Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo arato e coltivato campi, abbiamo attraversato il Vecchio Continente, abbiamo difeso la Terra e abbiamo raccolto runose gemme.
Buona lettura!
Pillole
[F/\B!O P.] Dorfromantik • 1-6 giocatori • 8+ • 30-60′ • giocato in 6 alla prima partita • 60 minuti con spiegazione

Dopo oltre due anni da quella mitttica serata a tema chili con carne, il mio amico Marco rimette insieme quasi lo stesso gruppo di vecchie canaglie, ma questa volta per una fagiolata alla Bud & Terence. Mio compare è appena rientrato dalla Germania per le festività, per cui l’occasione è doppiamente ghiotta. Assente giustificato il Longhi, che nel frattempo è diventato papà e resta a casa a cullare la sua creatura. Memori della puntata precedente, i convitati sbirciano nella borsa dei giochi appena arrivo.
Collaborate per creare una bellissima mappa, piazzando le tessere e completando anche gli incarichi dei residenti (avere un’area omogenea di 4/5/6 tessere). Inoltre, dovrete provare a formare il Binario e il Ruscello più lungo possibile, senza dimenticarvi delle Bandiere (i suoi territori valgono punti solo se non hanno lati aperti). Più successo avrete in ciascuno di questi obiettivi, maggiori saranno i punti che segnerete alla fine della partita. In base ai punteggi ottenuti di volte in volte, sbloccherete nuovi componenti nascosti nelle 5 scatole, che vi offriranno incarichi aggiuntivi con cui migliorare il vostro punteggio nelle partite successive.
C’è un rilassato clima cooperativo intorno al tavolo e in effetti il gioco non è particolarmente impegnativo. È nuovo per tutti, però le regole di piazzamento sono minime (gli unici da rispettare sono le linee di ruscelli e binari, per il resto si può anche piantare una foresta in faccia a un villaggio) e basta stare un pochino attenti a non precludersi sviluppi futuri con piazzamenti avventati. Cosa che noi facciamo già durante il primo round, tuttavia da qualche parte bisogna pur imparare, no? All’inizio poi sembra che esistano solo incarichi da 6 tessere, ma siamo solamente noi sfortunati nella pesca dei segnalini incarico. Con alcuni di essi, diverse volte riusciamo a sfruttare un’unica area per soddisfarne due. La partita scorre fluida e finisce all’esaurimento delle tessere territorio. Raggiungiamo un punteggio di 115, che è da confrontare con una scala di valori: questo aspetto, tipico di tanti solitari, non ci dà molta gratificazione. In modalità campagna ci avrebbe comunque permesso di aprire la prima scatola segreta, pertanto ho la sensazione che questo titolo non sia pensato per partite indipendenti.
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[F/\B!O P.] Trans Europa • 2-6 giocatori • 8+ • 25-40′ • giocato in 4 di cui 1 alla prima partita • 70 minuti con spiegazione

I Fedrighez, com’è loro costume, lasciano presto l’allegra brigata. Giusto il tempo di assistere alla scena della sposa che stava al fiume a lavare e del gringo che l’aggredì, perché la voleva. Io ero pronto con una seconda scatola che di nuovo poteva impegnare fino a 6 giocatori, ma gira anche in 4 e direi pure meglio (meno binari sulla mappa). La localizzazione della Ravensburger include altresì gli Stati Uniti, tuttavia viene preferita la più familiare Europa.
Vince chi conquista per primo 13 punti lungo diverse manche: in ognuna di esse ciascun giocatore deve pescare 5 carte città e collegarle il più velocemente possibile, piazzando binari ed eventualmente collegandosi alle reti degli avversari per sfruttarle. Ad ogni turno è possibile piazzare fino a 2 binari sulle linee semplici oppure un binario su una linea doppia. Il primo a collegare le sue 5 città ottiene 4 punti; tutti gli altri devono contare i binari loro mancanti e ricevono punti di conseguenza.
Enrico e Marco l’hanno già provato (con me, ovviamente), quindi è nuovo soltanto per Stefano. Le regole sono così poche e semplici che questo non è affatto un problema. Qui infatti il nodo di tutto è l’interazione indiretta tra le reti dei giocatori e il giusto tempismo con cui unirsi… o lasciare che siano gli altri a compiere l’unione, facendoti risparmiare mosse. Questa partita non è diversa in questo senso e, mentre gli altri perdono tempo a piangere la loro sfortuna (Io dovevo unire Ipswich! Io ho pescato Ostrava! Io avevo San Marino!), io piazzo la mia pedina di partenza con esperienza e aspetto che siano loro a fare il lavoro nelle zone in cui intravedo delle sinergie. Mi aggiudico la prima e la seconda manche; la terza è di Enrico (che comincia a entrare in queste sottigliezze), ma segno comunque 1 punto; la quarta è di Marco (finalmente a bordo) con 2 punti per me; la quinta la chiudo io insieme alla partita. Passano gli anni e continuo a preferirlo – di gran lunga – al ben più acclamato Ticket to Ride.
[Davide-Simarillon] Invaders • 2-4 giocatori • 3+ • 10-15′ • giocato in 4 • 10 minuti

