[Vetust Games] L’Isola di Fuoco

scritto da MagoCharlie
Sono molti i giochi che hanno accompagnato la mia/nostra adolescenza; quando si organizzavano i pomeriggi per giocare con gli amichetti, la santa madre che ci invitava passava il pomeriggio in cucina per la “merendina” condita con pane e Nutella, Soldini, Tegolini e l’immancabile Nesquik (ah, se era di inverno, il pentolone di Ciobar era d’obbligo!) e noi davamo sfogo alla nostra immaginazione nella stanzetta dell’amico di turno.
Lì trovavamo sempre nuovi giochi, che noi non avevamo a casa e giocavamo a quelli.
Dopo un po’ di “avventure” con i pupazzi di He-Man e un rapido sguardo alla collezione di Exogini (fidatevi, è come la legge di Murphy…il tuo amico aveva sempre UN exogino che ti mancava….SEMPRE!), i nostri piccoli occhi sognanti si alzavano e guardavano sopra l’armadio. In quel momento la vedi. Lassù, irraggiungibile per noi, con la sua scatola blu e una scritta fiammeggiante che ricorda il carattere di Indiana Jones. Quindi alzavamo il ditino sporco di nutella (come sempre i cucchiaini puliti erano finiti) e chiediamo in coro: “Giochiamo all’Isola di fuoco?”

Dopo questa semplice ma insidiosa richiesta la santissima madre del nostro amico (che nel momento è stata riconosciuta al pari di Madre Teresa per la pazienza accumulata nel tenerci dalle 15 alle 19 in casa) prendeva dallo sgabuzzino la scala, saliva e ci porgeva in basso questo scatolone sul quale campeggiava il titolo in giallo/rosso e il sottotitolo “Gioco tridimensionale d’avventure, trappole e sorprese!”

