[Raccolta e Assegna] Il gioco dell’infanzia – Vincitore?

scritto da F/B!O P.

I latini dicevano “tot capita, tot sententiae” (tante teste, tanti pareri), ma io la parafraso in “tot capita, tot pueritates“, ossia tante teste, tante infanzie. Tutta questa intro vetusta è per dirvi
che nessun titolo ha ricevuto più di un voto, quindi ho pensato di sfruttare
questo post per creare una sorta di pagina di archivio
[Vetust Games]
2011-2021, la rubrica del MagoCharlie (a cui appartengono quasi tutte le parole che troverete qui sotto). Seguono quindi una quarantina di giochi in ordine
alfabetico: cliccando su ciascun titolo potrete leggere la recensione completa.


007 Il gioco di James Bond

I giocatori impersonano diversi James Bond che, uniti,
cercheranno di portare a termine obiettivo per obiettivo la missione datagli
prima che il timer da 60 “secondi” scada, facendo perdere tutto il gruppo. Non
è un vero e proprio cooperativo, perché, anche se ci si dà una mano durante
tutta la partita, vincerà il giocatore che avrà completato per primo 3
missioni, sventando così il complotto di distruzione mondiale.

Alta Finanza

È
un gioco economico del 1968, pubblicato prima da Alma Giochi e poi nel 1986 da
GiochiClub e vari editori internazionali in diverse lingue. Ebbe un notevole
successo, grazie alla semplicità delle regole e al fatto che viene considerato
un derivato del Monopoli, ma con più varietà, longevità e appeal nel
gameplay.

Atmosfear

È
molto semplice, alquanto coinvolgente ed è controllato dalla videocassetta
utilizzata come timer: dura 60 minuti e dà il tempo massimo di svolgimento
della partita. Se si finisce prima la partita viene eletto un vincitore, sennò
il timer scadrà e ci si godrà una “meritata” sconfitta con il Re dell’incubo
che vi sbeffeggia dall’alto del vostro televisore.

Battista Cameriere Equilibrista

Da
2 a 4 giocatori con un tempo di gioco bassisimo (circa 15 minuti a partita),
entra nella categoria action/dexerty come buona parte dei giochi su cui devi
impilare degli elementi senza farli cadere. La partita finisce quando un
giocatore durante il proprio turno piega il braccio di Battista che, poverino,
non ce la fa più a tenere il vassoio così in alto. Ovviamente il giocatore che
fa cadere le stoviglie è il perdente.

Brivido

Uno
dei giochi più famosi degli anni ’80/90 (nome originale “Ghost Castle”), edito
da MB nel 1985. Ambientato all’interno di un castello spettatrale, è un gioco
di pura fortuna, reso affascinante dalla torre che si erge in centro al
tabellone e racchiude la meccanica base del gioco: sulla sommità della torre
c’è una bara con un buco, lasciandovi cadere dentro il teschio in dotazione si
fa scattare una delle 4 trappole nelle stanze del castello.

Crack!

È
un gioco cult, che ha segnato nel bene o nel male la nostra infanzia,
affiancandosi nella nostra mente al Monopoli, in quanto è il suo esatto
opposto! Se in quest’ultimo l’importanza era accumulare più proprietà e più
soldi, qui lo scopo è quello di dilapidare il proprio patrimonio. Pensate
quindi che soddisfazioni ci si poteva prendere! Altroché edifici di legno da
costruire, ipoteche su case mai possedute e strani oggetti che fungevano da
segnalino: ora bisogna spendere e spandere!

Dark Tower

Da
noi non è stato un grande successo commerciale, ma più di nicchia, date le
poche copie “adattate” al nostro mercato: infatti venne importato dagli UK
ristampando solo il libretto delle regole e mettendo un’adesivo in basso alla
scatola… e questa, assieme ad altre ragioni, lo rende allo stato attuale uno
dei titoli più rari sul mercato italiano. Il cuore del gioco è la torre
elettronica alta 40 cm che sovrasta il tabellone: la torre “dialoga” con i
giocatori grazie a suoni, diapositive e display.

Detective &
Co.

È
un gioco di Kramer del 1984, edito da Ravensburger; nel 1985 vince lo Spiel
des Jahres portando così al proprio creatore il primo di 5 di questo ambito
premio. Nasce da una idea semplice, con una componentistica ridotta e un
gameplay piacevolissimo. Ciò che gli ha dato fortuna è il numero altamente
variabile di giocatori: da 2 a 7! Downtime ridottissimo anche in 7 giocatori,
avvincente al punto giusto e con una buona dose di bluff.

