Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo utilizzato paletti in frassino, manciate di luppolo, sfere di legno, blocchi di tetris e squame di mostro.
Buona lettura!
Pillole
[Antonio-Figlio di Griffin] Horrified • 1-4 giocatori • 10+ • 60′ • giocato in solitaria • 60 minuti compresa lettura delle regole

Finalmente spacchetto questo collaborativo preso mesi e mesi fa per l’affezione che nutro per questi mostri (tradizionali).
Mi metto a leggere le regole capendo subito che si tratta di un peso molto leggero da digerire e padroneggiare, almeno per chi ha tante partite (a tanti collaborativi) alle spalle.
Seguo il suggerimento del regolamento e apparecchio la sfida in solo contro Dracula e Il Mostro della Laguna.
Comincio subito a raccogliere oggetti e a farlo, in particolare, per cominciare a distruggere le quattro bare del vampiro distribuite sul tabellone.
Dopo aver distrutto la quarta mi avvicino al Signore della notte avendo il numero di forza di oggetti rossi utile a ucciderlo con una semplice azione.
Cercare di sconfiggere il Mostro della Laguna risulta un’operazione più lenta e macchinosa. Infatti le morti degli abitanti a sua opera portano il livello di terrore al massimo con mia relativa (e abbastanza veloce) sconfitta.
Il gioco ha bellissimi materiali e una bellissima presenza scenica sul tavolo. In solo la sfida è un po’ più ostica perché il livello di terrore parte già dal 3.
Mi interesserà intavolarlo altre volte e con combinazione di mostri diverse e più difficili.
Il gioco di per sé è molto accessibile e molto facile da padroneggiare, non facile da battere comunque, anche nella configurazione suggerita per la prima partita.
Devo dire che mi aspettavo qualcosa di più intrigante come sistema di gioco che quindi non mi ha molto preso, a differenza di ambientazione e materiali che si di me hanno mantenuto il fascino da pre-acquisto.
Suggerito tantissimo per neofiti che vogliano avvicinarsi ai GDT collaborativi, sconsigliato a giocatori assidui che cerchino sfide collaborative con twist e sistemi di gioco più particolari e sfidanti.
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[Andrea-White Winston] Bier Pioniere • 2-4 giocatori • 12+ • 75-100 minuti • giocato in 2 in 120 minuti compresa spiegazione

Era da tanto tempo che puntavamo questo gioco nel mio gruppo. Selezione del Goblin Magnifico, il miglior gioco dell’anno scorso secondo il Meeple con la Camicia… insomma, c’era dell’hype nell’aria. Che dire… grafica essenziale ma gradevole, produzione discreta, piazzamento lavoratori classicissimo impiantato sopra una tematica, la birra, che fa scopa con i gdt come la nutella sul pane.
Originalità? Nessuna. Neanche l’ombra. Però funziona molto bene, buon senso di strettezza con tanta interazione indiretta a rubarsi gli spazi azione, le milestone e le carte, e la corsa ai 20 punti che fa da sfondo.
A me ha ricordato tantissimo Viticulture! Condivide con questo tantissime meccaniche, scelte di design e anche la tematica molto ruffiana (vino vs birra, ma siamo lì…). Direi che però ne rappresenta una degna versione 2.0, full euro (niente colpi di fortuna a rovinare il piatto, per intendersi) e con tante cose che sembrano davvero riviste e, soprattutto, corrette.
Capolavoro? Non direi. Siamo sul buon gioco, senza andare troppo oltre. Gli manca davvero un guizzo di originalità… anche perché, ad essere sinceri, se togliamo l’ambientazione, rimane un piazzamento lavoratori semplice e spoglio, che difficilmente credo sarebbe saltato agli occhi di qualcuno…
[F/\B!O P.] Pylos • 2 giocatori • 8+ • 10′ • giocato in 2 • 5 minuti senza spiegazione

Ho sempre pensato che Ambra fosse la mia figlia più ludica. Sparisce e torna con una scatola, si rilegge le regole, spesso preferisce il gioco agli schermi. Invece ad agosto c’è stato il sorpasso: 39 partite con la maggiore, 40 con la minore. Da allora Alice è stabilmente la persona con cui mensilmente intavolo più giochi. Una parte del merito va al momento che ha ricavato al mattino, tra quando è pronta e l’ora in cui deve uscire: teniamo sulla scala una manciata di scatole dal minutaggio opportuno.
Ognuno ha 15 sfere del proprio colore e costruite insieme una piramide 4×4: vince chi occupa la cima. A turno eseguite una sola azione: piazzare una sfera dalla riserva sul livello più basso o su un quadrato 2×2 già formato oppure spostare una propria sfera già in gioco verso un livello superiore, purché non sostenga altre sfere. Se formate un quadrato 2×2 del vostro colore, potete riprendere immediatamente 1 o 2 vostre sfere libere, rimettendole nella riserva.
Per noi la durata media è di 6 minuti, quindi perfetto per lo scopo. Pochi, ma devo stare molto attento, perché mi ha già battuto. Anche questa è stata una sorpresa, una doccia fredda, un bagno d’umiltà: credevo ci avrebbe messo di più. Non così: succede grosso modo una volta ogni tre. Ha capito che gestire bene le sfere risparmiate è la chiave del successo.
Stamane (una licenza al nome della rubrica) ci mettiamo per terra, tra lo zaino e il portone: io le scure e lei le chiare. Partiamo distanti e poi ci avviciniamo: la minaccia di comporre un quadrato del mio colore viene sventata. Ne formo uno misto, però non ho sfere da innalzare al livello superiore. Lì, al secondo, riesco finalmente a fare un 2×2 scuro: riprendo una di quelle quattro. Alice alza un sopracciglio, chiedendo muta perché non due. Lo capisce al mio turno successivo, quando la ripiazzo lì, ripetendo la stessa scena. Ha imparato la lezione e non potrò più fregarla così, ma ho accumulato abbastanza vantaggio per vincere. Un gioco che ritenevo esaurito sta trovando nuova linfa.
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[F/\B!O P.] Genius Square • 1-2 giocatori • 6+ • 5-30′ • giocato in 2 • 16 minuti senza spiegazione

