Recensione – Lupus in Tabula ed espansione La Vendetta della Lupa Mannara

Scritto da Fabio (Pinco11)

La dV Giochi, casa editrice perugina, ha indirizzato il proprio catalogo in gran parte verso titoli allegri e spigliati, adatti per il gioco di gruppo, affiancando il loro principale ‘cavallo di razza’ Bang! (e la linea di titoli allo stesso collegati) con altri prodotti idonei a fidelizzare i propri clienti e caratterizzare il loro marchio. In questa logica si pone la linea Wolf Party, alla quale appartiene appunto Lupus in Tabula, gioco per 8-24 (!) giocatori ideato da Domenico Di Giorgio, tempo medio a partita di circa mezz’ora, età consigliata dagli 8 anni in su, al quale dedico questa recensione, in occasione della uscita della sua espansione La vendetta della lupa mannara, la quale permette di proporre il gioco anche a gruppi più numerosi (sino a ben 30 persone !), così come meno ampi, riducendo il numero minimo di partecipanti a solo 4.

L’ambientazione qui è quella di un ipotetico villaggio, che è purtroppo infestato dalla presenza di lupi mannari i quali, durante il giorno irriconoscibili, con le sembianze di normali villici, di notte si trasformano e segretamente si pappano, uno per notte, gli ignari abitanti. Le meccaniche sono semplici e veloci, come si addice ad un titolo destinati a gruppi numerosi e spingono i partecipanti al dialogo ed al confronto, visto che durante il giorno gli abitanti potranno, nel tentativo di scovare i lupi, linciare uno di loro, prendendosi, naturalmente, il rischio di sbagliare …


.. ma che orecchie grandi che hai … per sentirti meglio ?

Si tratta di un gioco di carte, per cui la componentistica consiste principalmente in un mazzo di esse, raffiguranti i vari personaggi che i partecipanti potranno essere chiamati ad impersonare nel corso della partita. A parte chi ricoprirà il ruolo del moderatore , il quale dovrà solo sovraintendere allo svolgimento della partita, agevolando lo svolgimento delle sue fasi, ognuno dei presenti riceve infatti una delle 24 carte personaggio disponibili (12 villici, 1 veggente, 3 lupi mannari ed otto personaggi speciali), scoprendo così quale sarà il suo ruolo da quel momento in poi. Nel caso di un match con otto partecipanti (oltre al moderatore) sono per esempio distribuite  5 carte villico, una veggente e 2 lupi mannari, mentre con l’aumentare dei presenti vengono assegnati anche i ruoli dei personaggi speciali (sono otto), che godono ciascuno di peculiarità atte a rendere il gioco più vario.

Il flusso del gioco (qui trovate il manuale in italiano) è da quel momento semplice, alternandosi la fase notturna con quella diurna: nella prima il moderatore invita tutti i giocatori a chiudere gli occhi, permettendo solo ai lupi mannari di aprirli, decidendo essi, a gesti (se parlano li riconoscereste!) chi vogliono ‘mangiare’ quella notte; nella seconda i villici invece discutono su chi possa o non possa essere un lupo, mettendo ai voti chi linciare (partecipano qui, unica loro attività residua, anche i giocatori, ora diventati ‘fantasma’ – ci sono apposite 22 carte allo scopo – già ‘mangiati’ in precedenza). I due giocatori più votati vanno poi al ‘ballottaggio’ per scegliere il ‘linciando’.

L’idea è quella che la discussione possa essere aiutata anche dalla presenza, tra i villici, di un ‘veggente’, il quale, ogni sera, prima della ‘cena’ dei lupi, può chiedere al moderatore (mentre tutti hanno gli occhi chiusi) se un certo giocatore è un lupo mannaro o meno: premesso che nessuno può rivelare sino alla fine la propria carta personaggio, molte delle dinamiche vertono intorno alla possibilità per i lupi di bluffare, cercando di spacciarsi per veggente, così come il veggente deve evitare, prima di aver acquisito sufficienti informazioni, di scoprirsi, per evitare che i lupi la sera successiva se lo pappino …
La partita ha termine quando tutti i lupi mannari sono stati linciati (vincono i villici) o quando i lupi sono rimasti in numero pari ai villici: a quel punto si rivelano e pappano i villici residui (vincendo).
I personaggi aggiuntivi, che si inseriscono uno alla volta al superamento del numero di otto partecipanti, sono dotati a loro volta di caratteristiche speciali, utili a (scusate il gioco di parole) mescolare le carte: per esempio il medium può, una volta per notte, chiedere ad un ‘linciato’ (ora diventato fantasma) se era un lupo o meno, l’indemoniato è un umano che parteggia per i lupi mannari e vince se vincono loro (senza sapere però chi sono), la guardia del corpo protegge ogni turno un umano dall’essere sbranato (lo indica la notte prima dei lupo). Tra gli altri spicca poi il mitico criceto mannaro, il quale, pur morendo se  identificato nella notte dal veggente, non può essere sbranato dai lupi e vince (da solo) se è ancora vivo alla fine della partita.

Quanto all’espansione della Lupa Mannara le particolarità introdotte sono tante, a partire dalla introduzione di meccanismi idonei a poter sperimentare il gioco anche con gruppi più ridotti, visto che con essa il numero dei giocatori diventa da 4 a 30.

