scritto da
FΛB!O P.
Secondo il calendario, questi sono gli ultimi giorni dell’estate 2024. I nostri sensi dicono che è oramai autunno, però tecnicamente non è così. Me ne avvalgo, allora, per parlarvi dell’ultimo gioco che ha caratterizzato la nostra stagione calda, con le sue vacanze, gite e visite ad amici e parenti. Si tratta di Cube Duel, edito dalla Smart Games nel 2020, ma che ha già il fascino del classico.
Il piacere del gioco inizia sin dalla manipolazione dei pezzi (i policubi) e prosegue con poche, semplici regole in un ritmo serrato. L’hanno concepito le menti di Niek Neuwahl, Alain Brobecker e Rein Lambrichts per 1-2 giocatori di almeno 10 anni, che si affrontano in partite di 5-10 minuti. È del tutto indipendente dalla lingua, eccettuata la lettura del regolamento.
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Ringrazio il distributore per la copia recensore.
IL GIOCO IN UNA FRASE
Durante la partita i giocatori si alternano nell’aggiungere pezzi per costruire un cubo: quando non è più possibile farlo, vince chi ha il maggior numero di quadrati del proprio colore sui 3 lati esterni (esposti) del cubo.

COMPONENTI
La scatola di Cube Duel (240×240×90mm) contiene il regolamento (DK, EN, FI, FR, DE, GR, IT, NO, PT, RS, ES), il libretto delle sfide con relative soluzioni, 2×8 pezzi in plastica nei colori rosso e giallo, la custodia in due elementi di plastica che si rimonta come base di gioco.
Il volume della scatola è esagerato, tuttavia per portarlo in giro vi basterà prendere la custodia di plastica con i 16 pezzi dentro (in ferie abbiamo fatto così). Da annotare tra le attenzioni ai particolari: quando la custodia è inserita nel suo alloggiamento nel cartone, con un angolino aiuta le alette a tenere i libretti al loro posto (vedere foto). Ottima poi la conversione in base di gioco e la sensazione tattile restituita dai pezzi, discretamente pesanti. Le spiegazioni e le sfide sono chiare, con un efficace sistema di risoluzione grafico.
Ho anche girato un video di unboxing:

COME SI GIOCA
Lasciandovi come sempre al regolamento (EN) per una lettura più puntuale, ve ne faccio un riepilogo.
Aprite la custodia in due parti e appoggiate la metà azzurra sul tavolo con l’apertura piccola verso l’alto. Inserite quindi l’angolo della metà trasparente in questa apertura. Spingete con cautela fino a sentire un “click”. Ogni giocatore utilizza gli 8 pezzi di un colore (rosso o giallo). Per il resto i due set sono identici.

A turno, collocate uno dei vostri pezzi nella metà trasparente della custodia. Il pezzo deve:
- allinearsi con le tre facce trasparenti;
- essere stabile, in modo da non rovesciarsi o far cadere altri pezzi;
- non uscire dal volume 4×4×4;
- essere inserito senza spostare, nemmeno temporaneamente, i pezzi piazzati in precedenza.
Quando non riuscite a rispettare queste regole, passate il turno. La partita finisce quando entrambi i giocatori passano. Contate i quadrati del vostro colore sulle 3 facce esposte del cubo e chi ne ha di più vince.

ASTRATTOMETRO 
Finora non vi ho parlato dell’ambientazione e non vi ho riportato il testo in corsivo… perché non c’è niente di tutto ciò ^_^
È un astratto fatto e finito, non ha bisogno di una storia stiracchiata di contorno e si presenta come un classico moderno, dai materiali top e dalle meccaniche semplici, ma intriganti.
Cube Duel: 10/10

