simarillon (Davide)
VerbiAMO: non si può non conoscere Erickson e il suo catalogo particolarmente focalizzato sulla formazione in ambito scolastico. Lo si può giocare a partire dei 7 anni da 1 a 21 giocatori (sono infatti ventuno i tempi verbali della lingua italiana), in partite di 10 minuti circa. Il gioco è stato pensato dall’educatrice e insegnante Matilde Lanzi ed è illustrato da Eleonora De Pieri.
Modi e tempi dei verbi non saranno più un mistero! VerbiAMO è un divertente gioco per bambini e bambine dai 7 anni che stimola l’attenzione, la concentrazione e la cooperazione allenando l’apprendimento dei verbi in modo facile e piacevole! … così ci presenta il gioco Erickson.
I Materiali
La piccola scatola quadrata contiene:
- un mazzo da ottantaquattro carte, divise in 32 carte indicativo, 16 carte congiuntivo, 8 carte condizionale, 4 carte imperativo, 8 carte tempi indefiniti;
- una tavola sinottica dei verbi;
- un poster per la classificazione delle carte (per il gioco in solitario).
Le carte sono spesse il giusto e illustrate con una logica che spiegheremo in seguito, la tavola sinottica aiuta il ripasso, per dei materiali sicuramente promossi, pur non essendo strabilianti.

Il gioco… ovvero eccovi le regole
Prima di iniziare a giocare, si dividono le carte in mazzetti con modo e tempo uguali e si scelgono allora tanti mazzetti quanti sono i giocatori. Le carte vengono quindi mescolate e distribuite in ordine casuale ai giocatori. Ogni giocatore avrà così in mano un mazzetto di quattro carte; l’obiettivo sarà quello di ricomporre il mazzo originale, scambiando di volta in volta una delle proprie carte con il giocatore alla propria destra e ricevendo, contemporaneamente, una carta dal giocatore alla propria sinistra. Il primo giocatore, che riesce a ricomporre il mazzetto con quattro carte di uguale modo e tempo, lo dichiara a voce alta (ad esempio “Indicativo presente!”) e vince una manche, mettendo le quattro carte sul tavolo. Gli altri giocatori dovranno mettere la mano sul mazzo ricreato.
Chi ha dichiarato il tempo (se corretto) farà due punti, mentre l’ultimo giocatore a mettere la mano farà un punto negativo. Si gioca un numero di manche predeterminato e chi avrà il maggior punteggio sarà di dichiarato vincitore. Alcune regole permettono di giocare VerbiAMO pure in solitario, anche se lo ritengo più un esercizio di stile che un gioco vero e proprio.

Considerazioni Personali / Impressioni
Odiati verbi è il vostro turno di entrare in gioco… eh sì, me lo concedo anche io un ‘gioco di parole’ per VerbiAMO. Quando è arrivato a casa, c’è stata una costante lotta per convincere Letizia in primis e poi i suoi amici a giocarlo. I verbi sono tutt’altro che amati, di solito, e anzi spesso c’è un mix tra timore e antipatia verso i verbi stessi. Alla fine, sono riuscito a convincerla e poi è stata lei a darmi un aiuto per convincere i suoi amici e i suoi compagni… e (quasi) sempre le prime partite con i vari gruppi di gioco hanno avuto gli stessi riscontri: divertimento, prese in giro e papà Davide che pensava a quanto poco sanno oramai i ragazzi, anche in aspetti una volta considerati fondamentali.
L’attenzione al dettaglio
Nel gioco abbiamo tutti i tempi e i modi della (difficile) grammatica italiana.
VerbiAMO ha un’attenzione al dettaglio assoluta, in perfetto stile Erickson, così ogni verbo è associato a un colore e un animale con uno specificato motivo (citando e parafrasnado):
- L’indicativo è il modo che la nostra lingua ci offre quando intendiamo descrivere la realtà, parlare di essa così come ci si presenta. Per lui abbiamo scelto la gallina, animale della realtà per eccellenza, e il verde, colore della natura;
- Il congiuntivo, invece, serve a esprimere un desiderio, un’ipotesi, un dubbio; è il modo del sogno. Per lui abbiamo scelto un animale fantastico, l’unicorno, e l’azzurro, colore dei sogni;
- Il condizionale è il modo che indica una possibilità realizzabile solo a certe condizioni. Per lui abbiamo scelto il camaleonte, che cambia colore della pelle a seconda di dove si trova, e il viola, colore della magia, che con una bacchetta magica cambia le condizioni reali;
- Imperativo è un verbo che significa comandare; il valore di questo modo è infatti quello di esprimere un comando, un ordine, il leone e il rosso rappresentano questa esigenza.
- Per i modi indefiniti, che non hanno la persona, abbiamo scelto animali e colore indefiniti come le meduse e il grigio.

Gioco o compito?
VerbiAMO è un gioco che sembra anche un compito: ci obbliga, infatti, a conoscere i tempi verbali, perché dobbiamo saper raggruppare le carte correttamente… mi è capitato spesso, durante le patite fatte per scrivere questa recensione, che bimbi, ma anche ragazzi e adulti, mi chiedessero il tempo verbale della carta che avevano in mano. Gioco quindi che ci costringe a imparare/ripassare, magari riattivando conoscenze del passato (vero, mamma, che non ti ricordavi del trapassato remoto?!). Ho notato che nelle partite non sempre la parte ludica è preponderante rispetto alla parte didattica.
Scalabilità
Uno dei suoi punti di forza è che accomoda al tavolo fino a ventun giocatori, i tempi verbali della lingua italiana. Forse giocando in ventuno il gioco diventa un pochetto lungo, ma dieci/quindici giocatori riescono a creare tempi e modi per una partita divertente e interessante. Forse si deve essere almeno in cinque per far sì che il gioco renda al meglio, altrimenti si rischia che i giocatori assemblino il proprio set di gioco tutti nello stesso turno.
Sì, ma…
Personalmente avrei fatto una carta per ogni persona del tempo verbale, lasciando quindi sei carte per ognuno dei tempi verbali. Avrebbe forse allungato un minimo i tempi di preparazione del gioco, ma avrebbe avuto due sicuri vantaggi: il primo di avere un verbo per ogni persona, il secondo di dare un pochetto di variabilità e di longevità al gioco stesso… e, per finire, si sarebbero potute introdurre le classiche difficoltà/eccezioni della grammatica italiana!
Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “se il congiuntivo potesse parlare, quante carriere condizionerebbe!“, da Maria Mollica Nardo.
Ecco, quindi in elenco le cose che Letizia ha imparato (o ripassato) giocando a VerbiAMO:
- a conoscere la grammatica italiana, in una delle sue componenti più difficili, i verbi;
- che si può giocare con una cosa difficile come i verbi;
- a conoscere un editore particolarmente attento alla didattica ludica come Erickson.
Le età giuste per giocarci
L’indicazione della scatola è 7+, direi che l’indicazione è sicuramente adeguata per iniziare a giocare, ma probabilmente bisogna alzare un po’ il target se si vuole giocare con tutti i tempi verbali, che, nella Scuola Elementare vengono insegnati completamente nella classe Quarta.

In Conclusione
VerbiAMO è un gioco, ma è, soprattutto, uno strumento didattico: forse la parte ludica è messa un po’ in secondo piano rispetto alla parte didattica, rendendo il gioco approcciabile (e divertente) nelle prime partite per poi perdere un po’ del proprio mordente. Assolutamente consigliato: un gioco da avere se vi piace giocare con i verbi (possibile?) magari all’interno di una classe della scuola elementare.
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