Ergo Ludo Editions [Boardgame World]

Ciao Alessandro, puoi presentarci Ergo Ludo Editions?

Ciao Davide, certamente. Ergo Ludo Editions nasce nel 2014 (quest’anno festeggiamo il decennale), per volontà del sottoscritto. È un’azienda che ha come obiettivo principale quello di creare, ideare, realizzare nuovi giochi da tavolo, lungo tutto il percorso creativo, con uno stile proprio, nostrano e originale. Inoltre, localizza titoli di qualità. Pochi ma buoni, come si suol dire …

State dimostrando un particolare interesse per la Storia. Cosa vi ha portato a fare questa scelta? Avete individuo particolari periodi interesse?

Il gioco “storico” è sempre stato un mio interesse e sono sempre stato convinto del suo potenziale. Il tutto è iniziato con la localizzazione in versione italiana di alcuni titoli GMT, per poi consolidarsi con 300 Terra e Acqua, un gioco di ambientazione storica light, adatto a tutti, che ha dimostrato il potenziale insito in questo genere ludico. In generale, i periodi più “gettonati” sono l’Antica Roma e la Seconda Guerra Mondiale. Personalmente, ritengo interessante esplorare anche periodi meno conosciuti ma comunque molto affascinanti.

Quale pensi sia il vostro punto di forza?

L’attenzione che mettiamo durante il processo creativo e l’originalità. Possiamo non piacere a tutti, ma scuramente cerchiamo sempre di essere in qualche modo originali e innovativi, non appiattendoci sulle “mode facili”.

Quali sono i vostri giochi che raccomanderesti in particolare ai nostri lettori e perché? Tutti, non vale come risposta!

Domanda difficile, perché ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze. Ma non mi tiro indietro e ci provo: raccomando le nostre ultime due creazioni. Cangaceiros, per chi ama i giochi strategici tosti, dove si suda punto su punto, con una ambientazione nuova, disegni bellissimi e una grande cura nel ricreare l’atmosfera del periodo storico. Pyramidice, perché è rapido da apprendere e allo stesso tempo per nulla banale, un gioco a costo contenuto ma curato in ogni piccolo dettaglio. E perché dimostra che si può narrare in modo originale un tema (Antico Egitto) ampiamente utilizzato nei giochi da tavolo.

Quale è il vostro best seller? Quale il gioco che, invece, non ha rispecchiato le aspettative?

Il best-seller al momento è Ensemble. Il nostro party game venduto in tutto il mondo o quasi. Il primo gioco grazie al quale abbiamo raggiunto mercati nuovi per noi, come in Asia per esempio. In generale, ho imparato a capire con l’esperienza cosa aspettarmi da un gioco di un certo tipo e il suo potenziale. Se parliamo di vendite, il famigerato 2020 ha frenato purtroppo i titoli usciti in quell’anno.

Qual è il principale target dei vostri giochi?  A che tipi di giocatore vi rivolgete?

Abbiamo tre diverse linee di giochi, più i giochi storici. Ovviamente il target cambia a seconda della linea in cui inseriamo il gioco. Va da sé che Ensemble ha un diverso target rispetto a Cangaceiros. In generale, proviamo a rivolgerci ai giocatori curiosi, che magari vogliono approfondire il gioco senza accontentarsi di una sola partita. Vogliamo che i giochi Ergo Ludo restino nello scaffale del giocatore come un titolo da giocare più volte, divertente e sfidante al tempo stesso.

Al di fuori del vostro catalogo quale gioco avreste voluto produrre voi? E perché?

Potrei rispondere facilmente: un gioco di successo e ben realizzato. Ce ne sono diversi, quindi. Forse quello che meglio sintetizza divertimento, accessibilità, interazione è The Island. Ma è un parere personale, ovviamente.

Recentemente avete presentato Pyramidice al Museo Egizio di Torino, come vi è venuta questa idea? E’ stato molto interessante (parere personale) vedere un GdT in un ambiente diverso. Quanto pensi possano essere utili eventi di questo tipo per sdoganare la cultura del gioco anche nel nostro paese.

Ho sempre pensato che i giochi siano anche un prodotto culturale e che tramite essi si possa “fare cultura” (passami questo termine terribile). Giocando, si trasmette conoscenza. Molti non sanno cosa c’è dietro la produzione di un gioco, quanto lavoro e quanta ricerca … Questi eventi, dunque, nascono dalla volontà di sdoganare la cultura del gioco, come dici tu giustamente, ma anche per creare connessioni con ambienti differenti rispetto ai soliti in cui normalmente i giochi sono presentati. I prodotti pop spesso sono sottovalutati o, peggio, ghettizzati. Penso sia giunto il momento che la nave esca dalla comfort zone delle fiere e approdi in nuovi porti che ne valorizzino il potenziale. Il primo evento di questo tipo è stato lo scorso Marzo quando presentammo Cangaceiros nell’Ambasciata del Brasile a Roma. Da quel momento, abbiamo iniziato a pensare ad altri eventi, uno dei quali si è appunto concretizzato al Museo Egizio di Torino, uno dei più importanti al mondo, in un pomeriggio/serata memorabili davvero…

Avete molti progetti per il futuro, cosa ci aspettiamo per il 2024?

