scritto da Bernapapà
Immagino vi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di guardare il cielo, magari sdraiati su una spiaggia o su un prato o anche dal finestrino di un treno, e di notare delle nuvole con forme strane, che veniva spontaneo associare a oggetti o addirittura persone, paesaggi o qualsiasi altra cosa a cui la nostra mente fantasiosa vi ha condotto.
I MATERIALI E LE REGOLE
Nella simpatica scatolina, a forma di nuvola, troveremo 80 carte rotonde, che riportano disegni di nuvole tutti diversi, in cui si nota, oltre alla grande fantasia dell’illustratore, una certo andamento simmetrico all’interno della stessa carta, forse con lo scopo di agevolare l’immaginazione.
Per la qualità dei materiali, nulla da dire: molto bella la scatolina e ottimo lavoro di Alan D’Amico; carte sufficientemente robuste, da poter essere mescolate senza problemi.
Scopo del gioco è accumulare il maggior numero di carte.Disposti attorno a un tavolo, si interpreta a turno uno dei tre possibili ruoli: il sognatore, la vedetta oppure uno degli spettatori.
Il sognatore, individuata la carta scelta dalla vedetta, ma senza vedere le altre, dovrà cercare di farla indovinare agli spettatori, pronunciando una frase di al massimo 5 parole: dopo disporrà le carte a casaccio sul tavolo.
LE IMPRESSIONI
Il gioco rappresenta quella che considero una bella intuizione: la meccanica di fondo era già nascosta in ognuno di noi (associare forme riconoscibili alle nuvole), merito degli autori averla concretizzata e confezionata a dovere, in un gioco simpatico e accattivante.
La regola per fare punti richiama un po’ giochi tipo Dixit, dove si deve associare un tema a un’immagine, ma in questo caso si deve cercare di indovinare, per cui, alla fin fine, è abbastanza diversa.
Trattandosi di gioco di interpretazione, non si possono applicare le categorie di giudizio legate alla strategia o alla tattica.
Una volta imparate le regole e la strada migliore per fare punti, a seconda del ruolo che si ricopre in quel momento, non c’è poi molto altro da inventarsi.
I ruoli più “delicati” sono senza dubbio quelli del sognatore e della vedetta: quello della vedetta è di fatto cercare di mettere in difficoltà il sognatore, scegliendo una carta assolutamente anonima.
Il sognatore, invece, è il ruolo che necessita di più fantasia: a volte risulta molto complicato, soprattutto se la vedetta ha fato il suo dovere, anche solo trovare l’associazione nuvola-forma.
Una volta individuata la forma, anche la ricerca della frase è un aspetto interessante: è qui che bisogna fare un po’ gli equilibristi, magari facendo anche considerazioni su chi sono gli spettatori e come sono distribuiti al tavolo; dato che il ruolo di sognatore è quello in cui potenzialmente si possono fare più punti, con il rischio di non farne nessuno, è necessario giocarselo bene.
La bellezza del gioco, però, sta proprio nel fatto che è uno i quei giochi veramente aperto a tutti, anche a quelli cui solo al sentir parlare di giochi da tavolo viene l’orticaria.
Ciò non toglie che possa essere apprezzato anche dai giocatori: certo, non ci si fa serata e non dà la stessa soddisfazione di un gioco di strategia, ma stiamo parlando di un’altra tipologia di giochi e in questa linea il gioco risulta veramente simpatico.
Le 80 carte a disposizione garantiscono un’ottima longevità, non tanto per fare 10 partite di seguito, quanto più per tirarlo fuori, spesso od ogni tanto, per chiudere la serata o fare una piccola pausa fra due giochi più impegnativi.
Da proporre sicuramente a gruppi di amici diversi, anche non giocatori.
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