*Ele*
Dopo Papageno e Kariba, attendevo il nuovo Pocket Games della Helvetiq per la rubrica, tanto in auge durante l’estate: giochi da ombrellone / zaino.
Eccomi quindi a presentarvi Kinoko, che letteralmente si traduce in “figlio degli alberi”, un gioco di raccolta set in cui potrete vedere solo le carte degli avversari, dell’autore Tim Rogasch, illustrato da Polina Ozean.
Il titolo intrattiene da 2 a 4 giocatori di età superiore ai 7 anni, per una durata di 20 minuti circa.
Ringrazio l’editore per la copia recensore.
COMPONENTI
La scatola, tipica per i titoli di questo editore, è molto compatta 6 x 10,5 cm, con un formato che ti fa venire voglia di portare il gioco ovunque.
Al suo interno trovano spazio: 24 carte, 3 dadi, 12 segnalino punteggio e il regolamento multilingua, italiano compreso.

Il tema è davvero carino, così come le illustrazioni che trovo adorabili e delicate!
Le carte, hanno un formato inusuale di 4,5 × 9 cm, una caratteristica dei Pocket Games di questo editore, sono suddivise in 6 colori differenti dove ogni colore rappresenta una famiglia di 3 funghi specifici, contraddistinti dai valori 1-3.
La produzione è curata in ogni aspetto e i materiali sono di buona qualità.
COME SI GIOCA
Ogni giocatore riceve una carta famiglia e 3 carte fungo, in modo che ognuno abbia una carta di ogni valore.
Vengono poi posizionate 6 carte, suddivise in 2 set con i valori da 1 a 3, a faccia in giù al centro del tavolo e viene rivelata una carta famiglia, che rappresenta il colore proibito per questo turno.

I giocatori devono tenere le carte in modo che la parte anteriore sia rivolta verso gli avversari, per cui potranno vedere le carte degli altri giocatori ma non le proprie.
Durate il proprio turno il giocatore attivo tira i tre dadi ed esegue l’azione corrispondente di uno dei tre.
Le azioni permettono di: scambiare carte con lo stesso valore, tirare nuovamente i dadi, sbirciare una carta, scambiare la propria serie di 3 carte con quella di un avversario o presente sul tavolo.
Se alla fine del turno, il giocatore pensa che ci sia una serie di 3 funghi del proprio colore nella propria mano, in quella di un avversario o sul tavolo, lo annuncia a tutti e ferma il gioco. Vengono quindi rivelate tutte le carte e conteggiati i relativi punteggi.
Se una delle serie contiene effettivamente i 3 funghi, il giocatore ottiene 2 punti così come eventuali altri giocatori con un set completo. Viene quindi verificata la mano di ognuno e se, in possesso di almeno 1 carta del colore proibito, si perde 1 punto.
Nel caso in cui il giocatore che ha fermato il gioco non avesse un set di 3 funghi completo, tutti gli avversari guadagnerebbero 1 punto e non verrebbe valutato il colore proibito.

CONSIDERAZIONI
Kinoko è un set collection, in cui dovremo raggruppare 3 carte del colore segreto, con una svolta, che ricorda il cooperativo Hanabi: non vedremo la nostra mano di carte, ma solo il numero!
Nessun giocatore ha difatti le stesse informazioni, ognuno potrà vedere i colori delle carte degli avversari e pure i 2 set disposti sul tavolo saranno nascosti.

In un primo momento ho temuto che le azioni, usando i dadi, potessero essere troppo incontrollate, giocando però mi sono resa conto che questa scelta dell’autore mi è piaciuta.
Le decisioni sono limitate dal lancio, anche se si può scegliere tra 3 opzioni, ma questo elemento di casualità rende la sfida più vivace e fa sì che i giocatori rischino di più.
Non fatevi ingannare dall’aspetto tenero e coccoloso dei funghetti, Kinoko richiede un minimo di predisposizione alla logica deduttiva, attenzione costante e una buona dose di memoria; un momento di distrazione e l’intera situazione del gioco cambia completamente.
Concentrarsi sul proprio obiettivo è il punto focale, ma anche disfarsi delle carte proibite, un altro elemento azzeccatissimo per i miei gusti, può rivelarsi proficuo, visto che fa perdere 1 punto vittoria.

Ho apprezzato la scelta di lasciare gli scambi completamente liberi, possono essere effettuati ovunque e non necessariamente dalla propria mano, questo dona dinamicità al gioco ed evita un loop infinito di scambi per raggruppare tutto nella propria mano.
Un altro aspetto che mi ha piacevolmente sorpresa è che i giocatori sono liberi di annunciare quando pensano che il proprio set sia raggruppato da qualche parte, non c’è la necessità di dire dove, basta che sia presente durante la rivelazione.

Nonostante i meccanismi semplici, il titolo funziona alla grande e diverte, inoltre riesce a generare una buona tensione; le azioni limitate dai dadi e la fine del round che può avvenire prima di quanto si pensi, invitano i giocatori anche a rischiare.
La curva di apprendimento è pressoché istantanea, grazie anche al regolamento chiaro e ben strutturato; Kinoko risulta perciò accessibile e rappresenta un fillerino divertente e stimolante che abbiamo iniziato a consumare durante le prime giornate di vacanza e che ha piacevolmente coinvolto pure i vicini di ombrellone.

La scalabilità è buona, con un setup apposito per ogni configurazione. In due giocatori ci sono meno set da controllare, ma la sfida a quattro è sicuramente la mia preferita.
Lati negativi? Considerate che le azioni disponibili sono strettamente legate al lancio dei dadi. Come scritto prima per me non è un difetto, ma potrebbe non piacere a tutti.
La durata di una partita è contenuta e non si discosta da quella dichiarata, anche perché i turni sono rapidi e tutto scorre bene.
IN CONCLUSIONE
Helvetiq mette a segno un ottimo riempitivo di raccolta set, corredato da illustrazioni delicate e adorabili, che mi ha piacevolmente sorpresa. Riesce a distinguersi grazie all’espediente per cui non vedremo mai la nostra mano di carte e aggiunge anche altri piccoli twist che delineano un titolo fresco, vivace e divertente, rispettando appieno le promesse.
OBIETTIVI LUDICI
Con questo paragrafetto in coda alle mie recensioni unisco le mie 2 grandi passioni: fotografia e giochi da tavolo.


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