CONSIDERAZIONI
I rompicapi sono tra le mie passioni. Ce n’è uno, chiamato cubo soma, che mi è venuto in mente durante l’unboxing di Cube Duel, perché sostanzialmente sottende lo stesso concetto di base: il volume di un cubo diviso in pezzi da ricomporre. Passiamo da 3×3×3 a 4×4×4, ma poco cambia. Giocando, invece, non ho potuto non pensare a Katamino, in cui bisogna riempire un rettangolo di pentamini. Il titolo di oggi prende le mosse, dunque, da premesse note per generare qualcosa di tridimensionale e affascinante.
Le regole quasi non serve spiegarle: sintetizzando al massimo, il pezzo che aggiungete deve stare “bene” al suo posto. Sono ultra-rapide anche le partite: 3-5 minuti, nella nostra esperienza. A dispetto di questa brevità, il piazzamento è tre volte strategico: per quanto possibile non dovete precludervi le mosse future, dovete altresì intralciare il vostro avversario, infine ovviamente dovete cercare di avere più quadrati possibili sulle 3 facce esposte.
Vi faccio l’esempio del pezzo che possiamo chiamare “I”, quello formato da quattro cubi in fila. Collocato in mezzo al volume 4×4×4, varrà 1 solo PV per il quadrato di testa che resta visibile. Messo lungo una delle facce esterne, il suo valore sale a 5 PV: 1 quadrato di testa + 4 di una superficie laterale. Ma se siete in grado di piazzarlo come spigolo tra due facce, eccolo balzare a ben 9 PV: il solito quadrato di testa + 4 di una superficie laterale + 4 dell’altra.
Giocare a Cube Duel stimola le seguenti abilità cognitive: concentrazione, pensiero flessibile, pianificazione, risoluzione dei problemi, visione spaziale. Alla prima partita può riservare delle insidie, visto che la naturale propensione a “completare” il cubo senza lasciare buchi non sempre va a braccetto con le attenzioni strategiche a cui accennavo prima. Pertanto chi ha già qualche partita alle spalle è avvantaggiato rispetto a un esordiente, tuttavia il divario si colma in fretta.

Chiaramente tra i due avversari c’è tanta interazione, che può diventare più diretta man mano che gli spazi e il numero di pezzi disponibili si riducono. Se vedessi che ti rimane la “T”, potrei far in modo da non lasciare buchi con quella forma. La fortuna, al contrario, non è per nulla presente, dato che ogni decisione è a carico dei giocatori e niente è in balia del caso.
Per quanto riguarda la scalabilità, il libretto delle sfide vi accompagna nella modalità solitario, che non spartisce molto col gioco in coppia, se non i materiali. Contiene 80 configurazioni da ottenere, partendo dai pochi pezzi indicati e aggiungendo i restanti. Spesso già capire come sono posizionati i primi è un rompicapo nel rompicapo. Le sfide appartengono a 5 livelli di difficoltà, ben calibrati e d’impatto visivo. D’altra parte la Smart Games è un’eccellenza in questo genere.
Il cubo soma ha 240 soluzioni dimostrate. In Cube Duel i pezzi sono un pochino differenti e il volume è maggiore, pertanto le soluzioni sono ancora di più. La rigiocabilità “teorica” non è quindi in discussione, inoltre è quella “pratica” creata dalle scelte dei giocatori che rende ciascuna partita distinta dalle altre. Con questa durata, poi, giocare più partite di fila è la norma. Infine, per provare un altro gusto, nulla vieta di prendere in prestito la condizione di vittoria di Katamino: il primo che non riesce a piazzare perde.
Lati negativi?
Quelli degli astratti da due (vedere qui).

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Cube Duel?
- Sì, perché le partite sono corte.
- Sì, perché si migliora in fretta.
- Sì, perché ripaga anche dal punto di vista sensoriale.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Mi ha attirato all’istante, poiché visivamente colpisce molto. La voglia di giocare con i pezzi, anche senza fare una vera partita, è stata da subito fortissima. Purtroppo per me, è un tipo di gioco per cui non sono particolarmente portata, quindi ho immaginato fin dal primo momento che Fabio mi avrebbe stracciato. Ma perdere non è stato così frustrante, perché la goduria di incastrare pezzi è soddisfacente di suo. Ho iniziato a cercare immediatamente il motivo della sconfitta, ipotizzando mosse più efficaci, trovando gli errori e chiedendo la rivincita. Il bello sta proprio lì: poter analizzare, in poco tempo, quali mosse migliorare e sfidare – sé stessi prima di tutto – a fare meglio alla prossima partita.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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