scritto da
Figlio di Griffin
e da tutti gli impressionanti
Grazie innanzitutto a Matte per avermi sostituito settimana scorsa e buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo giocato da Dio con carte, pensieri, mandrie e parole…
Buona lettura.
PILLOLE
[Andrea P.-White Winston] Ankh: Gods of Egypt • 2-5 giocatori • 14+ • 90’ • giocato in 4 • circa 150′ con spiegazione

Dopo una lunghissima attesa sullo scaffale, finalmente arriva sul tavolo del mio gruppo l’ultimo “dudes on a map” del celebre sodalizio Lang/CMON. Non avendo provato né Blood Rage, né Rising Sun, non posso fare paragoni… ma questo Ankh mi è piaciuto. Regolamento snello ma con scelte che generano una buona profondità, meccaniche tutto sommato molto euro e molto poco fortunose, interazione diretta ovviamente presente, nonostante sia sempre più premiante una buona strategia di gioco piuttosto che un combattimento andato bene (talvolta conviene addirittura perdere e trasformare i morti in punti). Durata non eccessiva, flusso dinamico, anche quando si è costretti a fare da spettatori ai combattimenti altrui (sempre molto brevi nella risoluzione), e buona longevità data da elementi di asimmetria prima e durante il gioco. Cosa non mi ha convinto? La fusione degli ultimi due giocatori a 2/3 della partita.
E’ esattamente come me l’avevano descritta: un’idea molto interessante per ovviare in maniera creativa all’eliminazione giocatore, che però all’atto pratico si traduce in una scarsissima possibilità di rimonta e in un possibile (ed efficace) kingmaker su chi rimane in ballo per la vittoria. Tutto il resto funziona a meraviglia e confeziona un buon gioco nel suo genere. Per il capolavoro forse gli manca un sottile strato di complessità in più… ma ancora devo trovarlo un ibrido che sia degno di tale aggettivo. Ah dimenticavo! Presenza sul tavolo sontuosa, anche solo con l’edizione retail… ma che ve lo dico a fare! Cool Mini or Not!
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[Andrea P.-White Winston] Res Arcana • 2-4 giocatori • 12+ • 30-60’ • giocato in 3 • circa 75′ con spiegazione

Che Thomas Lehmann fosse in grado di fare giochi di alto livello lo sapevamo già (Race for the Galaxy vi dice nulla???). Ma che addirittura potesse fare una simbologia chiara e una grafica accattivante… beh, questa è un’assoluta novità! Res Arcana, giocato con entrambe le sue espansioni, mi ha completamente conquistato. Secondo me ha preso il meglio di Race for the Galaxy e di Seasons e li ha mescolati sapientemente, creando in mix altamente strategico, in grado di ricoprire con stile quel ruolo spinoso di filler euro. E’ pur vero che io adoro i giochi di combo con carte, e in questo direi che la meccanica è all’estremo, con la necessità di cavare tutto il possibile da sole 8 carte scelte con un draft.
Sfida davvero affascinante! Volete un difetto? Senza espansioni secondo me perde molto in variabilità, forse troppo. Al punto che probabilmente il gioco è nato tutto insieme (nel porta risorse del base c’è già lo spazio per le perle della seconda espansione…), per dimagrire in fase di lancio sul mercato. Meglio Res Arcana o Race for the Galaxy? Boh. Meglio tutti e due, per non sbagliare.
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[Davide-Simarillon] The Mind • 2-4 giocatori • 8+ • 10-15′ • giocato in 3 e in 4 • 10 minuti circa a partita con spiegazione

