[Solo sul mio tavolo] Austerity

scritto da White Winston (Andrea P.)

[Eccomi ancora una volta (ultimamente sta diventando una piacevole abitudine) a fare gli onori di casa a un nuovo collaboratore. Si tratta di un “altro” Andrea (visto che ne abbiamo acquisito da poco uno, cogo71, che peraltro si è gettato subito nella mischia con ardore, raggiungendoci alla nostra CON di Genova) e il punto di partenza del nostro nuovo amico è quello che, con la venuta della prole, così come è capitato nel tempo a molti di noi, i tempi liberi per vedersi con gli amici a giocare si sono andati per lui restringendo. Di conseguenza il buon Andrea si è indirizzato, senza scoraggiarsi e senza perdere l’entusiasmo, verso un settore che pare essere in crescita, nell’ambito del più ampio mare dei boardgame, ovvero quello dei solitari. Sin dai tempi dei primi gestionaloni del vecchio Uwe, del resto, la modalità “solo” è in voga, per cui effettivamente questo ambito meritava di essere esplorato in modo più approfondito e il nostro White Winston pare volersi far carico di questo compito (e noi ne siamo lieti). Lascio quindi a lui la parola, con il classico, sentito e benaugurante, benvenuto!!! Fabio-Pinco11]

Avete mai provato ad avere un figlio? Ecco, io ci ho provato. E ci sono pure riuscito.
Dopodiché ho capito cha la mia vita sarebbe cambiata, in meglio, eccetto per un singolo particolare aspetto: il tempo per i miei hobby.
Così è nata la mia passione per i solitari: non una scelta consapevole, ma una vera necessità. Avete presente il tossico che per alleviare le crisi tra una dose e l’altra si fa di metadone? Ecco il “tossico” sono io. Le “dosi” sono le mie serate ludiche in compagnia. I solitari sono diventati il mio personale “metadone”!
Questa premessa per farvi capire che non avete davanti un recensore sociopatico che ha scelto di giocare solitari, in solitudine, con la compagnia di una sola birra. No signori… avete davanti uno di voi, uno “normale”, che per necessità si è ritrovato a dover sperimentare queste singolari modalità e che cercherà, in maniera più o meno velata e colorita, di convincervi che talvolta il “solo” ci sta, è divertente e, addirittura, vi renderà dei giocatori (e dei padri!) migliori.
Bene. E ora partiamo con la prima recensione.


AUSTERITY
È un gioco di Jake Staines, esclusivamente solitario, in cui assumerete il ruolo del ministro delle finanze di un paese ingolfato dal debito. Come dite? L’Italia? No, tranquilli… il livello di difficoltà “impossibile” per fortuna non è stato contemplato dall’autore.
Ho deciso di cominciare questa rubrica proprio da Austerity per un unico motivo: non avrete scuse per non provarlo. Infatti è un Print and Play (detti anche “giochi gratis”!) stampabile in soli 2 fogli A4, veloce (durata media 20 minuti), interamente tradotto in italiano e facile da apprendere.

Materiali in gioco

GRAFICA E MATERIALI
Se parliamo della dotazione del PnP possiamo riassumere con: minimale, essenziale, ma funzionale. I materiali si esauriscono in una plancia e alcune carte che, come vedremo in seguito, costituiscono tutte espansioni e varianti al gioco base. A tutto ciò dovremo aggiungere un sacchetto di Orléans e una manciata di cubetti colorati di Grand Austria Hotel e Kepler-3042. Come dite? Non avete questi giochi? Avevate preferito Sulle Tracce di Marco Polo a GAH per quei graziosi cammellini al posto dei cubetti?
Mi dispiace, ma la vostra recensione finisce qui.

… tranquilli!!! L’autore ha pensato anche a voi. C’è un pratico foglio da stampare con tutti i token sostitutivi dei cubetti. Se vi manca pure il saccheto, l’autore propone un bicchiere, ma io vi suggerisco l’uso di un vecchio calzino di cotone scuro (di quelli lunghi), possibilmente usato. Molto più introspettivo.

Setup iniziale

REGOLAMENTO
In sole cinque pagine di chiarezza (e morbidezza) è racchiuso il facilissimo funzionamento del gioco. È un bag-building dove ad ogni turno si pescano due cubetti dal sacchetto (o dal calzino usato) e, confrontando l’accoppiata dei colori usciti con l’apposita tabella, si svolge l’evento ad essi associato. Esistono cubetti di 5 diversi colori:

  • neri (debito pubblico);
  • rossi (crimine e agitazione);
  • blu (polizia e sicurezza);
  • bianchi (benessere);
  • gialli (entrate).

Inutile dire che i cubi rossi e neri sono quelli che vi faranno imprecare alla pesca, gli altri invece vi faranno tirare (quasi sempre) un sospiro di momentaneo sollievo. Risolto l’evento, si ripete l’operazione di pesca procedendo in questo modo fino all’esaurimento di tutti i cubetti. A quel punto l’anno politico termina, si procede con il controllo delle condizioni di vittoria/sconfitta e con l’aggiornamento dei parametri che misurano gli effetti del nostro operato nel paese (Occupazione, Sicurezza Pubblica, Ricchezza, Salute e Popolarità), ciascuno rappresentato da una scala di valori crescenti da 0 a 10.

