Scritto da
LucaCiglione
Heredity: il libro di Swan è un gioco narrativo, cooperativo a scenari con forte attenzione alle scelte morali edito nel 2025 da GateOnGames. Questo gioco creato da Jerome Cance, Laurent Kobel ed illustrato da Florian de Gesincourt, Aurelien Delauzun, Tania Sanchez-Fortun è pensato per 1-4 giocatori dai 14 anni e ha una durata di circa 120-180 minuti a scenario (con 5 scenari disponibili).
“La tranquillità della tua famiglia viene improvvisamente sconvolta dall’arrivo di un gruppo di pericolosi razziatori. Da quel momento in poi, niente sarà più come prima.In Heredity, assumi il ruolo di una famiglia che lotta per sopravvivere in un mondo devastato!“

COMPONENTI E MATERIALI
Heredity si presenta in un’elegante scatola Rettangolare di dimensioni 29 centimetri per 22 e all’interno in un inserto ben organizzato ospita:
- 1 regolamento
- 1 carta famiglia
- 12 carte personaggio
- 4 carte riassuntive
- 1 mazzo “segreti”
- 5 mazzi avventura (in totale 304 carte)
- 4 pedine dei Personaggi giocanti
- 18 basette (per le pedine dei PNG)
- 12 segnalini azione
- 29 segnalini materiale
- 33 segnalini danno
- 26 segnalini terreno
- 16 segnalini riferimento
- 24 segnalini generici
- 1 segnalino alleato
- 12 segnalini ostile
- 1 segnalino clessidra
Aprendo la scatola di Heredity ci si trova davanti a una quantità sorprendente di materiale. I protagonisti assoluti sono i mazzi di carte, corposi e numerosi, che costituiscono il cuore dell’esperienza di gioco. GateOnGames ha dimostrato grande attenzione al dettaglio: insieme alla scatola sono fornite anche le carte aggiornate per correggere alcune piccole imprecisioni di stampa della prima tiratura, così da avere subito la versione definitiva e priva di errori.
Una volta iniziata la partita, ci si accorge subito di un aspetto pratico: nella scatola avrebbe dovuto esserci anche un tavolo! Per giocare servirà, infatti, parecchio spazio. Ogni personaggio è composto da tre carte che ne rappresentano le varie parti del.corpo e alle quali legheremo carte equipaggiamento, e la mappa di gioco si espanderà progressivamente, chiedendo una superficie ampia e ben organizzato. A completare il tutto ci sono molti segnalini (token) e numerosi personaggi unici, ognuno legato a un capitolo specifico della storia.
Pur in assenza di miniature, non se ne sente affatto la mancanza: le illustrazioni sono curate, evocative e coerenti con il tono narrativo del gioco. Tutto, dai colori alle texture, è pensato per essere al servizio della storia e far immergere il giocatore nel mondo post-apocalittico di Heredity.
In sintesi, materiali solidi e coerenti, al servizio dell’esperienza più che dell’estetica fine a sé stessa.

COME SI GIOCA
Il regolamento di Heredity è corposo e piuttosto dettagliato, ma la cosa sorprendente è che il gioco è molto più semplice da giocare che da spiegare. Una volta compreso il funzionamento di base, tutto scorre in modo naturale e coerente con la narrazione.
I protagonisti sono una famiglia che cerca di sopravvivere in un mondo ostile, e il tempo scorre attraverso una linea di carte: una fila che rappresenta gli eventi. Su questa linea si muove una clessidra, che scandisce il passare del tempo e l’avanzare della storia. Quando la clessidra raggiunge determinate carte, gli eventi si attivano, a volte immediatamente, altre volte con una tensione crescente (“senti un rumore, aggiungi un segnalino…”) fino al momento in cui la carta si gira e rivela ciò che stava per accadere.
I personaggi
Le azioni dei personaggi sono il cuore del gioco. Ogni membro della famiglia è rappresentato da tre carte, che mostrano le parti del corpo utilizzabili (occhi piedi, mani, bocca) che corrispondono ciascuna a un diverso tipo di azione: Piedi → muoversi, Mani → raccogliere o usare oggetti; Bocca → parlare, Occhi → osservare; più avanti, potremo raccogliere oggetti con le loro mosse e azioni particolari (es. Fucile→ Sparare).
Ogni personaggio può generalmente compiere tre azioni per turno, nell’ordine che si preferisce, e i giocatori possono alternarsi liberamente. Le regole seguono un principio di logica narrativa più che di rigidità meccanica: se due personaggi si trovano nello stesso spazio, possono scambiarsi oggetti; se la stanza è troppo piccola, semplicemente non ci stanno entrambi. Tutto ha senso, e questo rafforza l’immersione.
Quando la clessidra avanza e raggiunge una nuova carta, gli eventi cambiano il ritmo della storia: a volte emergono nuovi luoghi, altre volte nuovi pericoli o nemici. Nella prima avventura, ad esempio, la famiglia è assediata nella propria casa da dei banditi e dovrà trovare un modo per fuggire, cercando oggetti, trappole o vie di fuga.
Le Battaglie e il Sistema di Gioco
Le battaglie sono rapide e quasi sempre determinate: si confrontano i danni inflitti dai personaggi con i punti vita del nemico (e viceversa), ma con un pizzico di incertezza dato dal mazzo Karma, che può modificare il risultato (ad esempio + o – danni o, talvolta, nessun effetto). I nostri personaggi possono incassare diversi colpi che ne limitano la possibilità di azione perché vanno a occupare gli slot azione, fino a farci girare le carte mostrandoci feriti. Possiamo anche morire se incapaci di subire ulteriori colpi.
È un sistema che aggiunge la giusta dose di tensione e sorpresa, senza mai trasformarsi in caos incontrollabile. Si rischia, ma consapevolmente.
Nel complesso, il sistema di gioco di Heredity è coerente, immersivo e sorprendentemente intuitivo: una volta apprese le regole di base, tutto il resto diventa puro racconto ed esperienza.


