[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Heat, Intarsia e altri 3! (+ indovinello ri-riproposto)

Buona domenica a tutti!

Ieri sera sui nostri tavoli – dopo due settimane – abbiamo scaldato motori, abbiamo tagliato verdure, abbiamo usato utensili per il legno, abbiamo macinato chilometri e chilometri di rotaie e abbiamo cercato i punti più alti al di sopra dei nostri nasi.

Buona lettura!

Pillole

[F/\B!O P.] Heat: Pedal to the Metal • 1-6 giocatori • 10+ • 30-60′ • giocato in 3 di cui io alla prima partita • 120 minuti con spiegazione

Ieri sera Heat

Se aspettiamo un altro po’, passerà un anno dall’ultima partita a casa di Alessia e Francesco. Appena mi accorgo di questa tremenda trascuratezza, mi autoinvito a casa loro per resettare il cronometro. Alla faccia della nostra lentezza, mi propongono un gioco di corse automobilistiche ambientato negli anni ’60, dove competeremo su circuiti pieni di curve e adrenalina. A loro piace molto, però non l’hanno ancora provato in tre.

Ogni turno si articola in fasi: si può cambiare marcia, si giocano carte velocità, si muove l’auto e si gestisce il calore del motore. Le carte Heat rappresentano il surriscaldamento: usarle permette manovre rischiose, ma accumularne troppe può rallentarti. Le curve hanno limiti di velocità: superarli senza gestire il calore può farti perdere il controllo. Si può sfruttare la scia degli avversari per guadagnare terreno. Vince chi arriva più distante oltre il traguardo dopo il numero stabilito di giri.

Considerato l’erede spirituale di Flamme Rouge, era tuttavia assente nel mio registro delle partite. Lo affronto quindi aspettandomi la stessa alta fruibilità, però qualcosina in più in termini di richieste. Siamo sul circuito Italia: presenta tre curve e la gara dura tre giri. Il primo mi serve tutto per familiarizzare con il sistema di cambio, limite di velocità in curva e gestione del surriscaldamento. Riesco a rimanere in gruppo e sono già contento così.

Nel secondo giro faccio i conti più precisi con le mie carte e le distanze dalle staccate, sfruttando le scie quando mi aiutano ed evitandole quando invece mi farebbero superare il limite inopportunamente. Alessia conduce, ma le mordo i copertoni. Francesco commette il primo di due errori clamorosi: programma le carte per l’automobilina blu (dice che è il colore che usa abitualmente), sebbene la sua sia la verde. Ciò gli fa perdere il controllo, con un rallentamento mostruoso.

La situazione sarebbe comunque recuperabile, se non avesse la stessa identica svista all’ultimo giro. Il suo mazzo è irrimediabilmente ingolfato e procede praticamente con il freno a mano tirato. Io nel frattempo ho capito che bisogna rischiare di più, perché quelle due curve ravvicinate con limiti 2 e 3 sono un vero scoglio. Le oltrepasso eccedendo leggermente, cosa che mi permette di affrontare lanciato e con marcia alta l’ultimo rettilineo, subendo pochi Heat. Taglio il traguardo per primo, ma temo la beffa di Alessia, che con la sua condotta regolare potrebbe fare più strada di me. Per mia fortuna non succede e mi laureo vincitore. Proviamo un altro tracciato?!

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[Antonio-Figlio di Griffin] Insalata di punti • 2-6 giocatori • 8+ • 15-30′ • giocato in 2 e in 5 • rispettivamente 30 e 20 minuti

Ieri sera Insalata di punti

Preso per un’offerta trovata in rete mi sono portato a casa…anzi, al mare, questa bella e colorata scatola di latta con tante verdure.

Ero curiosissimo di intavolare questo titolo che tanto mi aveva attirato in passato per la semplicità e rapidità in partita di cui leggevo e vedevo descrivere in rete.

Alla prova sul tavolo ha confermato le aspettative positive che avevo, con un solo difetto – riscontrato in 2 giocatori – dato dal tempo necessario a contare le insalate di punti di ogni giocatore. Forse perché, almeno nella mia personale esperienza, in 2 abbiamo accumulato molte (troppe) carte obiettivo da controllare a fine partita.

Un gioco facile da padroneggiare e tutto sommato rapido da intavolare con qualunque tipo di giocatori, sia occasionali che esperti. La partita a 2 l’ho fatta con una neofita che lo ha molto apprezzato, quella a 5 con esperti che si sono molto divertiti.

Bello quindi da tenere in libreria e da tirare fuori per partire veloci addirittura fino a 6 giocatori! Lo consiglio vivamente…anche per la splendida scatola di latta che contiene le carte!

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[Antonio-Figlio di Griffin] Intarsia • 2-4 giocatori • 10+ • 40-60′ • giocato in 4 • 60′ compresa spiegazione delle regole

Ieri sera Intarsia

In associazione per giocare a qualcosa di nuovo, ho avuto la fortuna di sedermi al tavolo per defustellare e provare il premio di Alfonso vinto alla fine del torneo 2025 del Guiscardo.