Ci sono solo due aggettivi che si possono accoppiare a questo gioco, a seconda del tipo di persona che uno è: GENIALE oppure UNA CA**TA PAZZESCA (con voce fantozziana, ovviamente); non vi dirò a quale partito appartengo, ma vi racconto le partite più belle giocate sotto l’ombrellone. Il gioco consiste nel superare i livelli e, ad ogni livello i giocatori hanno il numero di carte corrispondenti al livello che si sta affrontando, i giocatori devono ordinare le carte in ordine crescente entrando in sintonia con le proprie menti.
Si parte io insieme a Lorenzo e Gianni, il papà di un amico di Letizia, ci si scalda e dopo la prima partita per ‘capire come funziona il gioco’ eccoci pronti alla partita vera. Le stelline ninja ci aiutano parecchio non so come a livello 6 riusciamo ad infilare una doppia sequenza 44 Lorenzo 45 Davide 46 Gianni 48 Lorenzo con finale 97 Gianni 99 Davide e 100 Lorenzo, che ci dice che siamo proprio entrati nel mood del gioco. A livello 10 abbiamo solo una vita e nessuna stellina, il destino è segnato e, infatti, la sconfitta arriva inesorabile dopo neanche molte carte giocate; ma la sorpresa per essere arrivati così in alto con due giocatori che non conoscevano il gioco e non si conoscevano c’è!
Seconda partita con l’altra figlia Letizia e due suoi amici, in tre non fanno la metà dei miei anni, tutti hanno finito la prima elementare (ad accezione mia, ovviamente) e per ordinare i numeri da uno a cento si fanno comunque aiutare; prima partita fallimentare al terzo livello siamo giù out, si va con la seconda partita i piccoli non riescono proprio a stare zitti e con qualche parola di troppo si arriva, comunque, al settimo livello (un buon risultato direi) … perdiamo, ma i piccoli giocatori, con mio sommo stupore, si sono divertiti come matti a mi hanno chiesto “ci giochiamo ancora, vero Davide?”
Terza partita da ricordare Lorenzo con papà e nonna materna, si parte. Si perde al secondo livello, beh dai non hai capito il gioco, nonna, e via con la seconda partita, si perde ancora al secondo livello, terza partita e stesso risultato sconfitta sempre al secondo livello … fallimento assoluto, forse tre generazioni diverse allo stesso tavolo non sono gestibili e sincronizzabili, e la nonna il suo giudizio al gioco l’ha dato; lascio a voi indovinare quale dei due è.
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[Valeria-MeepleOnTheRoad] Great Western Trail (1a edizione) • 2-4 giocatori • 12+ • 75-150′ • giocato in 2 • 120 minuti

Siamo solo e io e la Bionda a casa, il Riccio ha da fare per qualche ora e ci dà la possibilità di farci una bella partita a qualcosa di grosso. Lei mi dice che è abbastanza sveglia anche per ascoltare una spiegazione corposa e allora non mi lascio sfuggire l’occasione e tiro giù dallo scaffale IL gioco, IL capolavoro indiscusso della mia ludolibreria, ovvero quello che nella mia cerchia di amici viene simpaticamente chiamato “il gioco delle vacche”: Great Western Trail.
La Bionda mi guarda fare il setup con una certa curiosità. Anche lei frequenta l’ambiente Country come me e percepisco che sta cercando di capire quanto il tema impatti la mia passione smisurata per questo titolo. Spiegazione serrata, ma lei ascolta attenta e assimila. Ormai è diventata bravissima nei giochi da tavolo moderni – anche quelli più tosti – e non ho bisogno di seguirla in ogni mossa. Io ho fatto molte partite a questo gioco e per una volta decido di potenziare la strategia degli edifici, senza ovviamente tralasciare l’acquisto di nuovi bovini per il mio mazzo, altrimenti so che non c’è speranza.
La partita procede abbastanza equilibrata in termini di soldi, avanzamento della locomotiva sul tracciato e personale assunto, con la differenza che lei sta massimizzando i cowboy, e di conseguenza la possibilità di acquisire vacche migliori a un costo minore, mentre io metto su una bella squadra di operai costruttori e tappezzo il tabellone di tessere-edificio blu. Negli ultimi turni la Bionda accelera moltissimo il viaggio verso Kansas City, tanto che quasi mi doppia, ma non posso e non voglio permetterle di fare una consegna in più. Le sto dietro e capisco che sarò io a terminare il gioco facendo uscire il tondino segnaturni (in realtà “segna-consegne”) dal tabellone e decretando la fine. La mia amica ha un altro turno a disposizione, ma è troppo lontana dalla meta e in una mossa racimola solo qualche soldo. Arriviamo alla resa dei conti.
Per una volta non riesco proprio a prevedere chi vincerà. Man mano che compiliamo il segnapunti ci accorgiamo di aver perseguito strategie proprio diverse: io ho tre stazioni, lei una; lei ha numerose vacche viola e marroni, io tre in croce; io ho risolto quattro obiettivi, lei due. Finale: 104-101. Per me. Il tondino da due punti mi ha dato davvero la vittoria, altrimenti sarebbe finita 103-102 per lei e io mi sarei mangiata le mani. Nonostante tutto, vedo che la Bionda sorride. “È davvero il gioco più bello che hai, non lo dicevi tanto per.” Quando Great Western Trail miete nuove vittime io sono sempre contenta. E se poi sono giocatori che mi tengono testa e alzano l’asticella della partita, io sono la più felice del mondo. Alla prossima cavalcata verso ovest!
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[F/\B!O P.] Just One • 3-7 giocatori • 8+ • 20′ • giocato in 4-5-6 • 4 partite in 140 minuti

