[Vetust Games] Parco della Vittoria

scritto da MagoCharlie
Avete presente quando un film ha un notevole incasso al box office e sull’onda di quel successo il regista e i produttori decidono di creare un sequel o un prequel di quel film? 
Una ottima operazione commerciale per spremere il più possibile i fan boy di una saga (ogni riferimento a Lucas e ai suoi film “stellari” è puramente voluto nonché necessario). Ma è ancora peggio quando viene fatto un sequel di un film 20 anni dopo (‘tacci tua Lucas e Indiana Jones…).  
Molte volte, soprattutto in TV, per non ricorrere al sequel ci si dedica ad un’altra forma di “mungitura della vacca grassa”: lo spin-off.
Il gioco che vi propongo oggi è proprio lo spin-off del gioco più famoso del mondo; sto parlando di “Parco della Vittoria”, ideale spin-off di “Monopoli”.

 
La scatola datata 1985, uscita in Italia marchiata Editrice Giochi nel 1987, porta la firma di Charles Phillips con una durata di circa 45-60 minuti, da 2 a 4 giocatori. 
Il nome originale è “Advance to Boardwalk” che come nel nostro caso “Parco della Vittoria” richiama una casella del Monopoli.
CHARLES PHILLIPS, L’UOMO DEL SEQUEL
Dalla ludografia di Charles, possiamo notare quanto abbia collaborato con Parker dagli anni 1974 (anno del mitico “I Vant To Bite Your Finger”, antesignano del nostro “Mordi Vampiro” dell’EG) fino alla fine degli anni 90. Questa collaborazione ha fatto si che il nostro buon Charles abbia studiato numeri spin-off di giochi con un brand già consolidato. Eccone alcuni:
  • Free Parking” e il nostro “Advance to Boardwalk”: 2 giochi che prendono nomi da famose caselle del Monopoli ma che hanno niente a che fare con il game play del Monopoli
  • BoggleBowl”: prendi “Boggle” (il nostro “Paroliere”)
    e “Scrabble”, shakeri tutto per bene ed il gioco è fatto! Un nuovo
    gioco di parole con un bel po’ di dadi con le lettere e un bel tavoliere
    in 3 dimensioni con le caselle bonus di Scarabeo.
  • Cluedo Carnival”: rielaborazione del Cluedo per ragazzi ambientato in un luna park (in questo caso non c’è alcuna rivisitazione delle regole rispetto all’originale, se non cambiando ambientazione e facilitando il gioco con la diminuzione dei luoghi e dei personaggi in gioco)
  • CastleRisk”: il nostro mitico “Risiko Più!“… Come nel caso precedente, game play intatto con qualche piccola modifica e ambientazione cambiata; ovvero dai combattimenti sulla mappa del mondo a quelli dell’Europa con il twist dell’imbarcazione da usare per solcare i mari (piccola nota personale: a mio avviso la miglior rivisitazione di Risiko, forse più del classico!);
Come si può vedere con questo piccolo elenco di giochi spin-off, Charles ha inventato in alcuni casi nuove meccaniche da vestire con titoli best-seller per un sicuro botto di vendite. Ebbravo il nostro Charly….

I MATERIALI
Aprendo la scatola che ricorda tragicamente quella del monopoli rettangolare nel layout degli elementi che lo compongono, troviamo:

  •  Tabellone di gioco
  •  80 tessere impilabili in 4 colori che simboleggiano degli alberghi da costruire
  •  2 dadi numerici (classici d6)
  •  1 dado speciale
  •  28 carte Fortuna
  •  20 talloncini dei valori degli alberghi
  •  4 segnalini in metallo di diverso colore

IL GAMEPLAY

Il gioco è molto semplice nello svolgimento e nell’apprendimento. Per prima cosa guardiamo il tabellone; è suddiviso principalmente in due aree: il “BoardWalk” e l’area su cui si costruiranno gli alberghi.
L’area “Boardwalk” funge da traccia segnapunti e va da 1$ fino a 61$; su questa scala le pedine dei giocatori avanzano fino alla fine per tenere traccia dei propri guadagni.
L’area di costruzione è suddivisa in 4 aree colorate, ogni area è suddivisa anch’essa in 5 caselle numerate (avremo quindi un totale di 20 caselle su cui costruire i propri Alberghi).
Lo scopo del gioco è semplice: essere il primo a valicare la soglia dei 61$ oppure, nel momento in cui un giocatore finisce le sue tessere albergo, essere il giocatore più ricco ovvero quello più avanti sul “Boardwalk”.

I giocatori inizia con le 20 tessere del proprio colore, lo scopo come detto è quello di costruire il più possibile i propri alberghi (tessere) sul piani di gioco.
Durante il proprio turno il giocatore lancia i 2 dadi numerati così da decidere quale è la disponibilità economica per la costruzione, poi lancia il dado speciale con le facce colorate per decidere su quale area colorata il giocatore può piazzare il suo albergo.
Il dado speciale ha 4 facce colorate, che corrispondono ai 4 settori sul tabellone, una faccia con la M di MONOPOLI (che è come un Jolly, il giocatore sceglie su quale colore edificare) e una faccia con la F che indica FALLIMENTO (ovvero il giocatore salta il turno).
Gli alberghi vengono quindi posizionati nel settore indicato dal dado speciale secondo la disponibilità economica pagando il costo indicato dalla casella su cui si ha intenzione di costruire.
Se per esempio il giocatore ottiene come disponibilità 12, può decidere di edificare 2 piani su una casella con valore 6 oppure 3 piani su una casella di valore 4, etc…
Appena piazzate le tessere albergo, il giocatore controlla se ha più piani in una determinata casella su cui ha costruito; se è il giocatore con più piani (o in caso di parità il giocatore con il tassello più in basso della pila) allora prende il cartellino di quell’area e avanza con il proprio segnalino di tanti spazi quanto è il valore del cartellino.
La meccanica di gioco è quindi presto detta: lancia i dadi; vedi cosa e quanto puoi costruire; cerca di rubare il cartellino per fare punti.
A fianco di tutto questo ci sono anche le carte “Evento” che aggiungono un po’ di caos durante la partita; viene girato un “Evento” quando un giocatore con il suo segnalino si ferma su una casella con il simbolo “E”; quel giocatore deve leggere la carta Evento ed applicarne subito gli effetti.

CONCLUSIONI
“Parco della Vittoria” (o Advance to Boardwalk) non ha praticamente nulla in comune con il suo predecessore Monopoli, se non l’ambientazione e i nomi delle strade.
Intrattiene 45 min per un gioco spensierato al colpi di dadi; strategia non se ne vede. Risulta parecchio simpatico come alternativa dopo cena a classici filler.
Durante il gioco c’è il senso di dejà vu di “Can’t Stop”, non solo per il posizionamento ragionato dopo un lancio di dadi, ma anche perché la versione italiana ed internazionale, hanno in comune la componentistica con l’astrattone di Sid Sackson… Non ci credete?! Guardate le immagini!

Nota:
i diritti sui titoli citati spettano alle rispettive case
produttrici, sempre indicate nel parlare dei vari giochi. Le immagini
sono state tratte dai siti delle case in questione 

: ai proprietari dei giochi e delle immagini spettano tutti i diritti
su di esse: vi è piena disponibilità a rimuovere ogni notizia od
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