Da mesi avevo voglia di provare questo Intarsia che più volte avevo “sfiorato” a casa dei gemelli dove, tra una cosa e l’altra, c’eravamo trovati sempre in 5 al tavolo.

Dopo aver ascoltato le regole dalla voce del nostro Presidente Francesco, ci siamo messi a “intarsiare” io, Antonello, Clotilde e Alfonso.

Il gioco ha fatto sentire molto l’aura azuliana degli autori, restituendo al tavolo un’ora di concentrazione e soddisfazione ludica per ogni necessario incastro.

Molto lineare e pulito nel gameplay con una logica molto intuitiva di spesa/giocata carte (o set di esse) per il piazzamento dei pezzi di legno.

Io sono partito puntando molto sugli obiettivi immediati che mi hanno fatto guadagnare un bel margine eroso però dagli altri compagni di gioco nella fase ultima di conteggio e assegnazione punti.

La partita è terminata con la vittoria di Clo arrivata a 110 punti, seguita dal marito Alfonso fermatosi a 107 e da me e Antonello fermi a 100 tondi tondi.

Concludo col dirvi che il gioco mi è piaciuto molto, mi ha divertito e mi ha anche fatto innamorare dei suoi componenti!

Lo prenderò e lo farò restare saldamente in libreria, senza e senza ma.

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[Andrea-White Winston] Railways of the Lost Atlas • 2-5 giocatori • 10+ • 60-300′ • giocato in 4 in 180 minuti compresa spiegazione

Ieri sera Railways of the Lost Atlas

Dopo l’entusiasmante prova effettuata al Bologna Play, finalmente riusciamo a rimettere le mani su Railways of the Lost Atlas, gioco ferroviario/azionario che appartiene alla categoria dei 18XX (diciamo nel sotto-settore degli introduttivi al genere).

Intanto scopriamo che nella partita in fiera, terminata prematuramente per tempi fieristici, alcune regole sono state sbagliate per errata spiegazione (ma vah…?!)… poco importa comunque, niente fermerà questa volta il progresso delle strade ferrate! Il gioco parte bene, con la fase di aste che vede aggiudicarsi quasi tutte le compagnie presenti in gioco, oltre che già qualche partecipazione azionaria.

A questa segue a ruota la prima fase di costruzione della rete, dove ognuno comincia a mettere in campo la propria strategia per accaparrarsi le tratte migliori, le città più vicine e allo stesso tempo i treni meno costosi. E fin qui tutto bene… il gioco fila liscio e continua a dare buone sensazioni.

I problemi arrivano con l’avanzare della partita, con ci cicli che si susseguono in maniera piuttosto ripetitiva. In particolare, io mi ritrovo con una sola compagnia, che continua per tutta la partita a far girare lo stesso treno sulla stessa tratta (migliorata via via), con partecipazioni azionarie in varie altre compagnie (controllate dagli altri) e… nient’altro. In pratica ho passato la partita a guardare gli altri giocare, mentre io accumulavo soldi in maniera assolutamente passiva. E il bello, anzi il brutto, è che dopo 3 ore di gioco così, ho pure vinto!!!

Capisco che fosse la vita vera, lavorare poco e guadagnare tanto potrebbe essere un’opzione invitante… ma sinceramente io mi siedo al tavolo prima di tutto per GIOCARE, non certo per guadagnare passivamente soldi finti, e in questa partita invece ho giocato molto poco. Direte voi… colpa della strategia! Forse… ma un gioco che prevede questa eventualità e che possa pure premiarla per me è una bocciatura a prescindere!

Immaginate poi la frustrazione per chi ha passato la partita a costruire, comprare, vendere, fondere compagnie, per poi arrivare sotto in classifica a chi è rimasto a guardare a braccia conserte.

Non voglio calare la scure sul genere 18XX perché sarebbe da superficiali… ma certamente questo titolo non mi ha convinto per niente.

[Andrea-cogo71] Zenith • 2-4 giocatori • 12+ • 25-35’ • giocato in 2 online su BGA • 20 minuti

Ieri sera Zenith

Incuriosito dal fatto di aver visto questo gioco per qualche tempo tra i titoli nella hotness di BGG, ho cercato di approfondire l’argomento. Zenith è un gioco per 2 giocatori (eventualmente 4 giocando a squadre) della copia Grégory Grard, Mathieu Roussel già autori di Castle Combo e singolarmente anche di altri titoli molto interessanti.

Zenith fondamentalmente è un astratto in cui I giocatori dovranno lottare per guadagnare influenza sui 5 pianeti: Mercurio, Venere, Terra, Marte e Giove. L’Influenza è rappresentata da dischi di colori diversi che si muovono avanti e indietro sui tracciati disegnati sul piccolo tabellone centrale verso uno dei due contendenti. Ci sono 3 condizioni di vittoria:

  • Vittoria popolare: quando un giocatore conquista 5 dischi Influenza da qualsiasi pianeta.
  • Vittoria assoluta: quando un giocatore ottiene 3 dischi Influenza dallo stesso pianeta.
  • Vittoria democratica: se si raggiungono 4 dischi Influenza da pianeti rigorosamente diversi.

