FΛB!O P.
Correva l’anno 1986 quando la pubblicazione del gioco Werewolf creò un nuovo, omonimo, genere di giochi di società (questo filone a volte viene chiamato anche Mafia da una ritematizzazione successiva). Dai, sono sicuro che lo conoscete: viene spesso chiamato “lupi e contadini” oppure “è notte è giorno”. Al suo nocciolo non ha nemmeno bisogno di materiali particolari e potrebbero avervelo proposto a qualche festa, camposcuola ACR o uscita scout. Sul fronte editoriale, alcuni rappresentanti della categoria sono Secret Hitler e Lupus in Tabula. Nel 2014 Bézier Games ha preso quello che c’è di buono e l’ha distillato in un gioco che dura giusto una notte: One Night Ultimate Werewolf appunto. Ravensburger l’ha localizzato lo scorso anno con il titolo Licantropo: Luna Piena e quest’anno ci propone invece la sua espansione stand-alone Licantropo: Prima Luce.
Rimaniamo dunque su un party game di ambientazione horror con meccaniche di deduzione e bluff. Da 3 a 10 giocatori con ruoli casuali (quasi tutti qui hanno abilità speciali) si scontrano dialetticamente per circa 10 minuti. L’età suggerita dagli autori, Ted Alspach e Akihisa Okui, è dai 10 anni in su.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Dopo una lunga notte di luna piena, la prima luce del mattino albeggia sul piccolo villaggio, ma non porta nulla di buono con sé. I licantropi sono tornati e sono più feroci che mai.
IL GIOCO IN UNA FRASE
Ognuno riveste un ruolo casuale con abilità speciali differenti: a una notte in cui aprendo gli occhi si attivano in una sequenza fissa, segue una fase giorno in cui discutere, accusarsi e deviare i sospetti per arrivare alla votazione perseguendo i propri scopi (gli abitanti vincono se eliminano un licantropo, perdono in caso contrario).

COMPONENTI
La scatola di Licantropo: Prima Luce (134×114×46mm) contiene il regolamento (IT/ES), la guida per il narratore (sempre IT/ES) 16 carte ruolo e segnalini ruolo (Lupo Alfa, Rivelatore, Sempliciotto, Abitante del Villaggio (×2), Investigatore del Paranormale, Megera, Apprendista Mistica, Curatore, Guardia del Corpo, Principe, Lupa Mistica, Lupo Addormentato, Sentinella, Licantropo, Veggente delle Aure), 2 segnalini scudo e 6 segnalini artefatto (Artiglio del Licantropo, Marchio dell’Abitante del Villaggio, Randello del Conciatore, Nebbia del Nulla, Maschera del Silenzio, Mantello della Vergogna).
Le “carte” in realtà sono tessere in cartone spesso e dalle stesse fustelle provengono anche tutti i segnalini. Quelli del ruolo sono molto utili per visualizzare chi c’è nella partita e riportano l’ordine di attivazione, la cui numerazione tiene conto pure dei personaggi di Licantropo: Luna Piena per mischiarli in scioltezza. Le illustrazioni di Gus Batts hanno uno stile fumettoso, che mi piace molto.
Il regolamento è ben strutturato, con dei riquadri per chi già conosce Luna Piena e non ha bisogno di imparare tutto. È corredato da numerosi suggerimenti e da una disamina dei ruoli, integrata con le interazioni possibili con i personaggi dell’altra scatola. Le ultime pagine propongono una selezione di scenari con vari livelli di difficoltà per diversi numeri di giocatori. La guida per il narratore aiuta per filo e per segno chi gestisce la partita a farlo al meglio. Se avete un po’ di spazio libero nello smartphone, potete installare l’app ufficiale gratuita, che sostanzialmente vi mette al riparo da errori umani e vi semplifica la spiegazione, oltre alle solite opzioni (voci, sottofondi sonori, durate, volumi…). Potete comunque giocare senza.
Ho anche girato un video di unboxing:

