scritto da
FΛB!O P.
Quando ho letto sulla scatola di Multicity che l’autore è Jean-Claude Pellin (insieme a Steve Brück) mi si è accesa una lampadina. Andando a controllare la sua produzione (forse i suoi titoli più noti sono Cookie Box e Dust in the Wings), ho capito perché: anche il nostro amato Hungry Hugo è suo, sempre per la casa editrice LOGIS. Condividono pure l’illustratore: Gediminas Akelaitis. Pensato per essere fruito a partire dai 5 anni di età, dura circa 20 minuti e prevede da 2 a 4 giocatori. Come genere potrebbe essere incasellato negli astratti di civilizzazione.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.

I COMPONENTI
La scatola di Multicity, di dimensioni 238×238×45mm, contiene:
- il regolamento EN/DE;
- 36 tessere con quattro coppie di quadratini colorati (rosso, giallo, verde, blu) e una X;
- 24 pedine divise in quattro colori (case rosse, auto gialle, alberi verdi e abitanti blu) nelle taglie 2-4-5-6-7;
- 24 basette trasparenti.
Le illustrazioni del solito Akelaitis sono molto gradevoli e simpatiche. Per distinguere meglio le lunghezze delle varie pedine, vi consiglio di disporle in scala davanti a voi. Le tessere sono solide, con la X che può trovarsi al centro, al centro di un lato o in un angolo. I due quadratini dello stesso colore sono disposti in maniera tale da non essere mai allineati. Il regolamento è semplice e ben spiegato. Più la città viene edificata, più l’aspetto è soddisfacente. Niente magie con le fustelle come invece abbiamo in altre scatole dell’editori, però materiali senza dubbio promossi.
Ho girato anche un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Mescolate le tessere e girate la prima. Ogni giocatore riceve le sei pedine di lunghezza variabile del colore scelto.
Svolgimento: Nel vostro turno eseguite una delle due azioni: espandere la città o piazzare una pedina. Nel primo caso, pescate la tessera in cima al mazzo e aggiungetela a quelle già presenti, in modo che condividano un lato intero. Nella seconda opzione, dobbiamo soddisfare due requisiti. Innanzitutto, la pedina da piazzare deve iniziare e terminare su due quadratini del suo colore (non in diagonale); poi non deve trovarsi sopra a una X. Chi esaurisce per primo tutte le pedine è il vincitore. Se finiscono le tessere, sommate le lunghezze delle pedine che vi restano e vince il totale minore.
Il regolamento completo lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Due minuti di spiegazione, un esempio e poi via! Si è già pronti a edificare. Tutta la partita è veloce e ritmata, non solo la spiegazione. Nonostante la semplicità delle regole, c’è da pensare e faticare per posizionare tutte le pedine e raggiungere il nostro obiettivo, perché saremo ostacolati dagli avversari. Il primo di mano è costretto a pescare, poiché la singola tessere è fatta in maniera da non consentire alcun piazzamento. Da lì in poi servono abilità e attenzione.
Ambra è stata competitiva sin da subito e ci tiene veramente tanto a trionfare, in questo gioco più che in altri. Nelle prime partite a Multicity badava principalmente ai suoi quadratini e si accontentava di calare la tessera nella prima configurazione utile che trovava. Le abbiamo fatto notare che vale la pena spendere qualche secondo in più e analizzare ogni alternativa, dal momento che la mossa perfetta è sì crearsi delle opportunità di piazzamento, ma al contempo di non fare favori agli altri.
Il passaggio successivo è stato quello di valutare le lunghezze delle pedine e rendersi conto delle differenze. Giusto per analizzare soltanto i due estremi: è veramente immediato affiancare 2 quadratini dello stesso colore, mentre per averli a distanza 7 sono necessarie tre tessere e un pochina di programmazione. Non dimentichiamo inoltre che più distanti sono gli estremi, più può accadere qualche forma di “sabotaggio”.
L’interazione infatti è sia indiretta che sostanzialmente diretta: ad esempio se appoggio una tessera per avere due quadratini gialli a distanza 6, ma nel mezzo ce ne sono 2 blu, il giocatore blu può piazzare e rovinarmi i piani. Addirittura potrei non aver visto un possibile piazzamento ortogonale al mio che lo interseca e sprecare comunque la mossa. D’altro canto è pure soddisfacente quando allinei dei quadratini altrui, ma quel giocatore ha già collocato la pedina della lunghezza corretta. Anche la X, posizionata strategicamente, sarà di ostacolo.

