scritto da
FΛB!O P.
Adoro i giochi di colpo d’occhio e velocità (Dobble, Vedo doppio, Mysterix…), nonostante sia tremendamente scarso. Forse è la sfida contro i miei limiti, forse è l’enorme soddisfazione dei rari successi. Contro ogni pronostico e con mia grande sorpresa, credo di averne trovato uno in cui eccello. Cosa avrà mai di tanto speciale questo Scatti negli Abissi, conosciuto anche come Undersea Explorer o Schwarmlichter?
La svolta l’ho individuata nelle combinazioni di pesci sparsi sulle carte, da mettere insieme simultaneamente per totalizzare i valori usciti sui dadi. Afferrare rapidamente sì, ma con la mente lucida. L’ha ideato Carlo Emanuele Lanzavecchia, alias MagoCharlie qui su GSNT, pubblicato poi da HABA nel 2023. Accomoda al tavolo 2-5 giocatori di almeno 7 anni per un massimo di 15 minuti, indipendente dalla lingua.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Scandagliare gli oceani è la vostra grande passione: ecco perché siete stati selezionati per questa entusiasmante missione nelle profondità marine! L’oceano pullula di creature sconosciute, tutte da scoprire. Cosa aspettate dunque, tuffatevi e partite alla ricerca di queste affascinanti creature sottomarine.

I COMPONENTI
La scatola di Scatti negli Abissi, di dimensioni 155×155×55mm, contiene:
- il regolamento (IT, DE);
- 4 dadi standard in legno nei colori arancione, verde, blu e rosa;
- 52 carte delle profondità marine (con vari mix di calamari, meduse, granchi e rane pescatrici);
- 50 gocce d’acqua in legno (25 turchese = 1 punto negativo, 25 blu = 5 punti negativi).
I materiali sono semplici, della qualità tipica della casa editrice. I colori – cosa importantissima – sono perfettamente distinguibili sia sui dadi che sulle carte. Le illustrazioni (giusto quattro creature e la copertina, a dir la verità) sono opera di Jacqui Davis. Il regolamento è dettagliato e supportato da esempi di gioco. Debbo però rilevare che il termine squid è stato tradotto come polipo, commettendo quindi un doppio errore, zoologico e medico. L’animale corretto è il calamaro!
Ho girato anche un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Spargete tutte le carte sul tavolo con le creature visibili (possono sovrapporsi). Mettete da parte le gocce.
Svolgimento: Tirate i 4 dadi: i colori indicano le creature (arancione = calamari, verde = meduse, blu = granchi, rosa = rane pescatrici), i numeri quanti esemplari esatti raccogliere. Tutti contemporaneamente con una mano sola, frugate nelle carte centrali e prendete quelle utili a raggiungere l’insieme mostrato dai dadi, ponendole scoperte davanti a voi (non potete restituirle).
Fine immersione: gridate “Usciamo!” quando pensate di avere il set richiesto (o se nessuno prende più carte). Controllate le vostre carte: per ogni creatura in più o in meno rispetto ai dadi, 1 goccia turchese (1 punto negativo). Chi grida “Usciamo!”, ma sbaglia, prende +3 punti negativi extra. Rimettete le carte al centro, mischiatele e passate il turno di lancio. Dopo 5 immersioni, vince chi ha meno punti negativi (il pareggio è possibile).
Il regolamento completo di Scatti negli Abissi lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Scatti negli Abissi, dunque, si inserisce a ragion veduta nei titoli di colpo d’occhio e velocità. La meccanica “in più” inserita dall’autore è quella di comporre l’obiettivo del round tramite i dadi. Questo introduce due livelli di calcolo: il più basico è “quanto ho accumulato finora nei distinti colori?”, il più avanzato invece è “quanto mi manca e come posso procurarmelo in maniera ottimale con le carte rimanenti?”
La distribuzione delle carte (visibile nella foto qui sopra per la rana pescatrice rosa) non è stata fatta a caso. Per ciascuna creatura/colore esistono infatti: carta colore singolo (una copia); carta due colori 1+1 (2 copie), 1+2 (2 copie), 2+1 (2 copie); carta tre colori 1+1+1 (3 copie × 3 sottoinsiemi). Ciò implica che posso cercare con precisione le carte che mi consentono di minimizzare il numero di prese oppure verificare se la carta che mi servirebbe è già davanti a un avversario.
Certamente non sono ragionamenti che si applicano subito alla prima partita, però possono rappresentare dei traguardi per chi ci mette quel qualcosina in più. Un esempio di strategia semplice, ma che verte su questi principi, può essere il seguente: se esce il 6 sul dado blu, comincio a prendere carte che abbiamo 2 blu più una terza creatura. Dopo tre prese così il blu è sistemato e conto cosa resta da raccogliere.