COME SI GIOCA
Lasciandovi come sempre al regolamento (IT) per una lettura più puntuale, cerco di scorrerlo brevemente.
Ci devono sempre essere 3 carte ruolo in più rispetto al numero dei giocatori. Potete scegliere i ruoli direttamente oppure giocare a uno degli scenari consigliati. A questo punto mettete al centro del tavolo i segnalini ruolo corrispondenti. Mescolate le carte, poi ogni giocatore ne riceve una coperta. Le carte in eccesso vanno messe coperte al centro del tavolo. Ora ognuno guarda segretamente la propria carta e la appoggia coperta davanti a sé, in modo che sia facilmente accessibile agli altri. Adesso scegliete un Narratore (che comunque interpreta un personaggio) oppure avviate l’app.

Nel villaggio vivono due fazioni: il Branco dei Licantropi e la Comunità del Villaggio. All’inizio della notte, tutti i giocatori chiudono gli occhi. Poi diversi ruoli si svegliano, uno dopo l’altro, e attivano le loro abilità speciali. Durante il giorno aprite gli occhi e discutete su chi potrebbe essere un Licantropo. Potete dire qualsiasi cosa, ma non mostrate mai la vostra carta, nemmeno a voi stessi. Dopo qualche minuto di discussione, si passa alla votazione. Contate tutti insieme fino a tre e poi puntate contemporaneamente il dito verso un giocatore: chi riceve più voti muore e la sua fazione perde. In caso di parità muoiono tutti i giocatori con lo stesso numero di voti, ma se tutti ricevono esattamente 1 voto, nessuno muore.

CONSIDERAZIONI
Il qui presente Licantropo: Prima Luce si è trovato di fronte un recensore ostico. Quando alle uscite educatori il solito fenomeno proponeva una partita a lupi e contadini, io piuttosto andavo in cucina ad aiutare i cuochi a tagliare le cipolle. Troppo lungo, troppi discorsi per niente, troppa noia per i contadini, troppissima per chi veniva eliminato. Ma ne sono passati di anni e la lezione è stata imparata: questo gioco risolve tutti i problemi dell’antenato.
Le fasi sono state ridotte a due: una notte, un giorno, stop. Niente stillicidio, no ripetizioni infinite. Rapidi, efficaci, diretti. Il tempo limitato durante la discussione aumenta piacevolmente la tensione. Per le prime partite il regolamento suggerisce di prendervi il tempo che vi serve, cionondimeno quante più volte giocate, tanto più dovreste accorciare la durata. Potete partire da circa 10 minuti e andando avanti diminuite a 5 o anche meno. Se giocate con l’app, potete impostare il timer a piacere.
A proposito: solitamente sono molto ritroso a utilizzare le app nei giochi da tavolo, ma in questo caso mi sono dovuto ricredere. Non solo alleggerisce un giocatore dal doppio compito di Narratore e Personaggio, che già questo dà a tutti la possibilità di godersi la partita alla stessa maniera. In più vi libera dal dovervi ricordare esattamente quando è il turno del vostro ruolo e cosa potete fare: vi chiamerà nel momento giusto e vi dirà quali azioni dovrete svolgere.