OPINIONI e DINAMICHE
Heredity è un gioco narrativo davvero, davvero ben fatto. Tutte le meccaniche, anche quelle di combattimento, sono pienamente al servizio della storia, mai fini a sé stesse. Ciò che dà gusto al giocare non è tanto vincere o ottimizzare, ma scoprire cosa succede, lasciarsi portare dal flusso della narrazione.
Il senso di esplorazione è uno degli elementi più riusciti: ricorda in parte le vecchie avventure punta e clicca, con quella curiosità continua di capire cosa c’è dietro la prossima porta o quale segreto nasconda una carta appena girata. Quando la mappa si espande davanti ai giocatori, nasce un dilemma molto bello: restare uniti, esplorando meno ma rimanendo al sicuro, oppure dividersi per vedere di più, rischiando però di non riuscire a gestire tutto in tempo.
Il tempo è infatti la risorsa più preziosa e spietata del gioco. Si percepisce in modo palpabile: ogni turno perso, ogni esitazione pesa, e quando si riesce finalmente a completare un obiettivo ci si accorge di avercela fatta “per un soffio”.
Personaggi e Conseguenze Morali
Anche i personaggi sono ben scritti e dotati di spessore. Non solo i membri della famiglia, ma anche i personaggi non giocanti (PNG) risultano credibili, con motivazioni e sfumature proprie. Nessuno è lì per caso, e questo rafforza l’impatto emotivo del racconto.



Un aspetto molto interessante è la gestione del mazzo Karma, che rappresenta le conseguenze morali delle nostre scelte. Le carte che lo compongono si modificano nel corso della campagna in base a ciò che facciamo: aiutare, ferire, sacrificare o scegliere la via della violenza.Durante la prima campagna è quasi inevitabile scivolare in una spirale di scontri e sopravvivenza, ma il gioco lascia sempre spazio a un approccio più compassionevole, più “umano”. E proprio questa possibilità rende Heredity rigiocabile e profondamente significativo: una seconda run, affrontata con la consapevolezza di ciò che si può evitare, diventa una sorta di ricerca morale, una sfida interiore oltre che ludica.
Per farla breve, Heredity è un titolo che si vive più di quanto si giochi. È tensione, scoperta, scelte difficili e conseguenze da accettare. E soprattutto, è un racconto familiare che parla di sopravvivenza, empatia e trasformazione.

IN QUANTI CI GIOCO
Heredity presenta quattro personaggi principali, e la configurazione più coerente con l’impianto narrativo sarebbe quindi quella a quattro giocatori, ciascuno con il proprio ruolo e completa immedesimazione nel proprio personaggio.
Tuttavia, nella pratica, questo assetto può talvolta risultare limitante, soprattutto nel primo scenario: chi gioca per ultimo potrebbe trovarsi con poche opzioni realmente significative e sentirsi un po’ trascinato dal flusso degli eventi.
Per questo motivo, una configurazione a due giocatori,con due personaggi ciascuno, risulta a mio parere sorprendentemente efficace, perché garantisce maggiore libertà di scelta, partecipazione attiva e un coinvolgimento più pieno nella storia.
Detto questo, va sottolineato che Heredity resta un gioco piacevole e coinvolgente in qualsiasi configurazione: si tratta più di una sfumatura di esperienza che di un limite vero e proprio.

LE ETÀ PER GIOCARCI
Heredity è un titolo pensato per un pubblico 14+, e la scelta è pienamente comprensibile: la storia si muove in un mondo post-apocalittico e affronta tematiche mature, tra cui violenza, disagio e tensioni psicologiche, pur senza mai scadere nello splatter.
Detto questo, la componente narrativa è sempre gestita con misura, e non mancano momenti emotivi intensi che rendono l’esperienza più profonda che scioccante. Dal punto di vista delle meccaniche, invece, il gioco è sorprendentemente accessibile: tutto ruota attorno alle scelte e alle conseguenze, senza regole complesse o barriere tecniche.
Nel complesso, l’età consigliata di 14 anni è coerente, anche se un dodicenne abituato a contenuti digitali più crudi o narrativamente impegnativi potrebbe tranquillamente apprezzarlo. Heredity resta comunque un titolo da affrontare con consapevolezza.


CONCLUSIONI
Per me, che amo i giochi narrativi, Heredity è senza dubbio l’uscita dell’anno. Non sono stato minimamente deluso: le circa tre ore che richiede ogni scenario scorrono intense, dense di emozione e curiosità, con quel senso di scoperta continua che solo pochi titoli riescono a trasmettere.
È un gioco che ci presenta in racconto che si apre a diverse scelte, e in cui ogni decisione pesa davvero. Certo, qua e là emergono alcune ingenuità stilistiche, come il padre che, dopo ogni scontro, si ripete con aria colpevole “non volevamo che succedesse questo”. Ma sono piccoli dettagli che finiscono quasi per diventare parte del suo fascino. Perché Heredity riesce, nonostante tutto, a creare un mondo coerente, mutevole e pieno di sfumature, dove ogni tessera, ogni carta, ogni azione contribuisce a costruire qualcosa di vivo.
La forza di Heredity sta nella sua capacità di unire emozione, libertà e coerenza narrativa: un equilibrio raro, che rende ogni partita e ogni decisione significativa. Non è un titolo per chi ama la competizione a tutti i costi od il punteggio più alto: è per chi vuole sentirsi dentro una storia, fare scelte difficili e vederne le conseguenze.
Ringraziamo GateOnGames per la copia Review.
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