Krakel Orakel – copertina

Krakel Orakel [Party Game]

La casa editrice frechverlag (sì, con l’iniziale minuscola) è stata fondata nel 1955, ma soltanto 5 anni fa è sbarcata sul pianeta dei giochi da tavolo, sotto il marchio TOPP. Da un mesetto a questa parte gode di un’attenzione tutta particolare, perché il suo Krakel Orakel è finito tra i tre finalisti dello Spiel des Jahres. Si tratta di un party game cooperativo basato sul disegno, però per persone che non sanno disegnare. Com’è possibile?!

L’idea geniale del collettivo Die 7 Bazis (gli stessi dietro a Wolkenschiff) è stata quella di vincolare le illustrazioni a delle linee pretracciate sulle tavolette di ciascun giocatore, i quali possono essere da 2 a 8. La durata attesa è sui 30 minuti, mentre l’età consigliata è dai 10 anni. Spero di portare a questo titolo la stessa fortuna che la mia recensione di Magic Keys ha portato al vincitore del Kinderspiel des Jahres 2024 ^_^

Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento.

Ringrazio l’editore per la copia recensore.

In questo gioco cooperativo, tutti i disegni sono già lì: aspettano solo che tu li faccia emergere dal caos! Riuscirai a individuare e rivelare le immagini in un groviglio di linee?

IL GIOCO IN UNA FRASE

Entro 2 minuti, tutti disegnate contemporaneamente la parola sulla vostra carta, ma potete farlo soltanto seguendo le linee punteggiate sulla vostra tavoletta, quindi disponete tutte le carte sul tavolo (insieme a un numero uguale di carte dal mazzo da pesca): uno alla volta, ognuno di voi seleziona una carta da eliminare (cioè pensate che non sia stata disegnata da un altro giocatore) e la partita finisce immediatamente quando ci sono più errori rispetto al numero di giocatori o alla fine di 4 round (vittoria!).

Krakel Orakel – Dentro la scatola
Dentro la scatola

COMPONENTI

La scatola di Krakel Orakel (200×200×50mm) contiene il regolamento in tedesco, 240 carte parola (ciascuna con due livelli di difficoltà), 8 tavolette da disegno a doppia faccia e 8 pennarelli per lavagna.

I materiali sono semplici e funzionano molto bene: l’aspetto complessivo è pulito e minimale, grazie al lavoro grafico di Eva Hook e Ramona Gaar. Le tavolette attirano sicuramente grandi e piccoli, per la possibilità di scriverci sopra col pennarello e per la cancellazione con la spugnetta. Dopo molte partite potrebbero rimanere degli aloni, ma è sufficiente un panno umido, del detergente per vetri o dell’alcool per ripristinare la condizione originaria. I pennarelli chiaramente si esauriranno, prima o poi: sono molto comuni e si trovano senza difficoltà. Se li consumate potete solo esserne felici: vuol dire che il gioco ha colpito nel segno!

Superata in qualche modo la barriera linguistica, le regole sono semplici e consentono di poter iniziare a giocare immediatamente. Le carte sono leggerine, tuttavia si mescolano poco e ciò non compromette la fruibilità del titolo. Serve un timer da due minuti, però non viene fornito e lo dovete recuperare per altre vie (app o clessidra di altre scatole). Nessun effetto WOW, ma la dotazione è compatta e adeguata, pertanto la promuovo senza riserve.

Ho anche girato un video di unboxing:

Krakel Orakel – Preparazione per 4 giocatori
Preparazione per 4 giocatori

COME SI GIOCA

Lasciandovi come sempre al regolamento (EN) per una lettura più completa, vi espongo i punti essenziali.

Ogni giocatore riceve un pennarello e una tavoletta con molte linee aggrovigliate: potete scegliere quale faccia utilizzare. Inoltre si decide insieme se usare le parole facili (sfondo bianco) o quelle più difficili (sfondo nero). Le carte vengono mescolate e sistemate sul tavolo in un mazzo coperto. Impostate un timer su 2 minuti o prendete una clessidra di pari durata. Ognuno dei 4 round è diviso in due fasi.

Fase Krakeln: pescate una carta con una parola. Non appena tutti hanno letto, viene avviato il tempo e si disegna contemporaneamente. Ci sono poche regole relative al disegno: le più importanti sono che è possibile disegnare solo sulle linee punteggiate e che lettere e numeri sono vietati. Potete tracciare diverse forme staccate e segmenti: non c’è obbligo di continuità. Anche i puntini sono ammessi, purché sulle linee pretracciate. Quando avete finito, spostate la vostra carta al centro. Disponete il pennarello su uno dei lati della tavoletta, in maniera tale da indicare agli altri l’orientamento della vostra opera.

