[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Cosmic Frog, Intarsia e altri 3! (+ indovinello)

Buona domenica a tutti!

Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo lavorato legno in diversi colori, abbiamo realizzato diversi quartieri, abbiamo raccolto e utilizzato diversi funghi, abbiamo fatto diversi salti cosmici e abbiamo letto e comprato diversi libri.

Buona lettura!

Pillole

[Antonio-Figlio di Griffin] Intarsia • 2-4 giocatori • 10+ • 40-60′ • giocato in 3 • 45′ compresa veloce rilettura delle fasi di gioco

Ieri sera Intarsia

Dopo essermelo fatto regalare per il mio compleanno a Luglio, non vedevo l’ora di reintavolarlo dopo averci fatto una sola partita in associazione.

Porto quindi la mia adorata copia a casa di Tore per fare la mia (attesa) seconda partita a questo puzzle-game di azulaiana estrazione (vedi gli autori).

Cominciamo a intarsiare e, caso strano e fortuito, tutti e tre puntiamo a prendere cornici di colore diverse ai primi piazzamenti.

Questa cosa ci permette di beneficiare di bonus di colori diversi, e io in particolare spingo su quelli di colore arancione, cosa che tengo in considerazione nella scelta delle carte da tenere per il secondo round.

Questa scelta mi permette di essere quasi sempre in vantaggio grazie ai “bonus arancioni” che riesco a prendere durante tutto il secondo round.

Questo vantaggio me lo porto fino al conteggio finale dove riesco anche ad essere il più bilanciato tra disegni parziali e disegni completi, strappando la vittoria con 3-4 punti in più rispetto a Tore e 8-9 in più rispetto ad Antonello.

Confermo, anche solo con due partite alle spalle, che questo titolo mi piace tantissimo e che lo trovo anche più bello e completo rispetto agli altri titoli degli stessi autori.

Oltre ad essere un titolo solido e appagante è anche un titolo molto lineare e veloce da intavolare e questo lo rende un buonissimo must-have per la biblioteca di giocatori, anche occasionali.

Intarsiare per credere!

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[F/\B!O P.] Happy City • 2-5 giocatori • 10+ • 20-30′ • giocato in 4 di cui 3 alla prima partita • 50 minuti con spiegazione

Ieri sera Happy City

Questi ultimi scampoli di vacanze estive vanno spremuti al massimo per condividere momenti indimenticabili con la nostra rete amicale. Eccoci allora, su invito di Emma e della sua famiglia, a visitare insieme il Parco Archeologico Didattico del Livelet. Oltre ad un tratto di cammino scolastico comune, le ragazze nutrono la stessa passione per i giochi da tavolo: infatti nello zaino del pranzo al sacco c’è una colorata e portabilissima scatola…

All’inizio del round, ricevete monete pari ai simboli di reddito nella parte inferiore delle vostre carte. Quindi, nell’ordine di turno: scartate facoltativamente 1 degli edifici nel mercato; rivelate fino a 3 carte da uno qualsiasi dei tre mazzi di edifici e aggiungetele al mercato; acquistate una carta dal mercato o prendete 1 moneta dalla banca. Se la vostra città soddisfa le condizioni per un bonus, potete richiederlo. Quando qualcuno aggiunge la decima carta alla propria città, la partita finisce e ognuno moltiplica sulle proprie carte il numero di cittadini per il numero di cuori: sommate ai bonus e chi ottiene il risultato più alto vince.

Il gioco è consigliato dai 10 anni, ma Alice non si tira indietro, nonostante debba ancora compierne 7. Emma è l’unica che lo conosce già e si vede dalla rapidità dei suoi turni. Adocchiamo tutti carte bonus differenti, perciò su questo aspetto non ci pesteremo troppo i piedi. Alice, a prescindere dai requisiti, vuole assolutamente la stalla per gli unicorni. Io guardo invece le richieste e cosa mi fornisce in cambio.

Il mercato è diviso su tre fasce di prezzo, a cui corrisponde una numerosità di icone crescente: cittadini, cuoricini, soldini. Senza pensarci troppo acquisto o edifici economici dei colori che mi servono per il bonus oppure carte per creare un motorino di rendita a inizio round. Emma preferisce saltare alcuni turni di acquisto per accumulare più soldi nell’ottica di carte migliori. Le mie bimbe un po’ la copiano e un po’ improvvisano.

Una conseguenza della mia strategia è che sono il primo ad arrivare a 10 carte, attivando il finale. Purtroppo la regola era stata spiegata male e le altre proseguono fino alla loro decima carta, con il risultato di lasciarmi molto indietro. Non c’è problema: Emma è felice della vittoria e le mie bimbelle hanno segnato il medesimo punteggio davvero alto. Niente di particolarmente nuovo sotto il sole (vedi Machi Koro), tuttavia ha un suo senso come introduttivo ai titoli con motore produttivo e contratti. L’interazione è bassa, il clima disteso e le illustrazioni gradevoli: un filler per tutti.