FORTUNA, RIGIOCABILITÀ, SCALABILITÀ
La fortuna pesa di più nel finale, quando potrebbe servirti il quadratino in una cerca posizione della tessera per arrivare alla distanza desiderata. Nei round precedenti si tratta per lo più di rispondere tatticamente alla tessera passata dal fato. Una piccola pianificazione è indispensabile per disfarsi della pedina lunga 7, però in ogni caso è commisurata all’età indicata sulla scatola.
La rigiocabilità a questo punto è data sia dall’uscita casuale delle tessere, ma direi soprattutto dalle decisioni prese dai singoli giocatori: posizione e rotazione della tessera in primis, poi se continuare a pescare. Infatti non è obbligatorio piazzare la propria pedina nel caso ci fossero zone adatte della città. Ciò permette di puntare alle pedine più lunghe fin dal primo turno. Il centro abitato avrà forma e aspetto differenti a ogni partita.
Per quanto riguarda la scalabilità di Multicity, non c’è nulla che vari in base al numero dei giocatori. In 2 è un botta e risposta serrato, fatto di turni ravvicinati e meno colori da tenere d’occhio. In 3-4 bisogna stare più attenti man mano che la città aumenta di dimensioni e posizionare i pezzi più lunghi diventerà ancora più problematico. Come durata siamo sui 5 minuti a giocatore. Personalmente preferisco essere in di più al tavolo, ma – come leggerete più sotto – Ambra non è d’accordo.
Come lati negativi non ho niente di eclatante da segnalare: sebbene i materiali si presentino bene, il titolo è essenzialmente astratto e vede slegati ambientazione e meccaniche. Se non apprezzate i rompicapi (qui rappresentati dal trovare il piazzamento migliore per le tessere), dubito vi divertirà.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Ambra (8 anni e 8 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Multicity:
- serve colpo d’occhio, riconoscimento di schemi e attenzione fuori turno per individuare i possibili piazzamenti “regalati” dagli avversari;
- che gli errori si pagano e non è detto ci sia tempo per recuperare;
- a fare le prime scelte tattiche, ottimizzando il posizionamento di ogni tessera pescata.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Sulla scatola di Multicity appare 5+ senza età massima. Il regolamento propone pure una modalità facile per bambini, che sostanzialmente dice di non considerare le X sulle tessere: in questo modo secondo me si può proporre già dai 4 anni (tipo Alice), però il gioco risulta poco gustoso. Può essere usata eventualmente come modalità introduttiva “prima partita”, ma Ambra ha voluto andare dritta al sodo. Alla fine il meccanismo base è semplice e i componenti (in particolare le pedine con le basette trasparenti) invogliano. Lei di anni ne ha quasi 9 e prende questo titolo super-volentieri. Come limite superiore non vedo grossi ostacoli: azzardo a dire che può benissimo essere un astrattino tra adulti, perché resta divertente anche per i più grandi. Coi suoi bei materiali, sfonda facilmente le porte di nonni e babbani. Sebbene la scatola sprechi un po’ di spazio, viene spesso portata in giro.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Ho apprezzato molto Multicity. È un astratto (genere che odio) che, con le pedine colorate e dai disegni vivaci, diventa più concreto. È un gioco per bambini, ma in realtà le meccaniche aiutano molto anche me, che sono una pippa in questi giochi. Lo potrei usare come propedeutico per migliorare.
Non è banale, è rigiocabile, adatto (più o meno) a tutta la famiglia.
L’unica accortezza è di mantenere un clima sereno, perché l’incazzatura è dietro l’angolo.»
MIA FIGLIA DICE COSE
«Mi diverte molto. Le mie pedine preferite sono gli abitanti blu. La cosa migliore è quando allineo due quadratini degli avversari, ma nessuno se ne accorge. Lo preferisco in 2. Cerco di piazzare per prime le pedine più lunghe, perché sono più difficili.»
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— Alcune immagini sono tratte dal sito ufficiale, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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