Donkey Kong

Rispetto
ai suoi fratelli che hanno avuto una trasposizione in scatola è forse il
videogioco che più da vicino fa respirare l’aria di arcade. Fila liscio e
avvincente fino alla fine: lo scopo del gioco è essere il giocatore con più
punti accumulati (spaccando e saltando i barili che Donkey Kong ci lancia
addosso) quando una pedina qualsiasi raggiunge la principessa alla fine del
percorso.

Enigma

È
un gioco per 2 giocatori, inventato da William Maclean e edito nel 1993 dalla
William Maclean’s Games (successivamente dalla Milton Bradley, cara e vecchia
MB), dove i giocatori si sfidano a colpi di lettere e coordinate in stile
battaglia navale nel cercare di trovare per primi le 6 parole dell’avversario.
Semplice no? Ma c’è un twist: ogni scheda è tematica! Quindi raccoglie 6
parole inerenti a una determinata categoria.

Frogger

Nella trasposizione in scatola incontra
le solite difficoltà: far diventare un
videogioco single player un gioco da tavolo multigiocatore e gestire i
movimenti casuali. Nello specifico diventa per soli 2 giocatori e il tutto è
gestito dal dado con la “cattiveria” giusta… che però non obbliga a una
corsa a chi arriva prima, ma fa riflettere un poco su quale mossa sia la
migliore, ovvero: rompere le scatole all’avversario o muovere la propria
rana?

Gino Pilotino / Picchiatello

È
un cult che appena vedi ti viene subito voglia di giocarci. È semplice: Gino
Pilotino vola sopra i pollai dei giocatori, che devono “rimbalzarlo” con le
loro palette, così da salvare i propri polli. Se il giocatore non è abbastanza
veloce, Gino con il suo aereo può urtare uno dei gettoni gallina dei giocatori
e farlo cadere dal pollaio. Dopo aver perso 3 galline, il giocatore è fuori
gioco. Vince l’ultimo giocatore che rimane in gioco, ovvero che rimane con
almeno un gettone gallina nel proprio pollaio.

Il gioco del conte Dacula

Edito
nel 1990 dalla Milton Bradley, esportato in decine di paesi, ecco qua un
veloce gioco di percorso che ci catapulta nel mondo a tratti demenziale del
papero di Transilvania. Il target di riferimento è di bambini piccoli, per cui
le azioni sono lineari e semplici, con elementi di memoria. Va detto però che
il gioco è ben tematizzato e ricalca molto bene i punti più famosi della serie
animata: la rincorsa al castello che appare e scompare dalle 5 zone del
tabellone rende le partite caotiche al punto giusto.

Il Tesoro del Tempio

Il
gioco, che molti vedono come “sequel” de L’Isola di Fuoco, è ambientato in un
tempio in stile maya nel quale i giocatori dovranno addentrarsi, cercando di
evitare il “cattivo” di turno, recuperare la gemma dall’idolo e portarla al
campo base. Si tratta di un semplicerrimo roll-n-move senza alcun elemento di
“innovazione”. In compenso tutto il debole meccanismo di gioco è sorretto da
plancia splendidamente disegnata e dai moltissimi elementi in 3D.

Jumanji

È un semplice cooperativo roll-n-move fino a 4 giocatori: più giocatori si è,
più è difficile chiudere la partita. Il gioco è piatto, veloce e poco
avvincente… regna il caos durante il lancio simultaneo dei dadi ed è forse
il momento più divertente. Vive solo di luce riflessa dal film: soltanto chi
ha visto e apprezzato il film lo prende con lo spirito giusto; giocato senza
aver visto il film risulta un gioco davvero banale (come del resto è!).

L’allegro
chirurgo

Ideato
da John Spinello e Marvin Glass nel 1964, viene edito l’anno successivo dalla
Milton Bradley. Parliamo di uno dei giochi più famosi della casa editrice a
doppia lettera rossa e blu: è stato ed è tutt’ora un best seller per ogni età.
La velocità di gioco, il gameplay intuitivo e immediato hanno contribuito a
creare un nuovo stile di gioco, affiancando una meccanica molto basica basata
sui guadagni a un gioco di pura abilità.

L’Isola di Fuoco

Lo
scopo del gioco è semplice: partendo dalla base dell’isola, ogni esploratore
deve intraprendere un cammino che lo porterà alla sommità dell’isola dove
potrà prendere la gemma e portarla al porto, il punto di arrivo. Anche la
meccanica è altrettanto semplice: come nei migliori giochi dell’oca si tira il
dado e si sposta il proprio segnalino. Il gioco è tutto nel tabellone: il
fascino di vedere le palle di fuoco rotolare per le stradine è unico. È un
titolo di pura fortuna, semplice da giocare, ma ai tempi davvero avventuroso e
piacevole.

