scritto da
FΛB!O P.
Vi dice qualcosa il nome Burg Appenzell? Lo potremmo tradurre letteralmente come Il castello di Appenzello (un distretto svizzero), ma in italiano è stato localizzato come Borgo Parmigiano. Già meglio, tuttavia non ancora perfettamente a fuoco? Basti sapere che questo titolo ha fatto la storia dei giochi da tavolo per bambini, esordendo nel 2007 al 2° posto della classifica dedicata su BGG, rimanendo in top10 per una dozzina d’anni e attualmente 26° (la stessa piazzola che nella classifica generale al momento è occupata da Concordia, per dire).
Come mai ne riparlo oggi? Perché dopo 19 anni di onorata carriera, con tanto di premi e riconoscimenti, a dicembre Zoch Verlag (l’editore originario) lo ritirerà dal suo catalogo. Allora accompagniamo nelle sue stanze gli affamati topolini in cerca di formaggio: esplorazione, memoria, punti azione, tessere che scivolano e trappole che si aprono sono soltanto alcuni degli ingredienti a cui deve la sua fama. La scatola, che funge da tabellone stratificato, riporta i nomi di Bernhard Weber e Jens-Peter Schliemann come autori, mentre i dettagli tecnici sono: 2-4 giocatori, dai 6 anni, durata 30 minuti, indipendente dalla lingua.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Monsieur de Montforte non vive più nel suo castello. Quando ha lasciato la proprietà, il famoso buongustaio ha lasciato una collezione dei migliori formaggi del mondo. Con il passare degli anni, il formaggio è invecchiato, ma anche il castello. Ora i topi che cercano tesori di formaggio nel castello devono stare attenti a non cadere nei buchi che si sono aperti nei pavimenti con l’invecchiamento dell’edificio, rendendo il castello una delle più grandi trappole per topi sotto il cielo stellato.

I COMPONENTI
La scatola di Burg Appenzell, di dimensioni 300×300×70mm, contiene:
- il regolamento (DE, EN, FR);
- un inserto in plastica (il sotterraneo) con 33 voragini, distribuite in 3 righe e 3 colonne che si incrociano;
- 34 tessere pavimento in cartone per coprire le voragini, 21 con formaggio (3 per tipo), 10 senza e 3 con un buco (trappole);
- una griglia in cartone semi-perforata (7×7 senza angoli) con i soliti 33 fori in corrispondenza delle voragini;
- 18 tessere tetto in cartone (2 di rame verde 2×2, 5 di paglia gialla 3×1, 11 di tegole rosse 2×1);
- 28 tesserine formaggio in cartone (4 per tipo);
- 4 bastioni pieghevoli in cartone;
- 16 pedine topo in 4 colori (rosso, giallo, verde, blu);
- un vassoio in plastica che aiuta nelle fasi di preparazione e riposizione.
Una parte del merito per essere popolare da così tanto tempo la deve ai suoi materiali. Tolto il coperchio, in partita viene usato tutto il resto, a partire dal fondo della scatola, che è decorato come le mura del castello. Le illustrazioni sono di Victor Boden, simpaticissime e ricche di dettagli formaggiosi. I bastioni elevano la tridimensionalità e i tre strati di tabellone (pavimenti/griglia/tetti) completano l’edificio. Forse avrete fatto caso che ci sono 34 tessere per 33 voragini: quella in più si usa per spingere una delle righe/colonne e il tutto scorre senza intoppi.
Le istruzioni, non particolarmente difficili, occupano 4 pagine e sono organizzate in maniera esemplare. L’assemblaggio (che a prima vista può risultare un po’ complicato) è descritto e raffigurato molto chiaramente. Seguono le regole vere e proprie, costellate da svariati topini, che puntualizzano, danno consigli e chiariscono le incertezze. Alla fine si trovano pure i suggerimenti per mettere via il gioco, una delle poche critiche che vengono mosse a Burg Appenzell, ma che non mi è parsa così tragica. Componenti promossi a pieni voti!
Ho girato anche un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Disponete casualmente 33 delle 34 tessere pavimento in modo da coprire le voragini. Appoggiate la griglia semi-perforata sopra di esse e le tessere tetto in cima a tutto, secondo le linee colorate che indicano le stanze delle tre forme (verdi 2×2, gialle 3×1, rosse 2×1). L’ultima tessera pavimento resta a portata di mano. Infine collocate uno dei vostri topi in un bastione libero.
Svolgimento: Ad ogni turno ricevete 4 punti azione, utilizzabili per eseguire qualsiasi combinazione delle seguenti azioni:
- togliere una tessera tetto adiacente (ortogonalmente o diagonalmente) a uno dei propri topi, esponendo la griglia e le tessere pavimento;
- collocare un nuovo topo in un bastione libero;
- spostare ortogonalmente un proprio topo di un passo su uno spazio libero esposto (senza tetto);
- inserire la tessera pavimento avanzata in una delle fessure sul bordo del tabellone, facendo così scorrere tutta la fila di una posizione e spingendo l’ultima tessera fuori dal lato opposto. I fori della griglia impediscono ai topi di muoversi, ma se cadono nelle voragini sono eliminati. Questa azione può essere svolta solo una volta per turno.
Dopo che avete utilizzato tutti i punti azione, le stanze senza topi vengono ricoperte e tocca al giocatore successivo. Ogni volta che si hanno topi del proprio colore contemporaneamente su due tessere pavimento che mostrano lo stesso formaggio, ottenete la tesserina formaggio corrispondente. Il primo che ne raccoglie 4 distinte vince. La partita finisce anche se un giocatore rimane con un singolo topo, nel qual caso il vincitore è l’avversario che possiede più formaggi diversi.
Il regolamento completo di Burg Appenzell lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Se una parte del merito va ai materiali, l’altra va senz’altro alle meccaniche, solide e divertenti. Nessuna, presa di per sé, è innovativa, nemmeno nel 2007, tuttavia è l’amalgama che lo rende originale. Incrociate una gara mnemonica con una sfida strategica protesi verso un obiettivo semplice e allegro, il tutto supportato da una strepitosa presenza sul tavolo: otterrete un cavallo di razza… o un formaggio da premiazione ^_^
Su quali basi poggia Burg Appenzell? Come nel memory, serve una coppia di immagini identiche per segnare un punto: non è il giocatore a scoprirle direttamente, bensì i topi scoperchiando i tetti e recandovisi sopra. Gli spazi fissi (vuoti, ma sicuri) le tessere pavimento che scivolano, il modo di inserirne una da un lato e recuperarne un’altra da quello opposto ricordano ovviamente Labirinto. Infine aprire una voragine per far sprofondare una pedina mi fa pensare a Trabocchetto. Confezionate il tutto con un sistema di punti azione finalizzato alla collezione di set e avrete un gioco per bambini in cui non dovrete abbassare la guardia.

