scritto da
FΛB!O P.
Buona domenica a tutti!
Oggi a Nagasaki alle 11:02 (ora locale), l’ora esatta dell’esplosione della bomba atomica “Fat Man” nel 1945, viene osservato un minuto di silenzio. Il sindaco, Shiro Suzuki, leggerà la Dichiarazione di Pace della città, invitando i leader mondiali all’abolizione delle armi nucleari. Mi piace ricordare le parole di Ernesto Balducci: «Gli uomini del futuro o saranno uomini di pace o non saranno».
Buona lettura!
Pillole
[Davide-Simarillon] Regicide • 1-4 giocatori • 10+ • 10-30′ • giocato in 1 per tante partite (una decina circa) • dai 10 ai 20 minuti a partita

Regicide, ovvero il mio passatempo sotto l’ombrellone in questa torrida estate 2026. Come spesso capita, i giochi entrano a casa nostra in modi inaspettati. Organizzo l’ultima serata con Davide prima di partire per le vacanza, la facciamo a TEMA STORICO con Il Trono di Carte e 2 Giungo 1946. Per Libera Scelta di Popolo, entrambi giochi di cui parlerò in seguito e prima di andare via Davide mi dice, aprendo il suo borsone: “Avevo portato questo: c’è qualcosa che ti interessa?” Non faccio in tempo a rispondere che mi chiede: “Ce l’hai Regicide? Io ho fatto il nuovo KS e, se non lo possiedi, te lo regalo.” E così ecco questa piccola scatolina che si fa posto nella nostra collezione.
Un semplice mazzo da ramino? Be’, in effetti sì, ma anche qualcosa di più per tematizzazione e per regolamento, che non sto qui a sintetizzare, però ricordo solo che lo scopo è quello di sconfiggere i re di tutti e quattro i semi, con ogni seme che, quando giocato, ha un effetto differente. Si attacca e, se non si sconfigge, ci si difende dagli attacchi. Semplice? Il regolamento semplice il giusto, per quello che può offrire un “semplice mazzo di carte”, ma davvero molto sfidante. Alla prima partita, sconfitta alla seconda Q; alla quinta partita si arriva ai K; alla settima partita il record con la sconfitta al secondo K. Mi sembra (quasi) impossibile VINCERE: qualcuno mi può confortare dicendomi che ce l’ha fatta (e allo stesso tempo sconfortaromi facendomi sentire scarso)?
Regicide, comunque, dimostra che le buone idee superano produzioni esagerate, scatole piene di materiali, grafiche pucciose, ecc… con un mazzo tradizionale e un buon regolamento c’è ancora spazio per creare un ottimo gioco.
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[Tore] Toy Battle • 2 giocatori • 8+ • 15′ • giocate 2 partite, 1 giocatore alla prima partita • 20′ la prima (con spiegazione e leggero coaching), 15′ la seconda

Colonna sonora: Eye of the Tiger – Survivor 4’05” (1982). Tempo di lettura della presente: inferiore alla durata della suddetta canzone.
Miei affezionati lettori, combattenti della plancia da gioco, siete pronti a pescare e schierare truppe-giocattolo fino alla conquista del Quartier Generale avversario? Toy Battle, pluripremiato gioiello della coppia di autori Paolo Mori e Alessandro Zucchini, ha consentito anche a me – modesto giocatore – di millantare una certa esperienza nei wargame.
Basato su un sistema semplice, una durata molto contenuta, una longevità assicurata e, ultimo-ma-non-ultimo, un ottimo rapporto qualità-prezzo, Toy Battle offre un’esperienza superiore alla somma delle sue parti. Dopo decine di partite dal vivo e online (su Board Game Arena), continua a riportarmi al tavolo per nuove sfide come se fosse sempre la prima volta. Grazie alla sua natura di light wargame prevalentemente tattico, riesce infatti a offrire una profondità sorprendente in rapporto alla durata e, soprattutto, ha il merito di poter portare praticamente chiunque al tavolo.
Proprio come è successo quando l’ho proposto alla mia cara collega e amica Romina che, dopo una prima partita blandamente “guidata”, nella quale ha comunque riportato la vittoria, mi ha battuto anche nella seconda, stavolta senza suggerimenti né aiuti da parte mia.
Che dire? Toy Battle ha conquistato una nuova, capace e agguerrita sostenitrice, che non vede l’ora di mettersi alla prova su tutte le mappe e contro nuovi avversari. Io, invece, dopo averle insegnato a giocare e aver rimediato due sconfitte consecutive, ho imparato la lezione più importante di ogni wargame: mai svelare tutti i tuoi trucchi al “nemico”.
Miei cari generali da salotto, Eye of the Tiger potrà anche accompagnare gloriosamente le vostre battaglie, ma ricordate: quando proponete Toy Battle a qualcuno per la prima volta, spiegategli pure le regole. Solo, magari, non siate troppo larghi di manica con le dritte.
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[Angela] Polletto culetto • 2-6 giocatori • 4+ • 2′ • 2 partite giocate in 5 • 2′ a partita

