[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Tekken, La Vita a Reterra e altri 3! (+ indovinello)

Buona domenica a tutti!

Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo gestito colpi, abbiamo aiutato in cucina, ci siamo alterati, abbiamo ricostruito un mondo e abbiamo combattuto (anche) coi soldatini.

Buona lettura!

Pillole

[SimoneM.] Tekken: The Boardgame • 1-8 giocatori • 13+ • 40’ • giocato in 2 • 40’ (a partita) +10′ di spiegazione riuscendo a giocare più partite nella stessa sera

Ieri sera Tekken

In questi giorni, prima della pausa estiva, ho provato sia in solitario ma anche nella sua versione canonica PvP, Tekken: The Boardgame. Il gioco ispirato all’omonimo IP videoludico fornitoci, sotto forma di prototipo, in esclusiva italiana da Go On Board.

Il gioco è pronto per essere lanciato su Gamefound prossimamente (qui il link) e presto pubblicherò la recensione completa sulle nostre pagine.

Il mio fido compagno di playtest è il Dr.Nick. in una delle serate dedicate al titolo in questione riusciamo a giocare quattro partite di fila provando tutte le Arene in dotazione del core set e, a rotazione, quasi tutti i personaggi presenti nella scatola (Jin, Kazuya, Nina, Yoshimitzu, Jack8…).

L’estrema rigiocabilità ed il setup veloce sono due caratteristiche estremamente curate in Tekken.

Ma passiamo al gioco “giocato” . Come nel videogioco la modalità base prevede la vittoria al meglio dei 3 round.

In Tekken ci si alterna nei ruoli di Attaccante e Difensore che possono dinamicamente cambiare durante lo scontro. l’Attaccante gioca le sue carte coperte ed Il Difensore deve indovinare la zona (Alta, Media o Bassa) bersagliata dall: attacco.

Se il Difensore indovina annulla l’Attacco e diventa immediatamente il nuovo l’Attaccante garantendosi anche il successo automatico del suo primo colpo.

Se invece non indovina l’Attaccante risolve il suo attacco e prosegue la sua ‘Stringa” di colpi. In questo modo, se soddisfa, determinate condizioni può innescare le sue Combo personalizzate accelerando l’inesorabile fine dello scontro. Semplice, no?

Queste dinamiche permettono di mascherare le proprie mosse con un pizzico di Bluff.

Il Dr.Nick è un giocatore estremamente versatile ed ha immediatamente individuato il potenziale di questo sistema. E per tutta la durata del nostro playtest mi ha preso letteralmente a sberle. Sono riuscito a tenergli testa pochissimi round.

L’elemento veramente snervante della performance del Dr.Nick è stato il perfetto controllo dei tempi (considerando che la maggior parte dei colpi devono essere assestati a distanza ravvicinata) e del dosare colpi e movimento (sfruttando meglio del sottoscritto anche le caratteristiche speciali di ciascuna Arena a proprio vantaggio). Se a questo aggiungiamo l’enorme, ancestrale, “culo” nell’indovinare quasi sempre la mia prima carta attacco da Attaccante… Potete concepire la quantità delle botte che ho preso.

Tekken è un gioco che non ha una curva di apprendimento ripida ma, essendo profondamente asimmetrico, va giocato e giocato focalizzando le caratteristiche dei personaggi ed in generale delle Carte Attacco. In questo tipo di giochi io solitamente sono un diesel.

Malconcio ma contento, qui per adesso vi lascio ma restate sintonizzati per altri contenuti su Tekken: The Boardgame.

[F/\B!O P.] Critter Kitchen • 1-5 giocatori • 12+ • 60′ • giocato in 4 di cui 2 alla prima partita • 120 minuti con spiegazione

Francesco mi scrive che l’ultimo gioco che ha comprato l’ha un po’ deluso: troppo largo, si riesce a far tutto, neanche un piedino calpestato. Vedo che su BGG è indicato come Best with 4, per cui mi offro di organizzare una serata su misura: lui porta la moglie Alessia, io il fido MattiaPas, in maniera tale da rimetterlo in discussione. E fu così che scoprimmo che avevano sbagliato a interpretare alcune regole XD

Ad ogni round scegliete simultaneamente tre luoghi in cui inviare i vostri tre chef: più sono piccoli, più passano davanti nelle file, meno ingredienti trasportano. Sui segnalini è stampato il tipo e la quantità, inoltre c’è il peperoncino (moltiplicatore) e la zuppa (jolly). Alcune carte, svelate man mano, indicano quali portate preparare, per le quali si segneranno punti ai round 3 e 6. Altre rivelano, a chi prende il relativo gettone, quali sono i criteri di punteggio richiesti dal critico culinario nel settimo e ultimo round. È possibile pure reclutare un quarto chef, utilizzabile per un singolo round. Chi ha il maggior numero di stelle viene incoronato Top Chef.

L’interazione si sente subito in maniera prepotente, perché i luoghi hanno segnalini limitati nel numero e perché l’ordine di priorità in coda varia con la taglia del lavoratore. Questo implica che mandare uno chef grosso dove c’è poca roba e magari molto appetibile… espone al rischio concreto di restare a mani vuote. È il brivido di quando si svelano le carte della selezione simultanea.

Il vantaggio di Alessia e Francesco, dato dall’aver già provato il titolo, viene assorbito dopo un round. Il loro primo errore emerge durante la fase di punteggio del round 3: le stelle vengono assegnate per singolo piatto e non complessivamente: ciò rende molto più difficile ottenere punti alti. Io volo basso, accontentandomi del minimo per portata, però pianificando da subito per il finale. MattiaPas al contrario sfrutta il più possibile il qui e ora.