La Ruota della Fortuna

Il
gameplay ripercorre fedelmente quello della trasmissione TV: ovvero gira la
ruota, chiama una consonante, vedi se hai la soluzione oppure continui il
turno. Quello che è interessante da approfondire è la meccanica che è stata
introdotta per evitare che un giocatore facesse il presentatore di turno: del
resto soltanto il presentatore conosce già la frase nascosta… Ma non è solo
un gioco TV in scatola: se slegato dal contesto televisivo è un buon/ottimo
gioco di parole da giocare tutt’ora.

Last Word

Figlio
degli anni ’80 e dei giochi di parole 3D dell’epoca, esce nel 1985 edito da
Milton Bradley. Il gioco è strutturato da 2 a 4 giocatori per un tempo medio
di 45-60 minuti. Un titolo carino, non eccelso, che riprende la meccanica
“crea la parola” con le lettere disponibili, affiancandola a una strategia di
movimento sul tabellone abbastanza interessante.

Lo Zio
d’America

L’autore
è Harry O. Todd, questo è il suo primo e unico gioco. Si narra che dopo il
boom del Monopoly del 1933, la Parker Brothers cercò per diverso tempo un
nuovo gioco che avesse come protagonista l’uomo con i baffi più famoso del
mondo: Mr. Monopoly. Dopo aver rilasciato l’add-on Monopoly Stock Exchange
nel 1936 lo trovarono e 10 anni più tardi uscì questo Rich Uncle.

Mandarin

Sulla
sua scatola troneggia il sottotitolo “Dalla lontana Cina un gioco di fortuna,
abilità e azzardo” e questa frase riassume molto bene il cuore del gioco.
Potremmo vederlo come una sorta di tombola sommata al Monopoli con una
meccanica push-your-luck ed elementi di set collection e giochi d’asta…
Giocato tutt’oggi con nostalgici o con una compagnia di giocatori occasionali
fa la sua sporca figura.

Master Strategy

Negli
albori della prima “console war”, Philips cercava in ogni modo di imporre il
suo Videopac come standard, creando periferiche su periferiche e sperimentando
nuovi mondi per il gioco: da questa ricerca nasce l’interessante Master
Strategy series
, un ibrido tra gioco da tavolo e videogame. Ogni titolo veniva
rilasciato in un cofanetto che conteneva, oltre alla cartuccia del videogioco,
anche tutto il materiale (tabellone, pedine, segnapunti) che serviva per
“apparecchiare” la tavola di gioco a fianco dello schermo TV a cui era
collegato il Videopac.

Mind Trap

È
la capacità di portare il passatempo degli indovinelli, dei puzzle mentali,
degli enigmi in una scatola, appiccicandoci un regolamento a due squadre
semplicissimo per creare competizione. È interessante proporlo in una serata
tra amici, perché intrattiene nel tempo giusto e coinvolge tutti nello stesso
momento in cui viene letto l’enigma (questo è la base per ogni party game che
si rispetti: mantenere l’attenzione di tutto il gruppo sul gioco).

Monopoly

Questo
non è proprio un articolo Vetust che vi fa riscoprire o scoprire vecchie
glorie (anche se il protagonista è il gioco vetust per eccellenza), ma un post
che forse forse farà un po’ di chiarezza intorno all’amato/odiato Monopoly,
protagonista volente o nolente da più di 80 anni sui nostri tavoli. A furia di
giocarlo tanto, le regole sono state lette dai nostri avi e tramandate a
parole con molte inesattezze: tante volte con errori di memoria, altre volte
con regole modificate durante le partite per renderlo (secondo un punto di
vista strettamente soggettivo) più accattivante.

Pac Man

Edito
da MB nel 1982, è forse la più fedele trasposizione dal video al gioco da
tavolo. Fatto salvo di un’eccezione: non è più un single player, ma è
possibile giocarlo fino a 4 giocatori. Come nel videogame, l’obiettivo è
quello di raccogliere più biglie possibili, cercando di evitare i fantasmini
che scorrazzano il labirinto; quest’ultimo è quasi fedelmente riprodotto sul
tabellone di gioco, salvo piccole modifiche per permettere il movimento di 4
Pac Man in contemporanea sullo stesso.

