Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo indagato sogni, abbiamo scoperto nuove specie animali, abbiamo dato botte da falene, abbiamo visto finire un impero e ne abbiamo visto prosperare un altro.
Buona lettura!
Pillole
[Davide-Simarillon] Dixit Stella • 3-6 giocatori • 8+ • 30-60’ • giocato in 6 (in realtà 7) • 55 minuti

Timidi? Poca Fantasia … Dixit vi ha sempre messo in crisi! Ecco la soluzione con Dixit Stella, da me ribattezzato il Dixit dei Timidi. E’ il gioco, infatti, che vi suggerisce la parola da associare alla carta e con le carte dovranno nascere le scintille tra i giocatori (stessa carta scelta da più giocatori) e la scintilla speciale con la carta scelta da due soli giocatori.
Si gioca dopo The Great Split e Falsi Attori, ma la serata si riesce ancora a chiudere con questa versione di Dixit più semplice e più rapida. Siamo in sette e quindi si crea la coppia mamma-Letizia per il resto si parte con parole semplici come Tesoro e Fantasia.
Micol osa un po’ poco e prende il gioco con troppo rispetto, scegliendo sempre al massimo tre carte e confermandomi che nel gioco è una scelta perdente, dal momento che facilmente, soprattutto se si è in sei una carta verrà scelta da qualcuno che vi avrà visto quel piccolo particolare che la fa associare alla carta. Nel punteggio rimane subito attardata, non si gioca per vincere ma vedere che si fanno un po’ di punti è sempre gratificante. Laura si brucia le sue possibilità di vittoria con una manche da zero (ed arriverà comunque seconda), Lorenzo gioca un paio di volte nell’ombra e si salva entrambe le volte, ma anche lui osa un po’ troppo e in alcune manche raccoglie pochi punti che lo eliminano dalle possibilità di vittoria.
Ad ogni parola ed ogni scintilla si crea il meccanismo più bello del discutere del disegno, della carta e dell’associazione; si ride, si scherza e ci si prende un po’ in giro … libertà con un passerotto in una gabbia ed un cammello alla corda del beduino nel deserto … mah!
Vinceranno Letizia ed Elena, ma questo è davvero l’ultimo aspetto che interessa del gioco!
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[F/\B!O P.] Darwin’s Journey • 1-4 giocatori • 14+ • 60-120′ • giocato in 4 di cui 3 alla prima partita • 180 minuti con spiegazione

Dalla tana di Orso arriva il suo richiamo. È modulato su quattro versi differenti, interpretabili grosso modo così: Darwin’s Journey, Unfair, Iki, Age of Steam. Il redelcamuffo risponde prontamente: “Darwin’s Journey assolutamente! Ce l’ho in lista da provare da un po’…” Daniele ed io acconsentiamo senza alcun problema e così la serata è decisa!
In questo piazzamento lavoratori rievocate le memorie di Charles Darwin durante la sua avventura alle isole Galapagos. Grazie a un peculiare sistema di progressione dei lavoratori, ognuno di essi dovrà studiare le discipline prerequisito per eseguire diverse azioni, come l’esplorazione, la corrispondenza, la raccolta e l’invio ai musei dei reperti trovati sull’isola, al fine di contribuire alla conoscenza umana della biologia. La partita dura cinque round e, grazie a diversi obiettivi a breve e a lungo termine, ogni azione intrapresa conferisce punti vittoria in modi diversi.
Dalla spiegazione di Orso, oltre alle regole, capisco tre cose: 1) sarà una di quelle prime partite con tante meccaniche e alcune non riuscirò a provarle; 2) c’è un po’ di Barrage e un po’ di Marco Polo; 3) vincerà Orso. In effetti si verificano tutte e tre, inoltre arrivo ultimo. Nonostante questo pessimo risultato, sento di aver provato quasi tutto quello che il gioco ha da offrire: sono rimaste fuori giusto le azioni di aggiunta del cannocchiale. Purtroppo ho sentito molto l’interazione indiretta, sia sulla selezione delle azioni che sul movimento in mappa. Quando ho provato a diventare primo giocatore non ci sono riuscito e così, in diverse occasioni, sono arrivato appena un attimo dopo all’avversario precedente, ad esempio sfumando una tenda, pagando di più, non trovando più nell’offerta quel che volevo. Orso invece, con una decina di partite alle spalle, ha interpretato perfettamente tempi, combo e sinergie. Il redelcamuffo ha svolto una partita grosso modo come la mia, disdegnando però la navigazione. Daniele si è distinto con la miglior prestazione tra i giocatori pivelli. Per me, al pari di Newton, rientra nella categoria “ci gioco, ma non me lo compro”.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Unmatched Adventures: Storie Incredibili • 1-4 giocatori • 9+ • 20-60′ • giocato in 2 • 40′ compresa spiegazione dello scenario e delle nuove regole cooperative

