Scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli
impressionanti.
giochi da due belli e agli innamorati dei giochi da due brutti.
Questa settimana abbiamo fatto un giro più lungo, un giro che non facevamo dai
tempi dei primi post della rubrica. Il percorso ludico di questa settimana è
partito addirittura da Marte cercando di non fare i primi della classe. Siamo
passati poi dal pianeta rosso al rosso della lava di un vulcano in cerca di un
animale leggendario. Non riuscendo però a trovare un accordo sulla strada da
prendere abbiamo deciso di riposare in una Cattedrale in costruzione. Una volta
lì ci siamo contesi i posti a sedere per rifocillarci, abbiamo fatto un duro e
scarno inventario dei pochi viveri rimasti per poi ripartire, con poche
risorse, verso lo spazio.
con spiegazione
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| Bandits on Mars |
Quando si dice “piove sul bagnato”. All’evento Ludica 2019 ogni persona presente partecipava all’estrazione di alcuni giochi offerti dall’associazione Giocatori in Scatola. Ora non pretendo di aver avuto la collezione più grande di tutti gli altri, ci mancherebbe, ma svariate decine di titoli li avevamo di sicuro a scaffale. Sta di fatto che Monica vince questa scatolina. Nulla è valso il tentativo di lasciarla all’associazione stessa o a rimetterla in palio seduta stante e così siam qui a parlarne. Compare e morosa vengono a trovarci dopo un po’ di tempo: avevamo in mente un altro gioco, ma la durata e il coprifuoco non lo permettono. Servono titoli brevi da fare prima dei saluti. Il primo è questo, basato su colpo d’occhio e destrezza: si gira una carta, se ne coprono altre con la mano (a volte scoperte, a volte no) oppure gettoni. È decisamente nelle corde di Monica, ma il mio compare è più in serata e sbaraglia tutti. Clima scanzonato e da prese in giro, con dita che s’intrecciano, mani che cozzano e sguardi che dardeggiano. Viene promosso e si vorrebbe rigiocare, ma il tempo tiranneggia e preferiamo variare.
con spiegazione
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| Why First? |
E così butto questo sul tavolo. È un gioco molto portabile, dai componenti essenziali (tabellone, pedine, carte con l’odioso Comic Sans…) e che colpisce sempre per una logica inusuale: fa punti solo il secondo del round e dopo cinque round vince il secondo in classifica. Si passa dalla tensione/attesa della selezione contemporanea delle carte allo scoppio di risa quando si vedono i risultati effettivi delle carte. A qualcuno può dare l’impressione di essere casuale, invece per vincere la partita bisogna capire bene quando è il caso di aggiudicarsi un round e quando invece è il momento di spingere avanti qualcun altro… e risultare perciò secondi! Come da aspettative, il primo round fila liscio, senza tanti calcoli. Dal secondo in poi anche i neofiti entrano nella nuova ottica e distribuiscono le carte con criterio. Usato spesso con vari tipi di giocatori, è un filler che non mi ha mai tradito.
• 45′ con lettura regolamento
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| Stromboli |
Gioco per due giocatori che non dovranno essere proprio a digiuno di letture
regolamenti perché la partita si sviluppa in due fasi, molto simili, ma con
dei distinti conteggi di punti che, tra l’uno e l’altro, rimettono in essere
obiettivi e carte già acquisite. La prima partita che abbiamo fatto io e il
mio amico l’abbiamo digerita non troppo alla leggera perché abbiamo trovato
alcuni passaggi un po’ troppo macchinosi per il gioco che è. La seconda
partita è filata via comunque più liscia perché entrambi avevamo più chiari
gli obiettivi da poter raggiungere (in prima fase e alla fine) e avevamo
maggiore conoscenza delle carte da raccogliere. Particolare la gestione dei
propri gettoni numerati, con una sorta di utilizzo più ragionato di punti
azione, dato dal fatto che ogni dischetto riporta un numero (e quindi un peso)
diverso per sciogliere i pareggi sulle diverse spiagge in cui acquisire e
attivare carte. Non lo consiglierei a chi voglia un gioco per due, ne
consiglierei altri in verità, semplicemente perché potrebbe annoiare il
compagno che non voglia applicarsi e quindi risulterebbe un titolo non
spendibile con troppe persone.
