scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
Buona domenica a tutti!
Ai lettori di librigame belli e ai lettori
di librigame brutti. Questa settimana abbiamo aperto sui nostri tavoli
otto scatole e un libro, anzi un fumetto. Abbiamo quindi schiccherato,
indagato, corso, sfogliato, innaffiato, navigato e poi, naturalmente,
prodotto risorse, costruito edifici e maneggiato carte.
Buona lettura!
60 minuti
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| MicroMacro: Crime City |
Appena arrivato abbiamo provato subito questo gioco investigativo. Se
d’impatto può sembrare un gioco “per bambini” per via della realizzazione
grafica, in realtà si è rivelato molto molto divertente e accattivante.
Abbiamo divorato letteralmente metà casi in un paio di sere. Ci siamo
trovati a pedinare dei ladri, seguire le mosse degli assassini e studiare le
abitudini delle vittime saltando qua e là nell’immensa mappa di gioco. Molto
meno scontato di come può sembrare, questo titolo offrirà sicuramente serate
divertenti a tutta la famiglia. Un bel party game per stemperare
queste lunghe serate di lockdown…
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in 2 • 15′ con spiegazione
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Rettet Rapunzel |
Da buon amante dei giochi di destrezza – oltre che astratti – in un recente
ordine a Steffen-Spiele (dove ho preso le ultime novità
Volterra e Palavan) ho aggiunto per curiosità anche questo
gioco che si è rivelato tremendamente divertente e originale. Dovremo
salvare Rapunzel dalla sua torre rimuovendo via via a colpi di schicchera i
9 dischi di legno che la compongono, iniziando contro ogni logica a smontare
la torre dal fondo. Se si colpisce la torre perfettamente, il disco in fondo
scivola fuori, ma la torre e Rapunzel restano in piedi. Dopo ogni tiro
riuscito si può scegliere se fermarsi e tenere i dischi conquistati o
continuare sapendo che se si sbaglia si perdono tutti i dischi accumulati
nel proprio turno: sinceramente ogni volta che un colpo riesce sembra
un’impresa tale che non ce la siamo mai sentiti di continuare… La partita
prosegue fino alla rimozione dell’ultimo disco e chi riesce prenderà
Rapunzel che varrà 2 punti contro i dischi normali del valore di 1 punto. Si
giocano tanti round quanti giocatori cambiando ogni volta il primo giocatore
e alla fine chi ha più punti sarà il vincitore! Nella sua breve durata il
divertimento è stato costante, sia nei colpi riusciti che in quelli falliti,
con qualche colpo di classe, come in un caso in cui sono riuscito a far
abbassare di 2 livelli la torre in un sol colpo o ancora in un tiro dove il
pezzo si è incastrato sotto la torre e come da regolamento è stato
necessario tentare di rimuoverlo. Il gioco lo si può portare ovunque e,
anche se non è di certo una portata principale, per divertirsi o staccare la
spina per 15 minuti è fantastico e permette una vera sfida di abilità fino a
5 giocatori.
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Endeavor: Le Rotte dell’Impero |
Nuova edizione, con componenti pimpati, del classico Endeavor,
che rende giustizia a un gioco che rappresenta una efficace sintesi tra
meccaniche classiche di gestone azioni e maggioranze. Per quanto l’originale
fosse del 2009, con i nuovi componenti potrebbe essere presentato
tranquillamente come un gioco del 2020 e già questo è un segno della bontà
del titolo. Alla fine ti trovi, infatti, a cercare di cogliere il meglio,
nella tua raccolta di gettoni dalla plancia, di ciò che l’attimo ti offre,
inserendoti adeguatamente nel caos controllato creato dai tuoi avversari.