Krakel Orakel – Fase Orakeln
Ratto, mazzolino, fiaccola, segnalibro, mongolfiera, pronto soccorso, libro e tetto: quali ho disegnato?

Fase Orakeln: allo scadere del tempo (o quando tutti hanno finito), inizia l’individuazione. Le carte di tutti i giocatori vengono raccolte e a queste ne vengono aggiunte altrettante dal mazzo. Dopo una bella mescolata, vengono distribuite scoperte sul tavolo. Adesso, a turno e senza indicazioni dagli altri, prendete una carta con una parola che pensiate non compaia su nessuna delle tavolette. Fatto ciò (sul tavolo rimangono tante parole quanti sono i giocatori), riprendetevi la vostra carta, se è ancora presente: tutte le carte sbagliate che restano vengono accantonate come punti di penalità.

Poi inizia il prossimo round. Passate la vostra tavoletta al compagno di sinistra, in modo che sia diversa ogni volta. La partita finisce dopo 4 round (vittoria) o non appena avete accumulato collettivamente più punti negativi rispetto al numero di giocatori partecipanti (sconfitta).

In 2-3 giocatori, ognuno pesca due carte e le disegna entrambe sulla propria tavoletta. Se siete in 2/3, mescolate altre 4/6 carte nella fase Orakeln, quindi eliminate a turno una parola, finché non ne rimangono tante quante i giocatori.

Alcune sono molto difficili…

CONSIDERAZIONI

Non sapete disegnare? Mai paura! Qui avete la comoda scusa di essere obbligati a farlo sulle linee punteggiate. Selezionate accuratamente soltanto le linee o le parti di linea che vi aiutano a raffigurare la vostra parola e guardate se il gruppo riesce a riconoscerla. Tutti i disegni sono già lì: aspettano solo di emergere dai grovigli del caos. Al tavolo è molto più divertente di quanto sembri per iscritto XD

Senza il peso incombente del “dover disegnare bene”, finora Krakel Orakel è stato uno spasso per tutti i giocatori a cui l’abbiamo proposto. L’abilità si sposta verso quelle pazze linee e come incastrarci dentro la rappresentazione stilizzata che si ha in testa della propria parola. Finiti i 2 minuti, a volte la mia tavoletta mi pare lampante, mentre quasi impossibile capire cosa abbiano disegnato gli altri: è in quei momenti che consultare le carte sul tavolo diventa fondamentale. E se proprio la mia resta giù come penalità, spiegare cosa ho disegnato e vedere l’incredulità negli occhi degli altri è il frangente più esilarante.

Perciò le capacità richieste risultano due: da una parte scansionare la tavoletta per trovare il punto perfetto in cui ricreare la forma che ho in mente, dall’altra decifrare gli scarabocchi stravaganti degli altri. Più migliorate nella prima, meno vi serve la seconda… e viceversa. Sono esattamente queste difficoltà a rendere le partite così allegre. Potrei sintetizzarlo come gioco con disegni in cui conta più il talento immaginativo che artistico.

… e altre decisamente più facili!

Giocare regolarmente a Krakel Orakel con le stesse persone crea una vera e propria intesa creativa. Col tempo, nascono convenzioni condivise: una linea curva può significare un continente, un triangolo sbilenco diventa una fiamma, un pallino è una testa, e così via. Questi codici visivi emergono spontaneamente e rendono il gioco più dinamico e coinvolgente. Senza bisogno di spiegazioni, i giocatori si comprendono al volo, trasformando ogni partita in un dialogo muto, una prova di comunicazione visiva, ma anche di affiatamento e complicità.

Le linee pretracciate sono l’intuizione geniale. Da un lato limitano la mia libertà di espressione, dall’altro sono fonte di ispirazione. Inoltre garantiscono che tutti i disegni abbiano l’aspetto di ghirigori storti e non solo quelli di chi non riesce a tracciare una linea dritta. Mi costringono a essee creativo e in cambio mi godo la creatività degli altri. Quando però decifro l’idea dietro l’arzigogolo di un’altra persona, questa si sente in qualche modo compresa e ci connette.

Un giudizio frettoloso (e ingiusto) potrebbe etichettare Krakel Orakel come una versione collaborativa di Pictionary, tuttavia l’uso delle tavolette con linee punteggiate lo distingue nettamente dagli altri giochi di disegno. Nella sua semplicità, è una trovata piuttosto innovativa e davvero diversa dal solito. La modalità cooperativa è perfettamente integrata nel flusso di gioco, lasciando spazio all’interazione e a scelte tattiche, come scartare una carta simile al mio disegno per evitare che qualcuno la scelga e sbagli.

