Black Rose Wars: Duel – Void

A distanza di ormai 5 anni, dopo espansioni, riedizioni e affiancamenti, l’universo di Black Rose Wars continua a far parlare di sé e questa volta lo fa con il secondo capitolo della serie “duel”, dedicata al gioco in 2 giocatori. Se con il primo capitolo, Black Rose Wars: Duel – Lex, l’intento era stato quello di coprire in maniera efficace questa configurazione di gioco, non particolarmente fortunata se sperimentata con il gioco base, questo secondo capitolo, Black Rose Wars: Duel – Void, sembra più volersi proporre come semplice variante (sempre per il gioco a 2), che va a pescare ovviamente da quella gallina dalle uova d’oro (e priva di diritti) che è il mondo di H. P. Lovecraft.

BLACK ROSE WARS: DUEL – VOID

Black Rose Wars: Duel – Void è un gioco ibrido competitivo di Andrea Colletti e Marco Montanaro (Black Rose Wars, Black Rose Wars Rebirth, Black Rose Wars: Duel – Lex) per 2 giocatori, durata 45-60 minuti, edito nel 2024 da Ludus Magnus Studio.

Dopo l’ottima prova di Black Rose Wars: Duel – Lex, questa volta toccherà ai miti di “Cthulhu & soci” prendere le redini della loggia più famosa di Torino, per guidarla in epici duelli tra maghi, a base di carte (deckbuilding), movimento su mappa e sapori fortemente speziati alla tedesca.

GRAFICA E MATERIALI

Black Rose Wars: Duel – Void si inserisce in maniera perfetta nella filiera ormai rodata dei prodotti Ludus Magnus Studio, e in particolare in quelli legati al brand Black Rose Wars che, dopo una prima produzione discutibile (il primissimo gioco della serie), si sono attestati su livelli di grande qualità, sia per i materiali lussuosi e perfetti per l’uso, sia per la grafica molto ben curata ed evocativa.

Questo capitolo mantiene i toni cupi della serie, non senza però sfruttare il brand lovecraftiano per qualche flash di colore verde/viola, che ravviva le plance e la presenza sul tavolo. Scatola con inserti, plance con alloggi per i cubetti, miniature,… insomma, tutto secondo i piani (perfetti) e senza sbavature di sorta. Ottimo lavoro.

REGOLAMENTO

Le regole di Black Rose Wars: Duel – Void sono sostanzialmente le stesse di Black Rose Wars Rebirth, con alcune piccole aggiunte e/o aggiustamenti.

Quelle di maggior rilievo sono forse le missioni condivise, vero e proprio forziere di punti, che offrono la possibilità di raggiungere obiettivi di gioco esclusivi (nel senso che, chi prima completa, toglie all’avversario la possibilità di prendere quei punti), e i 4 turni di gioco, che settano un timer ben preciso e definito fin dall’inizio. Per il resto, le meccaniche sono infatti perfettamente conservate e calate in un contesto scalato per calzare a pennello su due giocatori.

NOTA BENE: alcuni dei punti seguenti sono gli stessi che troverete nella recensione di Black Rose Wars: Duel – Lex per il semplice fatto che l’impianto di gioco (inteso come meccaniche) è esattamente lo stesso; a variare è tutto il resto (scuola di magia, missioni, plancia, stanze, personaggi, etc.) senza modificare di una virgola le regole del precedente.

PRO

  • Black Rose Wars aveva sostanzialmente due punti deboli: la produzione sottotono (corretta infatti con l’edizione successiva) e la scalabilità (pessima in due). Con Black Rose Wars: Duel – Void sono andati a ovviare a entrambi i problemi, sfoggiando una produzione al pari del Rebirth e una giocabilità tarata su due giocatori che nulla toglie come flavour al fratellone maggiore;
  • Il tempo di gioco è davvero quello dichiarato. In 30-45 minuti si gioca una partita, arrivando in fondo senza neanche troppo il fiato corto. La sensazione è infatti quella di aver giocato a una partita di Black Rose Wars, preservandone completamente l’essenza, pur in un tempo così contenuto;
  • Il gioco sembra molto ben bilanciato. La poca asimmetria tra i due personaggi (al pari di quelli di Black Rose Wars) e il fatto di usare entrambi la stessa scuola, rende la partita una sfida a chi ottimizza meglio, con praticamente gli stessi mezzi a disposizione. Questa scelta secondo me è stata davvero vincente: rinunciare al deckbuilding “multiscuola” per concentrarsi sul creare una sfida a due che sia veramente tirata e paragonabile ad altri mostri sacri del genere (mi viene in mente 7 Wonders Duel, ad esempio).

