Fabio (Pinco11)
NEXT STATION TOKYO – RECENSIONE
Dopo essermi fatto assorbire per diversi giorni da Next Station : London, flip and write (se volete approfondire la conoscenza di questa classe di titoli eccovi il link adatto) del quale vi ho parlato e che, grazie alla nomination per lo Spiel des Jahre, si è conquistato un’ottima notorietà, ho deciso di passare alla sue re-implementazione o versione 2.0, ossia Next Station: Tokyo (edito da Blue Orange, con edizione italiana a cura di Ghenos Games, 1-4 giocatori, 8+, 25′).
Stavolta ci caliamo nei panni di progettisti delle nuove linee metropolitane della capitale giapponese, in una nuova versione leggermente più complessa del predecessore, che ne eredita l’85% del set di regole, introducendo alcune varianti utili a donare maggiore spessore al gameplay.

NEXT STATION TOKYO IN POCO
Le regole di base restano le stesse, per cui ad ogni turno si gira una carta simbolo e si procede a disegnare sulla propria scheda una linea che connette uno dei due ‘capi’ della linea che stiamo costruendo ad un simbolo di quel tipo presente sulla nostra mappa (ricalcando apposite linee tratteggiate che identificano i percorsi realizzabili), salvo eccezioni, grazie alle carte jolly. La cosa si ripete sino a che non sia uscita la quinta carta a fondo verde, quindi si attribuiscono punti (numero settori raggiunti x numero stazioni nel settore più battuto) e si riparte con un nuovo colore, per 4 volte. A fine partita arrivano i classici bonus conclusivi.
Questa versione elimina dalla mappa il fiume (che dava bonus) ed introduce un ‘anello’ centrale di colore verde, che è invalicabile con righe passanti, per cui è possibile superarlo solo passando attraverso le otto stazioni presenti su di esso (che dovranno essere raggiunte il più possibile, visto che si avranno 3 punti di penalità per ognuna non raggiunta).
La griglia è inoltre modificata e non è più a rettangoli, pur mantenendo 13 settori ed i jolly consentono anche di ‘doppiare’ una linea già disegnata. Le stazioni di interscambio doppie, infine, sono premiate solo se realizzate nei settori più ‘esterni’, mentre a fine partita sono altrimenti ‘pagate’ con punti solo quelle triple, quadruple e quintuple (conta anche il colore dell’anello verde).

COME SI PRESENTA
Scatola e materiali (validi) restano sostanzialmente invariati (scatola, matite colorate, paccone di fogli double face, mazzetti di carte), con la minore eccezione di una grafica leggermente variata per ricreare in qualche modo, sempre in forma stilizzata, lo spirito del paese del sol levante.
Graficamente tutto risulta azzeccato, salvo la eccezione legata alle tenui linee gialle che dividono i settori: considerando che ora la forma di essi non è più regolare, si fa una certa fatica a vedere bene le linee (salvo poi memorizzarne in qualche modo la posizione), soprattutto se si gioca in luce non perfetta. E’ auspicabile, in caso di ristampa, utilizzare una tinta leggermente più visibile.

COME GIRA NEXT STATION TOKYO
Il motore di base del gioco è sempre quello che ha fatto la fortuna del predecessore, per cui partiamo da una base sicuramente valida e chi si sia interessato a questa nuova versione è facile che sia stato un estimatore del primo capitolo (oppure che si stia chiedendo quale comprare tra i due: in tal caso rinvio al paragrafo successivo dedicato a questo argomento), per cui ragionevolmente gradirà anche questa scatola.
La realtà è che la presenza dell’anello verde e la modifica delle griglie comportano a necessità di focalizzarsi di più di quanto non fosse richiesto in London, in quanto le scelte tattiche tendono ad impattare qui maggiormente rispetto al predecessore, stante la presenza della barriera verde in questione, che limita assai, nelle aree adiacenti, la costruzione della rete, rappresentando le otto stazioni altrettanti colli di bottiglia.
Si dovrà quindi scegliere se indirizzarsi maggiormente al centro, alla ricerca della creazione di stazioni di interscambio multiple, oppure sui bordi, per massimizzare i punteggi parziali e provare ad ottenere i ‘francobolli’, ossia i premi per le stazioni ‘doppie’ realizzate nei settori esterni.

SENSAZIONI
Aumenta la concentrazione richiesta, aumenta lo spessore, ma si perde un poco per strada quella leggerezza che aveva contraddistinto il predecessore e che ne aveva fatto un poco la fortuna.
Se si gioca senza un ‘progetto’ in mente, è facile qui rimanere molto indietro, cosa che premia i giocatori più impegnati, ma che allontanerà i più occasionali. Può poi crescere la frustrazione per linee abortite quando ci si prendono troppi rischi.
Consiglio, se avvertirete troppo la difficoltà, di utilizzare presto il modulo aggiuntivo “stazioni speciali” il quale, aggiungendo piccoli bonus, rende leggermente più facile la vita dei disegnatori di reti giapponesi.

QUALE SCELGO TRA I DUE?
La mia risposta, se non possedete London, è abbastanza automatica, ossia ‘prendete quello’, perché unisce la bellezza di un motorino intelligente con la fruibilità anche da un pubblico di giocatori occasionali.
Per il mio personale apprezzamento Next Station Tokyo è percepibile come la classica ‘espansione’ raccomandata per chi abbia già dedicato al predecessore almeno 15-20 partite e voglia di conseguenza sperimentare nuove sensazioni, pur mantenendo la continuità data dalla condivisione delle medesime regole di partenza.
Già ad Essen il tamtam era che Tokyo fosse la versione ‘per gamers‘ di London e sulla base di questo stavo in effetti per comprare solo il titolo ‘giapponese’ ed avrei commesso un errore, in quanto credo che, se non avessi prima apprezzato la libertà e semplicità della versione inglese non avrei nemmeno gradito questa versione leggermente più ‘seriosa’.
Intendiamoci: la difficoltà complessiva, grazie alla condivisione di buona parte delle regole, resta similare tra i due titoli (1.46 di London contro 1.65/5 di Tokyo), ma aumenta la concentrazione richiesta (e conseguentemente, non a caso, gli utenti di BGG per ora premiano nel voto il primo, che gode di un 7.5 contro il 7.1 di Tokyo).

CONCLUSIONE
Next Station Tokyo è il secondo capitolo della serie Next Station ed è basato sul medesimo set di regole e principi che hanno animato il predecessore, proponendo una nuova mappa, con alcune variazioni a livello di manuale. L’effetto complessivo è quello di rendere il gioco dotato di maggiore spessore, ma anche un pelo meno largamente fruibile rispetto a lui, richiedendo maggiore attenzione ed impegno. E’ dunque consigliato per chi sia alla ricerca di nuove sfide dopo aver in qualche modo ‘esaurito’ London.
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