Scritto da
cogo71
Questa settimana “rubiamo” il consueto slot al Chrys recensore per dedicarlo al Chrys autore. Come sa chi ci segue da tempo Christian è uno dei redattori con maggiore anzianità (credo secondo soltanto al “gran visir” Pinco) all’interno di Giochi sul Nostro Tavolo, ma è anche un autore di giochi da tavolo con oltre una decina di titoli pubblicati.
Dopo la sbornia dell’ultima Play, in cui Chrys era chiaramente impegnatissimo in prima linea, abbiamo trovato un po’ di tempo per fare due chiacchiere da cui è scaturita questa interessante intervista che vi consiglio di leggere tutta d’un fiato.
A Modena, per GateOnGames, è uscito un tuo nuovo gioco, Mini Escapes. Cosa ci puoi raccontare a riguardo?
Si tratta di una escape room, o meglio di una collezione di 4 escape room, una più breve che funge da introduzione (sui 30-40 minuti) e tre più grandi e lunghe (intorno ai 60 minuti l’una come media). Sono circa 4 ore di gioco per meno di 10 euro, quindi un ottimo rapporto contenuto prezzo. ^__^
L’idea di partenza per me è stata la sfida di ideare una escape room che fosse producibile agilmente in Italia, visti gli enormi problemi di produzione e trasporto legati ai lockdown cinesi. In questo caso ogni Escape room presente nella scatola è di fatto un poster a colori fronte-retro ripiegato più volte in modo da contenere diversi scenari che si mostrano al giocatore man mano che la storia procede. Sono giocabili singolarmente ma insieme raccontano una storia che vede protagonista Emily Mound (una via di mezzo tra Lara Croft e Indiana Jones) alle prese con un mistero che parte in un cimitero spagnolo e che la porta fino in Sud America.

È tutta farina del tuo sacco, o hai collaborato con qualcuno per realizzare l’impianto alla base del titolo?
Tutta farina del mio sacco, dall’idea iniziale fino alla realizzazione dei vari enigmi e anche alla storia che ci sta dietro. Naturalmente il risultato finale è stato però possibile grazie ai tantissimi playtester che si sono prestati, nelle otto settimane precedenti, a provare i vari enigmi. E’ stato un lavoro molto serrato, ma è venuto fuori un gioiello, almeno secondo me. ^__^
Ha altre particolarità rispetto alle normali escape room, oltre al formato?
In realtà sì. Prima di tutto è portatile, infatti ogni avventura, quando la si tira fuori dalla scatola, sta in una tasca e può quindi essere agevolmente portata ovunque: in montagna, a un picnic, al ristorante, in spiaggia. Per giocarla basta il foglio ripiegato e un cellulare che tramite il QRcode aggiunge tutta la componente narrativa e verifica la risposta.
Inoltre, cosa di cui vado molto fiero, tutti gli enigmi sono davvero ambientati e le loro soluzioni sono applicate effettivamente dalla protagonista nell’ambiente. Ad esempio se siamo chiusi in una cella, per scappare la combinazione non sarà data dal numero di barre di colore diverso in ogni fila, o un codice non sarà nascosto nelle nuvole leggibile solo ribaltando la carta.
Oppure se in una stanza la luce del sole tocca certe mattonelle, non va visto come un indizio… a meno che la storia non ci dica che ci siamo recati lì esattamente alle 15 del solstizio d’estate, come richiesto da un’antica pergamena (al che avrebbe senso che chi ha creato l’enigma abbia tenuto in conto la posizione del sole); da questo punto di vista anche la parte narrativa è importante perché nasconde informazioni e indizi. Allo stesso modo il risultato dell’enigma è un qualcosa che Emily effettivamente usa nell’ambiente per proseguire.
Poi le illustrazioni di Stefano Tartarotti sono qualcosa di eccezionale: ha fatto un lavoro eccelso.
Sappiamo entrambi che alcuni “puristi” del gioco da tavolo storceranno il naso per il fatto che per giocarlo è necessario un device. Cosa puoi dire loro per convincerli?
Se per loro è un ostacolo così grosso chiaramente non ci giocheranno, ma va detto che è una cosa ormai sdoganata da molte escape room tra le quali Unlock (forse la più venduta) ed Escape Tales. L’uso di un device, che ormai possediamo davvero tutti, permette di aggiungere una forte componente narrativa, suggerimenti dinamici, percorsi narrativi multipli e tanto altro. Comunque nel nostro caso non c’è nessuna app da installare e si tratta semplicemente di un sito web adattivo, quindi è super compatibile con ogni cellulare (anche i più vecchi) e non occupa spazio.

Passiamo a It’s a Bomb! Abbiamo potuto provarlo in anteprima alla scorsa Play ma a distanza di mesi l’abbiamo ancora visto nella teca delle prossime uscite? Come mai?
La situazione con la Cina, tuttora sottoposta a lockdown pesantissimi, è critica. Avrebbe dovuto arrivare per Modena, assieme al bellissimo Foxy di David Spada, ma purtroppo è successo quel che è successo. Al momento è tutto completamente stampato ma la data di arrivo in Europa è purtroppo slittata a settembre.
Dallo scorso settembre sono stati fatti degli aggiustamenti, oppure per It’s a bomb è stato confermato l’impianto che avevamo potuto apprezzare allora?
Quello che è stato mostrato a settembre era già l’impianto definitivo del gioco quindi non ci sono state ulteriori modifiche. Non vedo l’ora che arrivi sugli scaffali. ^__^


