Scritto da Team Krampus Box.
Intro
Chi ci segue sa bene quali sono i gusti ed i giochi che Krampus Box normalmente segue e recensisce.
Senza mezzi termini passiamo dai cinghiali belli grossi ai party games seguendo tuttavia un preciso filo conduttore: l’innovazione e la novità.
Parlare di innovazione nell’Industry boardgame è difficile al giorno d’oggi: meccaniche, tematiche e materiali già conosciuti si incrociano in un turbine di idee generando una marea di giochi nuovi al mese.
Tuttavia, ci teniamo a premiare il lavoro e lo studio, caratteristiche che fanno esaltare il gioco e lo fanno apprezzare ad esperti e newcomers.
La casa di produzione Albi (che ringraziamo tanto per averci fornito la copia di questo gioco), famosa per alcuni titoli come Karak, si presenta quest’anno con alcune proposte interessanti ed in particolare una ha attirato la nostra attenzione (attualmente non ancora né sotto ai riflettori né disponibile all’acquisto).
Stiamo parlando del nuovo puzzle game Atoll, che ci regalerà non solo la soddisfazione di creare sul nostro tavolo uno stupendo paesaggio marino (nemmeno stessimo facendo snorkeling alle Maldive) ma ci coinvolgerà anche nella salvaguardia naturale insegnandoci un importante concetto: dove l’uomo mette piede, sporca!

Partiamo subito con la presentazione e capirete di cosa stiamo parlando.
Atoll – Prime Impressioni
Prima di tutto facciamo le presentazioni:
- Puzzle Game
- Durata della partita: 60 – 90 minuti
- 1-4 giocatori
- Distributore: Albi
- Autori: Jan Štěpánek, Martina Lásková, Michal Peichl
Atoll ci ricorda che tra le pieghe blu degli oceani si nascondono mondi straordinari, pieni di vita, colori ma soprattutto logiche ben precise che ci aiuteranno a far proliferare il nostro atollo (meglio di quello dei nostri avversari).

Creato da Jan Štěpánek (prima creazione per questo autore emergente), Atoll è un gioco per 1-4 giocatori dove saremo chiamati a bilanciare strategia, conservazione e creatività. Un gioco che celebra la bellezza e la fragilità della natura marina, trasformando ogni turno in una lezione ambientale mascherata da competizione avvincente.
L’autore racconta in un post che l’idea del gioco è saltata fuori durante una tranquilla sera mentre guardava un documentario sugli animali marini. Noi normalmente li utilizziamo per sollecitare il sonno, ad altri sollecitano idee!
L’idea, meccanica e tutto il resto è venuto quasi in automatico e dopo anni di sviluppo è nato Atoll, un gioco che “deve divertire ed educare allo stesso tempo”.

Per l’appunto, abbiamo sottolineato anche nell’introduzione il tema ecologico perché è sicuramente quello che (assieme alla meccanica puzzle) resta più impresso dopo aver provato il gioco.
Tralasciando luoghi comuni e le ramanzine di Greta Thunberg, la sacrosanta verità è sempre una: dove noi mettiamo piede sporchiamo.
Questa tematica è riproposta in Atoll dal concetto di sporcizia ed inquinamento. In questo gioco saremo in grado di prendere risorse che ci serviranno ad espanderci (soldi dai turisti, plancton etc) ma la conseguenza sarà sempre la stessa: inquinamento sui nostri coralli.
I coralli inquinati sono qualcosa di “male”, dunque, ci faranno perdere punti o, peggio, alcune abilità ci saranno inibite. Questo concetto di base ci accompagnerà per tutta la partita trasportando l’importante messaggio: meglio un corallo pulito!
Inoltre, l’ambientazione non è solo estetica: le meccaniche di gioco riflettono fedelmente il ciclo vitale di coralli e animali, sensibilizzando i giocatori sulle minacce reali che queste meraviglie naturali affrontano ogni giorno.
Ma non indugiamo oltre e andiamo a presentare le meccaniche di Atoll!