Tra gli altri titoli sui gradini abbiamo Holiday Photos, Dobble, Vedo doppio, Grabbit, Mysterix e Liocorno Luccichino: sono basati sulla memoria o sul colpo d’occhio, meccaniche in cui Alice mi è nettamente superiore, ciò nonostante le sue vittorie non sono passeggiate. Ce n’è uno che viceversa ha dovuto lasciare quel posto a portata di mano, poiché l’aumentare della sua abilità ha aumentato anche la durata (e il sudore sulla mia fronte).
Ognuno riceve un tabellone, una serie di 9 polimini e 7 blocchi. Lanciate i dadi e collocate i blocchi nelle caselle corrispondenti alle 7 coordinate che appaiono sulle facce. Senza turni, simultaneamente riempite gli spazi vuoti sul tabellone con i 9 polimini. Chi lo completa per primo vince la partita. Presenta 5 livelli di difficoltà: un numero crescente di polimini (identificati da riquadri bianchi) non possono essere posizionati uno accanto all’altro (agli angoli sì). Una gara è composta da più partite: chi ne vince una passa al livello successivo; vincendo l’ultimo ci si aggiudica la gara.
Benché lo possediamo da tempo, sono sempre ammaliato dal modo in cui i dadi riescano a generare ogni volta una configurazione risolvibile. Inoltre la mia bimbella adora occuparsi del setup per entrambi. La singola partita/livello dura così poco (in assoluto e rispetto a preparazione/spreparazione) che oramai apriamo la scatola solamente in modalità gara. Si vede che è cresciuta, perché ora non comincia più con i suoi polimini preferiti, bensì con quelli più adatti.
Partiamo alla pari, entrambi dal livello STARTER. Come al solito, passo velocemente allo JUNIOR e poi all’EXPERT. Perdo un colpo e Alice sale di uno. Mi riprendo con slancio e arrivo al MASTER, quindi al WIZARD. È l’ultimo e pregusto il trionfo, tuttavia qualcosa si inceppa: tenere distanti i quattro polimini con i riquadri bianchi mi fa sprecare secondi preziosi. Lei ne approfitta e scala la salita fino a pareggiare. Sfida finale furiosa ad alta tensione, accade l’impensabile: battuto! Ma queste sono batoste che a un papà fanno bene ^_^
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[Zaku MKII] Monsters of Loch Lomond • 2-6 giocatori • 14+ • 30′ • giocato in 4 • 20 minuti compresa spiegazione a partita

Al di là dell’anima “caciarona” che ormai contraddistingue il nostro gruppo, c’è un momento sacro: quello dell’ultimo giro. Quando la stanchezza si fa sentire e le scatole pesanti sono già state riposte, è emerso un titolo che, piano piano ma con inesorabile costanza, ha preso il suo spazio sui nostri tavoli, quasi scavalcando (ho detto quasi!) Citadels: Monsters of Loch Lomond .
Non fatevi ingannare dalla scatola piccola o dall’artwork fumettoso di Nessie: siamo di fronte a un’evoluzione adulta e bastarda del “Memory” . Hai carte coperte, devi scambiarle per abbassare il punteggio e usare i poteri dei mostri, tutto mentre cerchi disperatamente di ricordare dove hai nascosto quel maledetto mostro da 15 punti.
La cosa che mi colpisce ogni volta è il paradosso che si crea al tavolo.
Ogni volta iniziamo tra risate e sfottò e battute ma proprio perché bisogna ricordare la posizione delle carte, la partita si trasforma in un silenzio quasi religioso; ci sforziamo tutti, con le fronti aggrottate, di tenere a mente la posizione delle carte nostre e degli avversari.
Ma è un silenzio che carica la molla . Appena qualcuno di noi grida Sorsa o Sciò, è il momento del lasciarsi andare (qualche volta imprecando dei antichi ma molto più spesso alle risate); vedere l’amico convinto di vincere girare un “15”, o rifilargli un mostro orribile all’ultimo secondo, scatena l’ilarità generale.
Monsters of Loch Lomond è da provare assolutamente per chi piace ridere di gusto, ma con una postilla fondamentale: preparatevi a sudare freddo in silenzio prima, perché la risata arriverà, fragorosa e liberatoria, solo alla fine del round: quando avrai piazzato quel mostro al tuo (ex) amico al tuo fianco.
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana, non un unboxing, bensì un tutorial del nostro F/\B!O P. con preparazione della partita e descrizione delle regole di Beyond the Sky, gioco da tavolo edito da Titan Boardgames, di Santiago Zanon.
Nella sezione Podcast si parla amerigermanico con un’altra analisi post Essen .
ENIGMI E SALUTI
Ripropongo l’indovinello “un gioco di mani senza occhi.“.
Giocate, divertitevi, commentate e ricercate soluzioni. Alla prossima domenica ludica!
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