Giocato in 2 rende l’idea delle meccaniche di gioco, scala anche abbastanza
bene, ma va persa la capacità di barcamenarsi tra le altrui strategie che
invece il multigiocatore richiede, risolvendosi il testa a testa in una
sorta di tiro alla fune, punto a punto, protratto per tutta la partita. Mi
ha lasciato la voglia di rigiocarlo, ma in più persone (a questo punto
post-COVID …).
giocato in 3 • 45′ in modalità non avanzata
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Red Outpost
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Insieme alla mia compagna e a mia figlia siamo sbarcati su un pianeta
lontano e lo abbiamo colonizzato, usando tutti gli insegnamenti datici dal
Soviet prima di partire. Il gioco ha un regolamento facile e
intuitivo, che ci ha fatto immergere facilmente nell’ambientazione. Abbiamo
sfruttato i “due giorni” delle lunghezza della partita in maniera
completamente diversa, il primo sviluppando risorse e il secondo utilizzando
la strategia, mettendo in pratica ogni tipo di tattica per poter vincere la
partita (il più delle volte cercando di svantaggiare gli altri). La partita
è letteralmente volata via lasciandoci la curiosità di provare il gioco
anche con tutti gli add-on.
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giocato/letto scoprendo un paio di finali
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Un Giorno da Cana |
Confesso di averlo comprato per regalarlo a una bimba, ma ho preferito
leggerlo/giocarlo prima io, questo per verificare se i contenuti fossero
adatti anche per fasce di età “non adulte”. La storia della “cana” si
sviluppa a bivi e mi sono immerso nella lettura andando avanti e indietro
tra le pagine e i capitoli, scoprendo un bel personaggio, divertente e
simpatico. La storia ben si lega alla parte ludica e viceversa. Lo
stra-consiglio come regalo già dagli 8-9 anni, perché lo sviluppo di tutto è
molto gradevole e lineare. Ho scoperto una tipologia di prodotto a me
congeniale. Non essendo amante di GDR avevo sempre digerito, a fatica, anche
i librigame: questo invece mi ha fatto passare, alla prima apertura, tre
quarti d’ora di piacevole svago con una lettura più che scorrevole. La parte
del gioco è incentrata su una sorta di puzzle game – per nulla banale
– per riuscire a trovare tutti i possibili finali, con qualche rompicapo e
con in aggiunta un “sottogioco” di ricerca che, però, non vi svelo ☺. Il
titolo mi è piaciuto molto. Un filone (quello del fumetto-gioco) che
approfondirò senz’altro grazie a questa lettura.
giocato in 2 • 60′ con spiegazione regolamento
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| Takenoko |
padrona un gestionale semplice, ma divertente. Ho tirato fuori dalla
collezione il buon vecchio Takenoko, un titolo che si spiega in 10
minuti e che reputo essere una buon viatico per avvicinare la gente ai
giochi di quel genere. Grazie alla facciona rassicurante del bel panda in
copertina, il titolo è stato accolto senza timore. La partita è durata
un’oretta e solo i primi 2 o 3 turni sono serviti “da avvio”, segno evidente
che il gioco si lascia apprendere e apprezzare in breve tempo. Finite le
tessere mappa abbiamo cominciato a giocare di strategia, muovendo il panda e
il giardiniere all’inizio per far dispetti all’altro, verso la fine per
portare a termine il più velocemente gli obiettivi. Partita terminata 9
carte a 8: non male per essere la prima partita della mia compagna.
45′ • giocato in solo • 15 minuti
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| Tiny Towns |
Il lockdown mi forza di nuovo a tirare fuori un gioco da poter fare in
solitaria. Voglio qualcosa di rapido, ma che mi dia anche un po’ da pensare.