Atoll – Fondamenti
Iniziamo a parlare della box, sulla quale (i nostri lettori abituali lo sapranno) siamo sempre molto critici.
La box è molto grande. È un notevole colpo d’occhio nella libreria (in una kallax ci entra quasi precisa in altezza) tuttavia apriamo il gioco e sorpresa: lo spazio riservato alle risorse è il classico binario centrale con tanta carta e cartone ai lati che ha il solo scopo di fare volume.
Ma la nostra critica non finisce qui: abbiamo dovuto procurarci delle bustine extra (siamo tutti pieni di bustine, ammettetelo!) perché non ce ne sono abbastanza per tutti i materiali e soprattutto per le carte (che sono tante).
Immaginate di aprire la scatola e trovare un super groviglio di risorse e carte nel mezzo, passerete 15/20 minuti solo a riordinarle prima di iniziare il set up.
Box e inserto da rivedere!
Passiamo invece alla componentistica: i nostri atolli completi avranno sul nostro tavolo un colpo visivo emozionale!

I materiali sono di qualità e le carte illustrate danno vita a coralli e creature marine. Inoltre, la prima cosa che abbiamo pensato è stata: ma quanti sono?
I materiali sono davvero tanti e avrete bisogno di diversi contenitori per tenerli organizzati.
Questo perché come ogni puzzle game che si rispetti avremo bisogno di tanto spazio per i nostri coralli e le creature marine che li abiteranno.
Proseguiamo col descrivere rapidamente set up e le poche fasi di gioco che ci separano dal punteggio finale.
Set up della partita
Prendiamo randomicamente le carte animali e dividiamole in diverse pile in base alle quattro macro-tipologie (pesci piccoli, pesci medi, pesci grandi e altri animali). I pesci li distingueremo dalle pinne.
Da queste pile:
- Pescheremo 6 animali casuali assicurandoci di prenderne dalle rispettive pile: 3 pesci piccoli, 2 animali generici e 1 pesce medio. Questi li scopriremo e sarà il primo mercato a cui tutti avranno accesso. Metteremo tutti gli altri pesci ed animali (tranne quelli grandi) mischiati in unica pila vicino al mercato dei 6 pesci estratti.
- Estrarremo 2 pesci grandi e li gireremo: questo sarà il mercato dei pesci grandi. Tutte le altre carte coperte vicine a quelle estratte.
- Estrarremo 6 coralli casuali e creeremo il primo mercato dei coralli. Tutte le altre carte andranno posizionate vicino pronte all’utilizzo.
Infine, metteremo al centro del tavolo a disposizione di tutti i materiali di gioco (soldi, plankton, segnalini inquinamento, perle, lische di pesce, stelline, segnalini affaticamento, segnalini symbiosis e colony token) e la board principale che indica il corso dei round e le relative rewards di fine round.
Ogni giocatore prende un corallo di partenza, un segnalino caccia, tre plankton, 5 soldi ed una lisca di pesce. Attenzione: il nostro corallo di partenza è già sporco, ci andrà sopra un simbolo inquinamento!
Siamo finalmente pronti a giocare!

Meccanica di gioco
Atoll si distingue per una struttura di gioco in quattro round, ognuno composto da due fasi principali: Azione e Recupero.
Queste si svolgeranno in ognuno dei 4 round tranne che nell’ultimo dove la fase di recupero sarà sostituita da semplice calcolo del punteggio finale.
La fase di Azione
In questa fase, ogni giocatore compie un’azione a turno fino a quando tutti non avranno passato, scegliendo tra opzioni principali (una per turno) e azioni di supporto (una per round):
- Acquisto di coralli: I coralli sono letteralmente la base del nostro atollo. Senza coralli non potremo né prendere animali, né sfruttare ulteriori punteggi di fine partita. Ogni corallo ci costa 2 soldi (scegliendolo tra quelli disponibili) e lo piazzeremo sempre in modo che si tocchino tra loro solo con gli angoli. Questo sistema ci permette di preparare un posticino accogliente per i futuri animali che abiteranno l’atollo.
- Acquisto animali: potremo acquistare gli animali dal mercato visibile seguendo le regole di piazzamento esposte sulla carta di ogni singolo pesce/animale. L’animale ovviamente potrà essere preso solo se soddisferemo l’esigenza esposta: es. che tocchi almeno tre coralli.
- Sfamare: Potremo dar da mangiare agli animali del nostro atollo per farli crescere ma questo affaticherà l’animale: metteremo un segnalino affaticamento sulla tessera. Gli animali che raggiungono il massimo dell’abbondanza non potranno crescere ulteriormente (ma potranno tornare indietro con l’indicatore abbondanza, dopo vi spiegheremo come).
- Azioni corallo: su alcuni coralli, potremo svolgere un’azione dove c’è specificata la relativa dicitura sul corallo (e non instant, da fare appena costruiamo il corallo, o end of game da gestire durante il calcolo dei punti finali). Se c’è questa dicitura potremo svolgere quanto scritto (e quasi sempre ci chiederà di inserire un token fatica sul corallo dopo averlo fatto). Attenzione: se c’è un token inquinamento il corallo non può essere attivato (ne farà punti a fine partita se avrà la dicitura end of game).
- Crescita delle colonie: Espandi il tuo ecosistema posizionando nuovi Coral token sui coralli he abbiamo già piazzato nel nostro atollo. Questo ci permetterà di aumentare le possibilità di piazzamento degli animali vicino a quello specifico corallo.