Di fatto può essere un ottimo trampolino di lancio per i nongrandi che stanno iniziando a superare i classici giochi di movimento basati sul dado, che però non sono ancora pronti per i grandi strategici. Questo titolo introduce in modo accessibile concetti come la pianificazione delle mosse, la gestione dei punti azione, il gioco difensivo e persino qualche piccola cattiveria per intrappolare i topolini avversari. I PA sono comunque 4, ma l’ordine cambia molto, eccome. E, proprio come nei giochi più complessi, i punti per fare tutto ciò che si vorrebbe sembrano sempre insufficienti…
Cos’è di Burg Appenzell che conquista i bambini? Hanno finalmente la possibilità di scegliere. Non è più una lancetta fatta girare, la vecchia di spade pescata dal mazzo o un 6 sul dado a dir loro cosa fare. Devono sì ricordare dove si trova il formaggio quando calano i tetti, tuttavia c’è soprattutto una saporita componente di strategia: possono avvicinare a sé le tessere pavimento col formaggio o allontanarle dagli altri o cercare di intrappolare i roditori concorrenti aprendo una voragine sotto le loro zampette.

Alice è una professionista in tale pratica. Puoi blandirla, supplicarla, contrattare: è tutto inutile. Se hai lasciato sconsideratamente un topolino adiacente a un foro, ci finirà dentro. Non importa nemmeno se le converrebbe fare altro. All’inizio la aiutavamo a contare correttamente le azioni, perché specialmente i movimenti lunghi li considerava uno unico, quando in realtà ogni passo di uno spazio consuma un punto.
Burg Appenzell è uno di quei giochi che sfruttano in modo geniale la scatola come parte integrante del gameplay, proprio come Niagara, Quicky Quack, Spinderella o Die verdrehte Spuknacht. Ho letto e sentito molte lamentele sui tempi di preparazione e riposizione, però la cosa non mi tornava, così mi sono cronometrato: circa 2 minuti di setup. Forse uso qualche pratica poco ortodossa, ma non mi pare: con sei passate tiro giù tutti i pavimenti, capovolgo il fondo per far uscire topini e formaggini, ripiazzo casualmente i pavimenti e infine appoggio sopra griglia e tetti, già pronti nel loro vassoio nero. Metto via sostanzialmente procedendo al contrario. Stop.

Questo inevitabile rimescolio genera nel castello pavimenti sempre diversi tra una partita e l’altra. Se vi è venuto il sospetto che la preparazione a cielo aperto consenta di memorizzare le posizioni dei formaggi, vi ricordo che sono 21: un tantino troppi. Se volete togliervi qualsiasi dubbio, appena prima di cominciare potete coinvolgere tutti i giocatori nell’inserimento a turno della tessera pavimento avanzata. La rigiocabilità in larga parte la fanno le decisioni dei partecipanti, ad ogni modo la griglia semi-perforata ha due schemi diversi delle stanze sul fronte e sul retro.
L’elemento memoria favorisce i bambini, mentre la pianificazione e il confronto tra opzioni sono abilità da ragazzi un po’ più grandi. In Burg Appenzell, le meccaniche sono combinate in maniera tale da richiedere adeguate considerazioni, ma restano alla portata dei più piccoli. E se la fortuna ti piazza una bella combinazione di formaggi vicino al tuo bastione di partenza, preparati: gli avversari potrebbero entrare nel castello seguendo le tue orme o sabotare il pavimento con una mossa astuta.

