Scritto mentre rimpiccioliva bottoni e scarafaggi da:
SigFapos
Gloomhaven è ormai un IP (proprietà intellettuale) internazionale di grande risalto, ogni volta che esce un prodotto nuovo ha subito i riflettori puntati e questa volta non siamo da meno. Gloomhaven: Buttons & Bugs è stato un prodotto molto chiacchierato fin dall’annuncio del 2023, ha avuto tantissimo hype ed è finito in cima alla hotness di bgg per diversi giorni. Io ho avuto l’occasione di provare una delle prime copie in italiano e qui sotto vi riporto le mie impressioni.
Gloomhaven: Buttons & Bugs è stato ideato da Joe Klipfel e Nikki Valens (quest’ultimo co-creatore di Eldritch e Harkam Horror) ed è stato pubblicato dalla Cephalofair Games nel 2024. In Italia è stato portato da Asmodee nel 2025. Il titolo è esclusivamente per il solitario per partite di circa 20 minuti di durata. Il sito BGG riporta una difficoltà di 3.29/5 con il quale mi trovo pienamente d’accordo.

I materiali
Il titolo ha una scatola piccola ma ricca di contenuti, tutti di buona fattura. Abbiamo circa 100 carte di due dimensioni differenti a cui non ho sentito il bisogno di mettere bustine protettive. Troviamo anche 6 micro-miniature, una per ciascun personaggio giocabile: Silent Knife, Cragheart, Bruiser, Mindthief, Spellweaver e Tinkerer.
Piccola curiosità: la miniatura di ogni eroe ha come basetta un bottone di forma diversa.
Ogni personaggio ha una propria mini-plancia di gioco che indica il grado di complessità nell’essere usato (3 di livello facile, 1 di livello medio e 2 di livello avanzato) e le 4 carte duble-face che userà nelle sessioni di gioco.
Gli scenari giocabili sono 20 e sono tutti stampati su carte di dimensioni standard mentre i nemici sono tutti rappresentati da cubetti colorati.
Particolarità della versione italiana: per ora, la versione localizzata è l’unica in commercio ad avere anche i 4 scenari promo rilasciati fino ad ora. Sono 4 scenari giocabili aggiuntivi che si inseriscono nella trama principale e garantiscono ulteriore divertimento. Ogni scenario è stato rilasciato in occasione di grandi fiere o eventi.
Nella mini scatola c’è spazio anche per un mini manuale di gioco che è scritto molto bene. Peccato che non contenga tutte le regole del gioco e su questo aspetto ci ritorneremo più avanti.

L’ambientazione miniaturizzata
Gli eventi di Buttons & Bugs si svolgono subito dopo quelli del primo Gloomhaven e ci vede nei panni di un aspirante eroe che viene miniaturizzato mentre tenta di aprire la porta di un incantatrice molto potente, Aesther Hail. L’eroina è famosa per aver salvato diverse volte la città ed è un intermediaria per lavori sporchi e difficili. Il nostro obiettivo è quello di convincerla a farci diventare “grandi”.
Come si gioca a Gloomhaven: Buttons & Bugs
Iniziamo con il dire che il sistema di Buttons & Bugs è differente dai fratelli maggiori Jaws of the Lion, Gloomhaven e Frosthaven, per ovvie ragioni di miniaturizzazione. Nonostante questo il titolo mantiene la stessa spina dorsale degli altri e ne ricrea parte del gameplay.
La struttura principale del gioco.
Tutti gli scenari sono stampati su una carta di dimensione standard che riporta gli ostacoli, regole speciali, dove piazzare i nemici e il nostro eroe. Sul dorso della carta invece è riportato un veloce testo narrativo, le regole speciali e lo scenario successivo da affrontare
Il nostro eroe ha quattro carte azione, ognuna con un lato A e un lato B che riportano azioni completamente diverse. Le carte vanno prima giocate con il lato A e solo successivamente possiamo usarne il lato B. Una volta giocato il lato B le carte non possono essere recuperate e dovremo riposarci per riprenderle con il lato A riutilizzabile. Nel processo di riposo però perderemo l’uso di una delle 4 carte e questo renderà lo scenario una sorta di corsa contro il tempo.
Ciascun lato ha poi una metà superiore e una inferiore che riportano anche in questo caso azioni differenti.

