scritto da
FΛB!O P.
Pensando a tentacoli e colori, ci solo alcune curiosità sul polpo che mi vengono in mente: ha il sangue blu, emette inchiostro, possiede abilità mimetiche per il camuffamento. Ora non sappiamo esattamente se il Tentacolor protagonista di questo gioco sia un cefalopode, ma devo dire che il sospetto mi è venuto ^_^
Dalle idee di Davide Panizza e dai pennelli di Cécile Le Brun nasce questo titolo in cui hanno creduto sia LOKI per l’edizione internazionale che ManCalamaro per la localizzazione italiana. Si basa principalmente sul draft di carte ed è adatto per 2-4 giocatori di età 4+; le partite durano 15 minuti. Se vi è venuto un dubbio come al sottoscritto, la pronuncia esatta è Tentacòlor.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Sul fondo dell’oceano vive una creatura strana e misteriosa. L’unica cosa che sappiamo di lei sono i suoi meravigliosi tentacoli colorati! Gli scienziati sono partiti per diverse spedizioni, ma non sono mai riusciti a fotografare la creatura, che hanno chiamato Tentacolor. Contano su di te, intrepido esploratore!

I COMPONENTI
La scatola di Tentacolor, di dimensioni 130×90×40mm, contiene:
- il regolamento (EN/FR/GE/IT/NL/SP);
- 4 carte Tentacolor 80×120mm;
- 60 carte Tentacolo 60×60mm;
- 4 carte Estremità 60×60mm;
- 1 carta Leader della spedizione 60×60mm.
Scatola compatta, belle illustrazioni, molto colorato, regole spiegate bene con esempi. Se – come me – usate la mescolata “da mago” per mischiare le carte, sappiate che con queste è difficile, date le loro misure. Io le spargo sul tavolo e poi ricompongo il mazzo. Nel complesso materiali semplici, confezionati con cura.
Ho girato anche un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Posizionate le 4 carte Tentacolor sul tavolo per comporre la creatura in base al numero di giocatori. Ognuno ha un tentacolo personale da far crescere e riceve una carta Tentacolo (2 al primo giocatore).
Svolgimento: Nel vostro turno pescate una carta tentacolo dal mazzo, selezionate una delle 3 che avete in mano, aggiungetela al vostro tentacolo e passate una delle 2 che vi restano al prossimo giocatore. Se sulla carta aggiunta è presente un incontro, risolvetene l’effetto: con lo squalo togliete l’ultima carta da un tentacolo avversario; con un banco di pesci gli fate scartare la carta in mano e ripescare; con un esemplare raro ottenete un turno extra. Il primo a completare una serie di 5 carte consecutive con lo stesso colore vince la partita.
Variante: Ognuno riceve una carta Estremità, da non mostrare agli altri, con segmenti di 3 colori. È possibile vincere solamente con una serie di quei colori.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Che sia un polpo o meno, avete visto che il colore c’entra eccome! Sul tavolo si presenta molto bene e viene subito voglia di scoprire quali direzioni prenderanno i tentacoli, nonché le variazioni delle tinte su di essi. Pure assemblare la testa di Tentacolor è un gioco-nel-gioco, poiché a seconda del numero di giocatori le sue 4 carte vanno girate su un lato o sull’altro, facendogli fare le linguacce, sorrisi, ammiccamenti e altre espressioni buffe.
Alice ha compreso senza difficoltà la meccanica di ricevi una carta/pesca una carta/scegli tra le 3. Nelle partite iniziali la aiutavamo facendole notare ad esempio quale colore era più presente nella sua mano, quale le conveniva aggiungere se era costretta a interrompere la serie in corso, chi era in vantaggio (con gli squali non ha senso punire sempre la sorella, anche se dà molta soddisfazione!). Alcune attenzioni le ha già interiorizzate, su altre ci sta ancora lavorando.
Uno dei punti di forza di questo titolo è l’interazione, che si concretizza sia in maniera diretta che indiretta. Quando incontri uno squalo o un banco di pesci, puoi andare contro un avversario specifico a tua scelta e fargli un bel danno (accorciargli il tentacolo) o uno un pochino più lieve (fargli scartare la mano). In questo secondo caso, spesso bisogna confidare nella buona sorte, perché potresti fargli buttare una carta inutile e pescare una del colore che gli interessa…