Il mio amico Marco mette insieme un gruppo di vecchie canaglie per una serata a tema chili con carne. Chiede garbatamente se deve rimanere moderato col piccante e poi ciascuno eventualmente integra nel proprio piatto. Mio compare gli intima di rimanere estremo e preparare il latte per i deboli. Io chiedo quanti sarebbero interessati a un gioco da tavolo dopo cena. Mi rispondono con frizzi, lazzi e gesti istrionici, ma io Just One lo porto lo stesso.
Si tratta di un party game molto semplice. Da un mazzetto di 13 carte il giocatore attivo ne pesca una, la mostra agli altri senza guardarla e dice un numero da 1 a 5. In questo modo indica agli altri cosa devono fargli indovinare. Ciascuno di loro scrive sul proprio cavalletto una singola parola indizio, quindi il giocatore attivo chiude gli occhi e vengono confrontati gli indizi, perché quelli doppi vanno eliminati. Infine il giocatore attivo legge i rimanenti e ha un unico tentativo per azzeccare la parola. Alla fine del mazzetto si contano quelle giuste e si confronta il numero con la tabella della bravura.
In realtà i bricconi, dopo le beffe di facciata, sono incuriositi dal gioco e mi chiedono le regole già durante la cena. In pratica cominciamo subito dopo aver tolto la tovaglia, così in fretta che nessuno fa in tempo a proporre l’ennesima visione di Trinità. “Facciamo solo una partita di prova…” “Facciamone un’altra, che possiamo fare meglio di così.” Poi arriva il Longhi in ritardo: “Be’, facciamolo provare anche a lui, dai…” Poi vanno a casa due fratelli: “Ora che siamo in 4 saremo sicuramente più performanti!” In finale ci abbiamo giocato per oltre due ore, con risultati non particolarmente esaltanti, tuttavia divertendoci parecchio. Qualcuno aveva provato a stabilire accordi sottobanco, del tipo “io scrivo sempre l’indizio più banale”, ma ho bloccato tutto sul nascere. Ci rifaremo la prossima volta, dal momento che uno yogurt altoatesino col 75% di grasso ci ha salvato dalla capsaicina ^_^
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana di nuovo tre unboxing per tre redattori.
Cominciamo col solito sorriso della Vale che ci apre la scatola di un romantico gioco simil-tetris: Dinner in Paris.
Ci sono poi io – Figlio di Griffin – che vi apro la scatola di un gioco per due, Naga Raja, con bastoncini customizzati che fanno da dadi.
Chiude l’onnipresente F/\B!O con l’apertura della scatolina de L’apprendista pittore e i tubetti di colore che presenta anche una variante collaborativa.
ENIGMI E SALUTI
Settimana scorsa nessuno ha risolto l’enigma/anagramma di Matte che vi aveva detto: viaggiando e colonizzando per il mondo mi sono perso lungo la strada fino a quando mi sono ritrovato a Cacio Nord. Voleva farvi indovinare semplicemente… (tocca sempre a voi).
Questa volta invece ci presenta una bella sfida il nostro F/\B!O P. con il turno a Just One più discusso delle sue 4 partite citate nelle pillole:
SERVIZIO – DROGATI – AERO – FERMATA – SCIISTICA
Pensate, associate e commentate.
A domenica prossima!
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