Polletto Culetto: adattamento imbarazzante del titolo originale Hurry Up Chicken Butt, ma il gioco è tutto sommato divertente.
Protagonista: un pollo. Materiali: 1 dado nel polletto trasparente da scuotere come fosse una maraca. Obiettivo: sopravvivere. Regole: si accende il polletto che inizia a pigolare e lo si scuote, svolgendo le missioni presenti sulla faccia del dado uscita. Quando il pollo smette di pigolare e tu ce l’hai ancora in mano, hai perso. Chi ti ha passato il pollo un secondo prima invece vince.
Il pollo gira, le risate pure, il timer ticchetta. È già visto? Sì. È divertente lo stesso? Assolutamente sì. Perché le azioni sulle carte sono così ridicole che ti dimentichi l’ovvietà del meccanismo e pensi solo alle figuracce che hai fatto e che potresti fare. Per i miei gusti non è entusiasmante, ma i miei nipoti e mia figlia si sono divertiti ed è il loro divertimento che prevale. Tra l’altro il divertimento scaturisce da un meccanismo semplice anche da spiegare, per cui l’unica fatica è quella di compiere le azioni indicate sulle carte. Ovviamente ci vuole un po’ di ironia e voglia di prendersi in giro, ma alla fine il gioco regala spensieratezza.
Morale: non è il pollo a fare il gioco, ma sei tu con la tua abilità e simpatia a crearlo.
[Antonio-Figlio di Griffin] Lucky Numbers • 1-4 giocatori • 8+ • 20′ • giocato in 2 • 15 minuti a partita

Passo da Tore per un saluto/caffè e ci scappa una partita (anzi, quattro o cinque) a questo simpatico puzzle-game dal sapore di sudoku.
Tore mi spiega velocemente le regole, illustrandomi i vincoli di piazzamento: posizionare su ogni riga (da sx a dx) e su ogni colonna (dall’alto al basso) numeri crescenti. Per la partita a 2 giocatori si utilizzano 40 numeri (due set da 1-20) e ci si alterna nel pescare e piazzare.
La prima partita la vince Tore e io mi rifaccio a quella successiva. Stessa cosa accade nelle due sfide seguenti, con una variante ideata da Bruno Cathala con un twist diverso, che permette di fare una seconda, subitanea mossa, dopo aver piazzato identici numeri in diagonale.
Gioco assolutamente promosso, che restituisce ciò che promette: partite veloci e ragionate. Ho trovato più bello giocarlo con la variante “cathalana” e credo che in 2 sia anche un po’ più difficile da chiudere, avendo meno copie di numeri a disposizione.
[F/\B!O P.] Perspectives • 2-6 giocatori • 12+ • 60-90′ • giocato in 5 alla prima partita • 120 minuti con spiegazione