Inoltre, una volta per round, potremo fare una di queste seguenti azioni di supporto:
- Purificare acqua: Possiamo pulire i nostri coralli pagando 1 soldo rimuovendo massimo 2 segnalini inquinamento.
- Scambio risorse: Potremo scambiare 4 plankton per 1 soldo. Potremo farlo quante volte vogliamo in questa singola azione.
- Possiamo aggiungere un segnalino inquinamento nel nostro atollo (su uno dei coralli disponibili) e prendere 2 token plankton. Anche questa possiamo farla (durante il singolo utilizzo) quante volte vogliamo.
Nota: i simboli inquinamento potranno essere piazzati in modo limitato. Se non abbiamo spazio per posizionarli (coralli disponibili) non solo non potremo piazzarlo ma ci sarà impossibile eseguire l’azione che ci avrebbe fatto mettere un simbolo inquinamento.
Quando tutti i giocatori avranno passato si passerà alla fase di recupero. Ovviamente passare prima degli altri ci assicurerà una reward più vantaggiosa.
Attenzione: se giocate in 4, la 4 reward non è presente sulla board il che significa una sola cosa: non vi spetta nulla!!!

La fase di Recupero
Al termine di ogni round, i giocatori fanno le seguenti cose in successione:
- Prendere i proventi scegliendo se far arrivare nel loro atollo scienziati o turisti. I secondi portano generalmente più soldi ma sporcano i nostri coralli che (per essere utilizzati) dovranno essere puliti. Attenzione: se abbiamo pulito i nostri mari usando l’azione di supporto siamo costretti a scegliere gli scienziati!
- Rimuovere i token fatica da ogni animale e/o corallo. Attenzione: 1 token, se ce ne sono di più restano sulla carta.
- Guadagnare plankton in base a quante colonie di coralli abbiamo (specificato sulla main board)
- Fare un refresh del mercato scartando le ultime due carte in sequenza e pescandone due nuove da ogni mazzo (coralli e pesci/animali, senza toccare i pesci grandi)
- Il primo giocatore cambia in senso orario.
Prima di passare ai punti di fine partita, ci teniamo a specificare un importante aspetto, cruciale per lo svolgimento del gioco: Sfamare gli animali ed accrescere la loro abbondanza.
Il fulcro del gioco, oltre a costruire la base per il nostro atollo (i coralli) è ovviamente attorno alla fauna, pesci ed altri animali presenti sulle carte.

Tutti i pesci avranno al loro lato destro una scala (sotto forma di numeri) che rappresenta la loro crescita o abbondanza.
Quando metteremo un animale nel nostro ecosistema partirà sempre con il livello più basso di abbondanza (piazzeremo una stellina su quel numero) tuttavia quando sfameremo gli animali potremo far salire la stella al secondo livello ed infine anche al terzo (il massimo).
Se raggiungiamo il terzo livello prenderemo immediatamente una lisca di pesce (molto importanti, sono soldi bonus, il cambio è 1 a 1, o punti a fine partita).

Far crescere l’abbondanza di un animale vuol dire seguire quanto indicato dalla carta stessa (in basso al centro). Ogni animale ha uno specifico requisito: spesso dovremo pagare risorse (es. plankton) o magari semplicemente affaticare il nostro animaletto senza dover pagare nulla. Altre volte ci chiederà di far abbassare l’abbondanza di un altro animale ed altre particolari regole che non spiegheremo qui (il manuale è esaustivo a riguardo).
Per sfamare i nostri animali potremo inoltre usare il nostro gettone Hunt o caccia (“finalmente ne parlano” starete dicendo).
Usando il gettone (una volta per turno, si resetta al turno successivo) potremo usare l’animale di un altro giocatore per far accrescere l’abbondanza del nostro (invece di usare uno dei nostri animali).
L’esempio più banale è: invece di far decrescere l’abbondanza di uno dei miei pesci uso il pesce di un avversario. Il nostro animale salirà di abbondanza MA quello del nostro avversario non subirà nulla di negativo; dunque, non perderà nulla (abbondanza in questo caso).
Voi mi direte: e quindi a cosa serve? Non posso creare scompiglio?
La risposta è no, non potrete. Semplicemente sfrutterete un vantaggio senza creare svantaggi nel vostro ecosistema. In questo gioco non sono previsti colpi bassi!