LA STORIA e il FATTACCIO
L’Isola di Fuoco esce nel 1986 in America edita dalla Milton Bradley; da noi sbarca quasi subito circa un anno dopo.
L’autore è Bruce Lund, che subito dopo il successo avuto con questo gioco, fonda la società di sviluppo ludico Lund and Company Invention, L.L.C. Questo ci ricorda la storia del padre moderno di tutti i giochi più famosi degli anni 70,80 e 90: Marvin Glass che con la sua compagnia allettò per quasi 30 anni i bambini dell’epoca con le sue creazioni.
Ma per Lund, invece non è così: dalla società non escono veri e propri cult, ma giochini senza grosse pretese (avranno fatto il passo più lungo della gamba?). Qualche esempio? Ok vi faccio allora questa piccola digressione:
Dopo l’enorme successo avuto con “L’Isola di fuoco”, successo a mio avviso tutto meritato, il nostro Bruce Lund apre questa nuova società che si prefigge, parole sue, di “creare e inventare giochi innovativi che insegnino, intrattengano, sorprendano e che ispirino”. Bene, non voglio fare il moralista, ma il loro ultimo gioco è questo sotto: DOGGIE DOO GAME (scheda BGG).
Il simpatico gioco che “innova, insegna, intrattiene e ispira” i bambini di mezzo mondo è molto semplice: tiri un dado, dai da mangiare del pongo al bassotto di plastica e dopo aver schiacciato più volte la leva sul guinzaglio, il tenero bassotto lascia da dietro una “simpatica e innovativa” cacca di pongo che i giocatori dovranno raccogliere!
Vi giuro che appena ho visto questo gioco edito dalla Goliath ad Essen ho pensato che forse non valeva più la pena di studiarsi nuovi giochi con meccaniche innovative da proporre a case editrici: basta un bassotto che caga! Scusate la vena polemica, ma questo gioco mi ha lasciato senza parole. Comunque il bassotto che non trattiene è un best seller in Europa e in America (questo natale lo trovate anche in Italia), quindi per quanto ne vale: chapaux!
DENTRO L’ISOLA DI FUOCO
Tornando alla vera recensione, L’isola di Fuoco si presenta in una grande confezione che misura 64x49cm.La scatola si apriva ai lati che permettevano di far scivolare fuori il grande tabellone in plastica e tutti gli altri materiali di gioco. Ogni scatola conteneva:
  • 1 Tabellone in tre dimensioni di plastica
  • 1 Regolamento
  • 1 Dado rosso a 6 facce
  • 48 Carte con azioni ed effetti speciali
  • 1 Idolo composta da 3 parti da assemblare (il mitico Vul-Kar!)
  • 5 Biglie rosse che simboleggiano le palle di fuoco
  • 1 Gioiello rosso da recuperare
  • 4 Porta gemma in plastica nera
  • 2 ponti traballanti
  • 4 pedine esploratore in 4 colori
COME SI GIOCA
Lo scopo del gioco è semplice: partendo dalla base dell’isola, ogni esploratore deve intraprendere un cammino che lo porterà alla sommità dell’isola dove potrà prendere la gemma e portarla al porto, il punto di arrivo. 
Anche la meccanica di gioco è altrettanto semplice; come nei migliori giochi dell’oca si tira il dado e si sposta il proprio segnalino.
Il tabellone ha diverse strade che portano sia alla cima della montagna, sia verso il porto; ogni esploratore può quindi scegliere di seguire una strada rispetto ad un’altra durante il proprio movimento.
La maggior parte dei percorsi sono pericolosi, in quanto facilmente raggiungibili dalle palle di fuoco lanciate dall’idolo posto sulla sommità in centro al tabellone.
Le palle di fuoco vengono “sganciate” dal giocatore che ha come risultato 1 sul dado o da chi gioca una carta “Palla di Fuoco”. Il giocatore quindi sceglie anche come orientare l’idolo (l’idolo ruota di 360°) per far cadere sul percorso desiderato una palla di fuoco. 
Su alcuni percorsi sono disposte altre palle di fuoco che vengono spinte dalle palle fatte cadere dall’idolo; si possono così creare “simpatiche” reazioni a catena che sterminano tutti gli esploratori avversari.
Una volta che il giocatore viene colpito da una palla di fuoco, la sua pedina deve indietreggiare al “cumulo di cenere” più vicino dove si ferma il proprio esploratore dopo essere stato travolto dalla biglia rossa.
Gli spazi sul tabelloni sono diversi ed ognuno dava una specifica azione:
  • le caselle grigie chiare che non hanno effetti speciali
  • le caselle scure danno l’opportunità di pescare una carta dal mazzo; ogni giocatore può tenere fino a 4 carte in mano
  • il “Passo della strega” nel quale si poteva prendere l’amuleto esagonale che durante la partita poteva essere scambiato per avere una mano completa di 4 carte
  • le cave numerate servivano per “viaggiare” attraverso il tabellone in maniera più veloce ma non priva di rischi; ogni cava infatti aveva un numero da 1 a 6, chi sceglieva di utilizzarle, lanciava il dado e veniva trasportato nella cava con quel numero: tale azione è completamente random, quindi poteva avvantaggiare l’esploratore o portarlo su una cava che era un vicolo cieco (la mitica cava numero 4!)
  • la sommità di Vul-Kar era la parte più alta del tabellone, si passava sotto l’idolo e si prendeva la gemma rossa.
  • i ponti vengono contati come uno spazio libero sul quale è obbligatorio fermarsi durante il proprio turno.
Come già detto lo scopo è quello di prendere la gemma sulla sommità del tabellone e portarlo al porto; chi porta la gemma sano e salvo è il vincitore.
Da circa metà partita, chi possiede la gemma dovrà oltre a cercare di evitare le palle di fuoco, dovrà scappare dagli altri giocatori. Infatti se un giocatore sorpassa con la propria pedina la pedina di colui che ha la gemma potrà rubargliela e proseguire la propria fuga verso il porto.
Aggiungo un pizzico di imprevisti in più le 48 carte in dotazione che hanno effetti diversi e che potevano essere giocate durante il proprio turno o per bloccare un’azione di un altro giocatore:
  • Fai arretrare un avversario di 1/2/3 caselle
  • Avanza di 4/5/6 caselle al posto di tirare il dado
  • Falsa Gemma (puoi scartare questa carta per evitare di farti rubare la gemma se la possiedi)
  • Talismano magico (che può fermare la palla di fuoco)
  • Palla di Fuoco (puoi far scivolare una palla di fuoco sul tabellone)
  • Prendi una carta da un avversario
  • Cancella qualsiasi carta eccetto una carta Palla di Fuoco
  • Rilancia il dado
  • Guadagni un turno Extra
  • Duplichi il risultato del tuo prossimo lancio di dado
CONCLUSIONI
Il gioco è tutto nel tabellone; il fascino di vedere le palle di fuoco rotolare per le stradine è unico. E’ un gioco di pura fortuna, semplice da giocare ma ai tempi davvero avventuroso e piacevole.

