White Winston
Ricordo benissimo il momento esatto in cui qualcuno mi propinò la prima dose.
Avrò avuto 11 anni, facevo l’ultimo anno di scuole elementari, e mi trovavo negli spogliatoi della palestra dove facevo basket. Mi si avvicinò un compagno di squadra, estrasse dalla tasca una dose e me la regalò, invitandomi a cominciare quanto prima e dicendomi che ne sarei stato entusiasta.
“Mammut da guerra”. Una carta che di lì a poco avrei capito essere di valore nullo, oltre che inutilizzabile per il gioco, ma che sul momento mi sembro qualcosa di speciale, di mistico, di magico,… la mia prima carta Magic.
Dorso marrone, con i cinque iconici pallini colorati disposti a pentagono e la leggendaria scritta campeggiante nella parte alta. 3 mana incolori e uno verde, creatura 3/3 con travolgere.
Nella mia mente di bambino, ebbi proprio la sensazione di tenere tra le mani quella che all’occorrenza sarebbe potuta diventare il mio personale difensore, il mio avatar in battaglia, l’emanazione del mio potere magico. Elettrizzante.
Di lì a poco cominciai a comprare mazzi, bustine, carte singole, sleeves, cofanetti porta mazzo, raccoglitori, dadi d20, segnalini in vetro, e chi più ne ha più ne metta, trasformando centinaia e centinaia, di migliaia, di Lire (non mie), in “capitale da gioco”. Entrai nel tunnel e cominciai ad arredarlo, per una permanenza che sarebbe durata una decina di anni.

SETI: SEARCH FOR EXTRATERRESTRIAL INTELLIGENCE
Seti: Search for Extraterrestrial Intelligence è un gioco euro competitivo di Tomas Holek (Galileo Galilei, Tea Garden) per 1-4 giocatori, durata 40-160 minuti, edito nel 2024 da Czech Games Edition e localizzato nello stesso anno da Cranio Creations.
In Seti: Search for Extraterrestrial Intelligence sarete un’agenzia spaziale con l’unico scopo quello di cercare e trovare forme di vita extraterrestri intelligenti. Costruzione di sonde, viaggi spaziali, studio di dati e segnali, colonizzazione di pianeti e… tante, tante carte. Aggiungete le variabili extraterrestri, che a 1/3 della partita irromperanno con regole aggiuntive e potenziamenti, e otterrete il gioco per esperti che a Essen 2024 pare aver impressionato di più.
Nel solco di grandi titoli come Terraforming Mars e Ark Nova, Seti: Search for Extraterrestrial Intelligence sembra avere proprio tutte le carte in regola per lasciare un segno (o un segnale…) per gli anni a venire… vediamolo nel dettaglio!

GRAFICA E MATERIALI
Quello che impressiona tutti sicuramente a prima vista è la plancia principale del gioco, dove campeggia un bellissimo sistema solare, con al centro un piccolo Sole tridimensionale, stratificato su 3 layer in grado di muoversi e sovrapporsi, con impatto anche sul gioco, oltre che estetico. Complessivamente la plancia centrale è davvero superba: dettagliata, colorata e assolutamente chiara nella sua simbologia.
Le carte sono tutte diverse e illustrate in maniera impeccabile. A differenza però dei sopracitati Terraforming Mars e Ark Nova, qui le carte giocherete per poi scartarle quasi sempre. Quindi a colpo d’occhio non avrete mai il classico scenario da tableau building.
L’unica pecca che mi sento di segnalare su Seti: Search for Extraterrestrial Intelligence è l’estetica delle sonde. Probabilmente realistiche nella loro forma “da sonde”, ma poco evocative… avrei preferito senza dubbio qualcosa di più fantascientifico o comunque accattivante. C’era verso anche fare peggio (Kepler-3042 prima edizione, sto pensando a te!), però ecco, insomma…
Ah, anche i segnalini “dati” non è che siano superbi… capisco il tentativo di evitare i soliti token in legno, però sostituirli con delle “pasticche alla menta” forse poteva non essere l’idea migliore.

REGOLAMENTO
Il regolamento, oltre ad essere ben scritto, è anche tutto sommato molto lineare e chiaro. Il gioco si divide sostanzialmente in 3 grandi macro-azioni, che corrispondono ad altrettante aree sulle plance personali e su quella comune: cercare segnali, costruire e inviare sonde, gestire i dati.
A queste azioni, che non sto a dettagliare ma che sono tutte inserite in piccoli mini-giochi/meccaniche e potenziabili con tessere e carte, corrispondono altrettante tracce aliene che sono uno degli obiettivi del gioco e consentono di ottenere punti e bonus.
Nel complesso, il gioco consiste nel raccogliere dati, inviare segnali e spostarsi per il sistema solare alla ricerca di tracce aliene sui vari pianeti (sui quali sarà possibile mettere le sonde in orbita o atterrare direttamente sul suolo extraterrestre). Le carte vi serviranno per compiere tali azioni, magari in forma potenziata, ottenere bonus, obiettivi intermedi da completare durante il gioco o a fine partita.
Sostanzialmente, il gioco è più una gestione delle risorse (3 tipi di risorse) e della mano (niente tableau o deck building), unita con l’intreccio delle 3 azioni sopra citate.