Finalmente! Finalmente! Finalmente! Ebbene sì, lo abbiamo intavolato! Il bottino di Tore commissionatoci a Lucca ha portato finalmente (l’ho già detto???) Storie Incredibili sul nostro tavolo! Ovviamente il sistema di combattimento con le carte lo conoscevamo già e io e Tore ci siamo dovuti leggere solo l’impianto di gestione scenario.
Questa nuova modalità aggiunge l’utilizzo di mazzi mostro e di mazzi iniziativa che danno l’ordine dei turni di ognuno (buoni e cattivi). Lo scenario giocato è stato quello dell’Uomo Falena che aveva dei ponti da difendere per rallentare una delle condizioni di vittoria del gioco (la distruzione di tutti i ponti appunto).
Io ho preso il mazzo del mio amato Fantaman (ha ha ha ha ha) mentre Tore ha utilizzato quello di Annie Christmas (donna forzuta del Sud degli Stati Uniti). La partita ci ha visto rischiare più di una volta con mosse e movimenti spregiudicati ma alla fine abbiamo ucciso l’odioso Uomo Falena mantenendo tutti i nostri personaggi in vita! Siamo stati coraggiosi e fortunati…
Il sistema collaborativo ci è piaciuto e ci ha portato davanti un vero nuovo gioco, nonostante avessimo già dimestichezza coi combattimenti. Inutile dire che ci è piaciuto e che non vediamo l’ora di affrontare la minaccia aliena sul retro del tabellone che vedete in foto!
Unmatched è la cup of tea del nostro gruppo di gioco e lo resterà ancora a lungo grazie a questo nuovo impianto di avventure…🤤
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[Valeria-MeepleOnTheRoad] Empire’s End • 2-4 giocatori • 10+ • 45-60′ • giocato in 4 • 60′ con spiegazione regole (mezza partita)

Uscita ormai completamente dal tunnel dello studio, si torna a giocare e a partecipare agli eventi, piccoli o grandi che siano. La mia Milano ci offre un weekend ludico nella periferia sud-ovest e noi non perdiamo l’occasione. Alle 10:05 ci presentiamo all’ingresso del SUPERSTUDIO MAXI io, la Bionda e Big G; il Riccio purtroppo ha da fare e rinuncia. Siamo pronti per questa prima edizione milanese di ENTRAinGIOCO.
Ci facciamo un giro tra gli stand. I tavoli da gioco ci sembrano pochini per lo spazio che è invece molto ampio. Prevediamo che dopo pranzo arriverà tanta gente, quindi è meglio mettersi a provare qualcosa ora e girovagare più tardi. Allo stand della Lucky Duck Games facciamo una bella partita a tre a “Flamecraft”, poi ci raggiunge Francesco e decidiamo di spostarci su un altro tavolo del medesimo editore per provare in quattro EMPIRE’S END. Io non lo avevo ancora adocchiato, ma Francy mi dice che ci tiene a provarlo, quindi ci aggreghiamo a lui volentieri.
Un simpatico ragazzo biondo ci spiega benissimo come funziona il gioco: il nostro impero viene colpito dalle peggiori catastrofi e il nostro compito è quello di finire la partita… meno peggio degli altri. Non c’è scampo, incendi ed epidemie arriveranno inevitabilmente, si deve cercare solo di limitare i danni. A Francy questa cosa dei disastri inevitabili ricorda “Nell’Anno del Dragone” e si vede che non lo mette di buon umore. Io sono incuriosita dalla meccanica: si cerca di potenziare zone della città in modo che quando arrivi la tragedia non si sia totalmente impreparati. Trovo affascinante la possibilità di accettare il disastro per guadagnare risorse, cosa che i miei compagni di gioco fanno ripetutamente, mentre io evito come la peste.
Dopo mezz’ora di gioco mi sono costruita un buon motore, accumulando le risorse necessarie a ricostruire qualsiasi parte di città mi venga distrutta. La Bionda va come un caterpillar come al solito: punta forte quando c’è da puntare e bluffa anche discretamente bene sul numero di risorse in suo possesso, così che sia più difficile per noi rilanciare. Big G brancola nel buio. Si capisce che non comprende il perché di tanti sbattimenti nel ricostruire ciò che inevitabilmente verrà distrutto di nuovo al turno successivo, tanto vale lasciare tutto in rovina. Francesco si vede che sta giocando con la mente dell’autore, non del giocatore. Cerca di studiare meccaniche e conseguenti dinamiche a ogni mossa, ma se lo conosco un po’ non si sta divertendo come vorrebbe. Sta valutando ogni secondo pregi e difetti di tutto ciò che facciamo e che il tabellone offre.
Come ogni fiera che si rispetti, non ci scomponiamo minimamente quando ci viene detto che dobbiamo interrompere la partita a metà per fare provare il gioco ad altri. In un’ora direi che abbiamo avuto modo di capire il flow di questo titolo che abbiamo tra le mani. La Bionda e Big G non si esprimono a parole, scuotono la testa. Io e Francy siamo più possibilisti. A me non dispiace affatto questa cosa del “devo trovare il modo di minimizzare l’inevitabile”, almeno mi sembra un po’ diversa dal solito “raccolgo risorse per costruire e far prosperare il mio regno”. Riscontriamo solo qualche difficoltà ergonomica nello spostare le parti di città insieme ai loro potenziamenti, ma niente di così insuperabile, almeno per me dotata di manine piccine.
Mi riservo di farci un’altra partita, questa volta intera. Voglio vedere se è così difficile a lungo andare mantenere le varie sezioni intatte oppure se, con una gestione oculata e un po’ di fortuna nelle aste, diventa fattibile. Nessun giudizio.
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[Fabio-Pinco11] Carpe Diem • 2-4 giocatori • 45-75′ • giocato in 2 (+ uno spettatore) • 60′