Nessuno si annoia attorno al tavolo, perché bisogna tenere d’occhio senza pause cosa si nasconde sotto i tetti. Il tempo morto è minimo e le scelte sono rapide e sequenziali. Quattro punti azione è il numero perfetto: offre varietà senza rallentare il flusso con troppa indecisione. Le opportunità di interazione per mettere in difficoltà gli avversari sono tantissime, soprattutto intervenendo sulla configurazione dei pavimenti. Tra soli adulti il clima è ancora meno indulgente: chiunque fosse in vantaggio, verrebbe immediatamente contrastato da voragini, formaggi che spariscono o topi altrui piazzati opportunamente sui suoi obiettivi.
In quanto a scalabilità, Burg Appenzell è pensato per 2-4 giocatori e funziona molto bene con qualunque numero. In 2 risulta più controllabile, con un ritmo più tattico e pianificabile. Questa modalità gli conferisce un certo fascino, perché a ogni mossa può essere subito opposta una contromossa. Naturalmente, con più giocatori il divertimento aumenta: c’è più movimento nel castello, più sorprese sotto i tetti e più possibilità di sabotaggi… dunque più caos! Bisogna ricordare molte più cose fino al proprio turno e l’imprevedibilità cresce. Per chi cerca una sfida più lunga, è possibile concordare anticipatamente che servano 5 o 6 formaggi per vincere (consigliato in particolare in 2 o 3).
Lati negativi?
Proprio per la questione memoria versus strategia, abbiamo visto che giocatori di età diverse padroneggiano livelli di abilità differenti. Potrebbe essere richiesta la supervisione di un adulto o l’introduzione di qualche handicap (vincere con un numero diverso di formaggi?).
Se girano per casa bambini troppo piccoli per giocare, attenzione che tesserine formaggio e topolini sono molto invitanti da mettere in bocca con rischio soffocamento.
L’interazione diretta può essere vissuta come “accanimento” e chi si sente vittima va accompagnato nel rendersi conto che è solamente un gioco.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (6 anni e 10 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Burg Appenzell:
- aiuta a sviluppare la capacità di dividere l’attenzione tra più elementi di gioco;
- include una componente di memoria e pensiero astratto, utile per ricordare la posizione dei formaggi e pianificare i movimenti;
- richiede strategia, poiché i giocatori devono prevedere le conseguenze delle proprie azioni sul castello;
- stimola la comprensione del rapporto causa-effetto attraverso le interazioni tra tessere e pedine;
- allena la motricità fine, grazie alla manipolazione dei topini e delle tessere da inserire in scorrimento sotto la griglia.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Sulla scatola di Burg Appenzell è stampigliato 6+ ed è un’indicazione sensata come punto di partenza per ragionarci su. Può essere affrontato pure da bambini più piccoli, visto che non richiede lettura. Certo, la spesa dei punti azione non è immediata per loro, ma l’obiettivo è sorprendentemente lineare. Un bambino abituato di 4 o 5 anni potrebbe già muovere i topi e capire le azioni di base: il pericolo, a quell’età, è che somigli più a un giocattolo interattivo che a una vera sfida tra pari.
Lo consiglio vivamente come gioco di famiglia: ha quel giusto equilibrio tra complessità e accessibilità. È abbastanza semplice da permettere ai nongrandi di giocare, tuttavia abbastanza impegnativo da coinvolgere anche i nongiovani. Gli adulti non si annoiano, i bambini afferrano le regole (e vincono eh!), poi quando vanno a dormire, resta comunque un filler soddisfacente per i grandi: né troppo pesante né troppo leggero.
C’è sufficiente sostanza per tenere i genitori “in partita” e non solo a partecipare distrattamente. A differenza di tanti giochi per bambini della grande distribuzione, qui non si tratta di muovere pedine a caso obbedendo a carte o dadi. Serve pensiero, serve pianificazione. È decisamente una spanna sopra rispetto a quello che ci si aspetterebbe da un titolo ideato per questa fascia d’età. Mi spingo a dire che può essere un ottimo gioco-ponte tra le generazioni. E la spolverata di grana? Le partite durano poco (15-20 minuti) e spesso ne scatta subito una seconda.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Le botole!
Cioè, le botole! Ma che figata è far cadere in una trappola un topo. Flup!
Questo è il top del gioco, però anche il resto vale la pena.
Trovo sia una scatola ben pensata e ben costruita. I materiali sono molto carini, ma allo stesso tempo non sono fuffa, il gioco non è solo facciata. Bisogna contare le mosse da fare e studiare quale sia più conveniente.
Non banale, per niente.
A me piace molto e le bambine me lo propongono spesso. Credo sia un titolo sfruttabile nel tempo e pure un’ottima idea regalo!»
MIA FIGLIA DICE COSE
«La cosa più divertente è far cadere gli altri nelle trappole! È una bella idea che per guadagnare un formaggio servano due topolini, così si aiutano e poi possono condividerlo. Mi piace anche esplorare sotto i tetti: all’inizio sprecavo i punti azione, ma ora sono diventata più brava.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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