IMPRESSIONI
Partiamo subito col botto: questo per me è uno dei migliori giochi usciti negli ultimi 2-3 anni.
Il fatto che sia stato tra i giochi più venduti e chiacchierati di Essen 2024 e che stia scalando rapidamente la classifica di BGG (al momento posizione 180 di quella generale), sono solo l’antipasto di un mix di meccaniche, ambientazione e interazione (indiretta), fondate sull’ormai rodato e solidissimo sistema card driven, che tanto deve a capolavori consolidati come Terraforming Mars e Ark Nova.
A differenza di questi due titoli, Seti: Search for Extraterrestrial Intelligence non ha quasi per niente la componente di tableau building e neanche alcun sistema di piazzamento tessere. Questi aspetti sono stati sostituiti dal movimento delle sonde e dai due minigiochi (se così li vogliamo chiamare) legati ai segnali e all’accumulo e utilizzo dei “dati”, che donano quel senso di freschezza che vi evita qualsiasi sensazione di “già visto”.

Molto carina l’idea degli alieni che si scoprono a partita in corso, in grado di rimescolare un po’ le carte (in senso metaforico) e aggiungere altri piccoli dettagli da incastrare nel già articolato puzzle per la realizzazione di punti. 5 razze diverse non sono tantissime (considerando che se ne usano 2 a partita), ma è anche vero che da qualche parte le espansioni dovranno pur spuntare fuori… (mi ci gioco le palle che la prima espansione introdurrà almeno altre 2 razze!)
Il senso di crescita scorre potente in questo titolo, con una partenza dove vi sembrerà di fare poco o niente, e un arrivo dove, se sarete bravi, qualcuno dovrà ricordarvi che “si è fatta una certa” e che è il caso di dare un taglio alle numerose combo che sarete in grado di snocciolare.
Il limite di questo gioco forse è uno solo ed è la sua variabilità. Le macro-azioni sono 3, sono tutte fondamentali e rimangono tali, qualunque sia l’approccio alla partita, gli alieni o gli obiettivi che escono nel setup. Tutte le carte hanno comunque questi 3 grossi imbuti, nei quali si incanalano sempre e comunque. Non sto dicendo che le partite siano tutte uguali, tutt’altro… ma che non si ha quella sensazione di poter impostare strategicamente o tatticamente ogni partita in maniera abbastanza diversa dalla precedente, come invece è possibile fare in Terraforming Mars e Ark Nova.

IL SOLITARIO
Il solitario di Seti: Search for Extraterrestrial Intelligence prevede l’utilizzo di un automa. Nessuna paura però… le regole sono veramente molto semplici e il tempo che impiegherete per svolgere il suo turno è davvero minimo.
La cosa che mi è piaciuta di più, e che caratterizza davvero questo automa, è la possibilità di incidere in maniera diretta nei suoi punti a fine partita. Una parte di questi è infatti data da particolari obiettivi che dovrete via via svolgere (difficoltà e numero crescenti con l’avanzare della partita e della difficoltà iniziale settata), considerando che ogni obiettivo non svolto porterà dei punti all’automa nel conteggio finale.
Questo aspetto secondo me va nella direzione della minor variabilità e casualità di punteggio che spesso affligge gli automi, motivo per il quale spesso tendo a preferire i solitari privi di automa.
In generale, quindi, direi che siamo di fronte a un solitario ottimamente studiato e realizzato, facile da apprendere, veloce da gestire e molto sfidante.

CONCLUSIONI
Seti: Search for Extraterrestrial Intelligence è un gioco moderno, che prende ispirazione da capolavori altrettanto moderni, per creare un mix che risulta tutto sommato originale e anche ben ambientato, tanto da farlo risultare uno dei migliori titoli provati negli ultimi anni.
In un’ipotetica classifica forse lo metterei al terzo posto rispetto ai già citati Terraforming Mars e Ark Nova, ma solo perché reputo questi due titoli superiori per longevità e variabilità. Aspetti che comunque potranno essere sicuramente migliorati da future espansioni.
Il solitario è anch’esso uno dei migliori provati degli ultimi anni, risultando al contempo facile, snello, sfidante ma, soprattutto, controllabile in termini di punteggio finale, grazie alla possibilità di impostare la propria strategia per limitare alcune fonti di punti.
In conclusione, direi che Seti: Search for Extraterrestrial Intelligence è davvero un must-play per gli appassionati del genere e ve lo consiglio a mani basse. Sono convinto che la sua notorietà è destinata a crescere in futuro, grazie anche a espansioni che non credo tarderanno ad arrivare.
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