30-50′ • giocato in 4 • 35′ con veloce spiegazione
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| Cryptid |
Lo dico subito, anzi, lo scrivo e sottoscrivo subito: a me e ai miei amici sto
gioco è piaciuto immediatamente ed è piaciuto tantissimo, tanto da metterlo in cima
alle nostre serate ludiche. Per un po’ la prima partita della serata verrà
fatta a Cryptid! Il sistema “deduttivo” del gioco è molto facile da capire
(nella modalità base) e rende subito tutti pronti a giocare. A me poi anche i
materiali sono piaciuti tantissimo, semplici e colorati (per i miei amici
forse con colori troppo simili). Mi sento davvero di consigliarlo come
acquisto certo da tenere in collezione e da tirare fuori anche con persone
alle prime armi ludiche. Vi devo assolutamente raccontare questa: dopo le
prime partite in modalità base abbiamo provato a giocare alla modalità
avanzata, quella con gli indizi con le negazioni (tipo “la tana del Cryptid
non è entro tre esagoni da…”), bene, è stato uno spasso perché dopo
tre-quattro giri, tutti e quattro ci siamo accorti di aver posizionato male i
cubetti e i dischetti perché nessuno di noi – e dico nessuno – aveva colto il
giusto senso dei propri indizi 😂😂😂😂😂.
giocato in 5 • tempo 80′
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| The King’s Dilemma |
Lo scorso weekend abbiamo organizzato un pomeriggio ludico assieme agli
amici ed ho subito colto l’occasione per provare un titolo che mi
incuriosiva molto e che per via della quarantena non avevo ancora avuto modo
di provare (come avevo accennato anche nella mia intervista): King’s
Dilemma. La prima partita è stata un po’ più lunga di quanto dichiarato
sulla scatola perché tutti i giocatori al tavolo si sono soffermati nella
scelta della propria casata e perché comunque abbiamo dovuto imparare il
gioco e le sue meccaniche. Non posso dire molto dell’esperienza di gioco
senza cadere in possibili spoiler, ma sicuramente la struttura di gioco è
spoiler free: ogni giocatore è il capo della propria casata che dovrà
presenziare al consiglio del Re e cercare di affrontare un dilemma per
volta. Durante la fase di dibattito, si potrà cercare di influenzare le
decisioni degli altri casati esponendo le proprie ragioni (ovviamente ogni
fazione ha un proprio modo di porsi e determinate caratteristiche, da chi è
più bellicoso, chi invece più equilibrato). Abbiamo quindi affrontato
diverse questioni durante la partita, che hanno anche portato ad animate
discussioni al tavolo dove ognuno ha cercato di argomentare con potenziali
ripercussioni che una scelta avrebbe potuto scatenare. Tutti al tavolo hanno
apprezzato il gioco, al punto che a fine sessione tutti hanno cercato di
trovare una prima data possibile per la prossima sessione!
12+ • 60-80′ • giocato in 2 • tempo 60′
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| Architetti del Regno Occidentale |
Abbiamo continuato il pomeriggio ludico dividendoci in due tavoli, chi ha
intavolato
Terraforming Mars
e chi invece mi ha fatto compagnia per una partita più leggera ad
Architetti del Regno Occidentale. Non avevo mai provato il gioco in 2 ed
ammetto che l’interazione cambia parecchio da una partita con un numero di
giocatori più alto, essendo molto più ridotta. Il concetto di gioco è
quello di un piazzamento lavoratori abbastanza classico, con nemmeno
l’interazione indiretta dell’esclusività degli spazi azione tipici di
altri giochi di questo genere (Agricola
su tutti) visto che spesso le zone disponibili sono aperte a tutti, anzi
più lavoratori sono presenti in quella zona più risorse guadagni. C’è però
un twist che rende il titolo cattivo al punto giusto: potremo infatti
andare a rapire i lavoratori avversari da una o due aree e metterli sulla
propria plancia, per poi poterli incarcerare guadagnando monete.
L’utilizzo degli spazi della corporazione, con cui potremo costruire
edifici o la cattedrale, porterà al termine della partita non appena
saranno tutti occupati dai nostri lavoratori. Come detto sopra, Architetti
è un buon gestionale che fa dell’azione del rapimento e della prigione il
suo vero segno distintivo: dovrete quindi essere capaci di sopperire ad
eventuali azioni meno performanti (per via dei rapimenti dei vostri
lavoratori) per riuscire a giocare comunque al meglio.