L’ultima volta che ci eravamo trovati insieme era marzo, davvero troppo tempo! Purtroppo le agende sembrano complementari, tuttavia fissando con due mesi di anticipo riusciamo a onorare l’impegno. LarryG e Martina ci aspettano a casa: io arrivo dal compleanno di un nipotino, mentre cogo71 scende dalle vacanze alpine con la figlia minore, che ha un provino con la squadra di calcio nei giorni seguenti. Elena gradirebbe maggiormente collaborativi/escape room/investigativi…
La scatola contiene tre scenari (casi), ognuno diviso in quattro atti. All’inizio di ogni atto, un mazzo di carte-indizio (foto, documenti, rapporti) viene distribuito equamente tra i giocatori. La regola fondamentale è che non potete mostrare le vostre carte agli altri: è lecito soltanto descriverle a parole. Ciascun giocatore vede quindi solo una parte dell’informazione totale e deve comunicare oralmente ciò che osserva. Lo scopo è ricostruire la sequenza degli eventi, confrontare indizi (come numeri di serie, dettagli visivi, orari) e rispondere a domande specifiche alla fine di ogni atto, culminando con la soluzione del caso.
Essendo avventure one-shot posso raccontarvi veramente poco: l’ambito è quello della scena musicale californiana, in particolare le sorti di una band che sembra finalmente baciata dal successo, ma forse figlio di una vicenda terribile. La chiave di tutto è descrivere molto bene quello che solamente tu vedi sulle carte che ti sono state consegnate. Il modo in cui metterle in ordine varia nei quattro atti e uno in particolare è stato particolarmente ingegnoso.
Elena è stata a bordo fin da subito: nonostante giocasse con noi “vecchietti” per la prima volta, non si è lasciata intimidire, anzi. Posso affermare, senza tema di smentita, che nella fase finale alcune sue osservazioni comparative sono state determinanti. Al di là di questi picchi, la meccanica a carte esclusive e suddivise ha coinvolto e divertito tutti i partecipanti.
La trama ricomposta a posteriori è risultata intrigante, più di quanto onestamente mi aspettassi. Come sempre mi accade, però, un collaborativo vinto alla prima partita e per di più con il massimo dei punti (16 risposte corrette su 16 domande) mi lascia un pochino titubante. Essendo comunque gli scenari monouso, la cosa importa poco e ne rifarei volentieri un altro con questa allegra brigata.
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[Lorenzo-LarryG] Mysterium • 2-7 giocatori • 10+ • 42′ • giocato in 5 di cui 4 alla prima partita • 70 minuti con spiegazione

Per la seconda partita del pomeriggio, Fabio ci ha invitato a entrare nel maniero scozzese di Mysterium, dove un fantasma senza memoria cerca l’aiuto di un gruppo di medium per ricostruire le circostanze della propria morte. Si è offerto lui come Fantasma, lasciando a me, Andrea, Elena e Martina il compito di decifrare le sue visioni dall’oltretomba (da dietro il divisorio, s’intende).
È un cooperativo asimmetrico che ricorda il sistema deduttivo di Cluedo e le associazioni visive di Dixit: il Fantasma non può parlare e deve guidare i Medium attraverso tre fasi sequenziali (Personaggio, Luogo e Arma), consegnando carte Visione dalla propria mano ai giocatori. Solo dopo che tutti superano la terza fase si accede al confronto finale per individuare il colpevole.
Partiamo con le prime carte e capiamo subito di doverci sintonizzare sulla logica di Fabio. La fase dei Personaggi fila via liscia, grazie a indizi piuttosto diretti, mentre sui Luoghi cominciamo a sudare nonostante il condizionatore facesse il suo lavoro. Ad Andrea arrivano sei carte dove il chiaro filo conduttore è l’acqua, ma noi che eravamo distratti da idee strane, continuiamo a cercare significati reconditi assurdi dove c’era semplicemente… acqua (Elena, dovevamo ascoltarti di più).
Accumuliamo ritardo e sprechiamo qualche segnalino di votazione, ma ci rimettiamo in carreggiata. Arrivati all’ Arma rischiamo di disunirci. Io intuisco il Veleno grazie a una carta dai toni verdi e un’ambientazione “tossica”, mentre per Martina la situazione si fa critica con il tempo che corre verso il settimo e ultimo turno. Fabio si rivela fortunatamente un Fantasma pragmatico e punta dritto ai dettagli visivi, evitando di passare carte con elementi fuorvianti (tipo il cannone se l’arma da indovinare non è la Pistola).
Riusciamo tutti a completare le fasi, ci assicuriamo tre indizi per la votazione finale segreta e identifichiamo l’assassino vincendo tutti la partita. Mysterium si conferma un ottimo titolo da conversazione e brainstorming. Il rovescio della medaglia è che l’esperienza dipende molto da chi interpreta il Fantasma. Se gli indizi sono troppo criptici o sofisticati, il ritmo rallenta. Intanto incassiamo la vittoria, salutiamo lo spirito di Fabio e ci prepariamo alla prossima seduta.
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[Andrea-cogo71] Kites • 2-6 giocatori • 10+ • 10′ • giocato in 5 di cui 3 alla prima partita • 10 minuti più 2 per la spiegazione