La scelta cade su Tiny Towns, che ho consumato in 2 e in 4 giocatori,
ma che non avevo mai provato da sola… Gravissima mancanza! Si rivela
davvero simpatico e meno facile di quanto mi aspettassi, nonostante manchi
la cattiveria degli avversari che al momento meno opportuno chiamano la
risorsa che non ti serve. Qui faccio i conti con l’alea. La sfortuna vuole
che io peschi al setup pochi edifici che richiedono legno per essere
costruiti, quindi di tutto il marrone che esce non so cosa farmene, a parte
costruire Capanni degli Attrezzi. E sempre la sfortuna mi assegna un
Monumento che di solito è grandioso, l’Obelisco che ti permette di costruire
dove vuoi, ma che associato alla Bottega del Sarto e al Granaio – che
rendono di più in centro, quindi con posizioni quasi obbligate – non mi
frutta granché. Una carta via l’altra, in solitaria si decima il tempo che
di solito il Mastro Costruttore impiega a chiamare il materiale di turno. In
meno di 10 minuti finisco… Anche quasi dignitosamente, direi. Con 27 punti
sono un Ingegnere, non male contando le carte uscite e che è la mia prima
partita da sola. Non so, però, quanti vivrebbero in un piccolo villaggio con
un Granaio, due Botteghe da Sarto, una Taverna e ben 5 Capanni degli
Attrezzi… probabilmente dei gran lavoratori vestiti a puntino che a fine
giornata si concedono una birretta fatta con il miglior malto della contea!
Però entrate in Taverna uno alla volta, mi raccomando: non si possono fare
assembramenti.
alla prima partita • 30′ con spiegazione
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| Harald |
In questo gioco di sole carte
siamo in un reame fantasy di animali antropomorfi: il proprio villaggio
(area personale) deve ottenere prestigio presso il consiglio del re (area
comune). Turno semplicissimo: gioca carta comune, gioca carta personale,
rifornisci la mano e l’offerta. Tanti turni in base ai giocatori e conta dei
punti. È un gioco che mi è stato regalato e di cui ignoravo l’esistenza, ma
è stato una sorpresa non solo per questo. Ci aspettavamo un filler da
passare mezz’oretta rilassata e invece ecco un gamers’ game: ogni mossa sposta punti, ogni carta conta, volevamo soddisfare tutti i bonus, ma ovviamente non è possibile. Abbiamo improntato strategie diverse, entrambi costretti a reazioni tattiche alle giocate dell’avversario. Siamo entrati facilmente in partita, grazie a un comparto regolistico snello e a un’iconografia intuitiva; ci ha richiesto molta attenzione, per una profondità inaspettata.
• 8+ • 30′ • giocato in coppia con Gabriele • 40 minuti
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| Rush and Bash (con Monster Chase) |
cooperativa. Ho trovato le regole abbastanza complicate da leggere,
decisamente più che da giocare. Il bambino non deve per forza conoscere le
regole relative al boss: ho trovato più semplice leggergli gli stati ad ogni
turno. Ci siamo divertiti a cercare di uccidere il boss, ma abbiamo fallito,
anche perché Gabri ha voluto usare il treno che ho letto essere il più
difficile. Nonostante la scelta, la sconfitta è arrivata a causa della
sfortuna, avendo sempre – e dico sempre – pescato i fantasmi che ridavano
vita al boss. Gabri è rimasto contento della modalità cooperativa, che gli è
piaciuta più del base. A me non è dispiaciuta, ma, almeno in 2, si perde un
po’ il senso di caos sulla pista ed è necessaria una certa pianificazione,
che rende il gioco meno leggero dell’originale. In ogni caso sicuramente
interessante questo cambio di modalità, un’espansione decisamente riuscita.
nostro canale YouTube
questa settimana abbiamo avuto il terzo “Gioca con me” di Valeria e due
disinscatolamenti, uno fatto da me davvero spiritoso, ossia pieno di
Spiriti, e uno fatto dall’instancabile F/B!O su di un gioco di colpo
d’occhio e, fortunatamente, non di naso…
Valeria, la nostra MeepleOnTheRoad, che ci spiega
appunto come giocare a Carcassone Safari con Jeep, elefanti e strade
sterrate.
una delle scatole più belle da giocare in solitario (chiedete a WW se non vi
fidate), ovvero Spirit Island.
la scatolina multilingua del simpatico Molly Puzzetta.
con seraficità o più con spirito di avventura?
paralisi d’analisi soffrirà!
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