scritto da Valerio

Tutti i giochi sono astratti!
Quello che cambia è la percezione (soggettiva) di quanto il gioco si allontani o meno dal mondo reale.
La mia personale classifica Astrattometro™ nasce pertanto con l’idea di dare un valore al grado di astrattezza di un gioco, con un voto da 1 a 10 dove 1 rappresenta un gioco super ambientato con materiali evocativi e 10 rappresenta un gioco fatto solo da componenti elementari senza alcun riferimento all’ambientazione.
Nelle mie recensioni tratterò solamente dei giochi che nella mia personale concezione raggiungono la sufficiente astrattezza e che perciò nella mia classifica Astrattometro™ (la quale, come detto, comprende TUTTI i boardgame) hanno voti dal 6 al 10.

Per rappresentare graficamente l’Astrattometro™ è stata dunque preparata una serie di immagini che usa come esempi giochi famosi al grande pubblico, perché purtroppo molti astratti antichi e moderni sono poco conosciuti ai più. Le mie recensioni hanno proprio lo scopo di far scoprire non tanto i giochi astratti celebri, ma piuttosto quelli che rimangono nell’ignoto, pur tuttavia degni di essere conosciuti e approfonditi.

Di seguito riporto la spiegazione dei voti della scala, ricordando che sono soggettivi:

Voto 6: giochi che su BGG sono già considerati nella categoria Abstract Strategy, ma non abbastanza da entrare nella classifica degli astratti. Diciamo quindi che per alcuni potrebbero non risultare astratti, nondimeno in realtà lo sono (ovviamente è tutto soggettivo): in pratica sono sulla linea di demarcazione da me immaginata. Titoli che ricadono in questo voto sono ad esempio Samurai e Barony, però come titolo significativo inserito nell’immagine troverete il capolavoro di Knizia Tigri & Eufrate: attualmente ha una posizione tra le prime 100 nella classifica generale e dei giochi strategici, ma – nonostante sia nella categoria degli Astratti Strategici – non è presente nella classifica dei giochi astratti.

Voto 7: giochi che iniziano ad essere universalmente considerati astratti, ma possono ancora essere attraenti per chi non ama questo “genere”. Titoli che ricadano in questo voto sono ad esempio Torres e Clans, però come titolo significativo inserito nell’immagine troverete la nuova versione de-astrattizzata di Santorini il quale, proprio per questo lavoro fatto, è stato un grande successo rispetto al gioco originario.

Voto 8: giochi che sono decisamente astratti, ma che per componenti e/o meccaniche hanno una discreta tematizzazione. Titoli che ricadano in questo voto sono ad esempio Hey, That’s My Fish! e Ricochet Robots, però come titolo significativo inserito nell’immagine troverete il celeberrimo Patchwork.

Voto 9: giochi che sono palesemente astratti, ma hanno un accenno di tematizzazione nei materiali e/o nelle meccaniche. L’esempio classico sono gli scacchi o giochi moderni come Buffalo o Siam, ma nell’immagine troverete l’astratto moderno per eccellenza, ovvero Hive.

Voto 10: giochi che sono astratti in tutto e per tutto e che non nascondono di esserlo. Per questo voto potrei nominarne a decine come tutta la serie del progetto GIPF, i classici Gigamic, Hex, Twixt, Sixth, Abalone, Qwirkle, Geniale! e moltissimi altri, però per me il più rappresentativo rimane il gioco millenario go, che è quello che troverete nell’immagine.

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