Per tutta la gara tento di assoldare un quarto lavoratore, ma ci riesco solamente all’ultima chance. Per le rispettive strategie impostate, rimango nettamente indietro con le stelline, confidando parecchio nel piatto del critico. Guardo tutte le carte con le indiscrezioni, dunque ho ben in mente su cosa investire. Arriviamo alla resa dei conti ed emerge il secondo macro-errore interpretativo: una delle categorie non fornisce direttamente stelle, bensì un valore che va convertito tramite una plancetta. Eseguito tutto per bene, il punteggio finale è veramente vicino: siamo tutti in tre punti e MattiaPas prevale di un soffio. Sembra dunque che nessuna strategia abbia dominato. Ho apprezzato la progressiva rivelazione delle informazioni, che ci ha costretto a una condotta dinamica. Gustosissima la tensione dei continui scontri con gli avversari!

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[Antonio-Figlio di Griffin] Altered • 2 giocatori • 13+ • 20-30′ • giocato 3 sfide in modalità torneo da 4 su BGA • 20-25 minuti a partita

Ieri sera Altered

Dopo tanto riesco a riunirmi con Antonello a casa di Tore ma per giocare online – su BGA – un mini-torneo a 4 di Altered. Il quarto è Francesco, isolano non in presenza e Presidente dell’Associazione Ludica Drago Verde Ischia.

Comincio la prima sfida contro Antonello e già la piattaforma è contro di me perché non mi fa caricare uno dei miei mazzi costruiti. Decido quindi di competere con il base di Muna.

Nonostante un errore di digitazione sullo schermo del cellulare che mi fa regalare un ancorato a un personaggio di Antonello e non a un mio, riesco a portarmi a casa la vittoria contro il suo mazzo costruito viola.

Passo poi allo scontro con Tore e i suoi soldati blu. Anche stavolta non riesco a scegliere uno dei miei mazzi e opto, quindi, per un base Bravos. Anche qui, dopo aver sbagliato a digitare e aver perso un mana necessario alla mia strategia del momento, riesco a battere Tore il turno dopo!

Arrivo allo scontro con Francesco incredulo e entusiasta allo stesso tempo. Confermo il mazzo base Bravos contro il costruito, sempre Bravos, del mio avversario. Anche qui riesco a tenere botta ma alla fine vengo battuto. Sconfitta non amara perché con le due vittorie precedenti finisco addirittura primo!

Altered, per impegni vari, lo avevo abbandonato un po’ ma giocarci, anche a distanza di tempo, ho visto che riesce sempre a darmi tanto divertimento.

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[Antonio-Figlio di Griffin] La Vita a Reterra • 2-4 giocatori • 10+ • 35′ • giocato in 3 • 40′ compresa spiegazione

Dopo la sfida online passiamo al buon vecchio gioco da tavolo analogico. La scelta ricade su Reterra, novità che io non avevo ancora provato.

Mi sono trovato di fronte a un piazzamento tessere di Lang che mi ha ricordato un mix tra Kingdomino e Carcassonne. Ci sono set-up/scenari precostituiti e subito pronti da giocare.

Dopo una rapida spiegazione su azioni di piazzamento e abilità di tessere ed edifici, comincio a puntare, inizialmente, su un paio di edifici piccoli, forieri di moltiplicatori a fine partita.

Riesco anche a essere l’unico in grado di riempire di spazzatura/malus le tessere dei miei avversari grazie alla mia fattoria da tre ingranaggi.

Alla fine faccio un buonissimo punteggio e mi confermo vincitore anche a questo titolo: ottengo 64 punti, seguito da Antonello a 59 e da Tore a soli 40.

Il gioco mi è piaciuto molto, sia per il gameplay che per la grafica e i materiali. Lo consiglio perché molto facile da padroneggiare una volta acquisite le regole di piazzamento e attivazione abilità.

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[Antonio-Figlio di Griffin] Toy Battle • 2 giocatori • 8+ • 15′ • giocato in 2 • 15 minuti rispetto (a mappa)

Ieri sera Toy Battle

Antonello, al passare della mezzanotte, alza bandiera bianca e decide di andare via. Io resto un’ altra oretta e Tore mi fa provare un veloce titolo per soli due giocatori.

Il gioco è molto semplice e si basa su regole di piazzamento e blando controllo territorio, con poteri diversi delle diverse tessere/giocattolo in dotazione.

La scatola contiene ben otto mappe con altrettante diverse regole d’ingaggio per la battaglia. Ogni giocatore, durante il proprio turno, può giocare una tessera oppure metterne due in dotazione per giocate successive.

Lo sviluppo delle partite regala momenti ragionati con piccole paralisi per scelte mai banali, viste le due condizioni di vittoria possibili: conquista della base avversaria o raggiungimento/raccolta dei distintivi vittoria indicati dalli scenario.

Consigliato anche questo, nonostante le mie due sconfitte su tre partite.

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CONTENUTI AUDIO E VIDEO

Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana nuovo unboxing del buon F/\B!O.

Nel video descrizione dei componenti con apertura della scatola di Kleiner Drache Wirbelwind, di Josep M. Allué e Dani Gómez, gioco da tavolo edito da Zoch Verlag.

La sezione podcast da questa settimana spegne i microfoni e fa riposare un po’ le voci per riaccendere il tutto tra qualche settimana.

ENIGMI E SALUTI

Dopo ben due settimane è stata saretta a capire che gioconda a Jungle Speed (anche in spiaggia) si può dire “gira, guarda e…prendi (senza farti del male)“.

Questa settimana Vi propongo un altro indovinello: alziamo i calici e posiamo le armi senza (poter) smettere di bere.

Giocate, pensate bene e commentate! Alla prossima domenica!

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