Con questo post concludiamo il trittico che abbiamo dedicato ai nominati per il Kinderspiel des Jahres 2020, il prestigioso premio per giochi da tavolo per bambini pubblicati in Germania (considerato tra i più importanti a livello mondiale). Purtroppo la recensione arriva un filino lunga, visto che il vincitore è stato proclamato lunedì e quindi si sa già che non è Foto Fish, tuttavia la lituana LOGIS (pronuncia: loghis) può rallegrarsi di essere balzata sotto i riflettori internazionali con un finalista e un altro suo gioco tra gli “Altamente raccomandati” (Go Slow, oggetto di un futuro articolo). Forse vi ricorderete di questo editore per il mio post di Hungry Hugo pubblicato a gennaio.
Torniamo al presente: 2-4 giocatori, età 4+, 15 minuti, ideatore Michael Kallauch, illustratori Rasa Joni e Gediminas Akelaitis. È un gioco di colpo d’occhio e riflessi pronti!
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Si ringrazia LOGIS per la copia recensore.
Ehi, bambini! Volete partecipare a un concorso molto speciale? Stiamo cercando il miglior fotografo subacqueo. Chi sarà il primo a scattare le foto migliori? Fate attenzione! Perché cercheremo solo scatti specifici.
I COMPONENTI
La scatola, di dimensioni 318×252×55mm, contiene:
- il regolamento (EN, FR, DE);
- 2 dadi in legno da 20 mm con pesci sulle facce (rosso, arancione, verde, blu, viola, vuota);
- 4 acquari a due facce in cartone (verde facile e blu difficile, ciascuno con 12×9 caselle);
- 4 pesci puzzle di differenti colori in cartone, ciascuno formato da 1 testa, 1 coda, 3 segmenti grandi da due pinne e 9 segmenti piccoli da una pinna;
- 8 fotocamere in cartone (4 grandi rosse con obiettivo 3×2 e 4 piccole gialle con obiettivo 2×2).
Si percepisce la volontà di creare un prodotto con tutti i crismi: l’editore è nel mercato nongrandi da vent’anni e si vede. A parte le illustrazioni gradevoli, l’impaginazione moderna e il cartone spesso, i dettagli che mi fanno scrivere questo sono ad esempio l’acquario sagomato e non un semplice rettangolo, i pesci incisi e colorati sulle facce del dado (al posto di una stampa/etichetta) e i pesci puzzle con più pezzi di quelli strettamente necessari, ma per un buon motivo che vi spiego nel prosieguo. Pure l’inserto poteva essere monocolore e invece è illustrato. Azzeccata l’idea delle fotocamere forate ed è probabile che vengano usate anche per fare inquadrature in giro per casa. Materiali ampiamente promossi!
Qui trovate il video di unboxing che ho girato ^_^
LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
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| Sui dadi è uscito un pesce arancione da solo |
Preparazione: scegliete se giocare con l’acquario verde (facile) o blu (difficile), con la fotocamera piccola (facile) o grande (difficile). Ogni giocatore prende uno di entrambi, infine una testa e una coda del pesce puzzle (il colore è indifferente, anche diverso).
Svolgimento: appoggiate la fotocamera sull’acquario e tirate i dadi. Come risultato avrete uno o due pesci, di colori differenti o uguali: simultaneamente spostate la vostra fotocamera sulla griglia senza inclinarla finché non inquadrate tutti e soli i pesci sui dadi (lo scatto conterrà pure acqua, ma sono vietati i bordi e l’aria sopra l’acquario). Gridate “click!” appena ci riuscite: il primo conquista un segmento grande di pesce puzzle, tutti gli altri un segmento piccolo a testa (colore indifferente). L’acquario è sagomato in modo da avere le pareti destra e sinistra che sbucano sopra il pelo dell’acqua: di round in round in questo spazio cresce il pesce puzzle e nell’istante in cui uno di essi non ci sta più la partita è finita. Vince chi ha il pesce più lungo!
Il regolamento completo lo potete trovare qui.
CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Non ne faccio mistero e l’ho già scritto più volte (qui su Dobble e qua su Vedo Doppio) quanto io sia scarso nei giochi di colpo d’occhio, ma al contempo mi divertano tantissimo. Qui rientriamo perfettamente nella serie ^_^
Tre sono i punti di forza.
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| Le sei facce dei dadi |
Bellezza dei materiali: su questo punto mi sono già speso più su, però ora che in teoria avete letto come si gioca, probabilmente avrete notato che i segmenti dei pesci puzzle potevano essere molti meno. Infatti è stata fatta la scelta di premiare sempre tutti: il più veloce con un pezzo grande e gli altri con dei pezzi piccoli. Praticamente sarebbe come dare un segmento al primo e niente agli avversari, ma dando un segmento a ciascun giocatore, ognuno ha comunque la sensazione di aver fatto qualcosa di utile, senza sprecare un round. Il clima che si instaura al tavolo è pertanto quello di essere sempre in partita, senza svilirsi quando si è lenti, perché il pesce cresce costantemente. Certo, per vincere bisognerà essere i più veloci un numero di volte maggiore degli altri, tuttavia questo semplice espediente evita efficacemente i musi lunghi.