Le azioni di gioco
Esattamente come i fratelli più grandi le azioni sono tantissime, ci sono ovviamente quelle di base come muoversi e attaccare ma poi c’è tutto un corredo di azioni tipico per ogni eroe. Abbiamo colpi di scudo, avvelenamenti, controllo degli avversari, diventare invisibili, cure e molto altro.
I round di gioco – The Gloomhaven Style
Abbiamo la stessa struttura dei titoli precendenti, i round di gioco passano giocando due carte e facendo l’azione indicata nella parte superiore di una e la parte inferiore dell’altra. L’obiettivo è creare le combinazioni che meglio si adattano in base alla situazione che avete davanti e in base alla classe del vostro eroe.
Come abbiamo già detto sopra, una volta che avete giocato tutte le vostre carte sia sul lato A che sul lato B dobbiamo riposare per riprenderle in mano, ma per fare questo andremo a perdere, per il resto dello scenario, l’uso di una delle nostre 4 carte. Questo avviene per simulare il senso di fatica del nostro personaggio

L’esperienza di gioco
Gloomhaven: Buttons & Bugs è un puzzle game ibrido, a cavallo tra i giochi euro e i giochi american. Passeremo tutto il tempo a cercare le azioni migliori da fare e a creare combo tra le carte e l’equipaggiamento.
Contrariamente ai fratelli grandi che sfruttano un mazzo di carte, in Buttons & Bugs, quando attacchiamo, tiriamo un dado e confronteremo il risultato con quello riportato sulle tabelle di attacco per vedere se abbiamo malus o bonus di danno.
C’è poi la possibilità di far crescere il proprio personaggio che può aumentare di livello e accedere a carte azioni più potenti ma anche a tabelle di attacco più strutturate che danno meno malus ma permettono anche qualche piccola combo. La crescita è progressiva e apre le porte a nuove possibilità durante i combattimenti.

Conclusione
Gloomhaven: Buttons & Bugs mi diverte molto giocarlo e l’ho trovato facile da apprendere ma difficile da padroneggiare. Le regole sono più snelle rispetto agli titoli della serie ma comunque non snaturano la complessità nascosta dietro il sistema di gestione delle carte azione.
La sensazione di crescita è tangibile e dona soddisfazione far evolvere il proprio eroe, insieme a lui evolvono anche le azioni, le possibilità di combo e di conseguenza le possibili soluzioni da adottare nei vari scenari
Riguardo agli scenari li ho trovati abbastanza vari, anche se in alcuni casi ho avuto una sensazione di dejavu nel rivivere situazioni di scenari giocati in precedenza. Ma capisco anche che creare 20 scenari in uno spazio limitato come quello di una carta non deve essere semplice.
Il manuale di gioco presente è insufficiente nello spiegare tutte le regole. Ci sono molte omissioni che rendono difficile l’apprendimento anche a chi ha già giocato ai titoli precedenti. Per esempio l’uso degli elementi per attivare alcune abilità è spiegato parzialmente e manca totalmente la spiegazione sull’equipaggiamento e le ricompense post-scenario. Durante prime partite ho dovuto ricorrere al regolamento presente sul sito dell’editore (Link al regolamento completo) per venire a capo di alcune situazioni.
La miniaturizzazione porta con se diversi problemi di “dimensione”. Il problema che ho riscontrato più frequentemente è il fatto che i cubetti per segnalare i nemici oscurano completamente quello che è disegnato sulla carta. Meno frequentemente, ma mi è successo, può accadere che un singolo colpo al tavolo faccia spostare carte, cubetti e token con estrema facilità. Data la natura del gioco queste sono inezie ma è giusto segnalarlo per chi punta tutto sull’ergonomia.

La mia esperienza
Ho completato tutti gli scenari con il Silent Knife mentre con tutte le altre classi sono arrivato intorno allo scenario 7 per capire come funzionavano. Effettivamente ci sono eroi più difficili di altri da usare e quello che ho trovato più complicato è stato il Tinkerer mentre il più facile è stato il Cragheart. Ovviamente ci sono classi con le quali sono più affine ma non ne ho mai trovata una noiosa, mi sono piaciute tutte.
Tutti gli scenari sono veloci da giocare, in 20-30 minuti porti a casa una partita compreso il setup. Ci sono scenari più facili di altri ma generalmente i più difficili sono quelli con i mostri elite e nel mio caso ho trovato lo scoglio più grande negli scenari 5, 6 e 13.
Il pregio più grande di questo gioco è quello di riuscire a racchiudere in 20 minuti di gioco un’esperienza di gioco profonda e non banale in cui gestisci un personaggio con il quale inevitabilmente ti immedesimi.
Il gioco si trova intorno ai 20€ e andrebbe preso in considerazione da tutti gli amanti dei solitari
Se avete la versione in inglese vi lascio il Link per tutto il materiale promozionale rilasciato fino ad ora (sono i 4 scenari nuovi di cui parlavo sopra)
| PRO | CONTRO | |
| sensazione di crescita elevata | ergonomia non al top | |
| sfidante e mai banale | manuale di gioco non completo | |
| veloce e facile da intavolare | ||
| ambientazione sentita | ||
| classi di gioco varie negli stili |
| COMPONENTISTICA | Buona ma alcune parti possono risultare troppo piccole (ovviamente) |
| PROGETTO GRAFICO | Semplice e chiaro. Pochi fronzoli |
| GAMEPLAY | Facile e veloce |
| COMPLESSITÀ | Media |
| INTERAZIONE | I mostri sono gestiti da un AI semplificata ma efficace |
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