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[F/\B!O P.] Mycelia • 1-4 giocatori • 9+ • 45′ • giocato in 4 di cui 2 alla prima partita • 60 minuti con spiegazione

Ieri sera Mycelia

Nel giro delle famiglie affidatarie, abbiamo incrociato molti vissuti, anche parecchio diversi dal nostro. Ad ogni modo, con un nucleo in particolare in breve tempo ci siamo trovati in sintonia, sia tra grandi che tra piccoli. Indovinate un po’ qual è l’interesse comune che ha fatto da ponte e reso tutto più naturale? Quindi, se a metà pomeriggio arriva un messaggio tipo “Stasera improvvisiamo pizza e partita?”, la risposta non può che essere scontata ^_^

Ogni plancia presenta la stessa disposizione prestabilita di gemme, che devono essere spostate verso l’uscita. Durante il turno, dovete giocare tutte e tre le carte della mano. Questo comporta il movimento delle gemme o l’ottenimento di valuta. Potete acquistare dal mercato carte più potenti di quelle base con cui tutti partono. Una volta che un certo numero di gemme rimosse è stato collettivamente raccolto in un marchingegno, lo si ruota in modo da far rotolare un dado e si aggiungono 1-2 gemme dove indicato. Chi svuota per primo la plancia vince.

Ale e Dario lo vedono per la prima volta dopo cena, tuttavia la cultura ludica coltivata negli anni permette loro di essere subito in partita. Il flusso di gioco è veramente semplice, da introduttivo per famiglie al deck-building, pertanto la concentrazione va tutta dedicata al mercato, riflettendo su cosa offre, come evolve lo schema della gemme sulla plancia e cosa concedere gli avversari (alcune carte offrono un piccolo bonus pure agli altri).

Senza bisogno di dare dritte strategiche, tutti hanno colto che le azioni che eliminano le gemme da dove si trovano sono più performanti di quelle di spostamento. Altro aspetto che viene tenuto ben presente è dove finiscono le carte acquistate: non sugli scarti, in attesa di una mescolata, ma direttamente in cima al mazzo da pesca, pronte per il prossimo turno.

Il confronto è davvero serrato e, quando Dario chiude la gara, nell’arco di uno o due round ci saremmo arrivati tutti. I componenti sono stupendi (sebbene il catafalco in cartone sia sostanzialmente superfluo), la grafica splendida e il gameplay semplice e molto rilassante. La prossima volta buttiamo dentro l’espansione inclusa per il gioco avanzato e pizza alla diavola per tutti!

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[Andrea-cogo71] Cosmic Frog • 2-6 giocatori • 13+ • 45-90′ • giocato in 5 di cui 3 alla prima partita • 120 minuti con spiegazione

Ieri sera Cosmic Frog

Cosmic Frog è un gioco dall’ambientazione estremamente particolare: ogni giocatore controlla una “rana” alta 3,21869 Km (se non ho sbagliato l’equivalenza), immortale e invulnerabile, che deve raccogliere terreno dai frammenti di Aeth, un mondo ormai distrutto, alla deriva nello spazio. Questi frammenti, di forma esagonale, rappresentano i differenti habitat: oceani, paludi, pianure, foreste, deserti, ecc. Li immagazzinano nel loro enorme esofago e, quando è sufficientemente pieno, possono scaricarlo nella propria cassaforte inter-dimensionale, ovvero il loro stomaco.

Nel corso della partita, potete concentrarvi sul raccogliere i frammenti che vi sembrano più remunerativi, oppure potete attaccare le altre rane e cercare di prendere le terre direttamente dalle loro bocche. Potete anche saccheggiare lo stomaco di un’altra rana, se è stata sbalzata nella Dimensione Esterna. La partita termina quando non ci sono più terreni (esagoni) da raccogliere o quando viene svelata la sesta tessera che contiene uno squarcio spazio-temporale: a quel punto si contano i punti in base ai terreni raccolti e alla loro disposizione strategica (allineamenti e diversità) nello stomaco.

Al di là dell’ambientazione davvero originale, che è valsa a questo titolo ben 3 nomine ai Golden Geek Awards nel 2020, ci sono un altro paio di cose degne di nota: il turno dei giocatori è scandito da un mazzo di carte in cui ce ne sono 6 per ciascun colore (quindi 6 turni a testa). Vengono mescolate all’inizio di ogni round: questo dà vita ad alternanze pazzesche. Infatti potrebbero capitarvi turni consecutivi come pure diversi minuti da spettatore. Il secondo aspetto particolare riguarda il fatto che ogni rana ha caratteristiche e abilità asimmetriche che cambiano durante il gioco.

