FΛB!O P.
Come auspicato, ritorniamo dopo breve tempo in casa Smart Games con un altro titolo della sezione “Multiplayer Family Games” del loro attuale catalogo. Si tratta di Dragon Inferno, ideato da Alain Brobecker e Rein Lambrichts per 2 giocatori di almeno 7 anni. Dura circa 15 minuti ed è essenzialmente un piazzamento polimini per il controllo delle aree. Seguendo gli standard dell’editore, i componenti sono spettacolari.
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Ringrazio il distributore per la copia recensore.
Fai crescere il tuo regno, evoca i draghi e brucia il regno del tuo avversario!

I COMPONENTI
La scatola di Dragon Inferno, di dimensioni 290×240×60mm, contiene:
- il regolamento (EN, NL, FR, DE, DK, ES, IT, NO, PT, SE, FI, GR);
- un tabellone 8×8 in cartone a tre strati;
- 8 uova di drago in gomma rossa;
- 14 tasselli del regno (7 tetramini verde chiaro + 7 verde scuro) in plastica con un castello e un foro;
- 5 tasselli del drago (pentamini F, T, U, W e Z).
Come anticipato nell’introduzione, i materiali sono meravigliosi. Il tabellone ha le aree recesse per favorire la stabilità dei tetramini, che a loro volta hanno delle protrusioni sul fondo per manternersi il più fermi possibile e guidare il piazzamento. Manipolare i polimini mentre si valuta dove collocarli è un vero piacere tattile. Gli elementi di paesaggio minimali (alberi, rocce, castelli) tratteggiano l’ambiente con stile. Le uova sono carinissime, ma il top viene raggiunto dai pentamini del drago, fatti in modo che la bestia in gomma rossa sia imperniata per la bocca al tassello tridimensionale di plastica trasparente arancione: in questa maniera dà proprio l’impressione che stia sprigionando il suo letale fuoco sulle caselle sottostanti. Il regolamento occupa una facciata, è chiaro e corredato da immagini, con addirittura una partita di esempio.
Ho girato anche un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Posizionate a caso un pentamino del drago davanti a ciascuna delle grotte numerate da 1 a 5 sul tabellone. Ogni giocatore sceglie un set di 7 tetramini del regno, poi il più giovane colloca 4 uova su caselle vuote della griglia centrale 6×6, infine l’altro fa lo stesso con le rimanenti 4.
Svolgimento: Al vostro turno piazzate un tetramino del regno sulle caselle vuote del tabellone. Deve coprire una casella d’angolo o toccare almeno un altro pezzo dello stesso colore lungo un bordo (coperto o meno da un pentamino del drago). Se il foro nel tetramino cade esattamente intorno a un uovo, evocate il drago nella grotta più bassa 1→5 ancora disponibile. Ogni pentamino deve coprire 5 segmenti di tetramini precedentemente piazzati (propri, avversari o una combinazione). Se è possibile, il piazzamento è obbligatorio; in caso contrario, il pentamino va eliminato. Quando invece il tetramino schiaccia un uovo, va tolto e tenuto davanti a sé come malus.
Se un tetramino non può essere piazzato correttamente, il turno passa all’avversario. Quando nessuno può più piazzare, la partita finisce. Vince chi ha il punteggio maggiore, ottenuto così: tutto ciò che è coperto da un pentamino vale 0, ogni uovo rotto vale -1, ogni casella occupata da un tetramino vale 1, ogni castello aggiunge 1 ulteriore punto.
Il regolamento completo di Dragon Inferno lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Dopo la luminosa lingua di fuoco de La Misteriosa Caverna del Drago, altre fiamme alate tornano sul nostro tavolo e lo fanno in maniera spettacolare. Fughiamo immediatamente il dubbio più comune: è solo fumo? No-no-no, Dragon Inferno è divertente e serrato, facile e sfidante: relegarlo sotto l’etichetta dei giochi per bambini è fin troppo riduttivo. Poi dei materiali curati e memorabili fanno piacere anche ai grandi, non soltanto ai piccoli.
Ci sono alcuni dettagli delle regole che lo rendono specialmente interessante. Comincio col dire che la regola di piazzamento dei tetramini sulle caselle d’angolo o adiacenti ai propri pezzi lascia spazio ad alcune aperture di partita. Se partiamo da angoli opposti, probabilmente ci sarà più studio/pianificazione delle mosse. Iniziando entrambi sullo stesso lato, favoriamo un contatto rapido e i draghi appariranno prima. Se occupiamo subito tutti gli angoli, sembrerà un accerchiamento.
Il piazzamento dei pentamini che, quando possibile, è obbligatorio… è un bell’inghippo, ma in senso buono. Infatti non posso evocare draghi a cuor leggero, perché rischio di scottarmi: tradotta in altre parole, la regola in pratica dice che, se le uniche caselle che il pentamino può coprire sono le mie, allora devo farmi male da solo. D’altro canto potrebbe rivelarsi utile evocare un drago non piazzabile, se la sua forma è particolarmente ostica o se temo che al prossimo turno si stabilisca in casa mia.
Infine, sebbene succeda proprio all’inizio, il collocamento delle 4 uova a giocatore sul tabellone vuoto può rappresentare già la base di una strategia da concretizzare durante la partita. Con Ambra non siamo ancora arrivati a questo livello, tuttavia ha intuito che andare del tutto a caso potrebbe intralciare. Qui l’importanza di questa fase non è così marcata, però può essere propedeutico ad altri titoli (es. DVONN) in cui si compete fin da lì.