La partita termina immediatamente non appena un giocatore soddisfa 1 di queste tre condizioni.
Per muovere i dischi verso il proprio lato ogni giocatore utilizza delle carte di 5 colori diversi (rappresentanti i vari pianeti) appartenenti a 3 diverse fazioni: umani, robot e animali antropomorfi. Ogni carta ha un costo in crediti da 1 a 10 e un effetto speciale. Oltre al tabellone centrale ci sono due plance: tecnologia e influenza su cui è possibile giocare le carte per ottenere specifici bonus.

Il mio sfidante è un giocatore Statunitense che parte con il vantaggio di un gradino di influenza sulla Terra visto che io sarò il primo a giocare. Decido di non sfruttare il mulligan di inizio partita e tengo la mia mano di 4 carte. Gioco subito una carta sulla plancia diplomazia per aumentare la mia mano a 5 carte e aumentare i miei crediti. Il mio avversario invece parte spedito e nel giro di 3 turni riesce a completare i 4 step col gettone che rappresenta la Terra che così ripartirà dal centro.

Io non pesco grandi carte per cui decido di investirle per progredire nei tracciati della tecnologia (ce n’è uno per ogni razza) in attesa di una mano migliore. Nel frattempo fawkes2198, il mio avversario, si porta a casa anche la supremazia su Marte: non posso più distrarmi.

Grazie alla mia condotta conservatrice ora ho accumulato un sacco di crediti e di Zenithium, un’altra “currency” del gioco che serve per progredire nelle track tecnologiche, ma soprattutto ho ottenuto il segnalino supremazia sul lato “oro” per cui ho una mano di ben 6 carte e la possibilità di attivare combo a raffica. Grazie ad un paio di carte di costo massimo conquisto l’influenza su Giove e Mercurio in 2 soli turni.

Il mio antagonista cerca di reagire soffiandomi il segnalino supremazia e cercando di rintuzzare ogni mio avanzamento. In particolare la lotta su Marte somiglia ad un vero e proprio “tiro alla fune”. La mia scorta di crediti ormai scarseggia, ma butto l’occhio sul tracciato tecnologia della fazione dei robot e mi accorgo di una cosa. Se riuscissi a conquistare l’ultimo passo della track avrei la possibilità di un doppio avanzamento su ben 3 pianeti di cui uno potrebbe essere lo stesso.

Mi occorrono 3 turni per realizzare il mio piano durante i quali il mio avversario conquista ben 2 influenze, ma una è sulla Terra, che aveva già conquistato per cui gli serve un quinto pianeta. Non arriverà in tempo, perché riesco ad ottenerne 4 tutti diversi con la combo realizzata raggiungendo l’ultimo gradino della tecnologia dei robot.

Ho trovato questo Zenith, molto, molto divertente. La meccanica di questo “tiro alla fune” è abbastanza nuova per me e restituisce sfide molto tese e vibranti. Pur avendo un regolamento piuttosto snello, non è un gioco per principianti perché ha diversi twist tipici di altri giochi in cui le carte possono essere usate in molteplici modi e combo non immediate da leggere.

Se proprio devo trovarci un difetto, c’è il rischio, tutto da verificare, che la durata delle partite si dilati eccessivamente se i giocatori non riescono a prevalere nettamente sull’avversario, ma ci vorrebbero più partite per capire se è stata solo una mia impressione o un potenziale difetto.

Il gioco gode di un lusinghiero 7.9 come voto medio su BGG a fronte di circa 900 votanti… Non so se qualche editore italiano ha già qualche discorso avviato con la PlayPunk, ma poi non dite che non vi avevo avvisato.


CONTENUTI AUDIO E VIDEO

Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo queste due settimane hanno visto caricare da F/\B!O altrettanti contenuti.

Nel primo video apre la scatola e descrive i componenti di Krakel Orakel, di Die 7 Bazis, gioco da tavolo edito da TOPP/frechverlag. È uno dei tre finalisti dello Spiel des Jahres. Si tratta di un party game cooperativo basato sul disegno, però per persone che non sanno disegnare.

Nel secondo video lo vedrete preparare e giocare una partita in solitaria a Texas: Roll & Write. È un gioco da tavolo edito da Titan Boardgames, di Santiago Zanon. La campagna Kickstarter chiude domani. Potete recuperare il tutorial qui.

Nella sezione podcast in queste due settimane, prima ci siamo messi a parlare del “lontano” 2020, celebrando anche la puntata numero 200,

poi, abbiamo sintonizzato voci e hype sul Golden Geek Awards 2025!

ENIGMI E SALUTI

Ancora senza solutori l’indovinello “ambiente a quadri, a sfere e a raggi” per il quale già vi avevo aiutato suggerendovi una possibile simpatia da parte dell’ambientalista Greta. Oggi vi aiuto dicendovi che questo titolo ha bisogno di luce per essere giocato…

Giocate, pensate ancora meglio di quanto fatto (o non fatto) in precedenza e commentate. Alla prossima domenica ludica!

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