Nel 2024 arriveranno due nuovi giochi che hanno anche avuto alcune anteprime nei mesi scorsi e che usciranno grazie anche alla collaborazione con MS Edizioni, iniziata nel 2023. Una partnership in cui crediamo molto. I giochi sono Aeterna di Martin Wallace, un inedito del famoso autore inglese. E Roxane di Daniele Ursini, autore e sviluppatore Ergo Ludo, che ha ideato un sorprendente gioco sul Cyrano di Bergerac. Come localizzazioni, invece, ne abbiamo 4-5 in uscita, in periodi diversi dell’anno. Ci consolideranno come azienda di giochi di ambientazione “storica”.

A breve (Febbraio) esce La Guerra della Triplice Alleanza, che abbiamo presentato a Roma con l’autore un paio di mesi fa. Poi finalmente vedranno la luce i due tanto attesi GMT Falling Sky e Churchill, in lingua italiana. Poi anche il nuovo gioco dell’autore di 300, Port Arthur. E un’altra sorpresa ancora, che presto annunceremo.

Hai qualcosa di segreto da dirci sul futuro prossimo o remoto di Ergo Ludo Editions e dei suoi giochi.

Abbiamo diversi progetti in cantiere. Per ora posso dire che stiamo lavorando a una nuova edizione, totalmente rinnovata, del nostro primo successo, The Golden Ages.

Ci puoi raccontare un fatto buffo, simpatico o particolare che ha segnato la produzione e/o la distribuzione dei vostri giochi.

Ricordo che il gioco di Zagor arrivò giusto in tempo la mattina dell’apertura di Lucca Comics & Games 2016, portato direttamente in fiera. Il corriere, che aveva fatto un viaggio pazzesco per arrivare puntuale, non riusciva più a uscire dalla città, perché nel frattempo avevano chiuso tutta l’area. Faticammo non poco per permettergli di andare via. Posso poi dire che i momenti di realizzazione di un gioco sono sempre emozionanti e talvolta divertenti, ma anche faticosissimi. Posso dire che ogni tanto ci svaghiamo inserendo inside jokes o anche citazioni nei giochi. Il succitato gioco di Zagor per gli appassionati è una manna in tal senso … Ensemble ne contiene alcune: a voi scoprirle, se già non lo avete fatto!

Come vedi il futuro dei giochi da tavolo, sia a livello globale che in maniera più specifica per quanto riguarda l’Italia?

Credo che in questo momento si producano troppi giochi e che il mercato non sia in grado di assorbirli tutti. In Italia poi in modo particolare, ma non solo. I negozianti iniziano a selezionare e i giochi molto spesso hanno un ciclo di vita davvero breve, perché c’è una richiesta continua di novità. Da parte degli editori è già iniziata una maggiore selezione dei prodotti. I giochi con un costo di vendita elevato saranno sempre più appannaggio di una nicchia di appassionati. In generale, il livello estetico dei prodotti ora è molto alto, ma non sempre lo è il gioco in sé. C’è però molta più voglia di osare e sperimentare e talvolta i risultati sono ottimi.

Il Boardgame storico è in continua evoluzione, come vedi questi cambiamenti e cosa possiamo aspettarci per il futuro.

Il boardgame storico ha segnato molte importanti novità in un periodo relativamente breve di tempo, dopo anni di stasi. Si cerca di arrivare a un pubblico sempre più vasto, senza perdere il gusto storico del gioco. Si pensi a titoli come la serie di Undaunted o come i nostri 300 e Saladin (di cui vi abbiamo parlaro questa mattina). La GMT ha rinnovato in parte il genere con i COIN ed è sempre alla ricerca di nuove strade. Penso che per il futuro sarà importante sintetizzare nel modo migliore le esigenze di “narrazione storica” con un sistema semplice e fluido.

Quale è il tuo rapporto personale con i Giochi da Tavolo? Sei giocatore e, in caso positivo, che tipo di giocatori sei? Quali giochi ti piace giocare? Riesci a conciliate il gioco come hobby/passione e come professione?

Nasco come appassionato di giochi da tavolo, che ho sempre amato e giocato fin da piccolo. La passione poi è cresciuta venticinque anni fa, circa, e da allora, un po’ alla volta, ho iniziato a trasformarla in professione. Ora che è un lavoro a tempo pieno faccio molta più fatica a conciliare le due cose, è nettamente di più il tempo che dedico al gioco per playtest, prove, verifiche ecc che non quello che dedico solo per rilassarmi e divertirmi. Accade più di rado che ora un gioco riesca a sorprendermi ma il piacere ludico rimane lo stesso di prima.

Come giocatore mi definisco un onnivoro: mi può piacere qualsiasi gioco, da un mazzo di carte a quello più elaborato. Proprio perché lo ritengo un prodotto culturale e anche un mezzo di comunicazione, come può esserlo un film o un’opera teatrale, riesco ad apprezzare sia un gioco più “leggero”, rilassante (come una divertente commedia), sia un prodotto più complesso (come un kolossal o il film di un regista più sofisticato). La bellezza si può nascondere ovunque, da Coloretto a Here I Stand.

Un’ultima possibilità per dire quello che vuoi ai nostri lettori

A costo di essere banale, dico di non smettere di giocare e di far conoscere a parenti e amici i giochi che più si amano. Agli aspiranti autori di giochi, se ne avete tra i lettori, dico di essere curiosi, sempre. La curiosità viene ancora prima della creatività.

Potete trovare molti dei giochi di Ergo Ludo Editions su Egyp.

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