, quindi, questi librigioco scritti da Emanuele Zammarchi e illustrati da Cristina Calvagno ci terranno compagnia!
In questo capitolo interpretiamo un Eotinn: un gigante a due teste con la bellissima abitudine di divorare umani (oltre a bestie di vario genere). Purtroppo una delle nostre vittime è la Sacerdotessa del Dio Serpente: non solo riesce a scappare, ma ci lancia anche una maledizione! In fin di vita, dovremo darle la caccia e ucciderla… ma non sarà così semplice!

Ambientazione
Il mondo di Sangue Ossa è sporco, violento, privo di indulgenze morali. Il sangue scorre spesso: scorre perché questo è il linguaggio del contesto in cui i protagonisti si muovono, in una ambientazione fantasy in cui troviamo magia e pozioni, delle quali però ci fidiamo poco!
Non c’è la ricerca tipica dell’epica, né il tentativo di nobilitare la violenza con giustificazioni morali: non per niente interpretiamo un Eotinn! Usiamo la violenza per qualsiasi nostro scopo: sarà la risposta standard ad ogni quesito o dilemma morale. Con lo scorrere della lettura vedremo come le nostre due teste ragionino in modo diverso: Osgroth vuole spaccare tutto, senza pensarci due volte, mentre Osgroz vuole spaccare tutto, ma prima ci pensa un minimo! L’ambiente ci permetterà di comprendere quando una testa funziona meglio dell’altra: riusciremo a capirlo?
I personaggi secondari sono ben riportarti, ma restano perlopiù funzionali. Servono alla scena, all’arco narrativo che stiamo vivendo, ma raramente lasciano un segno duraturo. La nostra nemesi, invece, riuscirà ad accompagnarci, anche solo nei nostri pensieri e nelle nostre intenzioni, per tutta la vicenda: passeremo dal luogo dove viviamo fino alle montagne e poi verso le paludi, ma avremo in mente solo la Sacerdotessa del Culto del Dio Serpente!

Meccaniche
Un semplice registro ci accompagna nella nostra avventura: qui potremo annotare tutto ciò che ci serve o che ci portiamo appresso. Iniziamo dai punti Macello, Scorza e Ciccia: cioè quanto picchiamo, quanto riusciamo a proteggerci e quanto siamo grossi. In parole povere: attacco, difesa e punti vita.
La meccanica principale, però, è rappresentata dalla possibilità di avere a disposizione ben due teste! Osgroth ci serve quando vogliamo picchiare e, generalmente, picchiare forte: irruente, muscoloso, usa solo armi pesanti. Osgroz invece ha i sensi più fini ed è abile negli attacchi di precisione: usa armi più leggere, ma altrettanto letali.
I combattimenti, quindi, vedranno la scelta dell’arma da usare: con Osgroth e le sue armi pesanti dovremo tirare un D12, mentre con un Osgroz useremo un D8. La finezza di spirito di quest’ultimo, però, ci permetterà di rilanciare gli 1 e 2. Il resto del combattimento funziona in maniera semplice: si tira il dado scelto, si somma all’attacco e, se superiamo la difesa dell’avversario, facciamo altrettanto danno. Per l’attacco del nemico, invece, si tira un d6 e lo si somma alla nostra difesa: se l’avversario la supera, subiamo danno. Il primo che esaurisce la Ciccia è morto!
Quest’alternanza tra le teste ci permette di scegliere quella più adeguata al contesto: che sia un dialogo, una scena o un combattimento! Spesso saranno in disaccordo, ma fa parte del gioco! D’altronde, provate voi a vivere con vostro fratello a qualche centimetro di distanza!

Rigiobilità
La vera particolarità del libro non sta tanto nel fatto che il protagonista abbia due teste, quanto in come questa condizione venga trasformata in una meccanica di gioco. La doppia testa non è un elemento decorativo: è il punto da cui passa tutto, nel bene e nel male. Già qui possiamo capire che dobbiamo giocare, come minimo, due volte: una nei panni di Osgoth e una in quelli di Osgroz!
E ovviamente non saranno solo due, considerando che chiaramente in certi momenti avremo bisogno dell’irruenza di Osgroth e in altri della sagacia di Osgroz! Anche quando una decisione sembra funzionare, resta sempre la sensazione che l’altra voce non sia d’accordo, e che prima o poi il conto possa arrivare: il risultato saranno più di due letture, fidatevi! E poi, quanto è bello leggere i vari dialoghi interiori tra Osgroth e Osgroz, le accuse reciproche, le prese in giro e le recriminazioni varie?

Considerazioni
Bellissimo librogioco impreziosito da una meccanica interessantissima! L’alternarsi tra le due teste è quello che arricchisce la lettura e la rende veramente unica. In molti libri capita di poter scegliere tra diversi protagonisti e interpretare la loro storia, ma quando ci capita di poter scegliere paragrafo per paragrafo?! E poi tutte le battute che le due teste si fanno, i piccoli litigi e gli insulti: magnifico!
Non conoscevo Emanuele Zammarchi prima di leggere questa sua opera: lo stile narrativo è nelle mie corde e la narrazione in sé è molto interessante e cattura facilmente il lettore. Gli scontri sono semplici e rapidi e non occuperanno troppo tempo.
Per quanto riguarda le illustrazioni, sono semplicemente stupende… d’altronde Cristina Calvagno ci ha abituato bene: L’Esercito delle Ombre e I Cacciatori del Crepuscolo sono alcune delle sue ultime opere in questo settore!
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