A Play hai anche fatto delle sessioni firmacopie di Un Giorno da Cana assieme a Stefano Tartarotti. Com’è andata?
Si è presentata parecchia gente, nonostante il nostro fumetto-gioco (edito da MS Edizioni) sia uscito ormai da oltre 18 mesi, che nel nostro settore è tantissimo. Va detto che continua a vendere molto (mi pare che siamo ormai alla quarta ristampa), senza rallentare, e sta andando benissimo anche all’estero e che sia il primo librogame italiano (contando anche quelli non a fumetti) a ricevere localizzazioni estere. Dopo aver vinto il premio di Miglior Librogame Italiano a Lucca C&G, in Francia durante il Festival di Cannes ha addirittura ottenuto il premio come Miglior Librogame nella categoria giovani (e per i francesi premiare un fumetto italiano è un bello smacco XD).
Dato il successo avete in cantiere un seguito?
L’idea di un seguito assieme a Tartarotti ovviamente c’è, anche se ci vorrà ancora un po’. Al momento sto comunque lavorando a un nuovo librogame a fumetti (o fumetto-gioco, se preferisci) assieme al bravissimo Bigio. A meno di imprevisti arriverà sugli scaffali verso fine anno, ma ancora non ci sono date ufficiali.

Puoi dirci già qualcosa a riguardo?
La copertina è già stata annunciata ma solo per i nostri lettori posso mostrare qualche frammento di illustrazione interna (spero che MS Edizioni non mi sgridi XD).
Il tema è fantascientifico, anche se con un gusto estetico un po’ da fantascienza anni ‘50: la storia inizia con un atterraggio di fortuna che lascia in piedi solo la protagonista che però dovendo rimanere a bordo deve mandare in missione i tre robot di bordo, ognuno con una diversa specializzazione e un suo carattere ben definito. Ovviamente rimettere in sesto l’astronave non è così facile e ci sono diversi segreti da scoprire con anche dei notevoli colpi di scena e cambi di registro… ma mi fermo qui.
Tornando a Stefano Tartarotti. Non ho potuto non notare che oltre a Un Giorno da Cana ha anche illustrato il tuo Mini Escapes, il gioco Foxy di cui parlavi prima, e che c’era anche un altro prodotto chiamato Mini Crimes nelle vetrine delle prossime uscite GOG. Solo due sono giochi tuoi ma in quanto lead developer di GOG sono tutti passati sotto di te per lo sviluppo… Sbaglio o avete stretto una stabile collaborazione anche sul fronte giochi da tavolo?
Non sbagli. Stefano è bravissimo (se non lo conoscete seguitelo qui) e ci troviamo molto bene a lavorare assieme, quindi l’ho tirato dentro in diversi dei progetti a cui ho lavorato in questi mesi. Conto che questa collaborazione duri a lungo.
Tra l’altro Stefano ha creato un breve fumetto che racconta proprio il processo creativo dietro Mini Escapes e il nostro rapporto lavorativo, quindi se volete saperne di più (e farvi quattro risate) lo potete trovare online a questo link.
Restando in tema, sono ormai due anni che sei il lead developer di GOG. Come sta andando questa esperienza?
Non ho davvero nulla di cui potermi lamentare. Talvolta ci sono grossi picchi di lavoro per via di certe scadenze, ma nella media il ritmo di lavoro è corretto e sano. Io mi trovo davvero bene e devo dire che amo praticamente ogni lato di questo lavoro: la selezione prototipi, la valutazione di eventuali localizzazioni, lo sviluppo dei giochi in uscita e la coordinazione di tutte le attività successive (grafica, impaginazione, stesura delle regole, playtest, ecc.). Inoltre ultimamente alle mie mansioni si è anche aggiunta la direzione editoriale della nostra nuova collana di librogame, che come sai sono una delle mie passioni. Insomma, per me è il lavoro migliore del mondo. ^__^

Parlando dei tuoi progetti ludici futuri c’è altro che puoi dire in anteprima ai nostri lettori (al di là di It’s a Bomb e del fumetto-gioco)?
Nei prossimi mesi uscirà The Wall, un gioco investigativo profondo e dai toni realistici, ma facile da approcciare lato regole anche per un neofita, che ho realizzato a quattro mani assieme a Remo Conzadori. Anche quello si trovava nelle vetrine dello stand GOG a Play.
Infine forse sarà inutile precisarlo ma le Mini Escapes non si fermeranno certo al primo volume, soprattutto vista l’accoglienza enorme che hanno avuto (vendite record a Play e tantissimi ordini da negozianti e privati). Questa è stata solo la prima uscita ed è già prevista una nuova scatola con diverse ore di gioco con un’ambientazione nuova e del tutto diversa. Chi si è invece già affezionato ad Emily Mound (incredibile a dirsi ma è successo) non deve preoccuparsi perché potrà ritrovarla in una nuova avventurosa esplorazione nel primo semestre del prossimo anno.
Infine nel prossimo futuro ho in uscita anche un nuovo gioco a tema alpaca che si chiamerà ALLpaca: è sostanzialmente un deck-building mescolato a un set-collection, con delle regole molto semplici ma un twist che cambia considerevolmente la normale progressione del mazzo dei deck-building attualmente in commercio. Anche in questo caso le illustrazioni saranno fatte da Tartarotti quindi iniziate a immaginarvi decine di assurdi e buffi alpaca nel suo stile.
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Come al solito vi invito ad utilizzare lo spazio dedicato ai commenti se avete altre curiosità, o se vorrete porre altre domande al diretto interessato.

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