All’inizio della nostra partita Lorenzo e Martina, conoscendolo già, sono partiti decisi all’attacco. Fabio ha puntato subito sulla creazione di un “hamburger” (impilando 3 esagoni in una sequenza ben precisa, ad ogni turno si ottiene un’azione in più) fatto di deserti e savane, mentre Luca ha cercato di mantenere un profilo basso, puntando a “ingozzare” la sua rana con tanti frammenti. Io sono andato “a sentimento” e come al solito non avevo capito come andava costruito l’hamburger: il mio primo turno è stato sub-ottimale. Un po’ per bravura e un po’ per cavalleria, Martina comincia a riempire in maniera importante il proprio stomaco-caveau e sembrerebbe essere in vantaggio. Fabio scopre che avere 2 hamburger identici non consente di duplicare il bonus, mentre Luca, che ha capito come “smontare” il gioco, sfrutta al meglio i poteri della sua rana.

Lorenzo decide che non è il caso di lasciare Martina indisturbata ed è il primo a lanciare i dadi per tentare di rubarle dei frammenti. Io intanto continuo a fare “cose a caso”. Superati i convenevoli, dal terzo turno cominciamo a farci la guerra uno contro l’altro a suon di dadi, per rubarci i frammenti che potrebbero fruttarci più punti alla fine. Dopo un paio di battaglie in cui lancio degli 0, la fortuna decide di sorridermi: rintuzzo gli attacchi altrui e anzi vinco anche un paio di battaglie. Luca ingaggia una vera e propria guerra con Lorenzo a cui ruba quasi tutto l’intero bottino, lasciando il suo stomaco desolatamente vuoto.

Alla fine la classifica vede proprio Luca trionfare grazie al chimo della rana avversaria con 50 punti (presto pubblicherà il relativo video mukbang); a me il pot-pourri di terreni di diverso tipo che ho ne fa segnare 41, superando sul filo di lana Martina che ne ha 35. Fabio si ferma a 26, mentre Lorenzo rimane a bocca asciutta (nel vero senso della parola) con solo 2 punti. Gioco strano, ibrido con qualche idea brillante, ma che alla fine è durato un po’ troppo per quello che restituisce. Mi sono divertito, soprattutto per l’ottima compagnia e la mia pancia piena (grazie davvero Martina), però non so se rifarei un’altra partita.

[Lorenzo-LarryG] American Bookshop • 3-5 giocatori • 8+ • 30-50′ • giocato in 4 alla prima partita • 45 minuti con spiegazione

Ieri sera American Bookshop

Sipario aperto su una serata di fine agosto. Quattro figure già note al pubblico (F/\B!O P., cogo71, LarryG e la padrona di casa Martina) riprendono posto intorno al tavolo, mentre LucaCiglione ha già salutato con un elegante inchino ed è uscito di scena per altri impegni. La memoria corre subito all’atto precedente di qualche tempo fa, quello di Rebel Princess, ma oggi una commedia diversa: American Bookshop.

Il gioco sembra un trick-taking classico, però gira su un’idea diversa. Devi seguire il seme quando puoi e ogni volta che qualcuno cala una carta numerata, il valore si aggiunge al totale della mano. Chi eguaglia o supera il limite del punteggio prestabilito all’inizio si aggiudica subito l’intera presa.

Ci metto un po’ a trovare la mia strategia (sarà stata l’ora tarda): solo dal secondo turno comincio a calcolare i rischi e a decidere su quale seme puntare per la maggioranza. F/\B!O P. e cogo71 si muovono con cautela e astuzia, mentre Martina non si fa scrupoli e cala carte per accaparrarsi più prese.

In quattro il limite punteggio di presa è 16 e non è raro che il giro finisca lasciando qualcuno con le carte ancora in mano. Quelle vinte si raggruppano per seme e alla fine puoi decidere se buttare dentro anche le rimanenti prima del conteggio.

Il punteggio è tutto sulle maggioranze dove per ogni seme in cui hai strettamente il maggior numero di carte prendi +1 a carta, se non sei primo (o c’è pari merito) quelle stesse carte valgono -1. Regole semplici.

Le prime mani sono un po’ caotiche e qualcuno si è lasciato sorprendere dalla velocità del gioco. Chiudo il mio atto con 19 punti, F/\B!O P. e cogo71 si spartiscono applausi e secondo posto a 9, e Martina… ah, Martina, attraversa il palco come un eroe letterario e svanisce dietro il sipario con un teatrale punteggio negativo.

Filler promosso, scena chiusa. Gioco intelligente, compatto e perfetto per chiudere la serata.


CONTENUTI AUDIO E VIDEO

Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana F/\B!O si trova ancora a disinscatolare.

Nel video descrizione dei componenti con apertura della scatola di Burg Appenzell, di Jens-Peter Schliemann e Bernhard Weber, gioco da tavolo edito da Zoch Verlag.

La sezione podcast ancora (per poco) in ferie…

ENIGMI E SALUTI

Finalmente c’è stato un risolutore – L0G1 – a svelare Fiabe di Stoffa dietro all’indovinello “sogniamo e giochiamo da grandi” delle scorse settimane.

Questa settimana altro indovinello: c’è un solo elemento ad aiutare in più lavori…

Giocate, pensate sempre bene e rispondete con tanti commenti! Alla prossima settimanadomenica ludica!

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