Viene a trovarmi il mio figlioccio: lui non è un gran giocatore e ci vuole qualcosa che attiri la sua attenzione. Optiamo per questo titolo della Clementoni, che deve molto all’esperienza videoludica degli anni ’80.
I giocatori sistemano razzi e astronavi nel modo che pensano migliore e, dopo questa prima fase di costruzione (in cui è richiesta anche un po’ di memoria), iniziano a scendere gli alieni verso il pianeta Terra per invaderlo. Quando lo riteniamo opportuno possiamo sparare per eliminare le astronavi dei colori indicati sulla tessera razzo, sapendo che ogni tessera riporta tre colori.
Questa seconda fase è, sicuramente, più interessante e se abbiamo saputo disporre bene le astronavi ci salveremo, altrimenti, come nel nostro caso gli alieni arriveranno sulla Terra e ci invaderanno!
Abbiamo giocato alla versione semplice del gioco, però ha diverse micro-espansioni che lo rendono davvero molto interessante. E poi l’effetto nostalgia di Space Invaders, il mio primo videogioco, si sente tutto.
Un titolo molto carino per passare una decina di minuti in famiglia, prima di assaporare qualcosa di più corposo.
[cogo71] Golems • 1-2 giocatori • 14+ • 20′ • giocato in 2 • 18 minuti

Dopo l’ennesima sconfitta a Turing Machine, convinco mia figlia a concedermi la rivincita con una partita a Golems. Devo farne la recensione e devo capire se ci sia una strategia alternativa migliore rispetto a quelle provate fino ad ora.
Golems è un gioco di carte 1vs1 di cui potrete leggere la recensione a breve. Nel frattempo vi basti sapere che il gioco di Francesco Testini ha un innovativo sistema di draft per cui i giocatori devono pescare carte di tipo Gemma, Runa o Golem da una griglia 4×3. Se la fila ha ancora tutte e 3 le carte disponibili si dovrà pagare la carta 2 gemme che lasceremo sulle carte non scelte.
Se la fila presenta solo 2 carte non pagheremo nulla, ma la gemma sulla carta che prendiamo finirà sull’ultima carta rimasta, per cui quando scegliamo l’ultima carta rimasta in una fila incasseremo le 2 gemme presenti su di essa.
Le carte così prese possono essere giocate per ottenere risorse di un certo tipo, oppure conservate come modificatori al momento del conteggio finale dei punti, oppure, nel caso delle carte Golem, possono essere giocate per evocare le immaginarie figure antropomorfe e fare i punti in base a quante carte risorsa piazzeremo sotto di esse.
I golem possono essere blu (della notte), rossi (della terra), verdi (della vita), gialli (di luce) oppure bianchi (del tempo). La differenza sta nel tipo di risorse necessarie per evocarli a eccezione di quelli bianchi che non richiedono un particolare tipo di risorse, ma ne richiedono ben 7 contro le 5 di quelli degli altri colori.
Ho voluto provare a puntare tutto proprio sui golem di luce, più costosi, ma che non dipendono dal tipo di risorse accumulate. Mia figlia invece ha puntato su quelli blu in quanto era quello il suo obiettivo segreto, mentre io ho volutamente ignorato il mio che mi chiedeva di puntare sui rossi.
Arrivare ad accumulare 7 risorse non è semplice all’inizio del gioco, ma non sono stato vincolato a fare particolari calcoli sui colori delle carte per cui ho cercato di prendere carte con più gemme per avere maggiore sprint nella seconda parte della partita.
In effetti dopo un inizio stentato sono riuscito a evocare un paio di golem uno dietro l’altro, ma mi sono reso conto che la maggiore richiesta di risorse ha accelerato la fine della partita che si innesca quando non è più possibile comporre una fila da 3 carte. Nel frattempo Elena aveva evocato ben 3 golem blu e sotto ciascuno aveva lasciato 3 carte (il massimo consentito).
Morale della favola: finiamo vicini come punteggio 20 a 18, ma anche stavolta esco sconfitto, ma forse ora ho capito quale potrebbe essere una strategia dominante… o forse no!
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana abbiamo caricato un unboxing e un gameplay.
Nel primo video F/\B!O P. ci mostra delle pedine-pinguino scendere da uno scivolo durante la descrizione dei componenti con apertura della scatola di Mein lieber Scholli, di Anna Oppolzer e Stefan Kloß, gioco da tavolo edito da Zoch Verlag.
Nel secondo video, sempre F/\B!O P. prepara e gioca per voi una partita in solitaria a Siege: Asedio, gioco da tavolo edito da Titan Boardgames, di Santiago Zanon. Fino al 6 gennaio lo potete finanziare qui su Kickstarter.
Nel podcast questa settimana si parla di animaletti… pucciosi e non!
ENIGMI E SALUTI
Ancora senza solutori l’indovinello: “costruirò a occhi chiusi quello che mi serve“.
Giocate, ripensate, risolvete e commentate. Alla prossima!
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