Fabio (Pinco11)
YAXHA PRIME IMPRESSIONI
Yaxha è un sito archeologico Maya situato nel Guatemala a circa 30 km da Tikal, altro famoso centro che ha fornito a suo tempo spunto per uno storico gioco da tavolo.
La Helvetiq ha deciso quest’anno di proporre un simpatico puzzle game a base di cubettoni colorati di legno, chiamandoci a ricostruire ideali piramidi Maya, dedicandolo appunto a Yahxa (ideato dall’esordiente Baptiste Vaiana, per 2-4 giocatori, 20′-30′, 8+) con un livello di difficoltà, grosso modo, da family.

YAXHA IN POCO
Ad ogni turno si predispone al centro del tavolo l’offerta, costituita da gruppi di 3 cubetti pescati casualmente dalla sacchetta e con un meccanismo basico di drafting (ognuno sceglie segretamente un gruppo: se nessun altro lo seleziona, lo ottieni, altrimenti ti metti in coda e sulla base dell’ordine di turno scegli quello che avanza) si determina che gruppo va a ciascuno. A questo punto ogni giocatore utilizza i cubetti per costruire la propria piramide 4×4, che a fine partita sarà costituita da esattamente 30 cubetti (ci sono poche regole di piazzamento, tra le quali spicca quella che i cubetti dei piani superiori devono essere a contatto con almeno un cubetto del proprio colore).
Lo scopo del gioco è quello di costruirla cercando di dar vita a gruppi di cubetti visibili dello stesso colore (a contatto tra loro) il più grandi possibile e di rispettare le condizioni indicate da apposite carte obiettivo.

COME SI PRESENTA
Bene, dire, anzi molto bene. Il punto di forza del gioco sta qui, chiaramente, nei materiali, perché i cubetti di legno sono di dimensione adeguata e restituiscono un bell’impatto, sia tattile che visivo. Se lo mettete sul tavolo, non ho dubbi che l’osservatore esterno, vedendolo a metà partita, non possa che rimanerne affascinato.
La scatola è grande ed elegante, anche se ha forse il difetto (pensando ad un acquirente occasionale) di non mostrare il bello del gioco, ossia i famosi cubetti 🙂 Il prezzo è a sua volta ‘giusto’, rimanendo intorno ai 30 euro.
L’ambientazione è cosmetica, ma se non altro la piramide a gradoni richiama effettivamente i siti Maya.
Unico potenziale lato negativo sta nella minima abilità manuale richiesta nella costruzione. Nulla di difficile, ma si deve fare attenzione a non scontrare i cubetti o a cambiare idea mentre di piazzano, soprattutto nei livelli superiori, altrimenti vi cadrà tutto. La dimensione dei cubetti aiuta, ma alcuni amici dalle ‘mani a badile’ qualche difficoltà la hanno avuta.

COME GIRA YAHXA
Siamo di fronte ad un titolo che si vuole proporre come simpatico introduttivo al genere dei puzzle game, strizzando l’occhio ad un pubblico familiare, per cui le caratteristiche richieste sono quelle della semplicità e della immediatezza.
Sotto questo profilo il risultato si può dire sicuramente raggiunto, perché non è che sia richiesta una grande profondità di riflessione, focalizzandosi il tutto sul semplice accorto assemblaggio dei cubi ottenuti.
Qualche spunto tattico il gioco comunque lo offre, richiedendo (a chi voglia eccellere) di fare attenzione ai colori richiesti dagli altri giocatori, per puntare, nel drafting (soprattutto quando si è bassi di turno), sui gruppi che a noi sono utili e che gli altri probabilmente non selezioneranno. Nel contempo lo scopo basico di creare le più lunghe catene possibili di cubetti dello stesso colore deve essere abbinato con le tre carte obiettivo, le quali richiedono normalmente uno sforzo di attenzione leggermente maggiore. Esse, però, forniscono una resa di punti non esagerata, per cui si può rimanere ‘in gioco’ anche solo puntando su belle catenone monocolore 😉

PARAMETRI VARI
Aspetto visivo: ottimo.
Interazione: bassa, ma il drafting, se ci si vuole impegnare, qualche spunto lo offre (la carta priorità si scambia quando si sfrutta per decidere le scelte comuni di più giocatori)
Scalabilità: discreta, ma il multi giocatore offre un pochetto più di varietà nella fase di scelta dei gruppi, mentre in due rischia di svolgersi tutto un pochetto troppo veloce.
Rigiocabilità: contenuta, ma è il classico filler dai bei componenti che potresti tirare fuori per colpire gli amici.

CONCLUSIONI
Yaxha è un puzzle game dai bei componenti, nel quale costruiamo delle piramidine con dei bei cubetti di legno colorati (1,5 cm), cercando di creare, nel farlo, catene di cubetti adiacenti e/o di rispettare condizioni indicate in apposite carte obiettivo. Sufficientemente semplice per avvicinare un pubblico ampio e bello per accattivare anche i più piccoli, può essere un valido introduttivo al genere.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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