Se alla fine dell’anno politico uno qualsiasi di questi indicatori dovesse scendere fino allo zero, il paese precipiterà nel default, casa vostra verrà venduta all’asta e vi ritroverete in mezzo a una strada.
Se al contrario alla fine dell’anno sarete riusciti ad eliminare tutti i cubi neri – e quindi a ripianare il debito pubblico – sarete chiamati al Quirinale da Mattarella per un “incarico esplorativo”.

Carte (la mia copia PnP)

Gli strumenti a vostra disposizione per cercare di governare l’andamento della partita (e quindi il contenuto del vostro sacchetto/calzino) saranno 3 azioni ausiliarie (Alzare le Tasse, Prendere un Prestito e Pagare un Prestito), utilizzabili quando e quanto volete, e la possibilità di finanziare, con le entrate (cubi gialli) che via via verranno pescate, una delle 3 Istituzioni (Impresa Privata, Sicurezza Nazionale e Social Welfare) per ottenere dei bonus immediati.

Dopo aver fatto qualche partita e aver riempito il vostro salotto di imprecazioni, potrete passare alla versione avanzata del gioco. Esistono 4 differenti espansioni modulari:

  • Carte politica: rappresentano l’approccio generale del governo nel guidare il paese e si traducono in alcune regole aggiuntive che potranno portare bonus o malus al raggiungimento di determinate condizioni;
  • Istituzioni extra: sono delle istituzioni aggiuntive rispetto a quelle del gioco base che possono essere sbloccate investendo una parte delle vostre entrate;
  • Paesi iniziali: queste carte forniscono una composizione alternativa del sacchetto iniziale;
  • Scenari: forse le carte più interessanti del set, forniscono delle condizioni di inizio e fine partita alternative oltre che a qualche regola aggiuntiva.

Carte (file italiano)

IMPRESSIONI
A prima vista, pensando anche alla tematica, potrà sembrarvi un gioco freddo e calcoloso. In realtà provandolo scoprirete che è l’esatto contrario: immediato, rapido e piuttosto coinvolgente. Appena avrete preso confidenza con le (poche) regole, pescherete cubetti a ripetizione, svolgendo le azioni una dietro l’altra, nel tentativo frenetico di tamponare le disavventure e abbassare poco alla volta il debito pubblico, eliminando i famigerati cubetti neri dal sacchetto. La sensazione di avere costantemente la coperta corta vi starà addosso per tutta la durata della partita, rendendo la sfida comunque abbastanza impegnativa e immersiva. Vi è un’indubbia componente di fortuna che incide nella pesca dei cubetti (il doppio cubo nero sarà il vostro incubo!), ma allo stesso tempo è proprio quella componente che vi manterrà alta la tensione, incrociando le dita ad ogni pesca, pronti a indebitarvi fino al collo pur di pescare quei maledetti cubi gialli!!!
Secondo me l’autore ha fatto centro con la scelta del bag-building, con i pro e i contro che si porta dietro questo sistema: un approccio diverso rischiava infatti di vedere il gioco relegato come sollazzo degli studenti Bocconiani, tra la lezione di Economia Manageriale e quella di Statistica Applicata.

I rossi e i neri vi faranno imprecare

Dal punto di vista dell’ambientazione il gioco parte bene, ma, già da metà partita, la vostra mente sarà concentrata sul colore dei cubetti più che sul loro significato; d’altro canto non credo che l’autore volesse creare un gioco di “simulazione”. C’è da dire però che, analizzando le varie combinazioni, le carte e le variabili in gioco, si nota un certo impegno profuso per rendere ogni particolare attinente alla realtà.
Passando ai lati negativi, più che da difetti, secondo me il gioco è affetto da alcuni evidenti limiti. Le azioni che si possono compiere per governare il sacchetto non sono poi molte e, nonostante le espansioni, dopo qualche partita il gioco può diventare ripetitivo. Inoltre, una pescata sfortunata nel momento sbagliato potrebbe compromettere un’intera partita, facendovi precipitare nel baratro del default finanziario. 
La longevità, infine, è sì garantita dalle numerose espansioni modulari e dalla difficoltà non trascurabile di portare a termine con successo ogni partita, ma è comunque molto limitata dal raggiungimento della vittoria con ciascuna modalità: difficilmente infatti vorrete ripetere uno stesso scenario dopo averlo già risolto.

CONCLUSIONI
Devo ammettere che questo Austerity mi ha proprio sorpreso!
È stato il mio primo PnP e, forse anche per questo, ero partito un po’ scettico (“tutto ciò che è gratis puzza sempre di scaduto…”); in realtà l’ambientazione originale, la semplicità delle regole, la rapidità di gioco, il livello di sfida non banale e quella costante “sensazione di rincorsa” che regala, valgono assolutamente la stampa di 2 singoli A4. Miei cari, avete speso fogli da 100€ (o da 500€?!?) per il kickstarter del momento, magari senza leggere le regole (che “sono in lavorazione… ma arriveranno!”) e con consegna (stimata) nel 2025, e ora vi tirate indietro su questo titolo dal facile appeal e dal prezzo ridicolo? Suvvia!!!
Attenzione però: astenersi teutonici germanofili ultradeterministici. Qui la dea bendata c’è, si sente ed è solo parzialmente arginabile. Ma, a mio avviso, è proprio quel “frizzolo” ad ogni pescata che vi garantirà un’esperienza ludica di sicuro divertimento.
Finita la mia prima partita (con cocente sconfitta) la voglia di riprovarci con un’altra a ruota è stata immediata e sono andato avanti per un’ora e mezza! In fondo… avevo promesso 1 milione di posti di lavoro in campagna elettorale… lo dovevo ai miei elettori! 

— Le immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —

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