White Winston
La vita è breve, l’arte è lunga.
Con questa frase Ippocrate, padre greco della medicina, voleva sottolineare la fugacità del tempo e quanto siamo insignificanti di fronte a certi temi come la conoscenza. Ebbene, per me non è altro che l’ennesimo spunto per affermare un principio guida della mia esistenza e che ritengo essere un faro per compiere qualsiasi tipo di scelta: la vita è breve, si muore presto. Troppo. Presto.
La vita è troppo breve per accontentarsi, per rimanere nella zona di comfort, per mangiare sempre il solito gusto di gelato, per ordinare la stessa pizza e per girare il caffè sempre lo stesso numero di volte, per non modificare mai strategia, per non chiedere sempre il massimo da voi stessi e da chi vi sta accanto, per bagnare i piedi sempre nello stesso mare, per rimanere dello stesso credo politico per più di una legislatura e per guardare il futuro dalla stessa prospettiva, per comprare la stessa marca di gin, per dire no a esperienze ritenute “troppo” per voi, per pensare di conoscere i propri gusti e per continuare a rifiutare di assaggiare le barbabietole rosse cotte a vapore, per sentirsi arrivati, per consolidare le abitudini, per non trovare tempo per leggere, per postare “foto di vita” dimenticando di viverla veramente, per non ricordare ai vostri cari che gli volete bene ogni volta che vi si presenti l’occasione, per comprare gratta e vinci sfidando invano le leggi dei grandi numeri, per comprare smartphone di lusso e poi non avere soldi per viaggiare, per giocare ai giochi mediocri, per finanziare costosissime campagne Kickstarter che arriveranno nel duemilamai o per fare una partita a Talisman invece che tre a Puerto Rico, per perdere fiducia nel futuro, per ritenere impossibile ripartire da zero, per pensare che sia troppo tardi, per perdere tempo a leggere liste di cose scontate, inutili e retoriche, scritte da un fantomatico recensore, su un antiquato blog di appassionati di scrittura.
Quando il treno del mutamento (detto anche “treno di Tzeentch”!) passa, va preso. Non c’è cazzi. E se pensate di “accontentarvi per godere”, finirete per riassumere la vostra vita in un A4, e non avrete abbastanza storie da narrare, per mandare avanti la rubrica Solo sul mio Tavolo per 5 anni (compiuti oggi) e oltre.
Un “grazie” a tutti i lettori del blog e un “GRAZIE!!!” a tutti i lettori di questa sedicente rubrica di vita e giochi da tavolo!

GROVE
Grove è un gioco euro di Mark Tuck, esclusivamente per 1 giocatore, durata 5-10 minuti, edito nel 2021 da Side Room Games e localizzato nel 2022 da Gate On Games.
Ci sono 3 cose fondamentali da sapere subito su Grove:
- è un gioco di carte compatto, veloce ed esclusivamente solitario, ambientato in un frutteto;
- è il “continuo” di Orchard, un altro gioco simile, recensito su questa rubrica circa 3 anni fa dal buon F/\B!O P. (del quale trovate anche un video di gameplay e di unboxing sul nostro canale YouTube);
- al pari del suo predecessore, ne esiste una versione PnP scaricabile gratuitamente su BGG.
Ogni anno cerco sempre di portare su questa rubrica almeno un gioco esclusivamente solitario, compatto e possibilmente originario PnP (tipo Austerity, Maquis, Under Falling Skies, No Pasaran!). Quest’anno devo dire che sono riuscito a trovare un gioiellino particolarmente tascabile e davvero di facile intavolamento, perfetto per ogni occasione, luogo e condizione metereologica (leggete sotto e capirete il perché).
GAMEPLAY BASE
GAMEPLAY AVANZATO
GRAFICA E MATERIALI
Se nella botte piccola c’è il vino buono, nella scatola piccolissima c’è il gioco bellissimo!
Parliamo di una scatolina di circa 10x7x3 cm che contiene tutto ciò che serve per giocare a Grove, ovvero, 18 carte, 15 dadi colorati, 2 token in legno e il regolamento. E quando dico che “contiene”, vuol dire che letteralmente lo spazio è assolutamente preciso per includere tutto al proprio interno e niente più.
Oltre a una grafica molto colorata ed efficace, posso segnalare che le carte sono tutte in plastica sottile; quindi Grove è il gioco perfetto da giocare anche al mare o a bordo piscina perché non teme niente, neanche l’acqua! Inoltre, le carte sono tutte fronte-retro per poter essere utilizzate sia come obiettivi che come carte di gioco (vediamo più avanti cosa vuol dire).
Per il resto, token scoiattolo e carriola in legno e il set di dadi personalizzati e costituenti i tre frutti del gioco: arancia, limone e lime (arancio, giallo, verde).

