Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti.
Questa settimana abbiamo avuto grosse difficoltà a spostarci in terreni divisi da piccoli e grandi specchi d’acqua, abbiamo avuto altrettanta difficoltà ad attraversare l’interno di una fredda montagna, abbiamo avuto meno difficoltà a navigare lungo diverse rive del Nilo e abbiamo avuto di nuovo difficoltà paurose per attraversare, infine, un oscuro e insano dungeon.
Buona lettura!
Pillole
[Antonio-Figlio di Griffin] Scythe • 1-5 giocatori • 14+ • 90-120′ • giocato in 5 • circa 90′ con partita non finita

Erano davvero parecchi anni che avevo la curiosità di intavolare questo signor gioco, apertamente riconosciuto come ibrido superiore!
Mi son messo quindi a richiederlo allo spiegatore Francesco per poterlo provare in ludoteca e fare una partita con giocatori altrettanto scafati.
Un venerdì siamo riusciti quindi a provarlo, in cinque, con una sola neofita al tavolo, validamente supportata dal mio amico Antonello (famoso cavaliere di pulzelle ludiche e artigiano di combo e stracombo).
La serata non è stata utile ad apprezzarlo fino in fondo, perché a un tavolo vicino – ben 7/8 persone – stavano dando vita a una surreale e istrionica partita a Sì, Oscuro Signore!.
Dopo più di un’ora abbiamo dovuto smettere di giocarlo, perché eravamo tutti ben lontani dall’attivazione del fine partita. Un vero peccato, perché sia io che Antonello e Mara ne stavamo apprezzando il potenziale, frenato dalle urla e dalle battute provenienti dal tavolo vicino.
Un titolo di controllo territorio, movimento (difficoltoso) su mappa, punti azione, miglioramento azioni, gestione (blanda di) risorse che andava giocato con assoluta concentrazione per massimizzare al meglio scelte e raggiungimento di obiettivi.
Pur con questa esperienza parziale al tavolo, mi ha lasciato voglia e curiosità di riprovarlo e, addirittura, di comprarlo, in quanto perla ludica di facile comprensione e con materiali e artwork da paura!
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[F/\B!O P.] In the Hall of the Mountain King • 2-5 giocatori • 12+ • 90′ • giocato in 5 alla prima partita • 180′ con spiegazione

Nella segreta dei tre forni a volte il menù è fissato da tempo, altri giorni invece cambia n volte dal mattino alla sera. Sembra che saremo in 4, no aspetta in 3, alla fine aderiscono in 5. Propongo un piazzamento polimini atipico, che su BGG gode di una media del 7,6 a fronte di 4k voti.
Partendo dal vostro ingresso, dovrete scavare una rete di tunnel-polimini per raggiungere l’oro e gli altri materiali, le officine (convertitori di risorse) e soprattutto le statue sepolte. Per queste ultime dovrete spendere i carrelli per spostarle il più possibile vicino al cuore della montagna. La produzione di risorse è affidata ai troll: iniziate con 4 carte e ogni nuovo troll va posizionato sopra altri due, formando una piramide. Il nuovo troll si attiva e a cascata anche quelli sotto di lui. Il secondo giocatore a completare la piramide attiva la fine della partita e chi ha più punti vince.
Nonostante sia arrivato ultimo (anatema dello spiegatore?), mi sono divertito molto: un buon segnale. Ha diverse meccaniche particolari (che spesso in partita ho voluto provare per primo, sprecando), ottime nell’inflazione delle tantissime uscite ludiche. Da fanalino di coda, ho sentito parecchio l’interazione, tra gallerie altrui che mi chiudevano da un lato, piedistalli che mi sparivano dall’altro e metà delle carte che mi interessavano comprate dagli avversari. In fondo gli obiettivi erano chiari: andando per macro-categorie, i punti grossi li fai per due vie (gallerie/saloni e piedistalli/statue).
Cip (90 PV): Tutto sommato, a freddo, il saldo è positivo. Io ho percepito davvero troppo downtime, ma sicuramente essere in 5 alla prima partita ha inficiato. Lo rifarei in 3, max 4. Meccanica delle risorse a cascata molto carina, come anche ho apprezzato l’assenza di insalata di punti. I punti si fanno in 4 modi e basta. Livello di interazione per me accettabile, non lo definirei basso. Piazzamento polimini non è qualcosa che mi fa impazzire, mentre la gestione risorse solitamente mi piace molto, però, ecco, nessuna particolare innovazione da questo punto di vista. Poi devo ancora elaborare la strana sensazione dovuta al fatto che la produzione era esagerata per il gioco che è e invece di piacermi quasi mi infastidiva.
Alberto (98 PV): Piazzamento polimimi io lo apprezzo sempre e mi è piaciuto anche qui, come il focus sui punti vittoria. Downtime importante, che mi staccava dal tavolo dopo il mio turno e interazione non l’ho sentita, quindi dalle prime impressioni dico bassa. Gestione risorse piacevole. A mio parare in 3 è il suo best per offerta e tempo dedicato.
Gabriele (99 PV): Io ho sentito abbastanza il downtime, progettavo e quando arrivava il mio turno giocavo pochi secondi e poi nuovamente ad attendere. Questa è la cosa che più mi ha fatto storcere il naso, soffre molto la paralisi/analisi. L’interazione l’ho sentita “nella media”, fra tunnel che finivano e carte che sparivano è sicuramente più accentuata che in altri titoli. I punti mi sono piaciuti, perché era ben chiaro come farli: gallerie, stanze, statue. Tutto sommato mi sono divertito.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Imhotep • 2-4 giocatori • 10+ • 40′ • giocato in 4 • 30′ a partita dopo spiegazione di soli 5 minuti

