Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli (e sui nostri letti) abbiamo trovato code di drago, scafi di astronavi, parti di fiere, petali d’indaco, rotaie d’acciaio e nuvolette di pixel.
Buona lettura!
Pillole
[Davide-Simarillon] Dragondraft • 2-4 giocatori • 8+ • 30’ • giocato in 3 (sul lettone) • 30 minuti

Venerdì sera, ieri era il compleanno di Lorenzo e ci ha chiesto di festeggiarlo con i suoi amici di scuola. La risposta è, ovviamente, OK. Quindi dopo la pizza X-Box e FIFA2024, con sei pad che giocano in contemporanea (… magari avessi potuto farlo io ai miei tempi!). Papà, mamma e la sorellina sono di troppo e ci si ritrova sul lettone a giocare a Dragondraft, gioco in cui dovremo organizzare il miglior spettacolo di draghi.
Quattro turni in cui dovremo collezionare draghi prendendoli o tra i primi disponibili o con un costo extra tra quelli successivi. Cinque tipologie di draghi, che fanno fare, ognuno, punti in modo differente. Dai draghi verdi il cui punteggio cresce esponenzialmente con il maggior numero, ai draghi rossi, molto premianti, ma che richiedono di essere, almeno, in quattro per arrivare ai draghi gialli, che ci faranno fare punti (molti) extra in caso di maggioranza. Al termine della raccolta si avrà la possibilità con le carte folletto di costruire tribune per gli spettatori o attrezzarsi per ampliare le possibilità nel turno successivo.
Letizia parte a razzo e colleziona soprattutto draghi rossi e draghi gialli, mamma Elena è un po’ spaesate e non ha una strategia chiare, mentre papà Davide gioca su una strategia mai provata raccogliere folletti e costruire tribune. Letizia acquisisce un buon margine di punteggio, mamma rimane subito indietro e la sfida del terzo turno, persa sui draghi viola la taglia fuori da ogni possibilità di punteggio. Giocare sui folletti è strano e faticoso e non sembra risultare premiante, riesco a costruire le due tribune migliori, ma il gioco monotematico è rischioso e forse anche un pelo noioso.
Si arriva alla fine e come da pronostico vince (anche se con uno scarto minore di quello ipotizzato) la piccola di casa. Brava Letizia!
[approfondisci su GSNT, Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it]
[F/\B!O P.] Tiny Epic Galaxies • 1-5 giocatori • 14+ • 30-45′ • giocato in 3 di cui 2 alla prima partita • 70 minuti con spiegazione

Siamo alla seconda casellina del tracciato che prevede una serata giochi al mese tra me e Gourdo. Come si evince dalla tovaglia destabilizzante, siamo a casa sua, orfani di Luco e Gerry, con Gianchi a fare da terzo capitano. L’occasione è propizia per far conoscere a loro il mio Tiny Epic preferito.
Controlli un impero galattico, con l’obiettivo di espandere la tua influenza acquisendo pianeti e aumentando l’armata. Il numero di dadi lanciati è determinato dalla forza della tua galassia. Su ogni dado sono incisi i simboli delle varie azioni, come muovere un’astronave, aumentare le risorse (cultura o energia), far avanzare la propria influenza politica o economica sui pianeti appena scoperti. Le azioni disponibili possono essere eseguite nell’ordine che si desidera, ma ciascun avversario può scegliere di seguire ogni dado spendendo cultura. Colonizzerai nuovi pianeti, guadagnando così punti vittoria e accumulando abilità speciali. Spendendo risorse identiche potrai far crescere il tuo impero, ottenendo più dadi, navi e punti. L’ultimo modo per fare punti è raggiungere l’obiettivo segreto e chi ne avrà segnati di più sarà il vincitore.
Nei primi turni le azioni mie e di Gourdo mi lasciano intuire che abbiamo imboccato strategie simili: pompare la galassia il prima possibile e pianeti energetici. Gianchi apprezza molto il tema fantascientifico, ma sembra non aver colto appieno le implicazioni di certe regole: sarà sostanzialmente una corsa a due. I lanci dei dadi non paiono preferire un giocatore all’altro: sono mediamente abbastanza utillizzabili. Inglobiamo qualche pianeta a testa, però non hanno abililtà particolarmente utili. Su uno dei miei c’è la famigerata “copia un’abilità avversaria”, tuttavia è più il tempo che mi fa perdere ogni volta per ricontrollare cosa possono fare, che i reali vantaggi che mi procura. Il momento più epico della mia partita si verifica quando sfrutto l’abilità di un pianeta (atterrando su di esso) per spostare un’altra delle mie navi dall’orbita di un secondo pianeta a quello più remunerativo sul tavolo, attorno al quale gironzolava Gourdo, sorpassandolo e di fatto mettendomi in pole position per la colonizzazione. Ci riuscirò, ma non sarà sufficiente: sarà lui ad attivare il finale e nel mio ultimo turno non sarò in grado di combinare granché. Scatola piccola, riempita bene, regole abbordabili, sfruttabile da 1 a 5 giocatori, strategia batte fortuna, con la meccanica del “seguire” che elimina i tempi morti: mi diverte sempre, anche se vinco poco.
[approfondisci su GSNT, Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it]
[F/\B!O P.] Chimere • 2-5 giocatori • 8+ • 30′ • giocato in 3 alla prima partita • 35 minuti con spiegazione

