Scritto in coppia con LucaCiglione da
Battlemad
MS Edizioni porta in Italia un’altra serie di giochi dedicati all’investigazione e alla deduzione… in formato ridotto!
La serie si presenta come un’evoluzione portatile dei celebri Profiler, giochi investigativi in cui si ricostruisce un crimine attraverso documenti, prove e testimonianze. Con la linea Pocket, MS Edizioni ha deciso di mantenere intatta l’essenza di gioco, il piacere dell’indagine e il gusto per la deduzione, racchiudendola in un formato più agile, immediato e accessibile.
Una mossa che avvicina nuovi giocatori al genere e permette di vivere un’esperienza completa anche quando il tempo è poco.

Contenuto e meccaniche
La prima cosa che colpisce è la confezione: una scatolina elegante, quasi minimalista, che sta comodamente in una mano. Dentro ci sono solo 45 carte e non serve nessuna preparazione: si apre la scatola e si inizia subito!
L’indagine si sviluppa in modo lineare: si apre la confezione, si leggono o si osservano tutte le carte a disposizione, poi si inizia a discutere sugli eventi e sul colpevole. Un ritmo fluido, che riesce a catturare anche chi di solito non ha la pazienza per i giochi da tavolo più complessi, soprattutto grazie alla durata ridotta: ci metterete di più a leggere tutte le carte che a trovare la soluzione!
Pur con i suoi limiti strutturali (durata contenuta, meccaniche semplificate) la linea Pocket conserva tutto il fascino dei giochi Profiler. Si adatta benissimo a qualsiasi numero di giocatori: lo si può affrontare in solitario, in coppia o in gruppo, con lo stesso senso di curiosità che si prova leggendo un racconto di Agatha Christie o guardando una puntata di Criminal Minds.

Esperienza investigativa
Ciò che rende davvero riuscito questo progetto è la sua accessibilità: è una piccola storia che ti spinge a ragionare, a mettere insieme i pezzi e a discutere con i compagni. Ogni caso è autoconclusivo e dura circa 45 minuti: il tempo giusto per una serata tranquilla, un viaggio in treno o una pausa tra amici.
È un formato che funziona perché riesce a far convivere leggerezza, ragionamento e curiosità. Non è pensato per chi vuole passare ore e ore su casi corposi, ma per chi ama ricostruire una storia con pochi indizi e tanto cervello. Scoprirete che piacerà veramente a chiunque!
Chi ha ucciso Meredith Carter?
Il primo episodio della serie è anche il più accessibile. Una primatologa viene trovata morta nella gabbia degli orsi di uno zoo: incidente o omicidio? L’ambientazione naturalistica e la distribuzione degli indizi catturano subito l’attenzione. L’indagine è coerente, ben costruita e soprattutto logica: perfetta come punto di partenza per chi si avvicina al genere.
L’unico limite, se così vogliamo considerarlo, è la bassa difficoltà: chi ha già esperienza con i giochi investigativi lo risolverà abbastanza in fretta. Ma come introduzione alla serie, funziona alla perfezione!
Chi ha ucciso Jasper Van der Meer?
Il secondo scenario cambia registro: dal mistero zoologico si passa ai palazzi del potere. Un politico olandese muore durante un cocktail party: dietro la sua fine si intrecciano scandali, corruzione e tradimenti.
Qui il tono è più cupo, più adulto e le carte restituiscono bene la sensazione di trovarsi dentro un’inchiesta giornalistica, con echi da thriller politico. L’indagine è più sfaccettata rispetto al caso Meredith Carter e il contesto politico aggiunge un sapore di attualità che funziona benissimo.
Chi ha ucciso Lord Ravary II?
In questo terzo caso della serie Profiler Pocket ci aspetta un vero colpo di scena: la vittima non è una persona, ma un cavallo da corsa! Lord Ravary II, stallone di punta del mondo ippico, viene trovato morto nel suo box poche ore prima di una gara decisiva. Apparentemente si tratta di cause naturali, ma qualcosa non torna. Le indagini ci portano tra scuderie, scommesse clandestine, acquisti sospetti e fantini in cerca di gloria. Tutti sembrano avere un movente, ma solo eliminando gli alibi falsi e seguendo i dettagli più nascosti riusciremo a far luce sul mistero.
Un caso di media difficoltà dove bisognerà con calma scartare tutte le false piste che ci vengono messe di fronte.
Riflessioni conclusive
In definitiva, la serie Profiler Pocket riesce in ciò che promette: offrire un’esperienza investigativa coinvolgente, immediata e portatile. Ogni episodio è un piccolo puzzle che si risolve con logica e intuito, senza dover affrontare lunghe regole o materiali complessi.
Non è un sostituto di altri giochi molto più corposi, ma un formato da viaggio perfetto per chi ama l’idea di risolvere un mistero in meno di un’ora. E, soprattutto, è una porta d’ingresso ideale per chi vuole avvicinarsi ai giochi di deduzione senza sentirsi sopraffatto. Con l’arrivo delle festività natalizie può essere un comodo regalo o un gioco da affrontare tra una portata e l’altra!
Profiler Pocket è la prova che, a volte, i grandi misteri possono stare anche in una piccola scatola.
Si ringrazia l’editore per le copie review
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