Punti vittoria e fine del gioco
Alla fine del quarto round, come già detto, al posto della fase recovery avremo il calcolo del punteggio. Conteremo dunque:
- Abbondanza dei nostri animali: sommeremo tutte i livelli di abbondanza raggiunti nel nostro atollo
- Punti vittoria per i coralli che hanno l’indicazione “end of game”.
- Punti vittoria per le lische di pesce avanzate
- Sottrarremo 1 punto per ogni simbolo inquinamento ancora presente sul nostro atollo
Il giocatore con più punti verrà incoronato operatore marino dell’anno e gli altri giocatori dovranno subito procurargli una collana di conchiglie (in alternativa un applauso è apprezzato ugualmente).
Il gioco ha compreso nel base game anche delle varianti (es. le carte obiettivo) che aggiungono complessità ed allungano ulteriormente la rigiocabilità del titolo (già diversificato di suo per la sua caratteristica di base: è un puzzle game).

Come Gira Atoll
Vi abbiamo raccontato di come è nata l’idea di Atoll nella mente di Jan ma non abbiamo ancora menzionato i suoi lunghi sforzi (anni di sviluppo e miglioramenti) oltre alla bravura di primeggiare in un realty show (in onda in Repubblica Ceca) dedicato ai boardgame…si avete letto bene, un realty show dedicato ai boardgame, chiamato Den Deskovek gestito per l’appunto da Albi, alla sua terza stagione!
Atoll e Jan sono stati vincitori della prima edizione di questo show, sottolineando l’impegno e soprattutto l’approvazione di esperti nel settore nello scegliere questo titolo per la produzione.
Il lavoro dell’autore si vede soprattutto nella coerenza che abbiamo trovato nella struttura tra tema e gioco. Quando dice di voler educare non scherza: il nostro Atollo dovrà essere alimentato con investimenti (che potrebbero portare a conseguenze quali l’inquinamento dei turisti) e soprattutto con la gestione oculata della biodiversità delle specie che lo abiteranno.
La coesistenza di animali quali stelle marine, alghe assieme a pesci di piccola o grande taglia è gestita dalle loro caratteristiche di abbondanza: alcuni vanno bene assieme (creando un ottimo motore di punti) altri creano situazioni meno fluide. Dovremo, dunque, scegliere bene gli animali ed i coralli nel nostro piccolo Atollo per farli proliferare meglio dei nostri avversari.

Il gioco è leggero ma non troppo. Ha una difficoltà moderata che permette di essere molto accessibile (con un po’ di pazienza per chi non ha un’abitudine ludica frequente) e sfidante per i giocatori “pro”.
Abbiamo avuto la fortuna di proporlo con la nostra associazione ludica ed i ragazzi sono rimasti entusiasti dal colpo d’occhio che Atoll crea sul tavolo: come descritto dall’autore, il gioco non deve solo divertire ma affascinare ed educare.
Per la parte grafica nulla da dire, le carte hanno un’ottima qualità così come il resto dei componenti. Chi conosce già la casa di produzione Albi sa di poter far affidamento su materiali di qualità (ad esempio Karak o il nuovo chiacchierato Tea Garden).
Il gameplay come puzzle game è il segreto della longevità di questo titolo. Potrete certamente utilizzare le diverse espansioni o moduli proposti (es. le carte evento) per aggiungere variabilità ma vi dirò: non è strettamente necessario.
Passiamo ad alcune note dolenti che ci hanno lasciato un po’ perplessi.
Abbiamo parlato della box che per noi è sempre un tema importante. Ma ciò che ci ha colpito è la presenza di alcune strategie definibili “troppo vincenti”.