Finalmente tiro via dallo scaffale della vergogna questo titolo che tenevo ancora incellofanato, grazie al supporto di Tore, arrivato a casa mia con regole già belle che studiate e assorbite e solo da trasferire con una rapida spiegazione degli “approdi-azione”.
Il titolo lo si può definire un piazzamento azioni con ordini di priorità, nel senso che si caricano delle barche con blocchi del proprio colore, utili a dare ai proprietari la possibilità di fare azioni in base alla loro posizione di sbarco. Al nostro turno sono tre le cose da poter fare: rimpinguare (fino a tre) la propria riserva di blocchi con capienza cinque; posizionare un blocco del proprio colore su barche da uno a cinque spazi/alloggi; far partire una barca con blocchi vari (anche non del proprio colore) per uno dei cinque luoghi-azione.
La dinamica del gioco ti dà la scelta di perseguire obiettivi di punteggio andando a popolare coi tuoi blocchi cinque diverse sezioni, con altrettanti mini-giochi in cui competere.
Un titolo davvero lineare e stimolante che ha dalla sua anche una bella variabilità, visto che le sezioni sono doppia-faccia A-B, con possibilità di mischiarle e avere partite sempre diverse.
Noi abbiamo fatto due partite, una con tutte tessere A (quelle base da prima partita) per imparare un po’ meccaniche e regole di punteggio e una con tutte tessere B (avanzate) per avere una sfida un po’ più difficile e appagante.
Tore e Antonello (già architetto fuori dal mondo ludico) sono stati i due architetti vincenti e più abili a fare incetta di punti con obelischi, tombe e – ovviamente – piramidi!
Il gioco è piaciuto a tutti e ha divertito tutti, tanto che lo reintavoleremo a breve mischiando tessere e lasciando quelle coi mini-giochi che più ci hanno stimolato nella competizione del posizionamento e delle scelte di sbarco.
Se avete modo recuperatelo pure a occhi chiusi se siete giocatori un tantino scafati e avete voglia di tenere in libreria un titolo comunque proponibile a neofiti+.
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[Simone M.] Arena: The Contest – Tanares Adventures • 1-8 giocatori • 14+ • 45-90’ • giocato in 3 • 120’ spiegazione inclusa

Marco P. questo martedì ripiega sull’artiglieria pesante. Tanares Adventures, ameritrash monolitico (per tutti gli add-on occorre affittare un container) in salsa fantasy frutto di un crowdfunding da salasso. Edito dalla brasiliana Dragori Games, questo kit trasforma il precedente titolo della saga Arena: The Contest (un PvP in cui due squadre di eroi se ne danno di santa ragione all’interno di un Colosseo) in un full-coop di più ampio respiro.
L’ambientazione, un po’ complicata e contorta, mescola cultisti che sperimentano strane ibridazioni di mostri, cataclismi e draghi… basta per giocare, no?
Io, Marco P. e il Dr. Nick siamo sulle tracce proprio di una frangia di questi cultisti schizzoidi che ci condurranno dritti dritti fra le zampe di uno sputafuoco dalle scaglie vermiglie. La partita si snoda attraverso tre fasi: Città (in cui si interagisce con strutture, edifici e upgrades attraverso un mini-gioco di carte), Viaggio (si affronta con un manuale strutturato come un librogame a bivi, le cui conseguenze forniscono il setup alla fase successiva), Quest (è il cuore del gioco, in cui si costruisce l’area di gioco tridimensionale, con dei componenti incredibili – nel nostro caso un dungeon all’interno di uno scenario magmatico – e si affrontano i nemici in combattimento).
Il sistema di combattimento usa diverse meccaniche: il d20 per attaccare, abilità variabili (carte) con diversi livelli di potenza, cubi energia che si guadagnano sconfiggendo nemici. Io e il Dr. Nick seguiamo Marco P. (con diverse partite sulle spalle) che ci ubriaca con lo spiegozzo. Ci barcameniamo tra goblin, elementali… Insomma facciamo una strage sino all’anticamera del Drago, che ci aspetta per la prossima partita.
Difficile da giudicare solo dopo una partita. Il gioco ha un sacco di citazioni (fumetti, cinema di genere… altri giochi da tavolo famosi) ed è un turbinio di cose sovrapposte con una strana logica. Le fasi che portano alla Quest allungano tantissimo il brodo e ritardano il piatto forte, ovvero lo skirmish vecchio stile.
Vi saprò dire meglio più in là.
L’ho detto però che i componenti sono da paura?
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana due video: un unboxing e un tutorial.
Nel primo video Fapos ci spiega come intavolare Le BARRICATE – Parma 1922, un gioco di Simone Terenziani e edito da Comelasfoglia.
Nel secondo F/\B!O apre la scatola con descrizione dei componenti di Licantropo: Prima Luce, di Ted Alspach e Akihisa Okui, gioco da tavolo edito da Ravensburger.
Per il podcast questa settimana una lunga e ricca chiacchierata tra Fapos e Simarillon, che riportano i titoli più giocati da quasi tutti i redattori nell’estate passata.
ENIGMI E SALUTI
La copertina finita nel caleidoscopio non è stata riconosciuta, per cui riassumiamo gli indizi: è un piazzamento lavoratori di una decina d’anni fa. Come ulteriore aiuto, sappiate che ha un’amatissima ambientazione fantasy…

Guardate, giocate e commentate, alla prossima!
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