Matte
Vista la ricorrenza dei 100 anni dalla nascita del geniale Alex Randolph, avvenuta il 04 maggio 1922, non potevamo esimerci dal celebrarlo con una Top 5 dedicata.
Per molto tempo è stato senza dubbio l’esponente di maggior successo di una professione che si è praticamente inventato da solo: il game design. Inventare era la sua passione, Randolph ha ideato oltre cento giochi per bambini e adulti. Poiché i giochi di Randolph erano così popolari, è stato in grado di ottenere il suo nome sulla scatola del gioco e avere voce in capitolo fino al rilascio. Da quel momento in poi, ne hanno beneficiato anche altri inventori fino a diventare ai tempi odierni una pratica comune e riconosciuta da qualsiasi editore.
Nel corso della sua vita ha girato per il mondo, fermandosi in Giappone per qualche anno (imparando così lo shogi) e soprattutto in Italia. Trasferitosi a Venezia a metà anni 70, ci è rimasto fino alla sua morte.
La sua influenza nel mondo dei giochi da tavolo è stata davvero gigantesca: Randolph è una di quelle figure così importanti che dovrebbero conoscere tutti gli appassionati. Cercherò quindi di stilare una classifica dei suoi giochi che preferisco e anticipo già che ci saranno anche degli esclusi illustri (ad esempio Buffalo).
Senza ulteriori indugi passiamo allora ad elencare i migliori titoli partendo dalla quinta posizione per arrivare a quello che secondo me è il miglior gioco di Alex Randolph.
Quinta posizione • Venice Connection • Alex Randolph • 1988 • 2 giocatori • 10 min • 10+

Il gioco è geniale nella sua semplicità: nella scatolina ci sono 16 tessere che dovranno comporre un canale. A turno potremo posizionarne da 1 a 3 adiacenti a tessere già piazzate. Se un giocatore si accorge che il canale è impossibile da chiudere dice “impossibile” e l’avversario dovrà cercare di completarlo da solo. Se ci riesce ha vinto, se invece è realmente impossibile è chi ha lanciato la sfida a vincere.
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Quarta posizione • Fantasmi • Alex Randolph • 1980 • 2 giocatori • 15 min • 8+

Fantasmi (buoni e cattivi) lo considero la versione rielaborata da Randolph di Stratego. Qui ogni giocatore ha 8 fantasmi di cui 4 buoni e 4 cattivi schierati nelle righe più esterne di una griglia 6×6 (esclusi gli spazi sugli angoli). Tutti i fantasmi hanno un indicatore della loro natura (buona o cattiva) sul lato visibile solo al giocatore che li utilizza.
Per vincere bisognerà sbarazzarsi dei propri fantasmi cattivi oppure dei fantasmi buoni avversari o ancora portare uno dei propri fantasmi buoni fuori dalla plancia (attraverso lo spazio ad angolo del lato opposto).
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Terza posizione • Inkognito • Alex Randolph • 1988 • 3-5 giocatori • 90 min • 10+

Inkognito è forse il gioco più conosciuto di Randolph: anche in Italia ha avuto un ottimo successo. Infatti oltre alla prima edizione degli anni 80, è arrivata anche quella più recente edita da Red Glove.
In questo gioco a squadre nascoste ognuno gestirà un personaggio (la cui identità è segreta) attraverso 4 agenti ognuno con una caratteristica (magro, alto, basso, largo). Lo scopo è quello di trovare il proprio partner di squadra, facendo domande o scoprendo carte quando si finisce il proprio movimento su una casella già occupata. Una volta sicuri dell’identità del proprio partner si potranno scambiare le carte obiettivo per riuscire quindi a soddisfare la richiesta e vincere la partita.
All’interno del gioco si muove la figura dell’Ambasciatore che può aiutare i giocatori che lo avvicinano con informazioni più chiare sulle varie identità. Nell’edizione più recente di Inkognito è possibile giocare questo ruolo, infatti il numero massimo di giocatori è passato da 4 a 5. Il suo obiettivo per vincere la partita è quello di conoscere le identità di tutti i giocatori.
Seconda posizione • Mahé • Alex Randolph • 1974 • 2-6 giocatori • 20 min • 6+

Conoscete Camel Up? Beh, molto prima dei cammelli che corrono attorno alla piramide c’era Mahè! Qui dovremo portare la nostra tartaruga a compiere un giro attorno all’isola per farle deporre le uova sulla spiaggia. Per muoverla tireremo un dado fino a tre volte, con il limite di non poter fare più di 7. Se il risultato sarà superiore dovremo tornare all’inizio; se invece la casella dove termineremo il movimento sarà già occupata, ci metteremo sopra la tartaruga per farci trasportare anche durante il suo prossimo spostamento.
Arrivati in spiaggia si pescherà una carta che indica quante uova la nostra tartaruga ha deposto. Si continua in questo modo fino a che non termina il mazzo di carte e chi ha deposto il maggior numero di uova vincerà la partita.
Semplice, immediato e con quella componente di push your luck che spinge tutti i giocatori a rischiare il movimento. Come dicevo all’inizio lo considero davvero come il papà di Camel Up, pur con le dovute differenze.
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Prima posizione • Ricochet Robots • Alex Randolph • 1999 • 1-99 giocatori • 30 min • 10+

Potrei dire che tra me e questo gioco è stato “amore al primo calcolo”. Perchè Ricochet Robots (o Rock’n’Roll Robots in italiano) è un gioco in cui tutti devono contare a mente il numero minimo di mosse per poter portare il robot del colore corrispondente nello spazio indicato da un segnalino. Da esterno potrebbe sembrare un gioco noioso ma la tensione è altissima: chi da la risposta (il numero di mosse) gira la clessidra e tutti gli avversari hanno quel poco tempo per poter trovare un numero di mosse inferiore.
Vista la totale assenza di interazione il gioco è adatto anche a gruppi numerosi, per assurdo anche infinito. Io al massimo l’ho giocato anche in 6-7 e regge alla grande, forse in pochi giocatori non rende al suo meglio ma resta comunque valido.
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È stata davvero una grande perdita quella di Alex Randolph, soprattutto perché non ha potuto vedere l’esplosione che questo settore ha avuto e quanto sia stata profonda la sua influenza. Restano però i suoi giochi che consiglio davvero a tutti di provare ed approfondire, per scoprire come senza materiali ricercati o dall’estetica ammaliante si nasconda una profondità inaspettata e dalla variabilità infinita.
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