CONTRO

  • Nella recensione di Black Rose Wars: Duel – Lex individuavo come unico punto a sfavore la scarsa longevità, data dal fatto che vi era un’unica scuola di magia e solo due maghi a disposizione. Ecco… questo capitolo va esattamente in quella direzione, con un’unica grande pecca: per ampliare la longevità si è scelto di tirar fuori un’altra scatola identica alla precedente (per contenuti intendo), invece che optare per una più semplice (ed economica) espansione fatta magari anche di sole carte e/o miniature;
  • Parliamoci chiaro: i possessori di Black Rose Wars: Duel – Lex difficilmente troveranno un motivo valido per giustificare l’acquisto di questa variante del gioco, se non il collezionismo.

PECULIARITÀ

  • Black Rose Wars: Duel – Void presenta una peculiarità unica (anche confrontandolo con il precedente Black Rose Wars: Duel – Lex): introduce una modalità scenario per 2 giocatori, che introduce poteri speciali e aumenta l’asimmetria. Se, come molti, avete sempre pensato che alla serie manchi un’asimmetria di partenza più marcata, potreste apprezzare anche questa aggiunta;
  • Sempre confrontandolo con il precedente Black Rose Wars: Duel – Lex, questo nuovo capitolo, e la sua scuola di magia, puntano molto più sulle evocazioni e sul controllo delle stanze (e la loro ricostruzione);
  • Un aspetto molto importante legato al tempo sono i 4 turni secchi di gioco. Rendono la partita perimetrata entro un certo numero di azioni prestabilite e obbligano quindi i giocatori a impostare il proprio gioco in maniera molto più ragionata ed efficace. Per capirsi, in Black Rose Wars: Duel – Void non c’è materialmente il tempo per mettersi a lanciare fuochi d’artificio a giro per le stanze per il gusto dello spettacolo; qui il lato euro direi che domina a mani basse (tanto che non so se ha sempre senso definirlo un gioco ibrido). Se siete amanti del genere questo sarà per voi un indubbio “PRO”, in caso contrario un “CONTRO”;
  • Tutto il materiale di Black Rose Wars: Duel – Void è utilizzabile nei due titoli origine (Black Rose Wars e Black Rose Wars Rebirth) come espansione. Questo è sicuramente un aspetto molto carino, se siete ovviamente possessori degli altri giochi.

NOTA BENE: alcune componenti di Black Rose Wars: Duel – Void potrebbero trovare il loro pieno utilizzo se possedete quanto meno una scatola di Black Rose Wars (base o Rebirth), utilizzando quest’ultimo gioco come loro espansione. Questo comunque non implica assolutamente che questa scatola non sia utilizzabile come stand-alone; è solo un modo per garantirne la retrocompatibilità. So che al riguardo sono uscite anche delle FAQ che aiutano nell’adattamento di certi effetti, per chi ne avesse necessità.

CONCLUSIONI

Black Rose Wars: Duel – Void è esattamente quello che si prefigge di essere: un condensato del gioco origine, pensato, sviluppato e ottimizzato per due giocatori, prodotto ottimamente, bilanciato, bello da vedere, veloce da intavolare e divertente da giocare.

Rispetto al precedente Black Rose Wars: Duel – Lex cambia completamente pelle, mantenendo assolutamente inalterata tutta la sostanza (regole, meccaniche, etc.). Se da una parte questa uscita va nella direzione della variabilità e longevità, dall’altra vi “costringe” a mettere in libreria un’ulteriore scatola.

Sicuramente se siete appassionati di Black Rose Wars, non possedete ancora Black Rose Wars: Duel – Lex e volete un versione del gioco ottimizzata per due, questo nuovo Black Rose Wars: Duel – Void fa al caso vostro, risultando un capitolo forse anche migliore del precedente, sia per appeal generale dell’ambientazione, sia per effetti della scuola di magia Void. Se come me siete possessori del base (tra le due versioni del base, vi consiglio Black Rose Wars Rebirth a occhi chiusi!) e del primo capitolo della serie Duel, allora forse potreste non sentire il bisogno di aggiungere anche questo tassello, salvo per completare un’eventuale collezione.

Si ringrazia l’editore per la copia recensore, fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.

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