La serata prosegue con una partita ad Harald (di cui vi ho già parlato qui), nella volontà di aumentare l’interazione. Per proseguire su questo cammino in salita, Gourdo propone di chiudere le ostilità con una scatola che ha ancora nel cellophane: è sempre un piacere aiutare gli amici a svuotare lo scaffale della vergogna ^_^
La partita dura tre anni/round, divisi in quattro stagioni/plance riempite simultaneamente da pezzi di bestie (davanti-centro-dietro). Ogni stagione ha due caratteristiche/icone casuali per cui la chimera relativa verrà valutata. Se un pezzo non ti piace, puoi aggiungerlo alle chimere altrui. Quando tutti hanno le plance piene, parte una fase di riordino dei propri pezzi: chi termina per primo fa partire un timer di 30 secondi e poi si segnano i punti. C’è, infine, una discussione/elezione dell’animale che risulta meglio incorporare una certa descrizione, con il suo mini-bonus. Chi segna più punti è il vincitore.
Seppure le illustrazioni siano molto belle, qui si guardano soprattutto le icone. La meccanica risulta decisamente facile e proponibile praticamente a chiunque. Io parto molto bene e chiudo il primo anno con un buon vantaggio. È veramente frenetico e l’interazione che cercavamo l’abbiamo trovata. Creiamo chimere buffe, improbabili e talvolta inguardabili. Posso dire serenamente che la maggior parte del divertimento non viene dal fare meglio degli altri, ma dall’appioppare loro gli scarti peggiori. Purtroppo nel secondo anno compongo una bestia con delle parti doppie e questo mi infliggerà un pesante malus, determinante per la sconfitta. Pur avendo un debole per i giochi in tempo reale, mal sopporto le discussioni/elezioni, perciò ho rifiutato l’offerta di una seconda partita di fila.
[Antonio-Figlio di Griffin] Puerto Rico • 2-5 giocatori • 12+ • 90-150′ • giocato in 3 • 120′ con spiegazione a me che ero alla prima partita

Finalmente ho intavolato uno dei pilastri dei GDT moderni e ho capito perché portava con sé tanto credito. L’occasione è stata la “sessione di allenamento” che Tore e Antonello avevano programmato in vista di un torneo previsto in associazione ludica il prossimo mese.
Mi sono inserito in questo percorso e non vi nascondo che il gioco mi è piaciuto così tanto da volerlo rigiocare – perché no – anche in vista di una possibile iscrizione al torneo!
Come scrivevo, il gioco mi è piaciuto parecchio e senza dilungarmi su meccaniche e dinamiche di gioco fin troppo note, vado subito a descrivervi ciò che la bella partita mi ha lasciato…
Ho trovato molto interessante la scelta dei ruoli con vantaggio per sé e chiamata alle azioni base anche per gli altri giocatori. Questa meccanica crea una strana (ma bella) interazione perché si ha la sensazione, in questo modo, di far giocare gli altri oltre che sé stessi e tale sensazione non l’avevo mai provata se non in giochi a due dove, spesso, ti trovi a “forzare” le mosse dell’avversario dopo le tue di scelte.
Insomma un genuino gestionale german per giocatori assidui assolutamente promosso che, per me, ha il solo difetto di avere troppi edifici per i quali ricordare troppe abilità (e influenza delle stesse) durante l’utilizzo dei ruoli, per il resto un titolo che merita tutto l’apprezzamento di cui si legge in giro.
Se siete giocatori assidui non potete, come fatto colpevolmente da me per troppo tempo, avere una “carriera ludica” senza una partita a Puerto Rico.
Per la cronaca: alla mia prima partita ho fatto un onorevolissimo secondo posto raggiungendo il punteggio di 50, con Antonello staccato di 2 punti e Tore (irraggiungibile) con più di 15 punti avanti.
[approfondisci su GSNT, Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it]
[Antonio-Figlio di Griffin] Next Station London • 1-4 giocatori • 8+ • 25′ • giocato in 3 • 20 minuti con veloce spiegazione delle regole