Alice è straordinaria nei giochi che citavo in apertura di recensione, quasi imbattibile. È naturale che abbia avvicinato Scatti negli Abissi con l’interesse per una “variazione sul tema” da una parte e con una certa supponenza dall’altra. Si è dovuta ricredere all’istante, perché contare in fretta e avere una visione delle carte (nell’ottica che ho espresso nei paragrafi precedenti) sono cruciali per subire meno malus. Nondimeno, accetta la sfida e si misura volentieri contro di me.

L’interazione tra i giocatori è indiretta, limitata alla competizione fisica sul mucchio centrale. Si fruga insieme nelle carte sovrapposte con una mano sola, rubandosi le opportunità migliori. È una corsa a chi grida “Usciamo!” per primo (che forza la fine per tutti), nella speranza di aumentare i punti negativi per gli altri, ma rischiando una penalità extra in caso di errore. È un filler adrenalinico, ideale come caos leggero senza conflitti pesanti.
Con carte e dadi, si potrebbe pensare che la fortuna pesi tanto in Scatti negli Abissi, tuttavia è soltanto un’impressione. Infatti i dadi, che ad ogni turno dettano gli obiettivi casuali, e le carte, ammucchiate e mescolate, sono lì per tutti. Le abilità dei giocatori valgono molto di più e in misura maggiore se si introduce pure la Variante Memoria, ossia le carte prese vanno appoggiate coperte davanti a sé, senza poterle riguardare.
Noi, in realtà, non ne sentiamo la necessità, poiché la rigiocabilità è già alta per gli elementi aleatori che generano variabilità. Intendiamoci: meccanicamente si fa sempre la stessa cosa, come in Dobble d’altronde. Ad ogni modo la natura caotica, breve (pochi minuti) e ansiogena di ciascuna immersione non ci annoia mai. C’è anche da dire che i round cambiano abbastanza faccia a seconda dei valori bassi o alti usciti sui dadi: vicini all’1-1-1-1 serve più velocità, al 6-6-6-6 più conteggi.
Similmente, le partite in tanti o in pochi assumono sfumature differenti. In 2-3 si riesce ad arrivare quasi sempre a poca distanza dall’obiettivo e si verificano meno interferenze fisiche. In 4-5 la lotta per le carte è più intensa e frenetica. Accade più frequentemente che si esauriscano le carte esatte per i numeri tirati. In conclusione, sebbene lo preferisca con tutti i posti occupati, la scalabilità di Scatti negli Abissi mi convince in tutte le taglie, senza tempi morti.
Lati negativi?
Se non gradite i giochi dove c’è dell’agitazione, questo non fa per voi. Qui non esiste fare le cose con calma.
Chi è meno bravo a fare i conti sarà sicuramente penalizzato e potenzialmente frustrato.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (7 anni e 4 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Scatti negli Abissi:
- il conteggio e l’abbinamento colori/numeri delle creature tra carte e dadi;
- la motricità fine nel rimestare con una mano nel disordine simultaneo;
- la gestione del rischio nell’affrettare la risalita o nel prendersi qualche ulteriore secondo per ricontrollare;
- la memoria e la concentrazione, se utilizzate la variante.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Sulla scatola di Scatti negli Abissi è stampigliato 7+ e sono essenzialmente concorde. Alice al momento non ha ancora chance di vittoria quando giochiamo in famiglia, ma si diverte ugualmente. Tra pari invece la gara risulta equa e assolutamente abbordabile. Volendo, a chi è meno scafato si può concedere di rimettere le carte al centro, qualora avesse cambiato idea.
Ha senso proporlo tra soli adulti? Decisamente sì, diventa quasi un party game. La scatola è di per sé piccolina e, se prendete solamente mazzo e dadi, il gioco diventa persino più trasportabile. Non è adattissimo al ristorante, perché quando poi giunge il cameriere il tavolo è ingombro. Viceversa, viene portato con piacere dai nonni, i quali si mantengono reattivi e scattanti.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Gioco facile e ben pensato. Mi ha davvero stupito.
Spiegato in 30 secondi e capito immediatamente. Partita veloce e senza dubbi, così da subito.
Carte carine, ben disegnate.
Per nulla semplice. Lo sembra e invece, cavolo, trovare il numero giusto di pesci non è per niente scontato, anzi!
Si può giocare con chiunque, anche al mare con il vicino d’ombrellone tedesco!»
MIA FIGLIA DICE COSE
«Stimolante e difficile. È già una soddisfazione non arrivare ultima. Il mio animale preferito è il calamaro.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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