In 2-3 giocatori, ognuno pesca due carte e le disegna entrambe sulla propria tavoletta

Ciò implica certamente un po’ di sfortuna, quando viene scoperto un termine di disturbo che potrebbe adattarsi alla mia immagine. Se poi sono in fondo al turno, allora posso soltanto sperare che gli altri – se non riescono a capire cosa dovrebbe essere – capiscano almeno cosa non dovrebbe essere. La dea bendata può accanirsi pure nell’abbinamento tra la carta che ho pescato e la tavoletta che mi è arrivata, poiché sono tutte diverse tra loro per densità di linee e curvatura delle stesse. Ma possiamo vederlo come un altro stimolo alla creatività 😉

Tutte queste carte (ben 240 per un totale di 480 parole) sono sicuramente il motore primo della rigiocabilità: la probabilità di pescare la stessa carta più volte è molto bassa. In aggiunta dobbiamo considerare gli abbinamenti con le tavolette che si creano di turno in turno. Ultimo, però forse ancora più determinante per la variabilità, è l’occhio del giocatore. Con le parole facili, a Krakel Orakel non si perde molto spesso. La vera sfida è con i termini più difficili.

Lo vedete anche voi il tabellone, le carte e il meeple?

In quanto a scalabilità, funziona sorprendentemente bene anche in 2 o in 3. In queste taglie, ognuno deve inserire due disegni sulla propria tavoletta. Ciò rappresenta un limite ancora maggiore e costituisce la giusta difficoltà per tale numero di giocatori. All’estremo opposto, affinché la fase di eliminazione non si protragga inopportunamente, non conviene cercare tutti i disegni in tutte le carte, ma il contrario. Infatti se parto da una parola, passo in rassegna le tavolette e non la trovo, posso già fermarmi ed eliminare quella. In ogni caso la durata si attesta sulla mezz’oretta.

Krakel Orakel è una vera esplosione di divertimento per tutti. Si può giocare con i bambini (dai 6 anni in su, se sanno leggere: approvato da Alice), coinvolgere anche chi non ha mai toccato un dado o una carta in vita sua e regalare risate leggere pure ai giocatori esperti in cerca di un filler frizzante. E non temete il pennarello: qui non serve essere Giotto per divertirsi! Basta lasciarsi andare, tracciare qualche linea folle e lo spasso è assicurato a chiunque. La giuria dello Spiel des Jahres valuta i candidati secondo una serie di criteri ben definiti, con l’obiettivo di premiare chi promuove il gioco come bene culturale e accessibile: qui ci sono tutti.

Lati negativi?

Krakel Orakel è, al momento, disponibile solo in tedesco, che non è un difetto intrinseco del gioco, ma è l’unico ostacolo che abbiamo rilevato. Noi abbiamo usato quasi sempre un’app che traduce al volo tutto quello che inquadri con la fotocamera: un pelino macchinoso, però è fruibile. Con il gruppo più numeroso abbiamo preso il mazzo di Nome in codice: probabilmente quello originale è più ottimizzato, tuttavia ce l’abbiamo fatta. Pure le carte di Just One potrebbero essere una soluzione, accordandosi sullo stesso numero. Una terza via percorribile è ricorrere a fogli di traduzioni o adesivi sulle carte (non ho provato). La verità è che spero vivamente nel fiuto di qualche editore nostrano: mi piace pensare che qualcuno abbia già preso contatti per una localizzazione con tutti i crismi, come il gioco merita.

Un tappeto di carte

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?

Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Krakel Orakel?

A volte mi chiedo se la meccanica collaborativa e il sistema di punti penalità serva davvero o sia semplicemente un pretesto per mettere attorno al tavolo pure chi solitamente si rifiuta di disegnare. Dunque, , a questo gioco ci si diverte anche quando si perde, perché la parte spassosa è incastrare la propria parola in quelle benedette linee, cercare di riconoscere i termini altrui e sentire cosa pensano gli altri del proprio capolavoro. C’è una piacevole tensione nella fase di eliminazione delle carte, è vero e ha senso solamente in funzione del punteggio, però la reputo minoritaria rispetto a tutto il resto.

Monica ha disegnato “Savana” e “guidare”

MIA MOGLIE DICE COSE

«Krakel Orakel è un gioco accessibile a tutti e che può arrivare a momenti di grande ilarità. Oppure genialità. O anche irascibilità!
Questo perché disegnare in modo così costretto, dovendo seguire dei tratteggi precostituiti, richiede immaginazione e pure una buona dose di adattamento.
Le regole sono semplici, le plance si prestano anche a essere usate in modi diversi, per creare dei piccoli indovinelli al di là delle carte e del gioco in sé.
L’unico “problema” è che non è ancora stato tradotto in italiano.
Mi auguro che succeda presto, perché può avere davvero un ampio mercato.»

Per tornare su seguite questo collegamento.

— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —

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