scritto da MeepleOnTheRoad (Valeria)
Volevo iniziare questa recensione con un bel modo di dire d’effetto. Che ne so, “
c’entrarci come i cavoli a merenda” o “
lasciare la lattuga in guardia ai paperi“. Ma poi, riflettendoci, il doppio senso del titolo è già metà della bellezza del gioco, quindi tanto vale dare una bella mescolata agli ingredienti e abbuffarci finché ce n’è.
Appena uscito in Italia a cura di DEVIR e pubblicato l’anno scorso da AEG, Insalata di Punti (Point Salad) è un rapido gioco di carte creato dal trio Molly Johnson, Robert Melvin e Shawn Stankewich in cui l’obiettivo è tanto palese quanto geniale: fare più punti possibile in tutti i modi possibili prima che finisca il mazzo. Ai giocatori assidui il concetto di “insalata di punti” fa subito suonare in testa una campanella e riporta ai titoli di feldiana stirpe, con accezione positiva o negativa a seconda dei gusti (culinari?). Ai nuovi appassionati dice poco e niente. Meglio, perché non si creano aspettative; peccato, perché il gioco di parole è davvero quello che dà senso al tutto.
Da 2 a 6 giocatori si sfidano in un tempo che va da 10 a 25 minuti massimo per collezionare carte verdura e obiettivi e fare una vera e propria insalata mista che fornisca punti. Le meccaniche principali sono quelle più classiche dei giochi di carte: draft e set collection. Il regolamento cita anche un “tableu building”, ma sinceramente non vedo come la disposizione delle carte che acquisiamo possa influenzare o potenziare le nostre azioni.
MATERIALI
In una scatoletta metallica di 11×15cm sono racchiusi il mini-regolamento e 108 carte bifacciali equamente divise: da un lato riportano l’immagine di una delle sei verdure disponibili (carota, lattuga, pomodoro, cipolla, cavolo e peperone) e dall’altro uno dei “100 modi diversi di fare punti”, come espressamente scritto sul retro della scatola. Il lato con l’obiettivo mostra in un angolo anche la verdura che c’è sul retro. Le carte sono abbastanza sottili e vengono mescolate e maneggiate di continuo. Inutile dire che la qui presente imbustatrice seriale ha già fatto sparire l’inserto in plastica per farci stare nella confezione tutte le carte imbustate.
REGOLAMENTO
Solitamente non amo riportare nel dettaglio le regole di un gioco, ma qui davvero si parla di un unico concetto chiave. A partire da una disposizione sul tavolo in colonne con tre carte punteggio scoperte e sei verdure disponibili nel mercato, nel proprio turno un giocatore può prendere una carta punteggio (che altro non è che un obiettivo di fine gioco) oppure prendere due carte verdura e aggiungerle davanti a sé. Come azione extra, ha la possibilità di girare sul lato verdura una carta punteggio presa in precedenza o anche nello stesso turno, se si accorge che gli sarà più utile come ingrediente che come obiettivo, perché magari non riuscirà a completarlo.
Il trick del gioco sta proprio nel refill immediato. Se un giocatore prende una carta punteggio, quella seguente viene subito scoperta; se prende carte verdura, il refill avverrà dal mazzetto delle carte punteggio della stessa colonna, “bruciando”, di fatto, quell’obiettivo per sé e per gli altri.
I turni si susseguono in questo modo, finché sul tavolo non rimangono più carte da prendere. Si procede quindi al conteggio dei punti e il giocatore con più punti riceve una fornitura di insalata extra-large. Ah, no, vince e basta. I punti si calcolano con una logica di collezione set (per esempio, “8 punti per ogni tris composto da pomodoro + cipolla + lattuga”), di maggioranze/minoranze (“10 punti se sei il giocatore con più pomodori” o “7 punti se sei il giocatore con meno cipolle”), di punti secchi (“2 punti per ogni peperone che possiedi” o “-4 punti per ogni cavolo che possiedi”) o di circostanze particolari che si verificano (“7 punti se alla fine del gioco hai un numero di carte cavolo pari o 3 punti se hai un numero di carte cavolo dispari”). I modi per fare punti sono realmente tantissimi, come promette la scatola. La cosa bella è che ogni verdura può essere contata per ciascuna carta punteggio. Pertanto, le strategie dominanti sembrano essere sostanzialmente due: acquisire tanti obiettivi e limitarsi a un esemplare di ogni ingrediente o prendere meno obiettivi e puntare sui moltiplicatori acquisendo tanti ingredienti.