REGOLAMENTO
Se avete già giocato a Orchard, troverete diverse somiglianze in quanto Grove rappresenta una versione leggermente più complessa e articolata del suo predecessore.
Il regolamento comunque è davvero molto semplice e di facile assimilazione. Una partita a Grove coinvolge ogni volta 9 delle 18 carte presenti e si svolge in 8 turni.
La prima carta, del mazzo delle 9 in gioco, servirà come base di partenza e andrà posizionata al centro del tavolo. Ogni carta raffigura fino a 6 alberi da frutto, con 1 o 2 frutti di uno dei 3 tipi (arancia, limone, lime) al proprio interno.
Pescando ogni volta carte fino ad averne 2 in mano (ad eccezione dell’ultimo turno, dove giocherete l’ultima rimasta), ogni turno dovrete giocare una carta, ruotandola in qualsiasi direzione e sovrapponendo uno o più frutti dello stesso colore con quelli già presenti in tavola. Per ogni sovrapposizione (necessariamente corretta) tra la nuova carta e quella/e già presente/i in tavola, potrete posizionare un dado del medesimo colore del valore pari al numero di frutti così accumulati.
Vi sono praticamente solo 3 eccezioni:
- le radure sono spazi privi di alberi, sovrapponibili a qualunque albero (e sulle quali è possibile poi sovrapporre qualunque albero) e che contano sostanzialmente come uno “zero”, non aggiungendo o togliendo niente a eventuali dadi sottostanti (che rimangono);
- se il valore di un dado, grazie a molteplici sovrapposizioni corrette, deve superare il 6, lo si ruota sulla faccia del cestino (valore finale 10). Se al cestino andrete ad aggiungere ancora frutti dello stesso colore, potrete mettere in gioco la carriola (una sola per partita, con valore 15);
- una sola volta per partita, potrete sovrapporre due alberi con frutti di colore diverso tra loro. In tal caso, si dovrà posizionare il segnalino scoiattolo e qualsiasi dado presente verrà perso.
A fine partita, si contano tutti i punti dati dai dadi in gioco, ad eccezione di quelli presenti sulle radure (sono frutti caduti per terra e quindi persi), sommando anche i valori dei cestini ed eventualmente della carriola. Se lo scoiattolo si trova in gioco, dovrete sottrarre al totale 1 punto più un altro punto per ogni dado ortogonalmente adiacente allo scoiattolo.
La bravura verrà misurata attraverso una tabella che collocherà la vostra performance su una scala di punteggi. Si gioca naturalmente per provare a battere ogni volta il proprio record.
Esiste una variante che coinvolge il retro delle carte, raffiguranti le cosiddette ricette. Non sono altro che obiettivi di punti da raggiungere a fine partita (se ne pescano sempre 2 e si sommano i punti) con possibilità di accedere anche a dei punti bonus, al raggiungimento di determinate condizioni.

IMPRESSIONI
“Ma White Winston, da quando ti diletti con giochi così… semplici?!?”
Cari i miei piccoli Korogu, Grove è certamente il gioco più leggero che io abbia mai giocato negli ultimi anni e recensito su questo blog. Se però ho ritenuto di doverlo includere in questa rubrica, è perché, superato un certo scetticismo iniziale dovuto magari alla “troppa semplicità e linearità delle regole”, si entra dentro alle meccaniche molto sottili del gioco e si comincia a divorarlo come fosse un secchio di pop corn: a manciate e in preda all’ingordigia. Provate a fare una partita e vi ritroverete a farne 5-6 di fila senza neanche accorgervene.
Le meccaniche sono semplici, eppure ad ogni turno avrete davvero tante possibilità a vostra disposizione per piazzare una delle due carte in mano, ruotandola come volete, e sovrapponendola per 1-6 alberi da frutto con le altre già presenti sul tavolo.

Nel giocarlo più volte, capirete come la vera bravura non sta tanto nel trovare il miglior piazzamento estemporaneo (serve anche quello, ma con un po’ di analisi, tipicamente da eurogame, si arriva sempre a capire qual è), quanto nel trovare il piazzamento che vi consentirà di sfruttare in maniera efficace anche quelli futuri. Infatti, i punti “grossi” si fanno con i cestini di frutta (che valgono 10 ciascuno) e la carriola (che vale 15), più che con i frutti normali; questo vuol dire che l’obiettivo deve sempre essere quello di creare combinazioni di alberi tali da consentire il loro incremento futuro, talvolta anche a discapito del piazzamento estemporaneo (faccio 1 punto in meno ora ma creo una situazione più vantaggiosa per farne di più dopo).
Parlando invece della modalità (alternativa) con le ricette, se inizialmente mi era sembrata un’aggiunta interessante, in realtà alla lunga l’ho rivalutata in negativo. Infatti, il sistema del “batti il tuo miglior punteggio” si sposa già perfettamente con il tipo di gioco che è Grove e non necessita quindi di obiettivi di punteggio da raggiungere.
Inoltre, la possibilità di far punti completando le due ricette, distoglie dall’obiettivo primario del gioco e talvolta per star dietro alla ricetta si rischia di fare ancora meno punti. Infine, è facile rendersi conto come la pesca delle due ricette sia un elemento che introduce una buona dose di alea, con combinazioni molto vantaggiose e altre molto meno.

CONCLUSIONI
Grove è un gioco tascabile, veloce, semplice, ma estremamente sfidante e che vi incollerà al tavolo. Rispetto al suo predecessore Orchard, risulta essere un deciso passo in avanti, nella direzione di chi apprezzava il sistema di gioco ma avrebbe voluto un pizzico di complessità in più. Certamente piacerà a chi ama i solitari un po’ rompicapo, un po’ meno a chi vuole a tutti i costi un certo grado di complessità.
Ritengo Grove un filler perfetto per le vostre vite, anche le più incasinate e prive di tempo libero. La sua produzione praticamente water proof, lo rende anche un buon candidato per lo zaino dei giochi per le vacanze. Ah… l’ho già detto che costa quanto 3 fumetti Bonelli (che recentemente sono pure aumentati, maledetti!)?
E per chi avesse le mani attaccate alle spalle, a questo link potete trovare anche la versione PnP scaricabile gratuitamente!
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