ALTRI PROBLEMI RISOLTI
Tutti i ruoli tranne uno (l’abitante basico) hanno delle abilità speciali: ciò significa più movimentazione per quasi tutti i giocatori. Perfino all’interno del branco i lupi sono asimmetrici. Tali poteri sono concretamente di 5 tipologie e le potete leggere nelle didascalie delle foto, dove ho raggruppato i personaggi di conseguenza (i dettagli li trovate nel link al regolamento). La sfilza delle notti trascorse a occhi chiusi è finalmente finita.
Nessuno muore subito e si rigira i pollici per tre quarti d’ora. O – meglio – qualcuno effettivamente muore al primo giorno, però questo è diventato l’unico, pertanto la partita finisce e non c’è una vera e propria eliminazione del giocatore: è banalmente il criterio di sconfitta, che concede la vittoria all’altra fazione. Se innestate in Licantropo: Prima Luce qualche ruolo da Licantropo: Luna Piena scoprire chi ha vinto potrebbe essere un pelino meno binario, ma un diagramma sul foglio del Narratore verrà in vostro aiuto.
Senza tuttavia considerarne l’espansione, questa scatola ha già un’ottima rigiocabilità. Con 15 ruoli distinti avete già da provarne un bel po’. La durata massima di 10 minuti vi tenterà di giocare più partite di fila. C’è poi lo scenario Anarchia (livello difficile) che vi fa mescolare tutte le carte ruolo per pescarle a caso. Infine le persone al tavolo sono l’altro importante elemento a rendere ogni partita differente dalle precedenti.

SCALABILILTÀ, INTERAZIONE E FORTUNA
Parlando di gruppo di gioco, analizziamo i tre parametri classici. La scalabilità non è perfetta, poiché il numero di carte ruolo utilizzato è (numero di giocatori + 3 fisso). Quindi in 3 sono 6 carte e in 9 sono 12: questi valori ci mostrano che in pochi ci sono proporzionalmente meno ruoli tra cui dubitare (o tra cui potersi nascondere). Licantropo: Prima Luce rifulge dai 5 giocatori in su.
L’interazione è altissima e aumenta (di pari passo al divertimento) giocando con lo stesso gruppo di persone. Per essere in grado di bluffare bisogna conoscere sufficientemente i ruoli e questo richiede un po’ di tempo. Per contrappasso, il rischio è di etichettare il gioco dopo una prima partita “girata male”. In caso di nuovi giocatori, il loro inserimento è facilitato dalle indicazioni di difficoltà sia sui personaggi che sugli scenari.
Infine la fortuna: rimanendo negli scenari proposti, si nota un certo lavoro di bilanciamento o di ricerca del caos, a seconda dell’obiettivo degli autori. Affidandosi ai propri gusti in fatto di personaggi, le cose si fanno più incerte. Sì, Sempliciotto, sto pensando proprio a te, tu che puoi spostare tutte le carte ruolo degli altri giocatori di una posizione. Questa è la più eclatante, ma anche altre abilità sparigliano il tavolo. Non di rado quando riveli la tua carta sei il più sorpreso di tutti XD
Lati negativi?
Non c’è niente di peggio di una partita rovinata dai rumori che svelano le identità nascoste. In Licantropo: Prima Luce parecchie abilità sbirciano o spostano carte, perciò il rischio è elevato. Alcuni consigli: giocate su una superficie che minimizzi i fruscii, tenete un sottofondo sonoro, manipolate leggermente tutte le carte sul tavolo, in modo da confondere le orecchie.

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Licantropo: Prima Luce?
Per quanto sia sempre delicato parlare di ambientazione immersiva, posso dire che per me la tensione del timer e la meccanica notte/giorno a ruoli nascosti riescono davvero a farmi divertire anche quando perdo. Dunque sì, il risultato è una semplice annotazione statistica e ci giocherò ancora. L’esperienza è arrivata.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Mi sono divertita tanto negli anni passati con Lupus in Tabula. Questo così corto ha senza dubbio il vantaggio di poter fare tante partite e di non allungare troppo il brodo, ma chi come me è una frana a bluffare, ecco, diciamo che abbiamo già la croce sopra la testa da inizio partita se siamo dei lupi. E fatalità sono quasi sempre lupo!
Ho apprezzato molto l’app che ti guida nel gioco, perché abbiamo provato anche con Fabio che conduce e gioca, però è più macchinoso. Preferisco di gran lunga una voce esterna che mi dia le indicazioni. L’ideale sarebbe che nessuno ci parlasse sopra, tipo mia figlia, ma quello è un problema che l’app non può risolvere…»
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