Con la gentil consorte riscopro questo Puzzle Game del 2018 ideato dal sempreverde Feld, uno dei titoli meno cinghialosi dell’autore tedesco (2.51 di difficoltà), che è riuscito a conquistarsi un posto nella mia (limitata) collezione.
Puzzle game precursore, per certi versi, del flusso inarrestabile di titoli appartenenti a questa categoria, propone un continuo drafting di tessere da piazzare ciascuno nella propria griglia, cercando di costruire edifici, che producono piccoli effetti immediati e/o di completare obiettivi.
La partita è passata per i primi due giri a rientrare mentalmente nelle logiche del gioco e gli altri due a tirare sino alla fine per far combaciare più cose possibili. Nella mia scheda ho tirato, in particolare, a dar vita ad una ‘maxivilla’ da 12 camini, ma il complesso di cose da incastrare ha lasciato la positiva voglia di rimetterlo sul tavolo, stavolta senza lasciar passare i 2-3 anni che stavolta sono decorsi dall’ultimo intavolamento. Judy invece ha tirato a completare ogni turno i propri due obiettivi, sacrificando però i bonus di fine partita.
Teso, simpatico ed adattissimo per il gioco a due, resta un ottimo gioco da tenere e riproporre periodicamente, pur con la pecca di una grafica e componentistica non travolgenti (un poco di vecchia generazione).
P.S. Gatto è stato spettatore per l’intera partita, ma pare non aver condiviso il nostro entusiasmo, preferendo dedicarsi alla pennica a partire dal terzo turno .. 🙂
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo anche questa settimana F/\B!O ci propone un unboxing, un tutorial e un playthrough.
Nel primo video: descrizione dei componenti con apertura della scatola di Nucleum, di Simone Luciani e Dávid Turczi, gioco da tavolo edito da Board&Dice.
Il secondo e il terzo video riguardano invece lo stesso gioco da tavolo, Color Koi, edito da Lizard King, di Krzysztof Matusik. È in finanziamento su Kickstarter ancora per pochi giorni…
Nel podcast di questa settimana si parla di schicchere, calci, pugni, terremoti, eruzioni, cani e gatti, riflessi e sguardi minacciosi!
ENIGMI E SALUTI
Nessuno ancora ha capito a cosa sto giocando se posso rispondere a maledizioni con maledizioni…
Giocate, ripensate e commentate. Alla prossima puntata domenicale!
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