INTERAZIONE, FORTUNA E RIGIOCABILITÀ
L’interazione è di tipo diretto, in due modi. Il primo è il più evidente: mandare un drago sopra il regno dell’avversario per azzerargli quei punti. Si possono anche sacrificare delle caselle proprie, ma il conteggio aritmetico deve giustificare la perdita. Il secondo è il più classico: impedire all’altro giocatore di piazzare i suoi tetramini, sottraendogli le aree adatte sul tabellone. Ogni pezzo vale 5 punti (4 caselle + 1 castello), che non sono pochi su un punteggio medio di vittoria intorno al 24.
La fortuna interviene solamente per distribuire casualmente i pentamini del drago davanti a ciascuna delle grotte numerate. È comunque un’informazione pubblica e non avvantaggia un giocatore o l’altro. Alcune forme sembrano essere più facili da piazzare (soprattutto la U, che è l’unica a occupare un’area 3×2), altre molto meno (sì F, sto pensando a te), dunque il loro ordine ha delle piccole ripercussioni. Tutto il resto sono decisioni dei due avversari.
La rigiocabilità pertanto è ottima: tra le uova, le aperture, le combinazioni dei tetramini sul tabellone, la sequenza dei pentamini nelle grotte e le scelte dei giocatori, nessuna partita sarà uguale a un’altra giocata in precedenza. Tenendo conto della durata contenuta, si presta tranquillamente a più sfide di fila e, se vi viene chiesta la rivincita, impossibile non concederla ^_^
Come lati negativi non ho trovato nulla di specifico, perciò me la cavo segnalando quelli soliti degli astratti da 2 (vedere qui).

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Ambra (9 anni e 4 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Dragon Inferno:
- l’orientamento nello spazio, con le rotazioni e traslazioni dei polimini;
- la pianificazione, per evocare un drago quando posso togliere più punti all’avversario;
- il ragionamento flessibile, per reagire a una mossa inattesa che scombussola un po’ il tabellone;
- la concentrazione, per non lasciarsi ingannare da diversivi ed esche fin troppo golose;
- a fare piccoli sacrifici per ottenere grossi vantaggi.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Sulla scatola di Dragon Inferno è stampigliato 7+ years e l’indicazione è quasi perfetta, nel senso che potete anticipare un pochino, se vedete che il vostro nongrande è predisposto. È un gioco trasversale a tutte le età, che si gioca volentieri con bimbi, nonni, zii, cugini e genitori, amici e compagni. Ambra ha ormai 9 anni e ci ha giocato con bambini più piccoli di lei, i quali – dopo la classica partita di ambientamento – si sono rivelati avversari all’altezza.
Il limite superiore onestamente non esiste: consideratelo pure un astrattino tra adulti, perché è assolutamente divertente (e non banale) anche per i più grandi. Monica ed io lo intavoliamo in 10 minuti. Poi i pezzi del Tetris hanno sempre un’attrattiva magnetica per le generazioni passate. Se lasciato in vista, i suoi bei materiali genereranno richieste di partita tra gli ospiti, giocatori o babbani che siano. La scatola non è proprio piccola, però robusta, così viene spesso portata in giro.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Un doppio Tetris in pratica: uno strato di pentamini sopra un altro di tetramini! Io ho adorato Tetris! Mai stata troppo brava, ma pazienza.
Materiali bellissimi, gioco semplice, ma per nulla banale, anzi ci sono da considerare molte variabili. Scatola ben organizzata e grande chicca il disegno sul fondo del posizionamento dei pezzi dei draghi.
Mi è piaciuto molto, se non si era capito.»
MIA FIGLIA DICE COSE
«Il fuoco dei draghi è bellissimo! È un gioco di difficoltà media, perché bisogna incastrare bene i pezzi per non avanzarne, ma devo stare attenta a non rompere le uova e a non evocare un drago quando può venire solo da me. Mi piace giocarci sia con i grandi che con gli amici.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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