Riconosco che con l’occhio critico di un autore di giochi, l’isola di fuoco pecca in più di un aspetto nelle meccaniche: ripetitivo, poca possibilità di scelta e molto molto casuale (basti pensare che se la sfortuna è dalla vostra, il gioco è pressoché infinito! Potrebbe non avere mai fine se i lanci di dado sono avversi ai giocatori!). 
La durata media è comunque  di un’oretta scarsa che però scorre liscia davanti ad un grande tabellone e ai mille particolari da scoprire (vi ricordate tutto gli oggetti disegnati qua e là sul tabellone?!?).
Il gioco, come detto, è piacevole. Giocarlo oggi probabilmente perde un po’ nella sorpresa che avevamo da piccoli vedendo l’imprevedibilità (in realtà prevedibilissima!) delle palle di fuoco che sfilavano accanto a noi ma investivano i nostri avversari!
L’isola di fuoco è un altro cult degli anni 80, al quale sicuramente tutti noi abbiamo giocato e apprezzato negli anni.
La scatola gigante lo rendeva riconoscibilissimo tra tutti gli altri giochi su uno scaffale, la sua maestosità attira subito l’attenzione; forse per questo l’isola di fuoco è conosciuta come: “Quel gioco con la scatola blu sopra l’armadio” ovvero l’unico spazio che può accogliere comodamente il gioco.
Ah, ci sono anche correnti di pensiero che vogliono la scatola del L’isola di fuoco posizionata strategicamente sotto il letto; ma quelle scatole sono le più rovinate ai lati a causa di ripetuti colpi di aspirapolvere.
EPILOGO: alla fine delle nostre partite da bambini, la divinità materna che ci ospitava, aspettava il marito alle 19 per fargli riporre il gioco sulla sommità dell’armadio. Quello era forse il momento più brutto: si chiudeva il tutto, il papà arrivava e sulla scala rimetteva a posto lo scatolone. Non si vedeva più l’immagine dell’idolo che campeggiava sulla faccia della scatola, ora solo più la striscia blu e la scritta “l’isola di fuoco”.
Si aspetterà il prossimo pomeriggio insieme agli amichetti per poter di nuovo esplorare quell’ isola piena di avventure e insidie. E ci sarà sempre una mamma a salire sulla scala  per farci felici. 
— Le immagini sono tratte da BGG, dal manuale o dal sito della casa,  alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. —
Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Ultimi commenti
Salvatore Cicero: Gli adattamenti richiesti ai giocatori: un problem...
Gianluca di Picardia: A che adattamenti ti riferisci? Io sto continuand...
Salvatore Cicero: Che freschezza questo punto di vista alternativo, ...
Salvatore Cicero: Bell'articolo, complimenti. Sono anche molto invid...
Salvatore Cicero: Un altro saggio breve, anche questo interessante q...
Salvatore Cicero: Vale lo stesso per me. Anche la possibilità di pe...
Salvatore Cicero: Grazie per il commento! Pienamente d'accordo sul t...
simarillon (Davide): Hai sempre fatto male. Non si disdegna un gioco pe...
simarillon (Davide): Per me lo stesso valse per HQ. Gli immensi pomerig...
Edoardo: Gioco sulla carta interessante con buona parte del...
I più letti del mese
Breaking_NIU_1
NIU - Novità In Uscita a Settembre 2026
GiocAosta_2026
GiocAosta - Quanto vale il gioco?
Ieri_Sera_30_08_2026
[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ufo Robot Goldrake Xperienz e altri 4! (+ dettaglio)
Ufo Robot Goldrake ExperienZ
Ufo Robot Goldrake XperienZ [Recensione]
Lab_copertina
LABYRINTH CHRONICLES

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
30 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!
TOP5-ISOLE
[TOP 5] I Migliori Giochi ambientati sulle isole
Bentornati ad un nuovo appuntamento con TOP 5, la rubrica delle classifiche di Giochi sul Nostro Tavolo!...
HeroQuest è tornato (lettera aperta a Babbo Natale)
scritto da MagoCharlie Natale 2021 Caro Babbo Natale, ti ricordi di me? sono quel giovane e paffuto ragazzo...
ThumbnailNEW
Recensioni Minute - L’isola di fuoco: la maledizione di Vul-Kar
scritto da TeOoh! L’effetto nostalgia gioca spesso contro il nostro portafoglio e, quando ti...
01_box%2Brestoration
[Kickstarter] Fireball Island: The Curse of Vul-Kar
scritto da MagoCharlie Confesso che sto dietro a questo progetto da circa un anno. Dopo l’ottimo...
box_Cris%2BWayne
Monopoly? Lo stai facendo nel modo giusto…
scritto da Mago Charlie Questo non è proprio un articolo Vetust che vi fa riscoprire o scoprire vecchie...

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

30
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x