A livello di componentistica sono introdotti 10 nuovi personaggi speciali (con le relative carte e con cinque segnalini in cartone a rappresentare le capacità speciali si alcuni di essi), 2 carte villico, una lupo mannaro e 14 carte ‘aura’, utili per il gioco da 4 a 7 giocatori. 

Anche qui non scendo troppo nei dettagli, rimandandovi alla lettura del manuale in italiano dal sito della casa, ma segnalo la presenza di vari nuovi personaggi, tra i quali la lupa mannara Lara la quale, messa in gioco al posto di un lupo mannaro, ha la possibilità di sbranare anche un altro lupo mannaro, il barone samedi, il quale può resuscitare un villico, Dorian Wolf, il quale può sacrificare il suo quadro per rimanere in vita o la mucca mannara, la quale ‘sogna di essere un lupo mannaro’ e vince con la loro fazione e così via.
Le regole speciali per 4-7 giocatori prevedono invece che ogni partecipante abbia ora in pratica due vite, perdendo, prima di morire, la loro ‘aura’ e che ciascuno di essi ricopra il ruolo di uno specifico personaggio, rendendo così l’esperienza di gioco decisamente più animata (ed un pelino più complessa, visto che si devono tenere conto le caratteristiche e peculiartà di tutti i presenti).

ma che denti grandi che hai … per mangiarti meglio !!!

Lupus in Tabula rappresenta una intelligente rivisitazione ed elaborazione di un gioco di gruppo molto diffuso, ossia werewolf (lupo mannaro), ai meccanismi base del quale sono stati aggiunte numerose varianti, prima fra tutte quella legata alla presenza dei numerosi personaggi ideati dalla fantasia di Domenico di Giorgio (coadiuvato da Andres Voicu per l’espansione). L’idea di fondo è semplice a sufficienza per poter essere spiegata a tutti in due minuti e giocata altrettanto velocemente, rappresentando una calzante ambientazione idonea a coinvolgere i partecipanti, che vedono assottigliarsi giorno dopo giorno il loro numero, facendosi prendere dalla più classica caccia alle streghe: i villici quindi potranno contribuire loro stessi alla propria rovina, linciando dei compaesani innocenti, ma possono anche arrivare ad azzeccare il giusto ‘capro espiatorio’, conquistando la vittoria ed incolumità fisica.

Forte è quindi, come si percepisce, l’interazione e molto della capacità di divertire dipende dal gruppo dei giocatori e dalla loro disponibilità a mettersi in gioco, dialogando, litigando, sbracciandosi, imponendosi sugli altri, il tutto sempre stando attenti a non mettersi troppo in evidenza, per evitare che il gruppo, nel dubbio, decida di sbranare proprio quelli che maggiormente si agitano. La semplicità del gioco fa si che non esista una strategia vincente in assoluto: a volte vincono i più silenziosi, altre volte conta molto la fortuna nel mangiarsi subito proprio il veggente e/o i più pericolosi dei villici, oppure quella dei popolani di azzeccare subito (magari ‘perchè è antipatico’ …) uno dei lupi mannari. E’ facile che, nella bolgia che il gioco stimola, possano essere coinvolti anche i più silenziosi, per cui senza dubbio Lupus è titolo adatto per caotiche serate tra grupponi di amici che hanno voglia di fare ‘casino’ tra loro. L’espansione introduce ulteriori elementi e personaggi, rappresentando il giusto complemento per chi giochi da tempo con la scatola base e sia alla ricerca di nuove opzioni di gioco (e motivi di discussione …) e nel contempo sono proposte regole utili a sperimentare il gioco anche con tavole meno affollate del gioco base (non è facilissimo avere otto-nove persone tutte insieme).

La sensazione personale che ho è che il gioco continui a dare il suo meglio nelle versioni a più giocatori (del resto si tratta di una fascia di titoli indirizzati proprio ai gruppi più numerosi), ma gli esperti del gioco base potranno trovare giusti motivi di divertimento anche quando manca magari proprio quella persona (o qualcosa di più) per fare numero. Non immediate ho trovato le regole speciali per i gruppi più piccoli, ma sicuramente la cosa è da attribuirsi alla mia infrequenza di gioco (di rado mi trovo in gruppi abbastanza numerosi da tirarlo fuori ..).

In conclusione Lupus in Tabula è un titolo adatto a tutti ed indirizzato in particolare ai gruppi numerosi vogliosi di passare un’oretta insieme tra quattro risate e molta confusione.

Semplice ed immediato da spiegare, non è troppo profondo, ma la presenza di vari personaggi, con abilità speciali, può dare anche il giusto pizzico di ‘tattica’. L’espansione La vendetta della lupa mannara rappresenta poi utile complemento per chi abbia già un pò ‘esaurito’ il gioco base, nonchè per serate nelle quali non si riesca a raggiungere il numero legale ‘minimo’ necessario per il gioco base.

Segnalo che il gioco base di Lupus in Tabula è disponibile in vendita sul negozio online Egyp.it al prezzo di euro 17,04 e che allo stesso prezzo è possibile trovare anche l’espansione La vendetta della Lupa Mannara.
  

— Le immagini sono tratte dal manuale e/o dal sito della casa produttrice (dV Giochi) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —

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