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| L’acquario verde |
Semplicità delle regole: in sostanza tutto si riassume in “tira i dadi e inquadra quei pesci per primo”. La preparazione e la spiegazione durano 1 minuto, è comprensibile a chiunque – grande o piccolo, giocatore abituale o babbano – e solletica la voglia di mettersi subito alla prova. Assimilata rapidamente la teoria, non resta che lanciarsi nei round simultanei e frenetici lasciati intuire dal regolamento.
Divertimento delle partite: in effetti semplice non implica noioso, almeno in questo caso. Giocare tutti alla stesso tempo, senza turni, regala attimi concitati e scariche di adrenalina. Gli occhi si staccano dai dadi appena i risultati sono certi e setacciano il proprio acquario. L’interazione tra giocatori è assente, perché l’unico “ostacolo” che si può anteporre agli avversari è aggiudicarsi il segmento grande scattando la foto per primi. Per la stessa ragione il gioco scala benissimo da 2 a 4 giocatori, dato che ognuno bada al proprio tabellone. I dadi sono in comune, pertanto nessuno può accusare la sfortuna.
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| La fotocamera rettangolare si può ruotare |
Come ultima cosa sottolineo la presenza di alcuni livelli di difficoltà, che consentono al gioco di crescere con il bambino e al genitore magari di introdurre gradualmente le novità per accompagnare fianco a fianco i passi evolutivi dei nongrandi di casa. Avere due tipi di acquario e di fotocamera permette inoltre di equilibrare le partite quando età, abilità ed esperienza di gioco non sono le stesse fra tutti i giocatori. Ambra ha voluto mettersi alla prova in tutte le combinazioni possibili e si è resa conto da sola di quali siano le più difficili. La cosa ad ogni modo non l’ha scoraggiata: la modalità che chiede di più è acquario verde con fotocamera piccola, ma non disdegna ogni tanto qualche immersione nell’acquario blu con fotocamera grande. Nella variante che preferisco io ci si passa l’acquario ad ogni round, così da mitigare il fattore mnemonico.
I lati negativi che si possono individuare non sono legati al gioco in sé, ma al genere a cui appartiene. Se proprio colpo d’occhio e velocità non sono il vostro forte, allora statene alla larga, nondimeno ribadisco che è possibile essere scarsissimi e divertirsi lo stesso XD
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| Manca un solo round alla fine della partita: il pesce ormai non sta più nell’acquario! |
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Ambra (5 anni e 11 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Foto Fish:
- ad allenare i riflessi e il colpo d’occhio;
- a cercare due cose insieme, uguali o diverse, riconoscendo uno schema;
- che una buona memoria fotografica può aiutare in questi casi, man mano che passano i turni;
- che ci sono giochi in scatola anche senza turni, in cui agiscono tutti allo stesso tempo;
- a valutare le proprie capacità e a scegliere perciò delle combinazioni di livello adeguato;
- a contare oltre la quindicina, poiché i segmenti di pesce puzzle piccoli e grandi hanno rispettivamente una e due pinne, quindi il loro totale può essere utilizzato come metodo alternativo per stabilire il vincitore.
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| Acquario blu |
FINO A QUANDO CI SI PUÒ GIOCARE
Il regolamento riporta from 4 years of age e mi trova d’accordo: come avete visto sopra, non c’è nulla di complicato. Se ne Il Frutteto sul dado esce il giallo prendi la pera, qui cerchi un pesce. Chiaramente per essere competitivi non basta aver capito le regole: proprio il gioco è un modo privilegiato per acquisire nuove competenze. Come età superiore, l’interesse potrebbe venire meno verso la fine della scuola primaria, anche se devo dire che i grandi ci giocano molto volentieri con i bambini. Ecco, una partita di soli adulti magari no: per quella secondo me ci sarebbe voluta un pochina di interazione in più.
MIA MOGLIE DICE COSE
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| Monica ha 8 pinne, io 4 e Ambra 5 |
«Il gioco è carino e i materiali ben curati, anche se l’idea di fondo è molto banale: trovare i pesci seguendo le indicazioni del dado.
La prima partita l’ho fatta con Ambra e devo dire che l’ho trovata noiosetta, perché a colpo d’occhio sono molto più veloce di lei, ma poi ho giocato con alcuni adulti ed è stata tutta un’altra cosa.
È divertente e fa venire voglia di avere la rivincita.»
MIA FIGLIA DICE COSE
«Con la fotocamera bisogna inquadrare bene i quadretti della griglia. L’acquario blu è più difficile, ma quando sono brava mi dà più soddisfazione. La cosa che preferisco è quando mi merito i pezzi grossi del pesce puzzle.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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