LucaCiglione
Ieri abbiamo intervistato Chrys che ci ha parlato tra le altre cose di questo nuovo progetto delle Mini Escapes ed oggi siamo qui a farne la recensione.
Mini escapes: Il mistero del Culto Perduto è un gioco creato da Christian Giove ed illustrato da Stefano Tartarotti. Edito da GateOnGames è un’escape Room composta da 3 avventure (più una introduttiva) da 45-60 minuti l’una e creata per partite da 1 a 6 giocatori
NON HO PIU’ VOGLIA DI LEGGERE
E noi ti capiamo infatti ecco qui il video di presentazione di GateOnGames. Tra qualche giorno troverai anche un gameplay dell’avventura Demo.
COSA TROVO NELLA SCATOLA
La Scatolina super tascabile contiene al suo interno 3 fogli formato A3 ripiegati che compongono le avventure principali ed un foglio A4 che è una avventura introduttiva (che comunque dura almeno una mezz’oretta) ed è una sorta di prequel che ci presenta al meglio sistema di gioco, storia e personaggi.
Non bisogna assolutamente farsi ingannare dal fatto che il gioco sia composto solo da semplici fogli ripiegati; questa è stata una precisa scelta per poter bypassare la filiera di produzione cinese e, soprattutto, si rivela molto comoda per giocare. Inoltre, quei “pochi” e “soli” fogli sono completamente illustrati in modo spettacolare da Stefano Tartarotti che si è superato creando ambienti davvero suggestivi. Sfido chiunque a non dire “Wow ” quando arrivati alla fine di ogni avventura si apre la tavola grande a tutta pagina.
Quindi materiali ridotti all’osso ma assolutamente consoni e con illustrazioni top.

COME SI GIOCA (UN RIASSUNTO DELLE REGOLE)
Non c’è molto da dire riguardo alle regole, siamo di fronte a delle Escape Room, quindi saremo messi di fronte ad enigmi che dovremo risolvere. Ogni enigma ha come soluzione una sequenza di numeri o lettere, più o meno lunga, che va inserita nell’app di supporto.
APP (Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.)
L’app, o meglio, il sito web, non solo serve per controllare le nostre risposte e progredire nel gioco, ma ci è anche di supporto con aiuti e soluzioni. Inoltre, ci guida nella storia, ci mostra come aprire nel modo corretto il foglio, e funziona anche come colonna sonora.
Il sito si rivela da subito intuitivo e semplice da usare e non ho rilevato nessun problema nella fruizione, eccetto forse una navigazione tra i vari enigmi (cosa che serve in un caso o due nelle 3 ore di gioco) che potrebbe essere migliorata (ma so che il team di informatici è al lavoro).
Quando si parla di Applicazioni Web che ci aiutano nel gioco da tavolo si crea sempre una spaccatura tra chi le adora e chi le aborra. Cosa ne penso io? Sono molto comode. Tanto per cominciare al giorno d’oggi dare per scontato che un cellulare con connessione sia in mano ai giocatori è ormai accettato; soprattutto nel mondo Escape ci sono davvero molti esempi in tal senso. In questo caso poi, ci tengo a dire che il tempo che passiamo con il telefono in mano è davvero limitatissimo rispetto a quello passato su carta e non dissimile da quello che potremo passare su un libretto di soluzioni.
I vantaggi della scelta del supporto tecnologico sono molteplici: possibilità di guidarci passo passo senza spoiler, possibilità di eventuali correzioni post uscita e maggiore coinvolgimento grazie alla musica.
Unica nota, da puntiglioso informatico, ho notato che il sito per funzionare ha bisogno della connessione dati disponibile. Oggigiorno non è un gran problema, ma se volete giocarci in aereo, o su un isola deserta, probabilmente potreste non riuscirci.

PAROLE FORTI (COSA NE PENSO)
Come sapete, da grande appassionato di Escape Room fisiche, fin dalla uscita dei primi Unlock, Exit, Deckscape e a seguire le miriadi di proposte arrivate a scaffale, non mi sono lasciato sfuggire praticamente quasi nessuna Escape.
Quello che mi sento di dire in maniera netta e probabilmente attirandomi qualche critica è che tra le ultime uscite, spesso, abbia provato un senso di frustrazione più che di divertimento. Perchè? Il motivo è abbastanza semplice, gli enigmi vogliono essere sempre più wow, sempre più spiazzanti, sempre più ricercati e legati al pensiero laterale costringendoci a capriole logiche e a volte facendomi esclamare “Ok, fighissimo, ma non avrei mae e poi mai potuto arrivarci!”
Ecco, in tal senso, Mini Escapes è un gioco che ci riporta alle origini e ad una sicurezza che ho trovato rilassante: le soluzioni di tutti gli enigmi sono realistiche e congruenti con quanto la nostra protagonista vede in quel momento nella stanza in cui si trova.
Elaborando, in altre parole, se prendessimo le Mini Escape e da esse creassimo una Escape Room fisica funzionerebbe perfettamente.
Questa è una scelta ben precisa, che l’autore rende esplicita fin dall’introduzione, creando quindi un patto con i giocatori. Scelta giusta? Scelta sbagliata? Ovviamente, dipende cosa state ricercando, nel mio caso, come anticipato nei paragrafi precedenti, ne avevo davvero bisogno.
Parlando di punti di forza, un punto sicuramente a favore del prodotto è la coerenza tra la storia raccontata e gli enigmi da risolvere ed in generale il legame che le tre avventure hanno tra loro. Non solo ci immedesimiamo nella protagonista Emily Mound (e le illustrazioni in tal senso aiutano ancora di più), ma quasi ci affezioniamo al personaggio.