• 14+ • 120-240′ • giocato in 2 • 150′ con spiegazione
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| Food Chain Magnate |
Complice il fatto che di questi giorni non si fa altro che parlare sui
social di FCM e della sua imminente localizzazione, abbiamo deciso (io e
il mio fido compagno di serate ludiche digitali) di intavolarlo al volo e
provarlo per la prima volta. Innanzitutto posso dire che, vista l’assenza
della componente tattile e la limitatezza nei dettagli grafici,
probabilmente Splotter Spellen e Tabletop Simulator sono davvero un’ottima
accoppiata. Detto questo, il mio spirito da squalo dell’imprenditoria ha
preso subito il sopravvento, tentando di mettere su una catena di pizza
spazzatura tutto marketing e zero amore. Sapete una cosa? Ha funzionato!
Guadagnavo come un drago (o come un Draghi…), spacciando un prodotto di
pessima qualità e influenzando le menti delle persone con la mia radio
privata, quando ad un tratto un concorrente perbenista ha cominciato a
rubarmi la clientela, con le sue pizze gourmet e le sue birre belghe
artigianali, coadiuvate da cameriere eleganti e raffinate (non come le mie
in lingerie). E niente… è andata male, ha vinto lui e io ho chiuso i
battenti, tornando a fare il lavapiatti nel ristorante cinese all’angolo.
Se cercate un gioco dove i buoni vincono sempre sui cattivi, comprate
Fiabe di Stoffa; se volete una ventata di cinismo unita a spietatezza in salsa cinghiale
d’altri tempi, cacciate 85€ e aggiudicatevi al volo questo prodotto
pazzesco.
• 60-90′ • giocato in 3 • 120′ con spiegazione
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| Last Aurora |
Gioco di corse post apocalittico e immerso tra i ghiacci, dove un gruppo
di veicoli stile Mad Max si sfideranno per raggiungere l’ultima nave
diretta a sud (l’Aurora) e quindi la salvezza. Peso medio, ibrido
euro-american, con un motore di gioco piuttosto stretto e legato
all’ottimizzazione della propria carovana, tra risorse, sopravvissuti e
punti di danno, che si contrappone ad un sistema di combattimento e di
gestione delle carte acquistabili abbastanza legati alla fortuna. Pur non
essendo esente da punti d’ombra, il risultato finale è un bel mix che
funziona e diverte e la componente di corsa è piuttosto sentita, arrivando
agli ultimi turni dove si decide l’esito spesso al rush finale. Per un
approfondimento, vi rimando all’articolo di Solo sul mio tavolo che
troverete online prossimamente…
[Ele] Space base • 2-5 giocatori • 14+ • 60′ • giocato
in 3 • tempo 60′
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| Space base |
Sono finalmente riuscita a giocare a questo family che seguivo da tempo e
che mi ha sempre incuriosita. Il meccanismo alla base è piuttosto
semplice, tutti i giocatori ad inizio partita hanno una plancia dove sono
disposte 12 carte in ordine crescente, che dovranno potenziare durante la
sfida, costruendo un motorino basato sul lancio dei dadi (valido anche per
i giocatori passivi) e sul draft di carte dal mercato, senza dimenticare
però che è in atto una corsa tra i giocatori per raggiungere per i primi i
40 PV! La nostra partita è stata molto divertente e sempre sul filo del
rasoio, c’è chi ha puntato sulle monete e chi ha affinato la rendita, ma
la parte più entusiasmante è senza dubbio la costruzione di un motore che
dia il massimo vantaggio alle migliori probabilità, con una soddisfazione
impareggiabile quando si innescano una serie di combo. Lo abbiamo trovato
talmente divertente e coinvolgente che abbiamo intavolato immediatamente
una seconda partita ! Una curiosità: nel regolamento c’è anche una sezione
dedicata al calcolo delle probabilità per il lancio dei dadi (Iaia
questo paragrafetto è proprio per te ;-))
In questa settimana nella parte video abbiamo tre disinscatolamenti
con alcune novità: timbri, nastri e “nuovi volti” che ci mettono la
faccia.
che ci apre l’accattivante scatolina di Small Samurai Empires, la
seconda della linea “Small Empires” che dopo le stelle – e prima delle rotaie
– ci porta nell’Antico Giappone con un bel giochino di maggioranze.
Sakura, che ci fa rimanere nei giardini dell’isola nipponica a muovere
pittori in cerca di ispirazione.
Totopoli
che ci apre la scatola di un nuovo gioco per i nostri nonsolograndi, edito da dV Giochi e dal titolo di
Nel Regno di Fabulantica, per giocatori dai sei anni in su.
tavolo? E poi, avete già deciso il titolo da regalare alla vostra metà ludica?
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