Insalata di Punti è un gioco di carte semplice, senza pretese di innovazione né di sconvolgimento del mercato dei giochi da tavolo. Si pone l’obiettivo di intrattenere, far passare una mezz’ora piacevole ai giocatori, sia esperti che non, stimolando la materia grigia quanto basta da non risultare noioso. E per questo obiettivo è semplicemente perfetto.
Peso leggerissimo, se non piuma, è davvero adatto a tutti: dagli hard gamer che vogliono una pausa veloce dai mattoni ai giocatori alle prime armi che non hanno molta dimestichezza con i giochi di carte fino ai bambini un po’ svegli.
Inutile dire che si tratta di un titolo estremamente rigiocabile e, pertanto, longevo. I modi per far punti sono tanti, non tutte le carte vengono usate sempre e molte di quelle usate potrebbero non uscire come obiettivi o verdure. Partite sempre diverse, quindi.
L’interazione tra i giocatori è molto alta e può essere sia indiretta (del tipo “Prendo quell’obiettivo prima di te“) o diretta (“Ti tolgo quelle verdure che so che ti servono” o “Ti lascio quella carta punteggio, proprio perché so che ti danneggia con punti negativi“). Se non vi piace fare o ricevere colpi bassi, non giocateci. Optare per una partita friendly ha poco senso in un gioco improntato al divertimento immediato.
Essendo un gioco di carte che vengono mescolate ed escono casualmente, il fattore fortuna naturalmente c’è. Non si può pensare di aspettare che venga rivelato proprio l’obiettivo che ci serve (e che magari non è nemmeno in gioco) o che escano le verdure che ci fanno fare tanti punti. Come va va, il trucco è sapersi riadattare in corsa.
Infine, la questione che mi sta più a cuore, nonché la domanda che mi faccio prima di acquistare un qualsiasi gioco: come scala? La scatola ci dice che Insalata di Punti può essere giocato da 2 fino a 6 persone.
In pratica, è vero. In sostanza, no. O meglio, sì che si può giocare in 2 o in 6, ma il gioco a cui si gioca in 2 di fatto non è lo stesso a cui si gioca in 6. In 2 siamo davanti a un titolo che, seppur nella sua semplicità, offre diverse scelte strategiche: posso improntare le mie mosse a massimizzare i miei obiettivi così come a toglierti esattamente le verdure che ti servono o indurti a prendere carte che in qualche modo ti danneggiano; posso anche calcolare le mie scelte in anticipo di un turno, visto che quando toccherà di nuovo a me la situazione sul tavolo non sarà cambiata drasticamente. I giocatori hanno un minimo di controllo su quello che possono fare.
Già in 3 la situazione cambia. Ora che tocca a me, non avrò più le stesse carte sul tavolo (a meno che i miei avversari peschino entrambi un obiettivo e allora le verdure rimangono uguali): mi toccherà adattarmi a ciò che mi è stato lasciato. Inutile dire che con l’aumentare del numero dei giocatori diminuisce la possibilità di fare anche una minuscola strategia e il controllo è nullo. Se vogliamo dargli delle etichette, si passa quindi da un gioco strategico e minimamente riflessivo a uno completamente tattico in cui le nostre scelte cambiano di continuo e si adattano a quello che c’è sul tavolo. Per la mia esperienza, in 2 abbiamo giocato in silenzio, tenendo d’occhio le carte dell’avversario e calcolando la presa migliore; in 5 abbiamo giocato facendo un gran baccano, chiacchierando e improvvisando le scelte quando toccava a noi.
Nonostante il suo essere semplice e immediato, a me questo Insalata di Punti piace. E mi piace proprio perché è semplice e immediato, perché posso giocarlo su due livelli diversi, perché posso proporlo davvero a chiunque, perché è super portatile e perché l’idea di comporre un’insalata è tutto sommato simpatica. A chi sospetta che dopo un po’ diventi noioso, suggerisco di alternare le due modalità di gioco. A chi lo critica di non essere particolarmente innovativo, rispondo di non dimenticare che non tutti giocano da 15 anni e per qualcuno potrebbe essere una bella novità. A chi obietta che è troppo semplice, ricordo che è proprio quello che il gioco si propone di essere: un passatempo per accontentare tutti i gusti.
Non vedo l’ora che sia domenica, mi aspetta un bel picnic in montagna. Pranzo al sacco per tutti, panini e… insalata. Non so voi, ma io questo giochillo me lo metto nello zaino.
Alla prossima e GAME ON!
“Ricordare un’ottima insalata significa ricordare un’ottima cena; in ogni caso la cena perfetta include l’insalata perfetta.”
[George Ellwanger, “I piaceri della tavola“, 1902]