Parco della Vittoria

Ideale
spin-off di Monopoli, non ha praticamente nulla in comune con il suo
predecessore, se non l’ambientazione e i nomi delle strade. Intrattiene per 45
minuti per un gioco spensierato a colpi di dadi: strategia non se ne vede.
Risulta parecchio simpatico come alternativa dopo cena a classici filler.

Pit

Le
regole sono semplicerrime: ogni giocatore riceve a caso 9 carte, al via ognuno
– tutti allo stesso momento – dovrà dire ad alta voce il numero delle carte
che vuole scambiare, cercando un altro giocatore a cui interessa lo scambio.
Lo scopo è avere tutte e 9 le carte in mano della stessa merce. Il gioco
risulta subito caotico, ma divertente, per via di persone che si agitano con
le carte in mano, cercando scambi per completare la propria mano. Visti da
fuori i giocatori sembrano dei veri e propri operatori di borsa!

Spago Spaghetti

Il
gioco, datato 1990, è pressoché un astratto, ma molto ben camuffato con il
tema degli spaghetti: si lancia un dado che indica un ingrediente da togliere
dal piatto, scelto l’ingrediente tutti i giocatori riavvolgono con la propria
forchetta lo spaghetto a essa collegato. Vince chi per primo avvolge tutto lo
spaghetto del suo colore.

Splat!

Gioco
di sola fortuna tira e muovi che ha nel materiale utilizzato la vera novità:
si usano come pedine dei pezzetti di plastilina modellati a forma di
scarafaggio. Il giocatore che ha finito la sua mossa su una casella SPLAT deve
girare la prima carta dal mazzo: armato quindi della manona il giocatore
spiaccicherà tutte le pedine che sono attualmente sulle caselle del colore
estratto… anche le proprie!

Stop Thief

Immaginate
di portare in scatola il classico gioco “guardie e ladri”, una competizione
tra giocatori che cercano di acciuffare quelli che scappano. Queste sono le
premesse del gioco elettronico di società edito da Parker Brothers nel 1979 e
arrivato in Italia lo stesso anno grazie a Editrice Giochi. La magia è tutta
nella componente computerizzata dello “scanner” elettronico, che si
sostituisce a un giocatore, muovendo in maniera invisibile il ladro sul
tabellone di gioco.

Tangentopoli

Fu
un successo commerciale immediato: al prezzo di 65.000 lire regalava un pezzo
della storia d’Italia. Ogni concorrente ha un dado e un miliardo a
disposizione. Lungo il percorso i concorrenti sono sottoposti a Interrogatori
e Intercettazioni telefoniche, che premiano i giocatori più onesti. Senza
girarci attorno: è un gioco dell’oca con domande. Punto. Non brilla in
originalità se non per il tema che tenta di vestirlo e le domande
irriverenti.

Tira & Molla

Gioco
del 1997 edito da Clementoni da 2 a 4 squadre (ovvero da 2 a 8 giocatori), è
una delle migliori trasposizioni da TV a scatola. La curiosità su questo
titolo è che dentro vi sono materiali e componenti assolutamente non necessari
ai fini del gioco, ma che sono belli, completano l’impatto visivo e lo rendono
più coinvolgente. È forse l’ultimo gioco televisivo in scatola in cui si è
sforzato di ricreare il più possibile, con un gameplay e una componentistica
ricca, i fasti di una storica trasmissione TV.

Totopoli

È
un gioco di corse di cavalli. La prima edizione risale al 1948 e fu poi
rivisitata nel 1993. Ne esistono inoltre diverse altre versioni, nelle quali
sostanzialmente cambia la componentistica (i cavalli a volte sono in carta,
altre in metallo, fino alla versione del 1993 che li ha in plastica). Per
quanto la fortuna abbia un grande peso, dato il continuo lancio di dadi, il
gioco è costruito in modo da avere la possibilità di utilizzare delle
strategie che possano in parte bilanciare tiri sfortunati.

UNO

Venduto
in 80 paesi, ha raggiunto i 150 milioni di copie acquistate al mondo: questo
basta per descrivere il suo successo. Negli anni si sono avvicendate
numerosissime riedizioni, che ne modificavano il gameplay o l’ambientazione. È
il gioco da spiaggia per eccellenza, che garantisce con i suoi 10 minuti a
partita un piacevole caos.

Zig Zag

Il
giocatore di turno rivela un gettone da una delle 4 pile (di composizione nota
in ogni momento) e muove una delle sue pedine su una casella del colore
rivelato (mangiando, se occupata), alternandosi finché uno dei due non ha più
mosse: chi ha portato più pedine nel settore avversario vince! Questo gioco ha
una sua trovata (l’elemento statistico della pesca dalle pile) che gli dà
personalità e leggerezza.

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