Sempre da Tore, ieri sera, ho provato questo intrigante Flip&Write che tanto mi aveva attirato quando lo avevo visto spiegare in associazione prima di una partita non più partita.
La bellezza di questo titolo sta nella semplicità di dover collegare, ogni volta, solo un punto A con un punto B ma con un peso nella scelta della direzione dato dagli obiettivi base per fare punti dopo ogni round e a fine partita.
Una cosa molto carina, a mio avviso, è che i diversi round sono “scanditi” oltre che dall’esaurimento del mazzo da flippare, anche dall’impiego di un colore di matita sempre diverso.
Io che non amo particolarmente il mondo dei Roll&Write (o simili) sono stato davvero conquistato da questa stazione londinese e già pregusto la tappa a Tokyo appena Tore ne avrà assimilato le peculiarità di regolamento rispetto a questa scatolina.
PS anche qui sono arrivato secondo, con un bel 125 di punteggio, battuto di soli 3 punti da Antonello, con Tore staccato di circa 6-7 fermate…”pardòn”, punti!
[approfondisci su GSNT, Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it]
[Antonio-Figlio di Griffin] Level 10 • 1-5 giocatori • giocato in 3, in 2 e anche in solitaria • sempre con partite di circa 20 minuti

Questo piccolo gioiellino lo avevo comprato avendo gli occhi a cuoricino fin dalla prima visione delle prime immagini in rete. Lo avevo anelato, atteso, comprato e, come spesso accade, poi lasciato sullo scaffale della vergogna!
Shame su di me, insultato da giocatori passanti mentre percorro nudo la strada che va da casa mia alla fumetteria (i fan della serie de Il Trono di Spade capiranno il perché ^_^).
Menomale che il gioco, da poco, lo aveva comprato anche il nostro spiegaTore che, sempre ieri sera, ce lo ha fatto intavolare prima che arrivasse la pizza.
Il gioco è un puzzle-game collaborativo in cui giocare in sequenza cinque file di carte colore in base a numeri crescenti, con la possibilità (e la necessità) di ripartire azzerando lo start.
La grafica è pazzesca e vi ricatapulterà (se avete dai 35 anni in su) a ricordi di partite da Gameboy o, addirittura, da Sega Megadrive…vabbè, aspettate un attimo che asciugo le lacrime da commozione e sono subito da voi.
Rieccomi tornato, con gli occhi ancora un po’ lucidi, per dirvi che questo gioco è bellissimo da giocare in qualsiasi configurazione. Come anticipavo nel resoconto, ho fatto sia partite da solo che in 3 e in 2 e ogni volta non è stato per nulla facile completarlo con una vittoria.
Soprattutto la prima partita, in 2, non avevo capito a pieno, come giocare al meglio i numeri per non restare bloccati e, infatti, io e Antonello non siamo riusciti mai a vincere. Con Tore, invece, al secondo tentativo, siamo riusciti a finire tutte e cinque le file. Anche da solo, una volta tornato a casa e una volta aperta la mia copia, ho conseguito la vittoria al secondo tentativo.
Ogni partita l’abbiamo/l’ho giocata con tre carte pausa (facilitatrici) nel mazzo, che altro non servivano che a dare uno spazio jolly da occupare se non si avevano carte da poter giocare in una determinata posizione. Come vedrete dalla foto, però, nella mia partita da solo sono riuscito a non doverne utilizzare nemmeno una e questa cosa mi ha riempito di orgoglio e soddisfazione ludica come non mai.
Ripeto che mi sono trovato davanti un piccolo gioiellino che non avrà il pregio assoluto della longevità, nel senso che a lungo andare vi sembrerà di fare sempre la stessa partita, ma che davvero vi risulterà un gioco di carte sfidante (per la difficoltà) e accattivante (per la grafica) che certo vi risolverà parecchi filleranti momenti, tra un peso medio e l’altro o tra un’attesa solitaria e l’altra.
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana giochiamo un “doppio Fabio” per tre video: il F/\B!O P. per un tutorial e un unboxing e il Fapos per un video unboxing di un Wargame.
Nel primo video è di F/\B!O: descrizione dei componenti e apertura della scatola di SCOPE Panzer, di Juan A. Nácher, gioco da tavolo edito da Giochix.
Nel secondo video Fapos ci apre la scatola di Sea Wolves Solitaire: Battle of the Atlantic 1939-1942.
Il terzo video è di F/\B!O: preparazione della partita e descrizione delle regole di Aquaris, gioco da tavolo edito da Titan Boardgames, di Fernando Prima. È un’anteprima, perché lo trovate attualmente in finanziamento su Kickstarter.
Nel podcast la puntata dell’Hype è tutta dedicata al Festival di Cannes 2024 e al premio As d’Or!
ENIGMI E SALUTI
Aldo per primo e Il Vins subito dopo hanno tirato fuori la scatola di Explorers of the North Sea dal caleidoscopio di F/\B!O domenica scorsa.
Questa settimana lancio un nuovo tipo di enigma, battezzandolo l’indovinasunto… dove dovrete indovinare il gioco dalla foto del riepilogo giocatori-età-durata presente sulla scatola.
Ecco a Voi il primo indovinasunto:

Giocate, guardate bene, risolvete e commentate. Alla prossima!
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it