La fortuna quindi ci mette del suo. Il draft “gioca una/tieni una/passa una” alleggerisce di qualche grammo il peso dell’alea, ma capita comunque di non poter continuare una serie per mancanza del colore… magari proprio quando te ne manca una per vincere! Tuttavia la casualità lo fa accadere grosso modo a tutti e nessuno si sente particolarmente vessato. In più la durata contenuta delle partite permette di concedere facilmente la rivincita!
Il rapporto tra interazione e fortuna conferisce a Tentacolor una buona rigiocabilità: se fosse solo per il draft, le partite tenderebbero ben presto a somigliarsi tutte, nonostante le uscite imprevedibili delle carte. Invece le (piccole) scelte lasciate ai (piccoli) giocatori gli danno quel qualcosa in più. Da un punto di vista meramente estetico, poi, la creatura avrà ogni volta una forma e una colorazione del tutto differenti… e qualche volta gli vorrete fare davvero una foto ^_^
L’interazione mette il suo zampino pure sulla scalabilità. In 2 è la configurazione che mi diverte meno: non c’è niente che non funziona, ma avendo un unico avversario non ho scelta quando risolvo l’effeto di un incontro. Inoltre le regole dicono di arrivare alla sesta carta consecutiva e questo mi pare allunghi un filino i tempi. D’altro canto è anche la situazione più controllabile e ritmata. In 3-4 esprime tutte le sue caratteristiche: una cosa da tener presente può essere la posizione dei giocatori, perché uno meno abituato/attento potrebbe passare carte utili al giocatore che segue.
Come lati negativi mi spiace ammettere che la variante Esperto di oceanografia non mi ha convinto molto: in pratica dopo la conclusione della serie colorata c’è un ulteriore round per arrivare a calare la carta Estremità. Se il colore è presente ho vinto, ma gli avversari hanno più tempo per intralciarmi (la durata aumenta); se il colore non è presente, perché avrei dovuto perseguire quella serie?

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (4 anni e 3 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Tentacolor:
- la meccanica del draft, molto popolare e impiegata nei giochi dei grandi, con cui è bene familiarizzare;
- il concetto di turno, perché non è facile aspettare che tocchi di nuovo a te quando hai già la carta per allungare il tuo tentacolo;
- il rispetto delle regole, cioè obbedire alle carte anche quando nessuna delle tre continua la serie che hai in corso;
- a fare le primissime scelte, essenzialmente se è più dannoso passare una carta che aiuta l’avversario o che farebbe comodo a noi;
- che dove non c’è una regola esplicita, si può fare come si vuole (forma dei tentacoli);
- a contare fino a 6 per vincere nelle partite con 2 giocatori;
- a tenere in mano le carte al posto di appoggiarle sul tavolo;
- a gestire la mano di carte, per non ritrovarti senza il colore adatto;
- a stare attenti pure ai tentacoli degli altri, per scegliere con oculatezza a chi mandare gli squali o i banchi di pesci;
- ad accettare l’interazione diretta e a capire che un gioco è solamente un gioco, poi tutti amici come prima!

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Sulla scatola appare un 4+ senza limite superiore. Per la nostra esperienza l’indicazione va sicuramente bene e il gioco è ottimo come approccio al draft. Se le competenze qui sopra non sono già in possesso del nongrande, le numerose partite sono uno stimolo a svilupparle velocemente (in particolare quelle che riguardano le scelte e l’interazione). Ambra, che va verso i 9 anni, ci gioca molto volentieri con Alice e così pure i parenti. Il mix di semplicità, interazione e colore è certamente potente. Per come si presenta, portatile e vivace, può essere benissimo un fillerino da 10 minuti anche tra adulti che giocano poco o soltanto occasionalmente.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Facile, veloce e molto accattivante. Questo è un gioco che può andare bene per tutti, grandi e piccini. Attira molto per i suoi colori e la grafica davvero carina, ma non delude nemmeno in quanto a meccaniche di gioco.
Semplice è di sicuro semplice, ma non per questo banale. In una partita ho chiesto a mia figlia Ambra perché avesse passato a Fabio una certa carta, che in realtà le serviva per continuare la sua serie. Lei mi ha risposto: “Perché se davo a papà l’altro pezzo, vinceva lui!”
E la vittoria, alla fine, se l’è aggiudicata lei, in tutti i sensi.
Un altro pregio è il fatto che sia portabile: una scatolina comoda da portare in viaggio o al ristorante e, come scrivevo all’inizio, facile da proporre a qualunque amico.
Per cui, buon polpo a tutti!»
MIA FIGLIA DICE COSE
«Mi piacciono gli squali, i banchi di pesci e gli esemplari rari. Alla fine della partita il Tentacolor è bello e viene sempre diverso.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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