Gli enigmi
Gli enigmi, come anticipato, si riferiscono sempre a qualcosa che possiamo vedere, o immaginare di utilizzare all’interno delle scene che il gioco ci pone di fronte. La definizione che mi verrebbe da usare è “solidi”, sono sempre bene introdotti e abbiamo sempre tutte le informazioni per risolverli davanti agli occhi. Qualora qualcosa ci sfuggisse, un sistema di aiuti non invadente ci fa fare alcune osservazioni per indirizzarci, senza però rovinare il gusto della scoperta.
Gli step da risolvere sono all’incirca sei o sette per partita, ma ogni enigma è spesso suddiviso in diverse piccole parti, ad esempio, se dobbiamo trovare una sequenza di numeri, una prima parte di ragionamento consisterà nell’identificare quali essi siano ed una seconda parte ci porterà a capire in che ordine inserirli.
Come è ovvio che sia, all’interno della grande varietà di enigmi, alcuni mi son piaciuti più di altri ma anche in quelli meno graditi ho sempre riconosciuto che il gioco mi aveva dato le possibilità di arrivare alla soluzione.
Devo essere un genio Matematico come te per risolverle?
In molte Escape Room si usa spesso la matematica e nella mia esperienza ho notato che questo a volte può spaventare o causare rifiuto in alcuni giocatori. Come siamo messi qui?
L’utilizzo della matematica in Mini Escapes non è preponderante, ma devo avvisarvi che a volte sembra essere fortemente presente. Tuttavia, è spesso più una sensazione che una reale necessità e nel 99% dei casi le sequenze numeriche o le equazioni che ci vengono proposte, si risolvono in modo visuale o solo ragionando bene, quindi state tranquilli e non fatevi ingannare e/o spaventare.
Sì ma sono difficili?
Mini escapes si presenta come una Escape Room piuttosto sfidante, fin dal preludio avrete pane per i vostri denti e una certa soddisfazione nell’arrivare alle soluzioni. Quindi sì, gli enigmi possono essere considerati difficili, ma badate bene, non sono mai astrusi e questa è una differenza fondamentale.
Con qualche aiuto, in ogni caso, si arriva sempre alla soluzione in modo piuttosto lineare e potete quindi, se non vi vergognate ad usarli, tarare la difficoltà della partita a vostro piacimento.

IN QUANTI CI GIOCO
Io ho affrontato Mini escapes sia in solitario che in gruppo. Sebbene come ogni escape Room non ci sia nulla di male ad affrontarle da soli, avendo in questo caso una difficoltà elevata, consiglio di affrontarle in 3 o 4 per avere più talenti al tavolo e potersi confrontare. Questo è ovviamente solo un consiglio, anche da soli o in coppia nulla ci impedirebbe di arrivare alla fine della partita.
CONCLUSIONI
Mini Escapes è una raccolta di tre avventure (più una) a tema Escape Room che ci riportano alla concretezza e che vogliono simulare l’effetto di una fuga dal vivo cercando di portarci davvero a sentirci dentro ad una stanza chiusa.
Dal punto di vista degli enigmi e del come essi sono presentati posso affermare che riescono appieno in questo intento. Quello che forse mancherà a qualcuno potrebbe essere l’ansia data dal tempo che scorre che qui si è scelto di non introdurre. Personalmente non ne ho sentito la mancanza.
Concludendo, credo che questo esperimento fatto da GateOnGames sia da considerarsi riuscito: giocare gli enigmi creati da Christian Giove risulta divertente e sfidante. Un aspetto che fa notevolmente aumentare i commenti positivi è il lavoro di Tartarotti che davvero regala un artwork molto bello e difficile da trovare in altri prodotti simili.
Poter giocare ovunque, solo con un foglio ed il telefono, ad un prezzo davvero esiguo (siamo sotto i 4 euro a partita) rendono Mini Escape un gioco da provare senza pensarci troppo.

Posso Vedere un Gameplay? Non mi fido troppo e non ho paura degli Spoiler
Bene, se non hai paura di rovinarti la sorpresa qui troverai a breve un gameplay dell’avventura demo. Attenzione, se lo guardi non potrai poi giocarlo in autonomia, quindi valuta con cautela.
Ringraziamo GateonGames per la copia review
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