Il pomeriggio a casa di LarryG è letteralmente volato e sia F/\B!O che il soprascritto devono rientrare a casa, ma come rinunciare al “gioco della staffa”? Se poi dura solo 10 minuti (e se lo ha detto F/\B!O non durerà un secondo di più)… La spiegazione è veramente veloce, anche se necessita di una mini-dimostrazione prima di cominciare, perché questo è un gioco immediato da giocare, ma un po’ farraginoso da spiegare.
Kites è un titolo cooperativo in tempo reale in cui i giocatori devono mantenere in volo una serie di aquiloni rappresentati da clessidre di diversi colori. A ogni turno si gioca una carta dalla propria mano e si gira la clessidra del colore corrispondente. Se una clessidra si esaurisce prima di essere rigirata, tutti i giocatori perdono immediatamente la partita. Per vincere bisogna invece riuscire a giocare tutte le carte del mazzo e delle mani, senza lasciare che nessun aquilone tocchi terra. La comunicazione è consentita, ma il tempo scorre inesorabile e costringe il gruppo a prendere decisioni rapide, coordinandosi senza mai perdere il controllo della situazione.
La nostra copia è in olandese, ma non importa, perché il gioco è totalmente indipendente dalla lingua, fatto salvo il regolamento, ma segnalo che qualche anno fa Studio Supernova lo ha portato in Italia. Io e F/\B!O lo abbiamo già giocato, gli altri ci guardano con espressione perplessa…
Stendiamo sul tavolo le sei clessidre, poi tiriamo su la bianca, in modo che la sabbia scenda nella parte inferiore. Ognuno osserva la propria mano composta da tre carte e sono abbastanza sicuro che LarryG abbia pensato “ma può funzionare davvero? Semplicemente girando le clessidre del colore corrispondente?”
Pronti? Via! Martina gira la clessidra gialla, seguita subito dalla arancione. La sabbia inizia a scendere e, quasi automaticamente, tutti gli sguardi smettono di concentrarsi sulle carte per fissare quel flusso inesorabile. «Serve un rosso! Chi ha un rosso?» «Io ho solo il verde…» «Ma lo abbiamo appena girato!» «Ricordatevi di pescare la carta, mi raccomando.»
Le mani attorno al tavolo si muovono velocissime, incrociandosi. Una carta viene giocata, una clessidra girata, un’altra è ormai quasi scarica. L’attenzione passa continuamente da un colore all’altro. Siamo sul pezzo e riusciamo a fare un paio di giri del tavolo senza intopparci, ma il panico torna non appena finisce il mazzo di pesca. La bianca sta per finire, ma Elena legge velocemente la situazione e guida il gruppo. Carte finite e terza vittoria al terzo cooperativo del pomeriggio. Per usare una frase cara a LarryG: “Grande prestazione!”
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana ho caricato un tutorial su come si gioca a Math Knight, un nanogame print-and-play di Chris de Villiers. Nelle prossime settimane, mentre sto aspettando che escano i risultati dell’ultima edizione, ho intenzione di alternare spiegazioni e partite ai cinque titoli che sono stati insigniti del Most Innovative Mechanic al 9-Card Nanogame Print and Play Design Contest del 2025.
ENIGMI E SALUTI
Domenica scorsa è stato L0G1 a scovare Sulle Tracce di Marco Polo dietro l’ultimo dettaglio
Il caleidoscopio di questa domenica è quasi psichedelico…

Giocate, pensate e commentate. Alla prossima!
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