Abbiamo parlato di strategia e biodiversità di elementi che, se accomunati in modo intelligente, creano dei motori di punti notevoli (esempio tutte le specie che hanno caratteristiche di simbiosi o fattori comuni per far accrescere l’abbondanza).
Un esempio palese è lo squalo martello che permette di fare numerosi punti a fine partita se gli avversari avranno a sua volta pesci grandi nel loro ecosistema. Ovviamente non parliamo di strategie totalmente fuori controllo ma che possono in qualche modo far tendere l’ago della bilancia con più facilità verso uno dei giocatori del tavolo.
Inoltre, un altro aspetto che manca forse è l’interazione: praticamente quasi assente.
Ci siamo chiesti: il gettone Hunt (che ci aiuta ad avviare una caccia sfruttando gli animali dei nostri avversari per accrescere l’abbondanza di uno dei nostri) sarebbe forse stata la giusta leva per creare un po’ di pepe nel tavolo. Come mai non lasciare nessun effetto negativo su chi subisce la caccia? Probabilmente avrebbe aperto (senza troppa invadenza) a qualche spunto per frenare il problema elencato poco fa delle carte troppo vincenti.
Tralasciando questi particolari, il gioco è davvero un piacere per gli occhi e per la mente. Il tema assieme alla poca complessità di regole lo rende un titolo gradevole che vi potrà regalare diverse soddisfazioni ludiche!

Sappiamo che li state aspettando. Passiamo ai nostri personali Pro e Contro!
I nostri pro e contro
Eccoci, dunque, ai nostri personali pro e contro su Fall:
Pro:
- Longevità e variabilità di gioco: Atoll, grazie alla sua meccanica di puzzle game e alle numerose varianti aggiunte nel base game (carte obiettivo, biodiversità etc) ha una rigiocabilità elevata. Nonostante sia un peso medio il gioco risulta piacevole e semplice: un punto fermo per la vostra libreria per i titoli tema “marino”.
- Grafica e gameplay: Le carte di forma quadrata sono gestite con semplicità sul tavolo da gioco anche se lo spazio necessario è decisamente notevole (soprattutto se giocate da 3 in su). Il colpo d’occhio quando gli atolli crescono è notevole: i colori sono stupendi (tra coralli ed animali) dando davvero la sensazione di costruire un vero ecosistema marino.
- Coerenza dall’idea originale: Abbiamo raccontato da dove proviene l’idea di Atoll e soprattutto di tutti gli sforzi che l’autore Jan ha fatto per tirarlo su. Non solo il regolamento, che introduce il tema in modo ampio nella prima pagina, ma anche lo stesso gameplay risulta coerente con la missione di far crescere e proliferare un ecosistema. Pesci che crescono sotto alle colonie di coralli, alimentazione che spesso va a “diminuire” l’abbondanza di altre specie di cui la prima si nutre…sono tutte caratteristiche che esaltano il tema e lo studio dietro alla creazione del gioco. Chapeau Jan!
Contro:
- Box bella da vedere ma eccessivamente ingombrante. Occuperà un bello spazio nelle vostre librerie mentre l’interno è raggruppato in un terzo della sua capienza. Inoltre, i materiali escono senza bustine sufficienti per essere conservati al meglio. Leggermente scomodo…
- Strategie troppo vincenti: Alcune carte, se usate in combinazione, risultano al tavolo di gioco “troppo vincenti”, squilibrando leggermente la partita (spesso senza possibilità di contrastarle in modo efficace). La mancanza di un sistema che “rallenti” gli altri (es. aggiungere un effetto negativo alle “hunt”) si nota già dalla prima partita.

Conclusioni
L’autore Jan Štěpánek con le sue parole spiega al meglio quello che rappresenta il suo gioiellino:
“Atoll non è solo un gioco; è un viaggio attraverso la meraviglia e la fragilità degli oceani.
Grazie a meccaniche innovative e a un tema educativo, riesce a coinvolgere tanto gli appassionati di giochi strategici quanto chi cerca un’esperienza significativa. È un invito a riflettere sul nostro ruolo nella conservazione della natura, il tutto mentre ci divertiamo a costruire il nostro piccolo angolo di paradiso marino”.
Noi sposiamo appieno il suo pensiero e crediamo fermamente che questo gioco possa ritagliarsi un posto fisso in molte librerie, qualunche sia la tipologia di giocatore.
Se siete alla ricerca di un titolo che unisca bellezza, profondità strategica e un messaggio importante, Atoll è pronto a conquistarvi e a farvi scervellare per bene!
Pronti a immergervi?

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